Vacanza sullo yacht (parte 16)

Scritto da , il 2021-11-16, genere sadomaso

In un momento di silenzio Enrico chiamò la schiava che si recò vicina a lui.
“Mi sembra che vi stiamo dando molto da mangiare, con la fame che avete per voi è oro”.
Marta intuì che quella frase stava in realtà anticipando ben altro e salì in lei quella sorta di tensione che era anche causa del loro piacere.
“Sì Padrone”.
Più che una conferma era l’attesa del prosieguo.
“Non ti sembra che tu ci debba ringraziare?”
Marta sapeva cosa il Padrone volesse. Un atto fisico di ulteriore sottomissione, essere costretta a ringraziare per alcune bucce raccolte da terra come i cani sottolineava il suo stato di schiava, e questo la eccitava.
Così si stese sul ventre e strisciò sotto il tavolo per andare a baciare i piedi di tutti e, ad ogni tocco di labbra, pronunciava il suo ringraziamento.
E’ sempre particolare stare stese a terra sotto il tavolo, spersonalizzante in quanto si vedono solo gambe e piedi.
Quando uscì, Enrico chiamò lo schiavo.
“Magari le signore preferiscono una leccata da un cane maschio”.
Toccò ad Andrea stendersi sul ventre e, fatto il giro del tavolo, andare sotto per leccare i piedi femminili. Fortunatamente per lui le donne erano sedute una di fronte all’altra.
Quando stette per uscire, Lia gli diede un colpo col piede, forte, facendogli male.
“Facci stare comode”.
Abbey non comprese, ma lo schiavo sì, ed infatti si stese sotto il tavolo.
Lia appoggiò sopra i piedi. Abbey guardò sotto per capire cosa stesse succedendo e, sorridendo, anche lei poggiò i suoi piedi sul petto del bel ragazzo.
Enrico sorrise a Michael.
Se la schiava avesse potuto vedere quel sorriso, avrebbe saputo qual era l’ordine in arrivo.
“Schiava, noi dobbiamo restare scomodi?”
Non c’era bisogno di spiegazione alcuna.
Anche Marta si stese di schiena sotto il tavolo ed i due uomini posarono sul suo bel corpo i loro piedi.
Mentre tutti proseguivano col pasto, i due ragazzi si guardarono, avendo le teste vicine, e lessero reciprocamente eccitazione negli occhi.
Marta accarezzò i piedi del Padrone che capì l'arrendevolezza ed il coinvolgimento dei due schiavi, confermandogli la totale appartenenza.
Per un attimo si vide mentre, assieme alla moglie, li stavano marchiando a fuoco, godendo del forte significato e del loro dolore.
Era infatti intenzione dei Padroni, al rientro dalla vacanza, marchiare i due schiavi, come fossero degli animali.
Poi fu preso nuovamente dalla conversazione con gli ospiti.
Il pranzo era quasi finito ed i commensali stettero a tavola a parlare, comodamente seduti con i piedi sul morbido.
Michael appoggiò un piede sulla guancia della ragazza e lo lasciò a lungo, provando molto piacere.
I due schiavi avevano la testa vicina e Andrea volse il capo verso la moglie, vedendo il suo bel viso schiacciato sotto il piede dell’ospite.
Si sorrisero.
Lo eccitava stare sotto i piedi della Padrona e lo eccitava anche vedere la sottomissione della moglie.
Avrebbe voluto baciarla. Se entrambi avessero tirato fuori la lingua probabilmente avrebbero potuto toccarsi.
Lo fecero ma, ubbidienti al divieto, si fermarono a pochi millimetri dal contatto.
In quel momento il viso di Andrea si ritrovò sotto il piede di Lia. Poco dopo lo schiavo sentì il piede di Abbey posarsi sul suo membro rigido. Evidentemente le piaceva perchè continuava a muoverlo, passando dal pene ai testicoli.
Lui era sempre più eccitato. Marta era sempre sotto il piede di Michael e non poteva vedere cosa stesse succedendo.
lo capì quando sentì Abbey commentare l’erezione con la quale stava giocando.
Marta, conoscendolo, era preoccupata che suo marito godesse senza il permesso dei Padroni.
Si fece seria in volto quale monito per Andrea che, si avvide, stava cercando di controllarsi.

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