Vacanza sullo yacht (parte 17)

Scritto da , il 2021-11-17, genere sadomaso

“Immagino che userete gli schiavi anche per soddisfarvi sessualmente”.
La curiosità dell’ospite era forte.
“eheheh certo cara”.
Lia soddisfò la sua richiesta dando una risposta che, pensava, fosse scontata.
In effetti lo era, ma era una di quelle domande formulate giusto per avviare un discorso, utile per apprendere particolari eccitanti, più che per avere informazioni.
Abbey era eccitata tenendo il suo piede sul pene di Andrea, steso sotto il tavolo a fungere da poggiapiedi assieme alla moglie.
“Lo schiavo lo ha duro come il legno, deve essere divertente usarlo”.
Gli schiavi sotto il tavolo non sentirono la risposta che doveva essere stata data a gesti, in quanto sentirono tutti ridere.
Si trasferirono sulle poltroncine dove gli schiavi servirono loro il caffè.
Abbey, sempre più coinvolta, chiese se potesse avere ancora lo schiavo per poggiare i piedi.
Più che altro voleva giocare col suo membro duro.
Marta restava invece inginocchiata per servire acqua o zucchero o qualsiasi altra cosa. Portò anche dei cioccolatini e tutti ne presero uno.
Lia scartò un cioccolatino e chiamò Marta che le si mise inginocchiata a fianco con la testa reclinata indietro e la bocca aperta.
La Padrona gettò nella bocca la carta.
La cosa fu naturale e gli ospiti dedussero che fosse cosa normale usare la bocca degli schiavi quali cestini.
La schiava fece il giro di tutti i Padroni che gettarono le loro carte in bocca. Chi intera chi invece l’aveva appallottolata.
Marta restò con la bocca piena di carte reggendo ancora il piattino con i cioccolatini, nel caso in cui qualcuno ne volesse ancora.
Michael fece cenno alla schiava di avvicinarsi, ne prese ancora uno e gettò la carta in bocca senza appallottolarla. La bocca era quasi piena e dovette schiacciarla giù per farla stare dentro.
Abbey stava divertendosi sempre col membro di Andrea.
“Ma è sempre più duro!!!”
Risero tutti mentre evidentemente Andrea stava provando piacere.
“Se ci giocassi ancora un po’ questo godrebbe”.
“Se ti diverte, fallo. Noi ci disinteressiamo del loro orgasmo, a meno che non sia fonte di divertimento, come adesso”.
L’ospite scoprì il piacere di un pene duro sotto il piede. Tenne l’altro comodamente appoggiato sul ventre del ragazzo e cominciò a giocare col sesso.
Tutti, divertiti, li stavano guardando.
Passava sopra il piede come fosse un mattarello, a volte schiacciando altre lievemente.
Gli dava piccoli e rapidi calcetti. Poi scendeva con le dita dei piedi a massaggiare i testicoli.
Il pene era sempre più duro per il divertimento di tutti.
Abbey evidentemente ci sapeva fare. Quando si accorgeva che lo schiavo arrivava vicino all’orgasmo desisteva e spostava il piede, per riprendere subito dopo.
Si alzò in piedi e chiese a Lia di aiutarla con l’equilibrio. Salì sopra il ragazzo e mise un piede sopra il membro pesandosi completamente con tutto il corpo.
Si mise a camminare sul giovane giocando col sesso, sapendo quanto lo schiavo provasse piacere ad avere il peso sopra di sé.
Andrea non ce la fece più e mentre l’ospite lo usava come tappeto godette sui suoi piedi, facendo uscire una enorme quantità sperma, frutto delle numerose settimane di eccitazione e di orgasmo negato.
Tutti risero.

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