La setta (parte 39)
di
Kugher
genere
sadomaso
Le emozioni di Mattia erano diametralmente opposte a quelle di Ilaria. In ogni caso, pur se individualmente, le due emozioni sortivano l’effetto di allontanare le componenti della coppia “regale” creando prima un muro tra loro.
Ilaria si vedeva esposta nei confronti di Simona. Non tanto per l’umiliazione che, comunque, era forte ma vissuta individualmente. Quanto, invece, per il fatto che una schiava che vede la Padrona in schiavitù, non può che scoprire la fragilità di una posizione che, prima, era un punto di riferimento per le sue debolezze. E’ istintivo che per queste ultime occorra una persona forte, capace di sopperire alle mancanze psicologiche e farsene carico. La situazione di quella serata, invece, sbatteva addosso alla schiava una serie di criticità alle quali non sarebbe mai stata data risposta.
La frattura nella mente di quella giovane schiava avrebbe potuto essere irrimediabile e trovare ulteriori allargamenti e nuove fratture che, a loro volta, sarebbero state viste anche dagli altri i quali sicuramente avrebbero fatto domande a quella puttana. Questo avrebbe generato l’effetto dell’insorgenza di feroci dubbi nei confronti dei Padroni che erano sempre stati al centro di storie fantastiche.
Mattia, invece, aveva già superato questa fase che non era più una preoccupazione, per lui. Infatti, per lui la preoccupazione era quella di ritardare il più possibile lo scoppio della bomba in quanto sapeva che la speranza che tutto si sistemasse era alquanto remota. Riuscire a far sì che Ilaria non venisse a sapere dei conti correnti sequestrati sarebbe stato un grandissimo successo. C’erano un bel po’ di soldi in quelle fantastiche scatolette fiscali che gli avrebbero consentito di sparire.
Al momento erano bloccati solo quelli intestati esclusivamente a lui. Non avevano toccato quello intestato anche a Ilaria sul quale, comunque, vi era un notevole deposito. Si era chiesto spesso il perchè di quella scelta da parte di Gherardo o di chi per lui. In ogni caso sperava che gli altri, finita la baraonda, glieli sbloccassero. Pertanto, quello che sarebbe potuto succedere da quella sera in poi in comunità gli interessava relativamente.
Al momento sperava solo che Ilaria facesse la schiava senza rovinare troppo le uova in quel paniere già abbastanza compromesso.
Simona, mentre Ilaria era andata a fare gli ultimi preparativi in sala da pranzo, era rimasta quale sgabello di Gherardo. Si aspettava di doverlo servire sessualmente ma, invece, l’uomo si limitò a lasciarla quale spettatrice con un ruolo secondario di sottomessa. Nell’aria si respirava il fatto che la vera e unica schiava sarebbe stata Ilaria, cioè quella che, per lei, era la Padrona.
La cosa la lasciava perplessa. Aveva il cuore in fase perennemente accelerata, non tanto e non certo per il potenziale uso sessuale da parte dell’uomo, cosa alla quale era stata abitata da Mattia, quanto per ciò cui assisteva e sentiva. Tutto il suo mondo veniva capovolto.
Aveva dimenticato la perenne sensazione di sonno e di fame nella quale veniva lasciata, lei e tutti gli altri della comunità. Una duplicità di sensazioni che, inevitabilmente, la lasciavano in uno stato di costante debolezza che influiva anche sulle analisi delle situazioni, trovandola sempre pronta ad accettare tutto ciò che i Padroni per lei ritenevano.
In quella fase non stava elaborando nulla. Si limitava a registrare i fatti e gli eventi, le sensazioni che percepiva per ciò che stava accadendo e sarebbe accaduto.
“Hai comunicato a Ilaria che ti abbiamo sequestrato i conti correnti nei paradisi fiscali intestati solo a te?”
Mattia ebbe un sussulto. Quello stronzo di Gherardo sapeva benissimo che la circostanza era rimasta segreta. Lo scopo della domanda era volto a far sapere a quella puttana di Simona dell’esistenza di quei maledetti conti.
Guardò istintivamente la schiava ai piedi dell’uomo, ma il capo era coperto dai capelli e non aveva modo di osservare l’espressione, sicuro, comunque, che aveva sentito tutto.
Ogni flebile speranza di uscirne totalmente indenne era sfumata in quell’esatto momento, non tanto perché la cagna a terra aveva sentito e avrebbe riferito, quanto perché Gherardo gli aveva indirettamente comunicato che tutto sarebbe stato reso noto. Era solo questione di tempo.
Gherardo non aspettò nemmeno la risposta. Si alzò e impugnò il guinzaglio della schiava.
“Forza, è ora di cena. La schiava di là avrà già sistemato tutto”.
Simona lo seguì stando carponi. Se quell’uomo avesse voluto diversamente glielo avrebbe comunicato.
In sala Ilaria era stesa sul lungo tavolo da pranzo.
Come le era stato ordinato, indossava solo autoreggenti e decollete nere.
Ilaria si vedeva esposta nei confronti di Simona. Non tanto per l’umiliazione che, comunque, era forte ma vissuta individualmente. Quanto, invece, per il fatto che una schiava che vede la Padrona in schiavitù, non può che scoprire la fragilità di una posizione che, prima, era un punto di riferimento per le sue debolezze. E’ istintivo che per queste ultime occorra una persona forte, capace di sopperire alle mancanze psicologiche e farsene carico. La situazione di quella serata, invece, sbatteva addosso alla schiava una serie di criticità alle quali non sarebbe mai stata data risposta.
La frattura nella mente di quella giovane schiava avrebbe potuto essere irrimediabile e trovare ulteriori allargamenti e nuove fratture che, a loro volta, sarebbero state viste anche dagli altri i quali sicuramente avrebbero fatto domande a quella puttana. Questo avrebbe generato l’effetto dell’insorgenza di feroci dubbi nei confronti dei Padroni che erano sempre stati al centro di storie fantastiche.
Mattia, invece, aveva già superato questa fase che non era più una preoccupazione, per lui. Infatti, per lui la preoccupazione era quella di ritardare il più possibile lo scoppio della bomba in quanto sapeva che la speranza che tutto si sistemasse era alquanto remota. Riuscire a far sì che Ilaria non venisse a sapere dei conti correnti sequestrati sarebbe stato un grandissimo successo. C’erano un bel po’ di soldi in quelle fantastiche scatolette fiscali che gli avrebbero consentito di sparire.
Al momento erano bloccati solo quelli intestati esclusivamente a lui. Non avevano toccato quello intestato anche a Ilaria sul quale, comunque, vi era un notevole deposito. Si era chiesto spesso il perchè di quella scelta da parte di Gherardo o di chi per lui. In ogni caso sperava che gli altri, finita la baraonda, glieli sbloccassero. Pertanto, quello che sarebbe potuto succedere da quella sera in poi in comunità gli interessava relativamente.
Al momento sperava solo che Ilaria facesse la schiava senza rovinare troppo le uova in quel paniere già abbastanza compromesso.
Simona, mentre Ilaria era andata a fare gli ultimi preparativi in sala da pranzo, era rimasta quale sgabello di Gherardo. Si aspettava di doverlo servire sessualmente ma, invece, l’uomo si limitò a lasciarla quale spettatrice con un ruolo secondario di sottomessa. Nell’aria si respirava il fatto che la vera e unica schiava sarebbe stata Ilaria, cioè quella che, per lei, era la Padrona.
La cosa la lasciava perplessa. Aveva il cuore in fase perennemente accelerata, non tanto e non certo per il potenziale uso sessuale da parte dell’uomo, cosa alla quale era stata abitata da Mattia, quanto per ciò cui assisteva e sentiva. Tutto il suo mondo veniva capovolto.
Aveva dimenticato la perenne sensazione di sonno e di fame nella quale veniva lasciata, lei e tutti gli altri della comunità. Una duplicità di sensazioni che, inevitabilmente, la lasciavano in uno stato di costante debolezza che influiva anche sulle analisi delle situazioni, trovandola sempre pronta ad accettare tutto ciò che i Padroni per lei ritenevano.
In quella fase non stava elaborando nulla. Si limitava a registrare i fatti e gli eventi, le sensazioni che percepiva per ciò che stava accadendo e sarebbe accaduto.
“Hai comunicato a Ilaria che ti abbiamo sequestrato i conti correnti nei paradisi fiscali intestati solo a te?”
Mattia ebbe un sussulto. Quello stronzo di Gherardo sapeva benissimo che la circostanza era rimasta segreta. Lo scopo della domanda era volto a far sapere a quella puttana di Simona dell’esistenza di quei maledetti conti.
Guardò istintivamente la schiava ai piedi dell’uomo, ma il capo era coperto dai capelli e non aveva modo di osservare l’espressione, sicuro, comunque, che aveva sentito tutto.
Ogni flebile speranza di uscirne totalmente indenne era sfumata in quell’esatto momento, non tanto perché la cagna a terra aveva sentito e avrebbe riferito, quanto perché Gherardo gli aveva indirettamente comunicato che tutto sarebbe stato reso noto. Era solo questione di tempo.
Gherardo non aspettò nemmeno la risposta. Si alzò e impugnò il guinzaglio della schiava.
“Forza, è ora di cena. La schiava di là avrà già sistemato tutto”.
Simona lo seguì stando carponi. Se quell’uomo avesse voluto diversamente glielo avrebbe comunicato.
In sala Ilaria era stesa sul lungo tavolo da pranzo.
Come le era stato ordinato, indossava solo autoreggenti e decollete nere.
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