Svaghi pomeridiani
di
Laura m
genere
bisex
Svaghi pomeridiani
1. Sola.
Mamma mia che caldo, fuori 38 gradi, in casa 30. Ho il torace umido, la camicetta appiccicata alla pelle, umida anche nelle cosce. Accendo il climatizzatore, lo fermo al deumidificatore, così non prendo una bronchite. E mentre ci sono mio tolgo la camicetta, ecco così, prendo aria. Mi guardo i seni: non c’è male, mi sono sempre piaciute le mie tette, belle rotonde, piene. Piacciono anche a mio marito, quando è in vena me le succhia e lecca …. ah, sì, piacciono anche ad altri, almeno a quelli con i quali sono stata a letto. Sì, ogni tanto tradisco mio marito, lo fa lui perché non dovrei farlo anch’io. Una volta mi ha tradita con Marisa, una mia amica sposata … l’ho capito per certi movimenti. Chissà che hanno fatto … beh quello che facciamo tutti … Anche dietro? Possibile, Marisa dietro si presenta molto bene … Ma che penso? Dai … che caldo .. mi tolgo anche la gonna. O dio, tutte le cosce sudate e anche sotto le mutandine … via tutto, tutto, viva la libertà. Sono umida anche tra i peli della fica … Se ci fosse uno qui a vedermi lo farei eccitare. Si ecciterebbe anche la mia fichetta, vero fichetta? Vuoi essere toccata? Dove, sul bottoncino? Bello toccarsi sul bottoncino … lo facevo spesso da ragazza. Ti piace amica mia, vero? Sì ti tocco, così .. che bello. Tocco la piccola buca nascosta là sotto … vuoi che ti accarezzi? Sìììì, che bello. Ma sarebbe meglio un bel cazzo duro, vero? Ti ricordi quello di Giancarlo, al mare? Ti sei divertita .. era grosso ma piacevole, dici che il mio dito è piccolo? Sarà, però mi ha fatto venire voglia, vorresti un bel cazzo, vero? Anch’io, ma siamo sole… Dai guardiamoci un filmetto. Chissà che storia c’è in questa videocassetta? “Donne sole”, è il titolo, sole come me e te, cara fichetta. Vediamo un po’, facciamo partire il video. Uhm ...belle donne … si baciano … che lingue … ma io volevo vedere dei bei cazzi. Forse arrivano dopo … Come si succhiano le lingue … una fa scendere la mano fino agli inguini dell’altra … oh dio, che bell’apparato … Un bel ciuffo di peli, in mezzo al quale le dita trovano … mamma mia che ficona … Gliela palpa … mmmm… Ora la fa chinare, proprio davanti a me c’è il culo, magnifico, con le grandi labbra che emergono tra le cosce. Le accarezza la fica e il buco del culo … che porcelle … mi fanno arrapare … ma sì, allargo le gambe e mi accarezzo. Ora quella in piedi si china e lecca tutto quel ben di dio … mamma mia mi farei leccare anch’io … e forse leccherei anch’io, mai fatto … ora le due donne si sdraiano, fanno un 69 … la macchina da presa si avvicina … si vede benissimo come la lingua gioca con la fica … mamma mia, tutte e due, una sopra l’altra sotto, a mangiarsi la fica reciprocamente… Che bello! HO voglia. Sì, ho voglia. Mi masturbo … voglio una fica da leccare … Marisa, chissà se Marisa è disposta .. si è fatta leccare da mio marito, perché non da me? Sì, Marisa leccami .. ti lecco anch’io, facciamo come quelle del film … sì, Marisa sì, sì ti lecco, sì Marisa leccami, bello bello bello …
2.- Adriano
“Ciao Velia, vado via … ricordati che alle tre, fra un’ora, verrà Adriano, il tecnico del computer, lui sa cosa fare, ciao”. E così, come tutti i giorni Velia era rimasta sola. Aveva un lungo pomeriggio davanti a sé, e come quasi in tutti i giorni, aveva poco da fare, almeno fino alle 17; a volte leggeva, oppure guardava la tv, per rivedersi qualche film. Certe volte passava qualcuna delle amiche, si fermava per un caffè e poi andava via. Spesso aveva voglia di fare l’amore, il pomeriggio le faceva venire questa voglia: allora si guardava un filmetto porno e finiva per masturbarsi. Aveva scoperto su Internet alcuni siti porno ed ogni tanto vi ricorreva. Gli piacevano i film in cui erano in tre, due uomini e una donna che veniva soddisfatta dai due in tanti modi; una volta aveva visto anche un terzetto composto da una lei un lui e una trans. Bella la trans, in effetti, ma armata di un bel membro grosso; e fu la prima volta in cui il maschio del terzetto aveva fatto anche da donna, nel senso che lo aveva preso in bocca e poi anche nel … sì, anche lì. La visione di questa scena, dapprima la scombussolò, poi invece … le piacque molto e per qualche tempo, per masturbarsi, la rivedeva. Chissà se suo marito ne sarebbe stato capace, pensò … Aveva sempre voglia di pomeriggio … non è che il marito la trascurasse, anzi era piuttosto voglioso anche lui e molto vigoroso, ma lei era insaziabile, che poteva farci. Le era capitato di tradirlo, d’altra parte anche lui la cornificava appena poteva. Né lei né lui, comunque, si facevano problemi: sapevano che il sesso era una forza invincibile e poi una scopata non sarebbe stata capace di rompere un forte legame come il loro.
Intanto era passato il tempo, e alle 15 in punto squillò il campanello di casa. Era il tecnico del computer, un giovanotto aitante, in tuta da lavoro. Lo guidò nello studio e gli chiese se voleva un caffè. “Sì, grazie”. Andò in cucina, mentre il giovanotto apriva il computer. Quando tornò il tecnico stava già aprendo diversi file. “Suo marito mi ha detto che mentre lavora, improvvisamente sul monitor appaiono immagini strane, non richieste”.- “Che immagini?” fece lei. “Come queste … e cliccando fece apparire una scena porno, su cui lei si era fermata più volte: una bella ragazza che con la bocca stava giocando con un membro maschile di proporzioni anomale. Lei diventò rossa rossa, non sapeva che dire: “Mah! Non so, io ci metto poco le mani …”. Il tecnico fruzzicò ancora dentro la macchina, cancellò quella scena e cercò di sistemare il programma di riproduzione dei filmati. Ma improvvisamente ecco un’altra scena di sesso: stavolta c’era una lei a novanta gradi, dietro di lei uno che glielo infilava nella fica e davanti un altro che le scopava la bocca. “Accidenti!” fece lui. Lei non sapeva dove nascondersi. “Signora non si preoccupi, riparando computer mi sono accorto che nove su 10 contengono questi filmetti. È normale. Anche a mia moglie e a me piacciono, li guardiamo e ci facciamo certe scopate bibliche. Lei li guarda da sola o con suo marito?” Il giovanotto aveva capito tutto e aveva fatto in modo di non farla imbarazzare. “Ora io le indico un altro sito, più sicuro e sistemo le cose in modo da non far apparire scene di questo genere”. Cancellò, cliccò, scrisse, spense la macchia la riaccese. Alla fine le disse:”Ecco, quando vuole vedere qualche filmetto ben fatto, questo è un sito elegante, non ci sono certe schifezze tipiche della pornografia. Ne guardiamo uno per esempio?” In effetti fin dalle prime immagini la qualità del film era notevole, come foto, come colori ed anche come trama. Gli attori erano tutti belli, le scene seguivano con un tono erotico elegante che aumentava via via che andava avanti la storia. Ambienti di lusso, atmosfere lussuriose, carezze molto erotiche … Velia guardava con attenzione. Sì, quello era il sesso che avrebbe voluto fare. Scambi di mariti, di mogli, ammucchiate, cazzi che entravano ed uscivano dalle bocche, dalle fiche, dai culi; mani che toccavano tette, chiappe, fiche. Sì, bello, pensò Velia e mentre guardava con attenzione, sentì la mano del tecnico che da dietro le alzava la gonna, le palpava le chiappe, si infilava tra le gambe e le carezzava la fica. Inconsapevolmente l’abbracciò, gli leccò l’orecchia e gli sussurrò: “Chiavami”. Lui la fece abbassare: “Apri la bocca” le disse. Abbassò la tuta e come un’anguilla il cazzo balzò fuori, giù duro e scappellato. Glielo infilò in bocca con decisione; lei lo ricevette fino in gola; poi lui prese lei da sotto le ascelle e la trasportò di peso sul tavolo, le aprì le gambe, le sfilò gli slip, le fece appoggiare le mani dietro e lei così si aprì tutta. Lui si chinò e la leccò a lungo. Poi si rizzò lo prese in mano, con la sinistra le aprì le grandi labbra e con la destra lo introdusse nel profondo della vagina.
3.- Marisa.
Si erano date appuntamento per il primo pomeriggio e Marisa, puntuale come una cambiale aveva premuto il campanello. “Oh, sei tu? Un po’ in anticipo?.” – “No, in questo momento scocca l’ora solenne, vedi il mio orologio?” Si abbracciarono e si palparono come di consueto. “Ultimamente con chi hai tradito tuo marito?” – “Io con nessuno.”disse Velia. “Dai, non dire bugie, qualche giorno fa ho visto un bel giovanotto ...”- “Oh, niente di particolare, era il tecnico del computer … una sveltina. E tu, ti sei vista ancora con mio marito?”. “Ma no, dai, ancora con questa storia!” – “Lo sai che non sono gelosa, però mi piacerebbe sapere cosa avete fatto … Sai? Mi sarebbe piaciuto guardarvi mentre …” - “Accidenti, ma sei una pervertita! … Cosa avresti guardato?”- “Mentre gli facevi il pompino … chissà che smorfie facevate .” Erano sedute sul divano, le gonne tirate su a mostrare quattro belle cosce tornite. “Io non faccio smorfie, succhio e lecco ..” . “E lui ti ha toccato la fica? Così?” e le infilò la mano fra le cosce. “Velia, dai, non cominciare, sai che sono sensibile …” - “Come è bella polposa … uhmmmmmm”- La sua mano perlustrava tutto quel ben di dio, andava anche sulle chiappe rotonde dell’amica. “Che bel culo che hai, chissà come te l’ha strizzato mio marito … te lo guarda sempre … belle rotondità sì, belle .. e questo? È il buchetto” . “Lascialo stare, dai”- “Te lo sei fatto leccare da quel porco? Fra poco te lo leccherò anch’io … Dimmi, ti ha sodomizzata?” . “Sì.” . “Troia … sei una troia .. prima o poi ti farai inculare ancora, ed io vi vorrei guardare, mentre sono sdraiata davanti a te, ti offro la fica e mentre lui ti penetra dietro tu mi lecchi la fica .. oh dio come vorrei fosse ora!”. “Alt!, fermiamoci. Siano partite in quarta. Ricominciamo da capo. Spogliamoci, totalmente nude. Godiamo dei nostri corpi ora che possiamo”. Si spogliarono. Due belle signore in carne, ma ancora solide, con le tette prorompenti e chiappe rotonde e sode. “Come sei bella!” disse Velia. “Anche tu”, disse Marisa. Si abbracciarono, incollarono le labbra in un focoso bacio, mentre le lingue si intrecciavano dentro le bocche. Le quattro mani scorrevano piano piano sui seni, sui fianchi, su glutei … si accarezzarono le fiche, si masturbarono l’una di fronte all’altra, provarono a sodomizzarsi reciprocamente con le dita, Poi si sdraiarono, l’una sull’altra, bocca fica /fica bocca, si succhiarono leccarono fino a quando esauste si alzarono per andare in bagno a lavarsi.
4.- Aspettando Sandro.
“Pronto? Ciao Velia, sono Marisa.” – “Ciao, mia dolcezza .. come mai sta telefonata? Non dirmi che hai voglia di vedermi …” - “Ahaha … quello sempre, mia dolce patata … No, voglio chiederti se domani pomeriggio sei libera …” - “Sì che sono libera, per te sempre … sai che non mi stanco mai di leccarti e succhiarti …”- “Stavolta ti propongo qualcosa di più consistente … “ - “Cioè?” – “Sandro vorrebbe conoscerti.” . “Sandro chi? Il tuo amico di ora? Mi hai detto che te lo scopi.” -”Sì, ci conosciamo da un mese circa … gli ho parlato di te.” – “Come mai?” – “Mi chiese se mi piacesse come mi stava leccando, gli ho detto che avevo provato di meglio. Si è offeso, quasi, poi gli ho detto che non si trattava di un uomo ma di una donna … ha insistito perché gliela facessi conoscere, gli ho detto di sì ed eccomi qua. Che ne dici?” – “Amore, per te faccio tutto se me la lasci assaggiare un po’.” – “Non te ne pentirai … sa come riempirti la bocca ed anche il resto … se ci penso, mi eccito...”- “Quanto sei troia … scommetto che sei senza mutande.” – “Toccati!” – “Lo sto facendo da quando ho cominciato a telefonarti, anche sentire la tua voce mi eccita … sei anche tu nuda?” – “Sì”. – “Bello … ti palperei il culo, scosterei le chiappe e ti leccherei l’ano … aiuterei Sandro a sodomizzarti …” . “Amore, sai che non ci riesco ...Mio marito ci prova sempre, ma in 15 anni ci è riuscito solo un paio di volte …” . “Vedrai, con Sandro è più facile perché non ce l’ha grosso .. è strano, ce l’ha lungo e un po’ esile, quando mi scopa è come se mi impalasse fino allo stomaco. E per dietro è l’ideale … io te lo leccherò e lui ti penetrerà … uhmm … Vi guarderò e mi farò un bel ditalino … “- “Sei troia, te lo dico sempre … ti stai toccando, vero?” – “Sì, toccati anche tu … “ - “A chi lo dedichiamo?” - “ A Sandro, ovvio … vedi ce l’ha bello ritto … lecchiamolo insieme, una slinguata tu ed una io … e nel mentre ci accarezziamo le terga, mettimi due dita nella fica … io provo col tuo culo … sì, così …” - “Amore? Sto per venire … “ - “Anch’io amore, a domani …”.
5.- Lungo e snello.
Velia aprì la porta d’ingresso e li trovò lì che già limonavano: bocca a bocca, lui le palpava il bel culo, lei con la mano gli massaggiava qualcosa sotto la patta. “Prego, entrate”. – Marisa e Velia si abbracciarono e si baciarono, Velia si limitò a stringere la mano che le veniva porta: “Piacere, Sandro” – “Piacere mio, Velia”. “Se permettete faccio io gli onori di casa e le presentazioni ufficiali”, disse Marisa, perché sono io che ho organizzato quest’incontro”. Si spostarono nel salotto, Sandro prese posto su una poltrona, Velia nel divano di fronte, Marisa rimase in piedi. Velia aveva indossato una gonna molto corta, le si vedevano quasi tutte le cosce fino all’inguine; anche Marisa era succinta e con una gonna aderentissima che si apriva e chiudeva mediante una cerniera laterale e dalla quale emergevano le due semisfere del culo. Il povero Sandro vestiva una paio di jeans e una camicia a quadri.
“Secondo il galateo, si deve presentare prima l’uomo alla signora e poi questa all’uomo, ma io ribalto il galateo … Così, caro Sandro, ti presento Velia, mia cara amica. Vieni, Velia, alzati, avvicinati a me”. Nell’alzarsi la gonna si alzò ancora mettendo a nudo le cosce di Velia. “Eh, si è quasi presentata da sola … Belle cosce vero? Se le accarezzi, la sua pelle ti sembrerà seta … a me piacciono da morire… Avviciniamoci a Sandro … ecco Sandro toccale, accarezzale”. Un po’ impacciato il giovane allungò una mano e la passò sulla gamba e la coscia di Velia. “Ma ora ti faccio vedere un altro aspetto della mia dolce amica … guarda”. E cominciò a sbottonare la camicetta, sotto la quale stavano due tenere dolci colline bianche con la ciliegina sopra. Velia non aveva indossato il reggiseno … “Vedi che bellezza? “. Marisa si spostò dietro le spalle dell’amica e prese i due seni nel palmo delle mani. Le palleggiò, le palpò. “Se tu sentissi come sono morbide .. vedi il capezzolino? Succhiarlo è una delizia. Ma puoi fare anche altre cose … tra un seno e l’altro ci puoi mettere il tuo cazzo duro e fartelo massaggiare… Vero Velia?” Questa non rispose e rivolse lo sguardo verso Sandro che si era portato le mani sugli inguini. “Ora andiamo avanti nella presentazione …”. Fece scivolare a terra la gonna di Velia, che era nuda. “Vedi, questa è la vulva di Velia, bella polposa, ci puoi giocare come vuoi; e questo è il sedere, bello rotondo, quasi vergine… Ed oa veniamo a te, Sandro … Avvicinati Velia ..”. Sbottonò i pantaloni del giovane e subito comparve la sua verga, lunga … Marisa la prese in mano e la massaggiò. “Toccala, Velia, senti com’è dura …” - Velia eseguì, le piacque e cominciò a fare i movimenti di una sega. “Ti piace? Bella vero? Adesso abbassati e prendilo in bocca …” - Velia prima leccò il prepuzio, poi aprì la bocca e cominciò a succhiare e a leccare; Marisa le teneva la testa per aiutarla nei movimenti … dopo un po’ era arrapata, così si inginocchiò anche lei. “Fai succhiare anche me …”, scostò Velia e ne prese il posto. Sandro con gli occhi chiusi era tutto concentrato a non perdersi nemmeno una briciola di piacere; occhi tanto apriva gli occhi e osservava le due donne che a turno si contendevano il suo cazzo, poi il suo sguardo cadeva sulla schiena delle due, vedeva le loro chiappe ondeggiare, desiderò incularle. Si separò da loro e col cazzo in mano si mise dietro le loro schiene. Due culi meravigliosi lo aspettavano. Andò sul sicuro servendo prima Marisa, l’aveva sodomizzata altre volte; la penetrò facilmente, andò avanti e i dietro per qualche minuto, mentre le duesi baciavano e si succhiavano le lingue. Sandro cercò con la mano la fica di Marisa, la masturbò mentre le era dentro. Bastarono pochi secondi, Marisa venne. Allora Sandro si rivolse a Velia; Marisa gli aveva detto che era stretta ed in effetti l’ano si presentava chiuso. “Leccalo”, disse a Marisa. Questa eseguì subito, poi lasciò lo spazio a Sandro che, per umidificarlo meglio, le chiese di metterselo in bocca. Poi scostò la testa di Marisa e appoggiò la cappella sull’ano di Velia. Spinse piano … il cazzo scivolava adagio in quel condotto stretto, ma Sandro spingeva con decisione. Finalmente fu dentro. Aspettò di alloggiarlo meglio e poi cominciò l’altalena dentro- fuori, dentro- fuori. A Velia scappò qualche gemito, ma poi si acquietò perché sentirlo dentro le dette come una sensazione di pienezza e di calma. Sandro si muoveva con accortezza, senza smettere. I gemiti di Velia passarono dal fastidio al piacere, che aumentava sempre di più. Marisa le si accostò, sentiva che il piacere dell’amica passava anche a lei; la volle aiutare, le cercò la fica, si sistemò come poté sotto di lei e gliela leccò e succhiò. “Ahhhhhhh”, gemette Velia, “muoio muoio … che bello!”. E morì, mentre Sandro le esplodeva dentro.
1. Sola.
Mamma mia che caldo, fuori 38 gradi, in casa 30. Ho il torace umido, la camicetta appiccicata alla pelle, umida anche nelle cosce. Accendo il climatizzatore, lo fermo al deumidificatore, così non prendo una bronchite. E mentre ci sono mio tolgo la camicetta, ecco così, prendo aria. Mi guardo i seni: non c’è male, mi sono sempre piaciute le mie tette, belle rotonde, piene. Piacciono anche a mio marito, quando è in vena me le succhia e lecca …. ah, sì, piacciono anche ad altri, almeno a quelli con i quali sono stata a letto. Sì, ogni tanto tradisco mio marito, lo fa lui perché non dovrei farlo anch’io. Una volta mi ha tradita con Marisa, una mia amica sposata … l’ho capito per certi movimenti. Chissà che hanno fatto … beh quello che facciamo tutti … Anche dietro? Possibile, Marisa dietro si presenta molto bene … Ma che penso? Dai … che caldo .. mi tolgo anche la gonna. O dio, tutte le cosce sudate e anche sotto le mutandine … via tutto, tutto, viva la libertà. Sono umida anche tra i peli della fica … Se ci fosse uno qui a vedermi lo farei eccitare. Si ecciterebbe anche la mia fichetta, vero fichetta? Vuoi essere toccata? Dove, sul bottoncino? Bello toccarsi sul bottoncino … lo facevo spesso da ragazza. Ti piace amica mia, vero? Sì ti tocco, così .. che bello. Tocco la piccola buca nascosta là sotto … vuoi che ti accarezzi? Sìììì, che bello. Ma sarebbe meglio un bel cazzo duro, vero? Ti ricordi quello di Giancarlo, al mare? Ti sei divertita .. era grosso ma piacevole, dici che il mio dito è piccolo? Sarà, però mi ha fatto venire voglia, vorresti un bel cazzo, vero? Anch’io, ma siamo sole… Dai guardiamoci un filmetto. Chissà che storia c’è in questa videocassetta? “Donne sole”, è il titolo, sole come me e te, cara fichetta. Vediamo un po’, facciamo partire il video. Uhm ...belle donne … si baciano … che lingue … ma io volevo vedere dei bei cazzi. Forse arrivano dopo … Come si succhiano le lingue … una fa scendere la mano fino agli inguini dell’altra … oh dio, che bell’apparato … Un bel ciuffo di peli, in mezzo al quale le dita trovano … mamma mia che ficona … Gliela palpa … mmmm… Ora la fa chinare, proprio davanti a me c’è il culo, magnifico, con le grandi labbra che emergono tra le cosce. Le accarezza la fica e il buco del culo … che porcelle … mi fanno arrapare … ma sì, allargo le gambe e mi accarezzo. Ora quella in piedi si china e lecca tutto quel ben di dio … mamma mia mi farei leccare anch’io … e forse leccherei anch’io, mai fatto … ora le due donne si sdraiano, fanno un 69 … la macchina da presa si avvicina … si vede benissimo come la lingua gioca con la fica … mamma mia, tutte e due, una sopra l’altra sotto, a mangiarsi la fica reciprocamente… Che bello! HO voglia. Sì, ho voglia. Mi masturbo … voglio una fica da leccare … Marisa, chissà se Marisa è disposta .. si è fatta leccare da mio marito, perché non da me? Sì, Marisa leccami .. ti lecco anch’io, facciamo come quelle del film … sì, Marisa sì, sì ti lecco, sì Marisa leccami, bello bello bello …
2.- Adriano
“Ciao Velia, vado via … ricordati che alle tre, fra un’ora, verrà Adriano, il tecnico del computer, lui sa cosa fare, ciao”. E così, come tutti i giorni Velia era rimasta sola. Aveva un lungo pomeriggio davanti a sé, e come quasi in tutti i giorni, aveva poco da fare, almeno fino alle 17; a volte leggeva, oppure guardava la tv, per rivedersi qualche film. Certe volte passava qualcuna delle amiche, si fermava per un caffè e poi andava via. Spesso aveva voglia di fare l’amore, il pomeriggio le faceva venire questa voglia: allora si guardava un filmetto porno e finiva per masturbarsi. Aveva scoperto su Internet alcuni siti porno ed ogni tanto vi ricorreva. Gli piacevano i film in cui erano in tre, due uomini e una donna che veniva soddisfatta dai due in tanti modi; una volta aveva visto anche un terzetto composto da una lei un lui e una trans. Bella la trans, in effetti, ma armata di un bel membro grosso; e fu la prima volta in cui il maschio del terzetto aveva fatto anche da donna, nel senso che lo aveva preso in bocca e poi anche nel … sì, anche lì. La visione di questa scena, dapprima la scombussolò, poi invece … le piacque molto e per qualche tempo, per masturbarsi, la rivedeva. Chissà se suo marito ne sarebbe stato capace, pensò … Aveva sempre voglia di pomeriggio … non è che il marito la trascurasse, anzi era piuttosto voglioso anche lui e molto vigoroso, ma lei era insaziabile, che poteva farci. Le era capitato di tradirlo, d’altra parte anche lui la cornificava appena poteva. Né lei né lui, comunque, si facevano problemi: sapevano che il sesso era una forza invincibile e poi una scopata non sarebbe stata capace di rompere un forte legame come il loro.
Intanto era passato il tempo, e alle 15 in punto squillò il campanello di casa. Era il tecnico del computer, un giovanotto aitante, in tuta da lavoro. Lo guidò nello studio e gli chiese se voleva un caffè. “Sì, grazie”. Andò in cucina, mentre il giovanotto apriva il computer. Quando tornò il tecnico stava già aprendo diversi file. “Suo marito mi ha detto che mentre lavora, improvvisamente sul monitor appaiono immagini strane, non richieste”.- “Che immagini?” fece lei. “Come queste … e cliccando fece apparire una scena porno, su cui lei si era fermata più volte: una bella ragazza che con la bocca stava giocando con un membro maschile di proporzioni anomale. Lei diventò rossa rossa, non sapeva che dire: “Mah! Non so, io ci metto poco le mani …”. Il tecnico fruzzicò ancora dentro la macchina, cancellò quella scena e cercò di sistemare il programma di riproduzione dei filmati. Ma improvvisamente ecco un’altra scena di sesso: stavolta c’era una lei a novanta gradi, dietro di lei uno che glielo infilava nella fica e davanti un altro che le scopava la bocca. “Accidenti!” fece lui. Lei non sapeva dove nascondersi. “Signora non si preoccupi, riparando computer mi sono accorto che nove su 10 contengono questi filmetti. È normale. Anche a mia moglie e a me piacciono, li guardiamo e ci facciamo certe scopate bibliche. Lei li guarda da sola o con suo marito?” Il giovanotto aveva capito tutto e aveva fatto in modo di non farla imbarazzare. “Ora io le indico un altro sito, più sicuro e sistemo le cose in modo da non far apparire scene di questo genere”. Cancellò, cliccò, scrisse, spense la macchia la riaccese. Alla fine le disse:”Ecco, quando vuole vedere qualche filmetto ben fatto, questo è un sito elegante, non ci sono certe schifezze tipiche della pornografia. Ne guardiamo uno per esempio?” In effetti fin dalle prime immagini la qualità del film era notevole, come foto, come colori ed anche come trama. Gli attori erano tutti belli, le scene seguivano con un tono erotico elegante che aumentava via via che andava avanti la storia. Ambienti di lusso, atmosfere lussuriose, carezze molto erotiche … Velia guardava con attenzione. Sì, quello era il sesso che avrebbe voluto fare. Scambi di mariti, di mogli, ammucchiate, cazzi che entravano ed uscivano dalle bocche, dalle fiche, dai culi; mani che toccavano tette, chiappe, fiche. Sì, bello, pensò Velia e mentre guardava con attenzione, sentì la mano del tecnico che da dietro le alzava la gonna, le palpava le chiappe, si infilava tra le gambe e le carezzava la fica. Inconsapevolmente l’abbracciò, gli leccò l’orecchia e gli sussurrò: “Chiavami”. Lui la fece abbassare: “Apri la bocca” le disse. Abbassò la tuta e come un’anguilla il cazzo balzò fuori, giù duro e scappellato. Glielo infilò in bocca con decisione; lei lo ricevette fino in gola; poi lui prese lei da sotto le ascelle e la trasportò di peso sul tavolo, le aprì le gambe, le sfilò gli slip, le fece appoggiare le mani dietro e lei così si aprì tutta. Lui si chinò e la leccò a lungo. Poi si rizzò lo prese in mano, con la sinistra le aprì le grandi labbra e con la destra lo introdusse nel profondo della vagina.
3.- Marisa.
Si erano date appuntamento per il primo pomeriggio e Marisa, puntuale come una cambiale aveva premuto il campanello. “Oh, sei tu? Un po’ in anticipo?.” – “No, in questo momento scocca l’ora solenne, vedi il mio orologio?” Si abbracciarono e si palparono come di consueto. “Ultimamente con chi hai tradito tuo marito?” – “Io con nessuno.”disse Velia. “Dai, non dire bugie, qualche giorno fa ho visto un bel giovanotto ...”- “Oh, niente di particolare, era il tecnico del computer … una sveltina. E tu, ti sei vista ancora con mio marito?”. “Ma no, dai, ancora con questa storia!” – “Lo sai che non sono gelosa, però mi piacerebbe sapere cosa avete fatto … Sai? Mi sarebbe piaciuto guardarvi mentre …” - “Accidenti, ma sei una pervertita! … Cosa avresti guardato?”- “Mentre gli facevi il pompino … chissà che smorfie facevate .” Erano sedute sul divano, le gonne tirate su a mostrare quattro belle cosce tornite. “Io non faccio smorfie, succhio e lecco ..” . “E lui ti ha toccato la fica? Così?” e le infilò la mano fra le cosce. “Velia, dai, non cominciare, sai che sono sensibile …” - “Come è bella polposa … uhmmmmmm”- La sua mano perlustrava tutto quel ben di dio, andava anche sulle chiappe rotonde dell’amica. “Che bel culo che hai, chissà come te l’ha strizzato mio marito … te lo guarda sempre … belle rotondità sì, belle .. e questo? È il buchetto” . “Lascialo stare, dai”- “Te lo sei fatto leccare da quel porco? Fra poco te lo leccherò anch’io … Dimmi, ti ha sodomizzata?” . “Sì.” . “Troia … sei una troia .. prima o poi ti farai inculare ancora, ed io vi vorrei guardare, mentre sono sdraiata davanti a te, ti offro la fica e mentre lui ti penetra dietro tu mi lecchi la fica .. oh dio come vorrei fosse ora!”. “Alt!, fermiamoci. Siano partite in quarta. Ricominciamo da capo. Spogliamoci, totalmente nude. Godiamo dei nostri corpi ora che possiamo”. Si spogliarono. Due belle signore in carne, ma ancora solide, con le tette prorompenti e chiappe rotonde e sode. “Come sei bella!” disse Velia. “Anche tu”, disse Marisa. Si abbracciarono, incollarono le labbra in un focoso bacio, mentre le lingue si intrecciavano dentro le bocche. Le quattro mani scorrevano piano piano sui seni, sui fianchi, su glutei … si accarezzarono le fiche, si masturbarono l’una di fronte all’altra, provarono a sodomizzarsi reciprocamente con le dita, Poi si sdraiarono, l’una sull’altra, bocca fica /fica bocca, si succhiarono leccarono fino a quando esauste si alzarono per andare in bagno a lavarsi.
4.- Aspettando Sandro.
“Pronto? Ciao Velia, sono Marisa.” – “Ciao, mia dolcezza .. come mai sta telefonata? Non dirmi che hai voglia di vedermi …” - “Ahaha … quello sempre, mia dolce patata … No, voglio chiederti se domani pomeriggio sei libera …” - “Sì che sono libera, per te sempre … sai che non mi stanco mai di leccarti e succhiarti …”- “Stavolta ti propongo qualcosa di più consistente … “ - “Cioè?” – “Sandro vorrebbe conoscerti.” . “Sandro chi? Il tuo amico di ora? Mi hai detto che te lo scopi.” -”Sì, ci conosciamo da un mese circa … gli ho parlato di te.” – “Come mai?” – “Mi chiese se mi piacesse come mi stava leccando, gli ho detto che avevo provato di meglio. Si è offeso, quasi, poi gli ho detto che non si trattava di un uomo ma di una donna … ha insistito perché gliela facessi conoscere, gli ho detto di sì ed eccomi qua. Che ne dici?” – “Amore, per te faccio tutto se me la lasci assaggiare un po’.” – “Non te ne pentirai … sa come riempirti la bocca ed anche il resto … se ci penso, mi eccito...”- “Quanto sei troia … scommetto che sei senza mutande.” – “Toccati!” – “Lo sto facendo da quando ho cominciato a telefonarti, anche sentire la tua voce mi eccita … sei anche tu nuda?” – “Sì”. – “Bello … ti palperei il culo, scosterei le chiappe e ti leccherei l’ano … aiuterei Sandro a sodomizzarti …” . “Amore, sai che non ci riesco ...Mio marito ci prova sempre, ma in 15 anni ci è riuscito solo un paio di volte …” . “Vedrai, con Sandro è più facile perché non ce l’ha grosso .. è strano, ce l’ha lungo e un po’ esile, quando mi scopa è come se mi impalasse fino allo stomaco. E per dietro è l’ideale … io te lo leccherò e lui ti penetrerà … uhmm … Vi guarderò e mi farò un bel ditalino … “- “Sei troia, te lo dico sempre … ti stai toccando, vero?” – “Sì, toccati anche tu … “ - “A chi lo dedichiamo?” - “ A Sandro, ovvio … vedi ce l’ha bello ritto … lecchiamolo insieme, una slinguata tu ed una io … e nel mentre ci accarezziamo le terga, mettimi due dita nella fica … io provo col tuo culo … sì, così …” - “Amore? Sto per venire … “ - “Anch’io amore, a domani …”.
5.- Lungo e snello.
Velia aprì la porta d’ingresso e li trovò lì che già limonavano: bocca a bocca, lui le palpava il bel culo, lei con la mano gli massaggiava qualcosa sotto la patta. “Prego, entrate”. – Marisa e Velia si abbracciarono e si baciarono, Velia si limitò a stringere la mano che le veniva porta: “Piacere, Sandro” – “Piacere mio, Velia”. “Se permettete faccio io gli onori di casa e le presentazioni ufficiali”, disse Marisa, perché sono io che ho organizzato quest’incontro”. Si spostarono nel salotto, Sandro prese posto su una poltrona, Velia nel divano di fronte, Marisa rimase in piedi. Velia aveva indossato una gonna molto corta, le si vedevano quasi tutte le cosce fino all’inguine; anche Marisa era succinta e con una gonna aderentissima che si apriva e chiudeva mediante una cerniera laterale e dalla quale emergevano le due semisfere del culo. Il povero Sandro vestiva una paio di jeans e una camicia a quadri.
“Secondo il galateo, si deve presentare prima l’uomo alla signora e poi questa all’uomo, ma io ribalto il galateo … Così, caro Sandro, ti presento Velia, mia cara amica. Vieni, Velia, alzati, avvicinati a me”. Nell’alzarsi la gonna si alzò ancora mettendo a nudo le cosce di Velia. “Eh, si è quasi presentata da sola … Belle cosce vero? Se le accarezzi, la sua pelle ti sembrerà seta … a me piacciono da morire… Avviciniamoci a Sandro … ecco Sandro toccale, accarezzale”. Un po’ impacciato il giovane allungò una mano e la passò sulla gamba e la coscia di Velia. “Ma ora ti faccio vedere un altro aspetto della mia dolce amica … guarda”. E cominciò a sbottonare la camicetta, sotto la quale stavano due tenere dolci colline bianche con la ciliegina sopra. Velia non aveva indossato il reggiseno … “Vedi che bellezza? “. Marisa si spostò dietro le spalle dell’amica e prese i due seni nel palmo delle mani. Le palleggiò, le palpò. “Se tu sentissi come sono morbide .. vedi il capezzolino? Succhiarlo è una delizia. Ma puoi fare anche altre cose … tra un seno e l’altro ci puoi mettere il tuo cazzo duro e fartelo massaggiare… Vero Velia?” Questa non rispose e rivolse lo sguardo verso Sandro che si era portato le mani sugli inguini. “Ora andiamo avanti nella presentazione …”. Fece scivolare a terra la gonna di Velia, che era nuda. “Vedi, questa è la vulva di Velia, bella polposa, ci puoi giocare come vuoi; e questo è il sedere, bello rotondo, quasi vergine… Ed oa veniamo a te, Sandro … Avvicinati Velia ..”. Sbottonò i pantaloni del giovane e subito comparve la sua verga, lunga … Marisa la prese in mano e la massaggiò. “Toccala, Velia, senti com’è dura …” - Velia eseguì, le piacque e cominciò a fare i movimenti di una sega. “Ti piace? Bella vero? Adesso abbassati e prendilo in bocca …” - Velia prima leccò il prepuzio, poi aprì la bocca e cominciò a succhiare e a leccare; Marisa le teneva la testa per aiutarla nei movimenti … dopo un po’ era arrapata, così si inginocchiò anche lei. “Fai succhiare anche me …”, scostò Velia e ne prese il posto. Sandro con gli occhi chiusi era tutto concentrato a non perdersi nemmeno una briciola di piacere; occhi tanto apriva gli occhi e osservava le due donne che a turno si contendevano il suo cazzo, poi il suo sguardo cadeva sulla schiena delle due, vedeva le loro chiappe ondeggiare, desiderò incularle. Si separò da loro e col cazzo in mano si mise dietro le loro schiene. Due culi meravigliosi lo aspettavano. Andò sul sicuro servendo prima Marisa, l’aveva sodomizzata altre volte; la penetrò facilmente, andò avanti e i dietro per qualche minuto, mentre le duesi baciavano e si succhiavano le lingue. Sandro cercò con la mano la fica di Marisa, la masturbò mentre le era dentro. Bastarono pochi secondi, Marisa venne. Allora Sandro si rivolse a Velia; Marisa gli aveva detto che era stretta ed in effetti l’ano si presentava chiuso. “Leccalo”, disse a Marisa. Questa eseguì subito, poi lasciò lo spazio a Sandro che, per umidificarlo meglio, le chiese di metterselo in bocca. Poi scostò la testa di Marisa e appoggiò la cappella sull’ano di Velia. Spinse piano … il cazzo scivolava adagio in quel condotto stretto, ma Sandro spingeva con decisione. Finalmente fu dentro. Aspettò di alloggiarlo meglio e poi cominciò l’altalena dentro- fuori, dentro- fuori. A Velia scappò qualche gemito, ma poi si acquietò perché sentirlo dentro le dette come una sensazione di pienezza e di calma. Sandro si muoveva con accortezza, senza smettere. I gemiti di Velia passarono dal fastidio al piacere, che aumentava sempre di più. Marisa le si accostò, sentiva che il piacere dell’amica passava anche a lei; la volle aiutare, le cercò la fica, si sistemò come poté sotto di lei e gliela leccò e succhiò. “Ahhhhhhh”, gemette Velia, “muoio muoio … che bello!”. E morì, mentre Sandro le esplodeva dentro.
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