La setta (parte 33)

di
genere
sadomaso

Mattia era sbalordito, frastornato. La testa gli girava vorticosamente e non riusciva a fermare i pensieri.
Ogni parola di Gherardo era uno tsunami che lo investiva con violenza, lo prendeva e lo sballottava, dandogli la sensazione di annegamento, per farlo respirare un attimo e poi subito sommergere.
“Avete una organizzazione ed una struttura che abbiamo capito ci potrebbe essere utilissima, in quanto ancora abbastanza nascosta, mimetizzata nella realtà. La vostra setta è la più piccola ma la più organizzata. Le altre a breve salteranno perché sono cresciute troppo senza adeguare la struttura”.
Altro silenzio.
“Ci sono altre due cosette”.
Gherardo aumentò la suspence alzandosi ed andando a versarsi qualcosa da bere dalla brocca di acqua fresca che Elena aveva portato prima che lui arrivasse.
Tornò a sedersi, accavallò la gamba e, lentamente, sorseggiò il liquido fresco.
Conosco Greta e Simona da anni. La ragazza mi ha sempre fatto sesso, la trovo molto eccitante. Il cinese dovrà fare a meno di lei. Non solo, ma tutta la tua tratta delle bianche sarà sospesa. C’è troppo rischio di attirare l’attenzione”.
Quello fu un pugno allo stomaco arrivato all’improvviso per Mattia che, in quel momento, scoprì che le informazioni in possesso di quell'uomo erano moltissime. Gherardo sapeva che quella ragazza era promessa in vendita. Temette che se la volesse riprendere e, tutto sommato, quello sarebbe stato il male minore. Anzi, stava per offrirla lui in restituzione.
“La ragazza resta qui e diventa la mia schiava. Deve essere a mia disposizione quando voglio. Mi spiego meglio, a disposizione solo mia. Nessuno la tocca più”.
“Pensavo di regalartela”.
“Vedi che non capisci un cazzo. Ti mancano le basi. Sei solo un improvvisato manipolatore. Se tu la facessi uscire adesso quella parlerebbe”.
Il mondo di Mattia si era già sgretolato. Stava pensando di mettere al sicuro i capitali e sparire, almeno quelli non sequestrati e che, comunque, gli avrebbero consentito di fare una vita dignitosa, da solo, senza Ilaria con la quale non voleva condividere nemmeno un euro.
“E poi c’è un’altra cosa. La settimana scorsa hai commesso un gravissimo errore quando hai preteso un pompino da Greta. Vedi, occorre sapere misurare la forza e occorre che, prima di usarla, il soggetto sia in possesso di tutte le informazioni del caso. Tu non sapevi nulla e ti sei basato solo sul ricatto degli affetti. Come ti ho detto, sei un principiante, un illusionista da circo”.
Mattia non capiva dove voleva arrivare, cosa avrebbe potuto pretendere oltre a quanto già avanzato?
“In cambio della scopata con Greta, io voglio potermi scopare Ilaria tutte le volte che voglio. E’ molto bella, anzi, una gran gnocca”.
Mattia protestò, non poteva dargli la sua donna e poi lei non avrebbe mai accettato.
“Perché i due conti correnti all’estero non la vedono cointestataria?”.
Mattia si sentì aprire un baratro. Gli aveva fatto i riferimenti solo di due conti correnti. Pensava che il terzo non fosse stato scoperto, quello creato prima che arrivasse Ilaria e sul quale erano depositati i proventi delle attività iniziate quando la sua compagna non c’era ancora e che, quindi, non conosceva.
In quel momento ricevette un’altra doccia fredda.
“Non pensare di movimentare un euro dal conto alle Bermuda che, sino ad ora, non abbiamo sequestrato, ma è sotto controllo”.
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2026-08-17
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