Resort... a sorpresa! Cap. 2

di
genere
incesti

Il mattino successivo mi svegliai con la pelle ancora calda e un leggero senso di colpa che mi premeva sullo stomaco. Bianca dormiva ancora, una gamba piegata e l'altra distesa, il corpo completamente scoperto. Mi alzai senza fare rumore. In cucina papà era già in piedi, nudo. Ci salutammo con un cenno del capo, entrambi un po' imbarazzati dalla luce del giorno che rendeva tutto più reale.

Quando anche Bianca si alzò, andammo a fare colazione al buffet del resort. Nudi, in mezzo ad altre persone nude. La cosa stava diventando strana e familiare allo stesso tempo. Mangiavo lo yogurt cercando di non pensare troppo a come il mio seno si muoveva ogni volta che allungavo il braccio o a come Bianca, seduta di fronte a me, parlasse del più e del meno senza alcun pudore. Papà restava in silenzio, concentrato sul cibo.

Passammo la mattinata in spiaggia. Nuotai un po', sentendo l'acqua scorrere sulla pelle nuda in un modo che non avevo mai provato prima. Bianca rideva e chiacchierava con una coppia di ragazzi poco più grandi di lei. Papà restava più in disparte, seduto all'ombra con un libro. Io oscillavo tra il desiderio di coprirmi e la curiosità di restare esposta. Ogni tanto il formicolio della sera prima tornava, basso e insistente, pulsante.

Verso mezzogiorno la sentimmo di nuovo. Era la stessa donna che aveva riso il giorno prima. Si chiamava Elena. Aveva circa quarantacinque anni, corpo curato, seno pieno e naturale, capelli castani raccolti in una coda bassa. Era in compagnia di un uomo della sua età, alto, fisico ancora atletico. Ridevano mentre camminavano lungo la riva, e quando ci videro Elena alzò una mano.

"Ciao! Siete i nuovi del bungalow 14, vero?"

Ci alzammo. Bianca sorrise subito. Papà annuì, un po' rigido. Io restai un passo indietro.

Parlarono per qualche minuto. Elena era disinvolta, simpatica. Ci raccontò che venivano ogni anno, che il posto aveva "un'atmosfera particolare la sera". Poi aggiunse: "Stasera c'è un piccolo ritrovo all'aperto, dietro le dune. Niente di ufficiale, solo gente del resort che si ritrova a bere qualcosa e stare insieme. Se vi va, passate. Verso le dieci."

Bianca accettò subito. Papà mormorò un "vedremo". Io annuii senza impegnarmi troppo, ma il cuore mi batteva già più forte.

Il pomeriggio scivolò via tra nuotate e riposo sulla spiaggia. Cercavo di non pensare. Ma ogni volta che chiudevo gli occhi tornava il ricordo di ieri sera: le dita sulla mia fica, il piacere trattenuto. E insieme a quello, una domanda che non volevo farmi: fino a dove potevo arrivare, in un posto così?

Verso sera tornammo al bungalow. Nessuno parlò molto. Bianca si passò la crema sul corpo con gesti lenti. Papà restò in silenzio.

Il ritrovo era in una piccola radura dietro le dune, illuminata da luci basse e candele. C'erano una ventina di persone, tutte nude. Qualcuno beveva vino, qualcuno chiacchierava seduto su cuscini. L'atmosfera era rilassata solo in apparenza. Notai subito mani che restavano troppo a lungo su una coscia, bocche che si sfioravano più del necessario, dita che tracciavano linee lente sulla schiena nuda di qualcuno.

Ci sedemmo, ma non troppo vicini. Papà scelse un posto un po' più in disparte. Bianca si mise quasi di fronte a me, più vicina rispetto a papà. Mi sentii improvvisamente troppo esposta.

Elena ci salutò da lontano. Poi la musica lenta e i sussurri riempirono l'aria.

Non passò molto.

Una donna sui trent'anni, bruna, seno piccolo e corpo snello, si avvicinò a Bianca con un bicchiere in mano. Si presentò, rise con lei di qualcosa e poi le posò una mano sulla coscia. Non fu una carezza fugace. Le dita restarono lì, e poi iniziarono a muoversi con lentezza deliberata verso l'interno. Bianca non si ritrasse. Anzi, aprì appena di più le gambe, quasi a invitarla, abbastanza da permettere a quelle dita di scivolare più in alto. La donna non esitò e accolse l'invito: le punte delle dita le sfiorarono la peluria castana, poi premettero leggermente tra le labbra della fica di mia sorella, aprendole appena. Bianca emise un respiro corto, quasi impercettibile, e chiuse gli occhi per un istante, mugugnando debolmente.

Il mio stomaco si contrasse.

Un uomo si avvicinò. Aveva forse cinquant'anni, fisico ancora buono, sguardo diretto. Mi offrì da bere. Accettai. Mentre mi porgeva il bicchiere, le sue dita sfiorarono le mie. Poi, con una naturalezza che mi tolse il respiro, mi accarezzò il fianco. La mano scese lenta lungo la curva dell'anca, risalì, sfiorò il bordo inferiore del seno. I miei capezzoli si indurirono immediatamente. Lui lo notò. Il pollice tracciò un cerchio lento intorno a uno di essi, senza ancora prenderlo del tutto.

"Sei nuova qui", disse a bassa voce.

Annuii, sentendo le guance bruciare. La sua mano non si fermò. Scese di nuovo, questa volta più decisa, lungo il ventre, fino a posarsi sull'attaccatura della coscia. Le dita premettero leggermente, aprendo un poco le mie gambe. Poi la punta di un dito sfiorò le labbra della mia fica, già umida, e restò lì, immobile, come a chiedermi il permesso senza parole.

Il formicolio della sera prima tornò prepotente. Strinsi i muscoli del basso ventre per impedirmi di spingermi contro quella mano.

Alzai gli occhi.

Bianca stava ricevendo attenzioni sempre più insistenti. La donna aveva ormai le dita tra le labbra della fica di mia sorella, e le muoveva con lentezza esperta, aprendole, sfiorando l'ingresso senza entrare. Bianca aveva le labbra socchiuse e respirava a scatti. Una delle sue mani era scesa e ora stringeva la coscia della sconosciuta, come per invitarla a continuare. Più in là, papà osservava. Il suo cazzo, prima molle, adesso era visibilmente più pieno, semi-eretto, e lui non faceva nulla per nasconderlo. Quando i nostri sguardi si incontrarono, non abbassò gli occhi. Restò a guardarmi, mentre la mano dello sconosciuto mi toccò tra le gambe.

Il mio cuore batteva così forte che temetti lo sentissero tutti.

L'uomo accanto a me spostò appena le dita. Ora scorreva su e giù tra le labbra della mia fica, raccogliendo l'umidità, aprendomi con delicatezza. Non entrò. Non ancora. Ma ogni passaggio faceva tremare qualcosa dentro di me. L'altra mano salì e prese finalmente un capezzolo, stringendolo con la giusta pressione. Un gemito mi salì in gola e lo strozzai a stento.

Guardai di nuovo Bianca. La donna le stava sussurrando qualcosa all'orecchio mentre le dita continuavano a lavorare tra le sue labbra aperte. Bianca aveva le cosce divaricate del tutto e un'espressione che non le avevo mai visto: un misto di piacere e di consapevolezza di essere guardata. Aprì gli occhi e mi fissò. C'era un sorriso leggero, quasi di sfida, e una domanda silenziosa che mi fece venire i brividi.

Papà, dalla sua posizione, non distoglieva lo sguardo da noi. Il suo cazzo era ormai chiaramente duro, e una mano gli era scesa quasi involontariamente sulla coscia.

L'uomo accanto a me inclinò il volto verso il mio collo. Il suo respiro caldo mi sfiorò la pelle mentre le sue dita continuavano a scorrere tra le labbra della mia fica, più decise, più bagnate. Io non lo allontanai. Non sapevo perché. Sapevo solo che il disagio e l'eccitazione si erano fusi in qualcosa di pericoloso, e che una parte di me, quella che la notte prima si era toccata cercando di non fare rumore, voleva sapere cosa sarebbe successo se avessi lasciato che quelle dita continuassero ancora un poco.

Intorno a noi il party era diventato un mosaico di respiri pesanti, di mani che esploravano, di corpi che si sfioravano con sempre meno pudore. Nessuno giudicava. Nessuno sembrava sorprendersi.

Io, invece, sentivo che qualcosa si stava spezzando. E la cosa più spaventosa era che non volevo fermarlo.

Restai lì, con le gambe socchiuse, le dita di uno sconosciuto che volevano infilarsi nella mia fica, guardando mia sorella che riceveva lo stesso trattamento e papà che ci osservava entrambe, silenzioso ed eccitato.

Il batticuore non mi passava. Quella sera era solo l'inizio.


Continua...

Se avete voglia di darmi i vostri pareri o opinioni, o di fare quattro chiacchiere sul racconto o altro, scrivetemi pure: alicethequeen96@gmail.com
scritto il
2026-08-24
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