La setta (parte 13)

di
genere
sadomaso

“Vedi Martina, qui da noi non vi devono essere invidie, gelosie. Sono tutte emozioni che danneggiano i rapporti e li incrinano. Occorre intervenire subito. Elena, quando ha sentito che saresti venuta qui, ci chiese se ti trovavamo più bella di lei”.
In quel momento Martina portò il pensiero alla sua volontà di sistemarsi per essere bella prima di essere accolta in quella casa. Ripensò allo sguardo di Franco, tipico di persona che non comprende il motivo della richiesta scambiandola per il desiderio di una doccia.
La frase di Ilaria ebbe il potere di farla sentire in colpa, sensazione che la accompagnò a lungo.
Ilaria parlò della schiava stesa sotto i loro piedi senza guardarla.
“Quindi la dobbiamo punire perchè capisca che non ci può essere spazio per emozioni negative. Queste vanno scacciate non tanto dal dolore fisico, ma da quello all’anima che la punizione inevitabilmente genera. Il dolore ai capezzoli ed il mio giocare con essi col mio piede, fa male alla coscienza della schiava, più che al suo corpo, perché sa di avere meritato la punizione”.
Se Martina non fosse stata accecata dall’egoistico desiderio di amore che aveva capito che avrebbe potuto esserci per lei in quella comunità, avrebbe potuto vedere, dietro agli occhi di quelle due persone sedute, l’eccitazione per il dominio verso la schiava, la sua resa e, soprattutto, il possesso della sua anima, disposta ad accettare tutto per il medesimo desiderio egoistico di amore.
Accettò quindi la situazione come fosse normale, come se la pulizia dell’anima meritasse il prezzo delle punizioni che divennero in quel momento dovute e da accettare.
Si sentì in colpa per il desiderio avuto di farsi bella.
Essendo in piedi, li guardava dall’alto ma, nonostante ciò, aveva la sensazione di guardarli dal basso.
“Vi devo dire una cosa”.
La voce le divenne insicura e gli occhi le caddero sui capezzoli torturati avvertendo la necessità della punizione.
“Prima di venire in questa casa, ho avuto il desiderio di sistemarmi per essere bella per voi, come se la mia bellezza potesse consentirmi di essere accolta meglio. Trovo questa mia vanità sporca. Adesso l’ho capito”.
A quella rivelazione il cazzo di Mattia ebbe un sussulto così come la figa di Ilaria si inumidì.
Riuscirono a dissimulare le loro emozioni erotiche.
“Non hai idea di come apprezziamo questa tua sincerità ed il desiderio di pulirti l’anima comunicando questa tua debolezza.”
“Non solo la vostra schiava merita una punizione”.
Non parve avere esitazioni nell'offrire sé stessa ad una punizione. Non si pentì e restò in attesa.
"Avvicinati, Martina cara”.
La voce era calda e morbida come il miele, la accarezzava come una fresca brezza serale in una calda giornata estiva, pronta a dare sollievo e a togliere quel fastidioso calore che la presa di coscienza le stava facendo sentire.
Anche Mattia le sorrideva, con i suoi occhi azzurri prima ancora che con le lebbra.
“Vieni”.
Le parve che la voce dell’uomo l’avesse presa per mano per condurla a loro, timidamente, come se la spavalderia che aveva sempre avuto sugli uomini, schiacciati dalla sua bellezza, fosse svanita o, forse, mai esistita perché appartenuta ad una persona diversa da quella che stava muovendo i suoi passi per raggiungere quell’insolito trio.
“Inginocchiati”.
Ancora quella fresca brezza estiva colorata dalle emozioni più pure la accompagnarono nel far scendere a terra le ginocchia, davanti a loro, guardando il viso sofferente di Elena ma attratta dai piedi delle due persone sul divano.
Fu avvolta ancora dalla voce di Ilaria.
“Sei una persona bellissima e questa tua dichiarazione disegna la tua anima pulita con tinte chiare e vivide, facendoci apprezzare ciò che hai dentro e che hai tenuto a lungo nascosta, schiacciata dai rapporti con tua madre che non è riuscita a capire ciò che effettivamente sei”.
La frase, pesante, ebbe l’effetto di creare ulteriormente un cuneo tra quella ragazza e la sua famiglia. I due leader sapevano benissimo che avrebbero dovuto allontanarla dai suoi affetti, incrinando i rapporti, per trascinarla nella loro rete.
La frase durissima, pronunciata con una calda voce che le accarezzò l’anima, ebbe gli effetti sperati. Le videro un sorriso sulle labbra e gli occhi che, abbassandosi, denunciavano l'inizio della sua resa.
“Non possiamo punirti perché ancora non ci conosci bene e non conosci lo stile di vita di questa nostra comunità. Hai iniziato a capire l'importanza della pulizia dell'anima ma ancora non hai potuto apprendere gli strumenti per poterla ottenere. Se starai con noi potrai imparare come tenerti pulita e, così, avvolta, abbracciata, accolta, ma anche punita all’occorrenza. Solo dopo, però, adesso è presto ed una punizione sarebbe fuori luogo”.
A Ilaria costò moltissimo questa sceneggiata, eccitata dall’idea di frustare quella splendida e sensuale ragazza ai suoi piedi.
Approfittando dagli occhi bassi di Martina, la donna pose una mano sull’inguine di Mattia trovando duro sotto i pantaloni.
Mattia capì che la ragazza guardava i loro piedi con insistenza.
“Se vuoi puoi baciarli”.
Martina comprese che, al solito, Mattia era riuscito a leggerle nei pensieri. Non serviva dire cosa avrebbe potuto baciare, perché entrambi, anzi, tutti e tre, sapevano quale fosse l’oggetto del discorso. Il gesto le venne proposto come se avessero seguito i suoi desideri e non come imposizione.
Avvertì un senso di libertà di scelta in quella sottomissione. Si sentì libera, quindi, nel pulirsi l’anima da quel desiderio impuro di bellezza, quando si chinò e iniziò a baciare prima i piedi di Ilaria, poi quelli di Mattia.
Tornò da Ilaria, apprezzando l’eleganza delle caviglie sulle quali posò altri baci.
Il piede della donna si mosse sui morsetti procurando un gemito di dolore in Elena, eppure Martina era più concentrata sull’egoistico proprio piacere, dimentica del dolore che aveva vicino.
Tutte le situazioni di dominio e di sottomissione cui aveva assistito iniziavano ad essere normali, dovuti, prezzo ovvio da pagare per le emozioni che la avvolgevano.
Iniziò a leccare quei piedi poggiati sul giovane corpo umano.
Ilaria, sorridendo in maniera complice a Mattia, alzò un piede che poggiò sul capo di Martina.
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2026-07-27
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