La cessione di Annette - Storia di una coppia (parte 3)
di
Kugher
genere
sadomaso
Solo Fausto avrebbe esaminato le “offerte”.
A lui la responsabilità di scegliere l’ambientazione migliore, quella che, in quel periodo, avrebbe maggiormente potuto soddisfare Annette, considerando le esperienze già vissute, le sensazioni che avevano lasciato e quelle che avevano invece stimolato.
La moglie non avrebbe saputo nulla, si sarebbe trovata di fronte ad una situazione che non avrebbe nemmeno potuto immaginare e, così, reagire di “pancia”, di istinto, con la sola sicurezza che la presenza del marito le avrebbe dato.
Fausto esaminò la proposta di una donna di circa cinquantacinque anni, vedova. Avrebbe voluto la schiava come domestica, da punire per ogni errore, avendo già la sicurezza di trovarne.
Avrebbe potuto essere interessante. Ne avevano parlato qualche volta ma quella esperienza avrebbe richiesto qualche giorno consecutivo. L’esperienza che stava cercando, invece, avrebbe dovuto essere forte ma della durata di una sola serata.
Esaminò la proposta di un’altra coppia che avrebbero voluto sottoporre Annette ad un trattamento duro. Durante la serata erano particolarmente eccitati. Nella mail si descrissero come parti di un gruppo che spesso utilizza una o più schiave. Così fosse dovrebbero essere anche abbastanza affiatati, che non guasta. Tuttavia sembrava il solito cliché: frusta, torture e sesso forte. Già provato. Eccitante ma era il caso di provare qualcosa di nuovo.
Prese in esame la proposta di una coppia. Se la ricordava bene e gli erano piaciuti. Vivevano in un casolare in campagna, da loro definito fuori dal mondo perché nulla vi era vicino, se non campi vuoti. Avevano anche locali adibiti a ricovero animali, dove l’avrebbero tenuta ed usata.
Interessante, eccitante, ma si trattava di avventura già sperimentata. Furono due giorni di fuoco e fiamme sessuali. Ricordò la fatica che Annette aveva fatto nel trainare il calesse che portava i due Padroni, i quali non lesinarono l’incentivo della frusta per farle aumentare la velocità.
Fausto voleva sondare un aspetto dell’anima della moglie che, benché affacciatasi, non aveva mai avuto modo di approfondire.
Lesse tante mail quanti erano gli invitati. Dal tenore dei contenuti, pareva di intendere che fossero state scritte nell’immediatezza della fine della presentazione.
Nonostante fossero passati alcuni giorni dall’esperienza della serata di presentazione della merce, i coniugi continuarono a provare brividi dell’eccitazione.
Fecero colazione in terrazza, circondati dai profumi che provenivano dai vasi di fiori colorati per l'avanzata stagione e le cure che Fausto aveva loro dedicato. Il lento movimento del dondolo sul quale si sedettero dopo il caffé e la comodità dei cuscini, li coccolava in quel proseguimento di eccitazione per la complicità che la costruzione di quella nuova avventura si era consolidata tra loro.
Annette guardò Fausto e provò una vena di tristezza nel pensare che lui sarebbe stato solo spettatore e non anche attore, come nel passato.
Sapeva benissimo che, per quanto lui potesse provare piacere e divertimento, lo faceva solo per lei. Si chiese anche se aderisse a queste iniziative solo per la paura di non perderla. La sua onestà intellettuale la portò a chiedersi se lei sarebbe stata ancora con lui o se non avesse pensato di tradirlo, nel caso in cui lui non avesse voluto soddisfare a mezzo di altri ciò che lui non era più in grado di darle.
Fausto, sentendo su di sé lo sguardo, si soffermò a guardare il suo sguardo. Parve capire i pensieri della moglie e cercò di dare una risposta ad una domanda che non era stata fatta esplicitamente.
“Trovo questa cosa eccitantissima. La vivo volentieri e mi piace un sacco”.
Annette distolse lo sguardo al quale era stato affidato il compito di trasmettergli ciò che la sua risposta le aveva dato.
“Dai, anticipa qualcosa?”
Nonostante avessero pattuito che l’avventura sarebbe stata una sorpresa, la curiosità di Annette era troppo forte
“Tutte le proposte sono interessanti ma quasi tutte non idonee al tempo che stiamo vivendo adesso come coppia, viste anche le esperienze precedenti. Ne ho trovata una decisamente interessante e la sto approfondendo”.
“Sei uno stronzo, vuoi eccitare la mia curiosità per poi lasciarmi a bocca asciutta”.
Annette simulò un pugno sul braccio.
“E’ esattamente così”.
Il marito rise fingendosi ferito dal colpo e la abbracciò, simulando il tentativo di impedirle di dargli altri “pugni” ma, in realtà, per poterla avere per sé e darle un bacio.
Nel pomeriggio Fausto rilesse attentamente le mail della coppia di uomini con i quali aveva avviato un intenso scambio di corrispondenza, cercando di capire sempre meglio ciò che quegli uomini volevano ottenere, al di là dei meri atti sessuali.
Costoro avevano ben compreso la figura di Fausto e non avevano fatto domande sulla motivazione, ma si erano limitati a recepire la volontà della coppia e a contestualizzarla nei loro desiderata.
Come accade normalmente, ogni lettura è composta da vari stadi. Vi è la prima che, per quanto attenta, non consente di andare a leggere dentro l’animo di chi scrive. Per fare questo, il più delle volte occorrono letture successive, a seconda di quanto chi scrive voglia far comprendere subito il proprio pensiero che, per essere esposto compiutamente, o richiede l’uso di molte parole, oppure cerca di ricorrere a concetti che difficilmente possono essere compresi alla prima scorsa della mail.
La cosa che inizialmente era sfuggita, era rinvenibile sparsa nella corrispondenza. Fu quando questo venne compreso che Fausto concentrò maggiore l’attenzione alla loro proposta.
A differenza delle altre proposte, che si limitavano a esporre la loro fantasia, in questa, chi ha scritto ha cercato di porre attenzione sul significato ultimo dell’offerta della donna e come questa si collocava all’interno della coppia. Senza entrare nel merito del ruolo di Fausto, tuttavia volevano capire cosa esattamente i coniugi si aspettavano di ricevere da questa esperienza.
Pertanto, la risposta non avrebbe potuto essere un “sì” o un “no” ma avrebbe dovuto essere più articolata, sino ad arrivare ad alcune aperture delle loro anime.
A lui la responsabilità di scegliere l’ambientazione migliore, quella che, in quel periodo, avrebbe maggiormente potuto soddisfare Annette, considerando le esperienze già vissute, le sensazioni che avevano lasciato e quelle che avevano invece stimolato.
La moglie non avrebbe saputo nulla, si sarebbe trovata di fronte ad una situazione che non avrebbe nemmeno potuto immaginare e, così, reagire di “pancia”, di istinto, con la sola sicurezza che la presenza del marito le avrebbe dato.
Fausto esaminò la proposta di una donna di circa cinquantacinque anni, vedova. Avrebbe voluto la schiava come domestica, da punire per ogni errore, avendo già la sicurezza di trovarne.
Avrebbe potuto essere interessante. Ne avevano parlato qualche volta ma quella esperienza avrebbe richiesto qualche giorno consecutivo. L’esperienza che stava cercando, invece, avrebbe dovuto essere forte ma della durata di una sola serata.
Esaminò la proposta di un’altra coppia che avrebbero voluto sottoporre Annette ad un trattamento duro. Durante la serata erano particolarmente eccitati. Nella mail si descrissero come parti di un gruppo che spesso utilizza una o più schiave. Così fosse dovrebbero essere anche abbastanza affiatati, che non guasta. Tuttavia sembrava il solito cliché: frusta, torture e sesso forte. Già provato. Eccitante ma era il caso di provare qualcosa di nuovo.
Prese in esame la proposta di una coppia. Se la ricordava bene e gli erano piaciuti. Vivevano in un casolare in campagna, da loro definito fuori dal mondo perché nulla vi era vicino, se non campi vuoti. Avevano anche locali adibiti a ricovero animali, dove l’avrebbero tenuta ed usata.
Interessante, eccitante, ma si trattava di avventura già sperimentata. Furono due giorni di fuoco e fiamme sessuali. Ricordò la fatica che Annette aveva fatto nel trainare il calesse che portava i due Padroni, i quali non lesinarono l’incentivo della frusta per farle aumentare la velocità.
Fausto voleva sondare un aspetto dell’anima della moglie che, benché affacciatasi, non aveva mai avuto modo di approfondire.
Lesse tante mail quanti erano gli invitati. Dal tenore dei contenuti, pareva di intendere che fossero state scritte nell’immediatezza della fine della presentazione.
Nonostante fossero passati alcuni giorni dall’esperienza della serata di presentazione della merce, i coniugi continuarono a provare brividi dell’eccitazione.
Fecero colazione in terrazza, circondati dai profumi che provenivano dai vasi di fiori colorati per l'avanzata stagione e le cure che Fausto aveva loro dedicato. Il lento movimento del dondolo sul quale si sedettero dopo il caffé e la comodità dei cuscini, li coccolava in quel proseguimento di eccitazione per la complicità che la costruzione di quella nuova avventura si era consolidata tra loro.
Annette guardò Fausto e provò una vena di tristezza nel pensare che lui sarebbe stato solo spettatore e non anche attore, come nel passato.
Sapeva benissimo che, per quanto lui potesse provare piacere e divertimento, lo faceva solo per lei. Si chiese anche se aderisse a queste iniziative solo per la paura di non perderla. La sua onestà intellettuale la portò a chiedersi se lei sarebbe stata ancora con lui o se non avesse pensato di tradirlo, nel caso in cui lui non avesse voluto soddisfare a mezzo di altri ciò che lui non era più in grado di darle.
Fausto, sentendo su di sé lo sguardo, si soffermò a guardare il suo sguardo. Parve capire i pensieri della moglie e cercò di dare una risposta ad una domanda che non era stata fatta esplicitamente.
“Trovo questa cosa eccitantissima. La vivo volentieri e mi piace un sacco”.
Annette distolse lo sguardo al quale era stato affidato il compito di trasmettergli ciò che la sua risposta le aveva dato.
“Dai, anticipa qualcosa?”
Nonostante avessero pattuito che l’avventura sarebbe stata una sorpresa, la curiosità di Annette era troppo forte
“Tutte le proposte sono interessanti ma quasi tutte non idonee al tempo che stiamo vivendo adesso come coppia, viste anche le esperienze precedenti. Ne ho trovata una decisamente interessante e la sto approfondendo”.
“Sei uno stronzo, vuoi eccitare la mia curiosità per poi lasciarmi a bocca asciutta”.
Annette simulò un pugno sul braccio.
“E’ esattamente così”.
Il marito rise fingendosi ferito dal colpo e la abbracciò, simulando il tentativo di impedirle di dargli altri “pugni” ma, in realtà, per poterla avere per sé e darle un bacio.
Nel pomeriggio Fausto rilesse attentamente le mail della coppia di uomini con i quali aveva avviato un intenso scambio di corrispondenza, cercando di capire sempre meglio ciò che quegli uomini volevano ottenere, al di là dei meri atti sessuali.
Costoro avevano ben compreso la figura di Fausto e non avevano fatto domande sulla motivazione, ma si erano limitati a recepire la volontà della coppia e a contestualizzarla nei loro desiderata.
Come accade normalmente, ogni lettura è composta da vari stadi. Vi è la prima che, per quanto attenta, non consente di andare a leggere dentro l’animo di chi scrive. Per fare questo, il più delle volte occorrono letture successive, a seconda di quanto chi scrive voglia far comprendere subito il proprio pensiero che, per essere esposto compiutamente, o richiede l’uso di molte parole, oppure cerca di ricorrere a concetti che difficilmente possono essere compresi alla prima scorsa della mail.
La cosa che inizialmente era sfuggita, era rinvenibile sparsa nella corrispondenza. Fu quando questo venne compreso che Fausto concentrò maggiore l’attenzione alla loro proposta.
A differenza delle altre proposte, che si limitavano a esporre la loro fantasia, in questa, chi ha scritto ha cercato di porre attenzione sul significato ultimo dell’offerta della donna e come questa si collocava all’interno della coppia. Senza entrare nel merito del ruolo di Fausto, tuttavia volevano capire cosa esattamente i coniugi si aspettavano di ricevere da questa esperienza.
Pertanto, la risposta non avrebbe potuto essere un “sì” o un “no” ma avrebbe dovuto essere più articolata, sino ad arrivare ad alcune aperture delle loro anime.
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