La setta (parte 42)

di
genere
sadomaso

“Non alzarti”.
Gherardo Impedì il gesto di Ilaria che, avendo leccato dal pavimento tutto lo sperma dell'uomo, pensava che per lei fosse finita, almeno quella cena del cazzo. Immaginava che sarebbe seguita la resa dei conti con Mattia, anche se la freddezza del pensiero la portò ad iniziare a calcolare i danni.
In quel momento realizzò che era come se la scena fosse avvenuta in una stanza dotata di una parete tutta a vetri e, oltre a quella, tutta la gente della comunità avesse assistito.
Per farla stare inginocchiata con la testa a terra, Gherardo le pose una scarpa sul capo.
“Giù ho detto, non è finita”.
La sensazione per Ilaria fu quella di una caduta nel baratro, come se, al termine di una fatica enorme, già avesse assaporato il riposo ed il ristoro e, apprestatasi a rilassare le membra e la testa, fosse risucchiata sul campo di lavoro la cui durata le apparve indeterminata.
Ebbe solo un tentativo di resistenza con la testa schiacciata sul pavimento, ma cedette alla pressione della scarpa di Gherardo.
“Forza Mattia, è giusto che anche tu ti diverta, come hai sempre fatto in tutti questi anni”.
Le parole erano chiare, ma il tono presagiva qualcosa di terribile.
Mattia si masturbò un poco per raggiungere il turgore necessario alla penetrazione.
“No, Mattia, la figa era per me. A te resta il culo”.
Ilaria sentì che non aveva mai odiato nessuno come Mattia in quel momento.
L’uomo si accovacciò e, mentre ancora Gherardo aveva il piede sulla testa della donna, la penetrò ed iniziò a scoparla.
“Godile dentro”.
Mattia eseguì, e fu chiaro a tutti quando raggiunse l’apice del piacere, versando tutto lo sperma nel culo di quella che era stata la sua compagna di vita.
Nessuno poteva uscire indenne da quella serata. Il trattamento loro riservato da Gherardo andava ben oltre al semplice divertimento.
Era chiaro ad entrambi i leader della comunità che c’era altro.
Ilaria realizzò che sicuramente c’era qualcosa che lei non conosceva e, passate le emozioni di odio, iniziò a temere fortemente.
Gherardo rimase con il piede sulla testa della donna.
Simona solo in quel momento si rese conto di non avere mai pensato che sarebbe stata coinvolta nel sesso cui aveva assistito.
Ebbe la netta sensazione che il suo ruolo fosse solo quello di testimone. Comprese che i fatti cui aveva assistito avevano avuto il solo effetto di far crollare quell’altare sul quale erano posate quelle due persone.
Tutti erano immobili, fermi. Nell’aria c’era altro e tutti, tranne Ilaria il cui unico orizzonte era il pavimento sul quale era schiacciata la sua testa, guardavano Gherardo.
“Ilaria”.
L’uomo era tornato a chiamarla per nome, pur mantenendo il piede sul suo capo il cui peso non era avvertito dalla donna, la quale sapeva che sarebbe arrivato ben altro macigno.
"Ilaria, Mattia ti ha inculata, questa sera come in tutti questi anni”.
Simona allargò gli occhi al punto da temere che potessero uscirle dalle orbite. Mattia si sentì sprofondare e Ilaria ebbe una sensazione di vuoto che attendeva di essere riempito di fango.
“Il tuo compagno aveva tre conti correnti intestati solo a lui con un deposito complessivo di 8 milioni e mezzo di euro, centesimo più centesimo meno”.
La donna cercò di alzarsi. Gherardo tolse il piede e vide Ilaria guardare il suo ex compagno con uno sguardo di fuoco che aveva da poco passato il limite dell’incredulità, come se i sospetti degli ultimi tempi avessero finalmente trovato concretezza, lasciandola tuttavia ancora inebetita per la gravità della rivelazione.
Non lo aggredì solo perché Gherardo aveva lasciato tutto in sospeso, come se non fosse ancora tutto finito.
“Due di questi tre conti erano stati bloccati. Il dissequestro è avvenuto questa sera”.
Mattia, che già non pensava più ad Ilaria, fu invaso dalla felicità.
“Il conto corrente intestato a voi due ha appena fatto un bonifico ad un gruppo paramilitare considerato terroristico ma, in segreto, sovvenzionato dal nostro Stato. Naturalmente anche dai conti correnti di Mattia i soldi sono finiti nelle stesse casse, non potendo certo lo Stato far risultare la consegna del danaro. Da altro gruppo simile è arrivato prima un bonifico che poi è stato girato”.
Gherardo buttò loro in faccia la realtà che li vedeva schiacciati da qualcosa di enorme, da una forza pari a quella di uno tzunami, una forza impalpabile e sfuggente quale quella dei servizi segreti.
Mattia si sentì sprofondare in un buco stretto e profondo parallelo a quello in cui stava cadendo Ilaria.
“Già, cara Ilaria, il tuo compagno ci ha consegnato tutti i codici. Poichè il gruppo è annoverato tra quelli terroristici, voi avete appena commesso il reato di associazione a scopo terroristico con finanziamento dello stesso. La partecipazione è testimoniata anche dal bonifico che avete ricevuto e poi girato. Verrete entrambi arrestati così pagherete, indirettamente, per tutto quello che avete fatto a tante persone approfittando di loro”.
Mattia e Ilaria erano pietrificati.
La voce stentorea di Mattia gli consentì di chiedere perché proprio a loro, se tutta questa operazione era a seguito dell’intervento della zia di Simona.
“Mattia, tu sei vissuto nel tuo circo con i tuoi giochetti da saltimbanco e non hai proprio idea di ciò che accade negli ambienti grigi nei quali sei voluto entrare. Per stare in quest’area devi avere protezioni politiche ed economiche, vie di fuga, altrimenti il pesce grande mangia il pesce piccolo e, a questo punto, il pesce piccolo deve essere distrutto. No, la zia di Simona non c’entra nulla. Vi tenevamo d’occhio da tempo. Siccome la conoscevo, sono andato io da Greta offrendomi di tirare fuori la nipote da questa merda. Lei è stata solo il nostro cavallo di Troia. Non ci fosse stata, avremmo trovato altra via. Come ti ho detto, se vuoi stare in un ambiente devi assicurarti di avere tutti i requisiti giusti. Gli improvvisatori come te sono destinati a sparire, nel tuo caso con clamore, in altri casi nel più assoluto silenzio”.
Gherardo si voltò verso Simona.
Le sorrise, sapeva che avrebbe informato tutta la comunità. La sua presenza era dettata proprio da quel motivo, oltre che dal toglierle la benda dagli occhi che aveva consentito le venisse calata.
I pilastri che si sgretolarono non furono solo quelli di Simona. Tutto Il castello, che solo in quel momento si rivelò essere di carta, cadde in un colpo solo.
Sarebbero rimaste le inevitabili macerie nelle anime dei partecipanti alla comunità.
di
scritto il
2026-08-27
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