La setta (parte 7)

di
genere
sadomaso

“Vai a letto, stenditi sul ventre e allarga le gambe…aspettami”.

Mattia andò a chiamare Elena e Fabrizio, il ragazzo che ogni tanto veniva chiamato da Ilaria per essere soddisfatta o per divertimento. Anche lui, con manipolazioni e approfittando delle sue fragilità, già predisposto al servilismo, era stato indotto ad offrirsi come schiavo.

A differenza di Elena, che viveva con i Padroni, Fabrizio accorreva alla bisogna, lasciando qualsiasi attività avesse in corso.

Era stata Ilaria ad intuire le potenzialità di alcuni partecipanti alla comunità e, così, aveva iniziato a lavorare diversamente con loro, convincendo poi la comunità che fossero loro ad essersi offerti.

Tutti ormai vedevano come cosa naturale la situazione creatasi, mentre per i membri della comunità valeva la regola del divieto di sesso senza il consenso dei leader.

Mattia entrò in stanza tenendo i due ragazzi, nudi, al guinzaglio che camminavano dietro di lui.

Si fermò sulla soglia ad osservare Ilaria stesa sul letto, nuda, con le gambe leggermente divaricate, ben sapendo cosa sarebbe accaduto.

I due ragazzi, docili, si inginocchiarono dietro all’uomo, in attesa. Sapevano che sarebbero stati usati per il piacere dei Padroni e che avrebbero dovuto leccare loro il culo mentre parlavano.

Ilaria, nonostante gli anni di convivenza, riusciva sempre e, soprattutto, sempre più, ad eccitarlo. In quella comunità, dove sfruttavano tutte le fragilità delle persone, avevano costruito tra loro una fortissima complicità, nel sentimento, negli affari e nel sesso.

Le guardava il culo, le natiche, la curva della schiena ed i lunghi capelli rossi adagiati sul letto.

Per lui le schiave erano solo un modo per svuotarsi i coglioni e provare quella forma di eccitazione che solo il dominio sapeva dargli. Ilaria no, il sesso con lei era tutta un’altra cosa, andava oltre all’orgasmo pe entrargli sottopelle, nell’anima, nei posti più reconditi del corpo e della testa per riempirli e appagarlo nel suo profondo.

Non aveva mai capito se quello fosse amore o meno, ma era sicuro che non poteva esistere cosa più grande.

Si diresse verso il letto e prese posto, steso sul ventre, accanto a lei.

I due schiavi, a quattro zampe, salirono sul letto e, senza bisogno di ordini, si misero tra le loro gambe per iniziare a leccare il culo.

Mattia scostò i capelli alla donna e le rivolse un sorriso carico di complicità, desiderio, affetto.

Le prese la mano sinistra giocando con l’anello di diamanti, unica in tutta la comunità ad essere autorizzata a portare un gioiello.

Lei chiuse gli occhi godendosi la lingua di Fabrizio nel culo. Sapeva leccare egregiamente quello schiavo. Vero che aveva fatto ore ed ore di pratica, ma lei aveva sempre ritenuto che avesse una predilezione per quell’attività.

Mattia ebbe dalla lingua di Elena il tocco finale per dare al suo cazzo quel turgore che era solito avere in quelle situazioni.

Dopo i primi minuti di silenzio, iniziarono a parlare in cinese, lingua che avevano imparato e, ora, padroneggiavano abbastanza. Grazie alla comunità, sfruttando l’ingenuità, avevano indotto gli ospiti a lavorare gratis nelle sedi di produzione, avendoli convinti che quello fosse il loro contributo per il sostentamento della comunità. In effetti da quel lavoro gratuito, ricavavano tutto quanto necessario per la comunità, le manutenzioni, il cibo (di scarsa qualità, fatta eccezione per il loro). Tuttavia restava per loro ampio margine. Lavoravano solo con cinesi.

Ilaria era troppo curiosa di avere notizie della nuova ragazza, probabile adepta. Mattia fece ancora un po’ il prezioso, ma quando la donna infilò la mano sotto il suo corpo per stringere il cazzo duro, iniziò a parlare, fingendosi costretto perché torturato.

Ilaria apprezzò la consistenza del membro, già pregustandolo dentro.

Il caldo della stagione, la sera, lasciava sempre posto ad una fresca brezza che, attraverso le aperture alle pareti, creava una temperatura piacevole e rilassante.

“Dai, racconta della nuova tipa trovata da Franco?”

Franco era un ottimo reclutatore. Molto convinto delle motivazioni della comunità, trasmetteva queste sue sensazioni a persone in difficoltà. Si era avvicinato al gruppo di Mattia e Ilaria dopo un tentativo di suicidio recuperato all’ultimo dalla moglie. Aveva una sensibilità particolare e riusciva ad individuare le fragilità altrui.

“E’ stato bravissimo. La ragazza è bellissima ed ha una sensualità naturale tanto forte da farmi eccitare con la sua sola presenza. Ci farà prima divertire e, poi, ci renderà moltissimo. Dovremo lavorare molto su di lei per distruggere tutte le sue resistenze, allontanarla dal mondo esterno e manipolarla alla perfezione”.

“Confermi le impressioni di Franco?”

“Sì, certamente, credo che lui abbia visto molto lungo, come al solito”

Era stato Franco a trovare Elena e, lentamente, a portarla in comunità dove era stata allontanata dai genitori per essere resa schiava.

“Pensa sia una persona che meriti di essere aiutata per le sue fragilità. Mi aveva parlato della sua solitudine e del rapporto con la madre. Ho già iniziato a incunearmi per farle capire che è possibile avere ciò che la madre non le da e che ciò che lei vorrebbe avere non è sbagliato. L’errore sta nella madre”.
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2026-07-20
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