I giochi erotici di Francesca 3: Spiando sua sorella
di
Pienodiidee
genere
voyeur
Mi spogliai curioso di sapere quale sarebbe stato il prossimo gioco di Francesca, che si sedette sul banco della cucina nuda com'era.
«Tu cucina tranquillamente, io penso all’intrattenimento» mi disse Francesca guardandomi negli occhi, poi spalancò le gambe mettendo in bella mostra la sua fica. Sapeva che mi piaceva guardarla, e poi non mi aveva ancora fatto scopare per bene, e io stavo impazzendo per questo. Iniziai a preparare il pranzo mentre ripensavo a come si era infilata il mio cazzo nella sua fica, tre movimenti e poi si era fermata. Mi era piaciuto e ne volevo di più, ma dovevo stare ai suoi giochi. Era lì nuda davanti a me, sul bancone. Avrei tanto voluto giocare con le sue tette, leccarle e succhiarle come si deve, infilarci il cazzo in mezzo e scoparle di brutto, ma lei voleva farmi impazzire e per qualche motivo avrei dovuto aspettare la sera. Nel frattempo mi diede un altro antipasto, si cominciò a masturbare sul bancone mentre cucinavo, e con un piede prese a giocare col mio cazzo, accarezzandolo e dando ogni tanto qualche colpetto sulle palle, facendomi salire ancora di più la voglia di scopare, ma lei voleva che io facessi finta di niente. Finito di preparare il pranzo, mi avvicinai a lei e la afferrai per le gambe e la avvicinai al bordo del bancone:
«Voglio scoparti»
Le spinsi il cazzo nella fica con forza, ma entrò facilmente perché era bella bagnata. Lei sussultò.
«Non puoi scoparmi, devi aspettare stasera»
Io continuavo a muovermi dentro di lei facendo oscillare il mio cazzo dentro la sua fica calda e bagnata.
«Aspetta, resta fermo. Puoi restare dentro ma fermo, non sborrare»
Accettai e smisi di muovermi.
«Ecco, bravo! Facciamo così, puoi giocare con me come vuoi finché non torna Giada. Succhiami le tette»
Non me lo feci ripetere e iniziai a giocare con le sue tette, mettendomele in bocca, leccandole e succhiandole i suoi capezzoli duri. Le schiaffeggiai una tetta e lei mi fermò.
«No! Vorrei tanto lasciartelo fare, ma se mi lasci i segni mia sorella se ne accorge visto che staremo in costume. Altrimenti mi ero già fatta sculacciare come avevamo detto quella volta»
Mi fulminò, anche lei si ricordava di quella volta.
«Se fai il bravo, finita la vacanza potremmo continuare a vederci, mi farei sculacciare e tante altre cose»
Stavo per replicare, ma bussarono alla porta, era tornata Giada.
Ci rivestimmo e andammo da Giada.
«Il pranzo è pronto» le dissi subito.
«Va bene, mi do una sciacquata per togliermi la sabbia e vi raggiungo» rispose lei andando in bagno.
Francesca colse l'occasione per sussurrarmi «Spiala dalla serratura della porta»
«No!» risposi a bassa voce, guardandola male, «è la mia migliore amica»
«Eddai, non dirmi che non ci hai mai fatto un pensiero»
«No, per niente»
«Facciamo così, tu la guardi e io nel frattempo ti succhio il cazzo»
Avevo dei principi, ma preferivo farmi succhiare il cazzo da Francesca.
Mi avvicinai alla fessura della porta e guardai attraverso. Il bagno era sviluppato in lungo quindi si vedeva bene tutto. Giada si era già tolta il reggiseno, praticamente non aveva tette, quindi si vedevano giusto i suoi capezzoli che erano belli grandi.
«Che vedi?» sussurrò Francesca all'orecchio.
«Tutto, ha già il seno di fuori»
«Continua a descrivere la scena» disse lei abbassandomi i pantaloni e afferrandomi il cazzo.
«Ora ha tolto le mutande, ha un piccolo cespuglietto di peli sopra la fica»
«Ti piace?»
«Mi piacerebbe che rispettassi la tua parte dell'accordo, metti la bocca a lavoro» le dissi scherzosamente, ma comunque con l'intenzione di essere succhiato da lei.
«Tu continua a guardare, e non sborrare»
Si inginocchiò e mi prese il cazzo in bocca, succhiando e pompando piano. Nel frattempo guardavo la sorella che ormai era entrata in doccia e si insaponava. Era bello guardarla, ma mi sarei voluto concentrare sulla pompa. Giada si insaponava le tette mentre io la guardavo e la sua sorellina aveva preso a leccarmi il cazzo lungo l'asta e poi a succhiarmi con forza le palle. Era una sensazione splendida, che ti andava direttamente al cervello, sentivo ogni movimento di quella lingua abile. Francesca era brava, brava davvero, sapeva bene quello che faceva. Giada aveva preso a lavarsi in mezzo alle gambe e a lavarsi la fica e in mezzo alla fessura per togliere la sabbia mentre Francesca aveva tirato fuori il cazzo dalla bocca e se lo stava sbattendo sulle tette, come una mazza su dei tamburi. La fermai perché ormai stavo per venire, troppi giochi per troppo tempo, non resistevo più.
Lei si alzò e mi sussurrò «Fammi guardare e leccami il buco del culo»
Si mise a guardare la sorella attraverso la fessura e piegandosi a novanta gradi per darmi accesso al culo.
Senza pensarci, le abbassai le mutande e iniziai prima a baciarle le chiappe, una alla volta poi a leccarle con foga. Infine le andai a toccare la fica con la mano e le infilai dentro un dito, per poi andare con la lingua a leccare la superficie del suo buco del culo. Era buonissimo e mi stava facendo arrapare ancora di più. Le allargai le chiappe con entrambe le mani e mi feci strada con la lingua dentro al buco. Volevo andare più a fondo possibile e cercare di allargarglielo in previsione di poterci infilare il cazzo. Francesca cominciò a masturbarsi. Glielo stavo leccando da un po', finché lei venne tremando un pochino.
Si alzò e mi disse «Non vedo l'ora di farmi scopare stanotte. Ma per ora smettiamo, sta per uscire»
Ci ricomponemmo e andammo a mettere il pranzo a tavola, anche se io avevo già avuto l'antipasto.
«Tu cucina tranquillamente, io penso all’intrattenimento» mi disse Francesca guardandomi negli occhi, poi spalancò le gambe mettendo in bella mostra la sua fica. Sapeva che mi piaceva guardarla, e poi non mi aveva ancora fatto scopare per bene, e io stavo impazzendo per questo. Iniziai a preparare il pranzo mentre ripensavo a come si era infilata il mio cazzo nella sua fica, tre movimenti e poi si era fermata. Mi era piaciuto e ne volevo di più, ma dovevo stare ai suoi giochi. Era lì nuda davanti a me, sul bancone. Avrei tanto voluto giocare con le sue tette, leccarle e succhiarle come si deve, infilarci il cazzo in mezzo e scoparle di brutto, ma lei voleva farmi impazzire e per qualche motivo avrei dovuto aspettare la sera. Nel frattempo mi diede un altro antipasto, si cominciò a masturbare sul bancone mentre cucinavo, e con un piede prese a giocare col mio cazzo, accarezzandolo e dando ogni tanto qualche colpetto sulle palle, facendomi salire ancora di più la voglia di scopare, ma lei voleva che io facessi finta di niente. Finito di preparare il pranzo, mi avvicinai a lei e la afferrai per le gambe e la avvicinai al bordo del bancone:
«Voglio scoparti»
Le spinsi il cazzo nella fica con forza, ma entrò facilmente perché era bella bagnata. Lei sussultò.
«Non puoi scoparmi, devi aspettare stasera»
Io continuavo a muovermi dentro di lei facendo oscillare il mio cazzo dentro la sua fica calda e bagnata.
«Aspetta, resta fermo. Puoi restare dentro ma fermo, non sborrare»
Accettai e smisi di muovermi.
«Ecco, bravo! Facciamo così, puoi giocare con me come vuoi finché non torna Giada. Succhiami le tette»
Non me lo feci ripetere e iniziai a giocare con le sue tette, mettendomele in bocca, leccandole e succhiandole i suoi capezzoli duri. Le schiaffeggiai una tetta e lei mi fermò.
«No! Vorrei tanto lasciartelo fare, ma se mi lasci i segni mia sorella se ne accorge visto che staremo in costume. Altrimenti mi ero già fatta sculacciare come avevamo detto quella volta»
Mi fulminò, anche lei si ricordava di quella volta.
«Se fai il bravo, finita la vacanza potremmo continuare a vederci, mi farei sculacciare e tante altre cose»
Stavo per replicare, ma bussarono alla porta, era tornata Giada.
Ci rivestimmo e andammo da Giada.
«Il pranzo è pronto» le dissi subito.
«Va bene, mi do una sciacquata per togliermi la sabbia e vi raggiungo» rispose lei andando in bagno.
Francesca colse l'occasione per sussurrarmi «Spiala dalla serratura della porta»
«No!» risposi a bassa voce, guardandola male, «è la mia migliore amica»
«Eddai, non dirmi che non ci hai mai fatto un pensiero»
«No, per niente»
«Facciamo così, tu la guardi e io nel frattempo ti succhio il cazzo»
Avevo dei principi, ma preferivo farmi succhiare il cazzo da Francesca.
Mi avvicinai alla fessura della porta e guardai attraverso. Il bagno era sviluppato in lungo quindi si vedeva bene tutto. Giada si era già tolta il reggiseno, praticamente non aveva tette, quindi si vedevano giusto i suoi capezzoli che erano belli grandi.
«Che vedi?» sussurrò Francesca all'orecchio.
«Tutto, ha già il seno di fuori»
«Continua a descrivere la scena» disse lei abbassandomi i pantaloni e afferrandomi il cazzo.
«Ora ha tolto le mutande, ha un piccolo cespuglietto di peli sopra la fica»
«Ti piace?»
«Mi piacerebbe che rispettassi la tua parte dell'accordo, metti la bocca a lavoro» le dissi scherzosamente, ma comunque con l'intenzione di essere succhiato da lei.
«Tu continua a guardare, e non sborrare»
Si inginocchiò e mi prese il cazzo in bocca, succhiando e pompando piano. Nel frattempo guardavo la sorella che ormai era entrata in doccia e si insaponava. Era bello guardarla, ma mi sarei voluto concentrare sulla pompa. Giada si insaponava le tette mentre io la guardavo e la sua sorellina aveva preso a leccarmi il cazzo lungo l'asta e poi a succhiarmi con forza le palle. Era una sensazione splendida, che ti andava direttamente al cervello, sentivo ogni movimento di quella lingua abile. Francesca era brava, brava davvero, sapeva bene quello che faceva. Giada aveva preso a lavarsi in mezzo alle gambe e a lavarsi la fica e in mezzo alla fessura per togliere la sabbia mentre Francesca aveva tirato fuori il cazzo dalla bocca e se lo stava sbattendo sulle tette, come una mazza su dei tamburi. La fermai perché ormai stavo per venire, troppi giochi per troppo tempo, non resistevo più.
Lei si alzò e mi sussurrò «Fammi guardare e leccami il buco del culo»
Si mise a guardare la sorella attraverso la fessura e piegandosi a novanta gradi per darmi accesso al culo.
Senza pensarci, le abbassai le mutande e iniziai prima a baciarle le chiappe, una alla volta poi a leccarle con foga. Infine le andai a toccare la fica con la mano e le infilai dentro un dito, per poi andare con la lingua a leccare la superficie del suo buco del culo. Era buonissimo e mi stava facendo arrapare ancora di più. Le allargai le chiappe con entrambe le mani e mi feci strada con la lingua dentro al buco. Volevo andare più a fondo possibile e cercare di allargarglielo in previsione di poterci infilare il cazzo. Francesca cominciò a masturbarsi. Glielo stavo leccando da un po', finché lei venne tremando un pochino.
Si alzò e mi disse «Non vedo l'ora di farmi scopare stanotte. Ma per ora smettiamo, sta per uscire»
Ci ricomponemmo e andammo a mettere il pranzo a tavola, anche se io avevo già avuto l'antipasto.
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