Oggi si domani chissà
di
minkanku91
genere
etero
Tutto è iniziato tra gli scaffali, tra il profumo della frutta e il rumore dei carrelli. Non vedevo Luana da anni. L’avevo lasciata fidanzata e l'ho ritrovata single, radiosa ma con un velo di malinconia negli occhi. Siamo finiti al bar, con le buste della spesa ai piedi del tavolino, a riannodare i fili del tempo.
"Sono single da due mesi," mi ha confessato, giocherellando con il cucchiaino del caffè. "Non mi manca lui, l'ex... mi manca il contatto. Mi sento sola, ma la cosa che mi manca di più, ecco, ora te l'ho detto... è il sesso."
L'aria è diventata elettrica. Luana stava lanciando un grido nel vuoto, quasi parlando a se stessa, testando la mia reazione.
Quando le ho detto che per risolvere il problema bastava schioccare le dita, lei lo ha fatto davvero, sfidandomi. E quando ho risposto "Eccomi", lei è scoppiata a ridere. "Ma se sei gay! Una volta mi hai vista nuda in un camerino di una boutique e non hai mosso un dito!"
Era vero. Anni prima, mi aveva chiamato mentre provava un vestito, ma era nuda e io, imbranato e paralizzato dall'imbarazzo, ero rimasto immobile. Ma quel ragazzo non esisteva più. "Se vieni a casa mia, ti faccio vedere io se sono gay," le ho risposto fissandola negli occhi. La sfida era accettata. Lei ha lasciato i soldi sul tavolo e si è alzata: "Seguimi."
Non appena varcata la soglia, la tensione è esplosa. L'ho schiacciata contro la porta d'ingresso, soffocando le sue provocazioni con un bacio brutale, affamato. Le buste della spesa sono cadute a terra, dimenticate. Le mie mani hanno strappato i bottoni della sua camicetta, cercando la pelle che anni prima non avevo avuto il coraggio di toccare.
L'ho sollevata, incastrandola tra il mio corpo e il legno della porta, facendole sentire tutta la differenza tra l'imbranato di allora e l'uomo di oggi. Dopo i primi baci infuocati, l'ho portata in camera e l'ho adagiata sul letto. Mi sono abbassato tra le sue gambe e l'ho leccata con una calma metodica, godendomi i suoi gemiti che riempivano la stanza. Lei, vinta dal piacere, si è girata in un 69 frenetico, prendendomi il cazzo in bocca con una fame che gridava vendetta per quei due mesi di astinenza.
Siamo tornati alla posizione più naturale del mondo: io sopra, lei sotto. L'ho penetrata guardandola negli occhi, intrecciando le mie dita con le sue. Ogni spinta era un messaggio: il passato era cancellato. Come pattuito, non sono venuto dentro. Mi sono sfilato all'ultimo e, mentre mi segavo sopra di lei, l'ho sborrata sulla pancia. Luana, con uno sguardo perso nel piacere, ha iniziato a spalmare il mio seme sulla sua pelle, come un marchio di appartenenza.
Oltre ogni Confine
I giorni seguenti sono diventati una maratona di sesso. Una sera, mentre ero sopra di lei, ho cercato il suo ano con un dito. Luana non ha detto nulla, ha solo trattenuto il respiro. Quando le ho chiesto di girarsi, lo ha fatto in silenzio. Mi sono appoggiato e il cazzo è scivolato dentro, un'invasione totale che l'ha fatta gridare nel cuscino. Era la resa definitiva.
Siamo rimasti a letto per mezz'ora dopo ogni volta, esausti e svuotati. Oggi continuiamo a scopare in ogni posizione, con una frequenza quasi ossessiva. Luana è tornata a splendere, ma tra noi non ci sono promesse. Non so se per lei sono solo uno scopamici o qualcosa di più, e a dire il vero va bene così. Viviamo nel presente, tra una spesa al supermercato e un incontro infuocato, lasciando che il futuro resti un grande, eccitante "chissà".
"Sono single da due mesi," mi ha confessato, giocherellando con il cucchiaino del caffè. "Non mi manca lui, l'ex... mi manca il contatto. Mi sento sola, ma la cosa che mi manca di più, ecco, ora te l'ho detto... è il sesso."
L'aria è diventata elettrica. Luana stava lanciando un grido nel vuoto, quasi parlando a se stessa, testando la mia reazione.
Quando le ho detto che per risolvere il problema bastava schioccare le dita, lei lo ha fatto davvero, sfidandomi. E quando ho risposto "Eccomi", lei è scoppiata a ridere. "Ma se sei gay! Una volta mi hai vista nuda in un camerino di una boutique e non hai mosso un dito!"
Era vero. Anni prima, mi aveva chiamato mentre provava un vestito, ma era nuda e io, imbranato e paralizzato dall'imbarazzo, ero rimasto immobile. Ma quel ragazzo non esisteva più. "Se vieni a casa mia, ti faccio vedere io se sono gay," le ho risposto fissandola negli occhi. La sfida era accettata. Lei ha lasciato i soldi sul tavolo e si è alzata: "Seguimi."
Non appena varcata la soglia, la tensione è esplosa. L'ho schiacciata contro la porta d'ingresso, soffocando le sue provocazioni con un bacio brutale, affamato. Le buste della spesa sono cadute a terra, dimenticate. Le mie mani hanno strappato i bottoni della sua camicetta, cercando la pelle che anni prima non avevo avuto il coraggio di toccare.
L'ho sollevata, incastrandola tra il mio corpo e il legno della porta, facendole sentire tutta la differenza tra l'imbranato di allora e l'uomo di oggi. Dopo i primi baci infuocati, l'ho portata in camera e l'ho adagiata sul letto. Mi sono abbassato tra le sue gambe e l'ho leccata con una calma metodica, godendomi i suoi gemiti che riempivano la stanza. Lei, vinta dal piacere, si è girata in un 69 frenetico, prendendomi il cazzo in bocca con una fame che gridava vendetta per quei due mesi di astinenza.
Siamo tornati alla posizione più naturale del mondo: io sopra, lei sotto. L'ho penetrata guardandola negli occhi, intrecciando le mie dita con le sue. Ogni spinta era un messaggio: il passato era cancellato. Come pattuito, non sono venuto dentro. Mi sono sfilato all'ultimo e, mentre mi segavo sopra di lei, l'ho sborrata sulla pancia. Luana, con uno sguardo perso nel piacere, ha iniziato a spalmare il mio seme sulla sua pelle, come un marchio di appartenenza.
Oltre ogni Confine
I giorni seguenti sono diventati una maratona di sesso. Una sera, mentre ero sopra di lei, ho cercato il suo ano con un dito. Luana non ha detto nulla, ha solo trattenuto il respiro. Quando le ho chiesto di girarsi, lo ha fatto in silenzio. Mi sono appoggiato e il cazzo è scivolato dentro, un'invasione totale che l'ha fatta gridare nel cuscino. Era la resa definitiva.
Siamo rimasti a letto per mezz'ora dopo ogni volta, esausti e svuotati. Oggi continuiamo a scopare in ogni posizione, con una frequenza quasi ossessiva. Luana è tornata a splendere, ma tra noi non ci sono promesse. Non so se per lei sono solo uno scopamici o qualcosa di più, e a dire il vero va bene così. Viviamo nel presente, tra una spesa al supermercato e un incontro infuocato, lasciando che il futuro resti un grande, eccitante "chissà".
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