La saga del 2x1

di
genere
gay

Ero sotto il getto dell'acqua calda quando sentii bussare freneticamente alla porta del bagno. Era Yuri, il ragazzo ospite da mia zia; sembrava disperato, aveva un'urgenza incredibile. Senza farmi troppi problemi, aprii la porta restando completamente nudo, bagnato, lasciando che il vapore invadesse il corridoio. Gli feci cenno di entrare e tornai tranquillamente sotto la doccia, lasciando la tenda scostata per osservarlo.

​Dopo un po', sentii la sua voce tesa: "Senti... non c'è carta igienica qui".
Sorrisi tra me e me, scostando la tenda e lasciando che l'acqua mi scorresse addosso davanti ai suoi occhi. "Fatti il bidè, Yuri. È più igienico. Se vuoi aiuto ti faccio vedere come si fa", dissi con tono naturale. Lui arrossì, balbettando un "No, no, faccio da solo", e si sedette sulla ceramica iniziando a lavarsi.
​Lo guardavo mentre armeggiava goffamente. "Guarda che così non pulisci bene," lo incalzai, uscendo dal box doccia, gocciolante e nudo a pochi centimetri da lui. "Dovresti infilarti un dito, con un po' di sapone, per una pulizia profonda. Non c'è niente da vergognarsi, dai che lo faccio io". Approfittai della sua indecisione e iniziai a maneggiargli il culo, lavando e infilando un dito ripetutamente. Quando sentii che si lasciava andare, afferrai il suo cazzo, che si era sollevato talmente era eccitato, e iniziai a segarlo con la mano sinistra mentre la destra continuava il lavoro profondo. Lo feci venire lì sul bidè, e il suo sperma mi riempì la mano.

​Yuri era stordito, la mia mano ancora calda del suo piacere. "Ora che sei pulito," gli dissi provocatorio, "direi che tocca a te ricambiare". Inizialmente Yuri oppose un "no" secco all'idea di essere posseduto, frenato dalla timidezza. Accettai il ripiego: si avvicinò e mi fece una sega con una dedizione che mi sorprese, continuando a stimolarmi finché non uscì anche l'ultima goccia.

​Siamo rimasti un attimo in silenzio, con il rumore dell'acqua in sottofondo. Ho abbassato lo sguardo e ho visto che, nonostante fosse appena venuto, il cazzo di Yuri era di nuovo teso, fiero, come se quel contatto avesse risvegliato in lui una fame nuova.
​L'ho guardato, poi ho guardato il suo membro così eccitato. La curiosità e la voglia di sentirlo dentro di me hanno preso il sopravvento. Mi sono avvicinato al suo orecchio e, con un tono calmo ma carico di intenzione, gli ho chiesto se avesse voglia di esplorare il mio corpo e di prendermi nel mio punto più intimo. Gli ho fatto capire che, se lui non si sentiva pronto a ricevermi, avrei voluto essere io a fargli sentire quanto potevo essere accogliente.

La mia proposta lo ha colto di sorpresa. Probabilmente si aspettava che avrei insistito per essere io a dominare, ma l'idea che fossi io a voler sentire la sua forza dentro di me ha cambiato tutto. Ho visto un lampo di orgoglio accendersi nei suoi occhi: il ragazzo timido che poco prima cercava disperatamente della carta igienica stava svanendo, lasciando il posto a un uomo che sentiva di avere il controllo della situazione.

Mi sono girato lentamente, appoggiando le mani sul bordo del lavandino freddo, inarcando la schiena per offrirgli la visuale migliore. "Non aver paura," gli ho sussurrato senza voltarmi, "voglio che sia tu a prendermi. Voglio sentire quanto sei capace di essere deciso".

Yuri non se lo è fatto ripetere due volte. Ho sentito le sue mani, ancora calde e un po' scivolose per il sapone e il piacere di prima, afferrarmi i fianchi. La sua presa era diventata sicura, quasi possessiva. Si è avvicinato finché il suo petto non ha toccato la mia schiena bagnata. Quando ho sentito la punta del suo cazzo, di nuovo teso e vibrante, cercare l'ingresso, ho capito che la sua esitazione era sparita del tutto.
Sentendo la mia schiena inarcata e la mia totale disponibilità, ha spinto con una decisione che mi ha sorpreso. È entrato secco, profondo, trovando una strada che io avevo già preparato con la mia esperienza. Il calore del suo cazzo, di nuovo turgido, ha riempito ogni spazio, e il contrasto tra la sua foga e il mio corpo abituato a ricevere ha creato un’alchimia perfetta.

Lui ansimava forte contro il mio collo, spingendo con colpi regolari che facevano vibrare lo specchio appannato davanti a me. Io assecondavo ogni suo movimento, muovendo il bacino per fargli sentire quanto fossi accogliente, guidandolo senza parlare. Sapevo esattamente come posizionarmi per fargli provare il massimo piacere e, allo stesso tempo, per godermi ogni centimetro della sua irruenza.

Le mie mani erano piantate sul bordo del lavandino, i muscoli delle braccia tesi mentre Yuri mi usava come se avesse aspettato quel momento da quando era entrato in bagno. Non c’era dolore, solo quella pienezza familiare e gratificante che cercavo. Sentivo il suo respiro farsi sempre più corto, segno che la fine era vicina.

Yuri non è riuscito a trattenersi a lungo. Con un’ultima serie di spinte veloci e profonde, si è svuotato dentro di me, stringendomi così forte da lasciarmi quasi senza fiato. Siamo rimasti incastrati così per qualche istante, con l’acqua della doccia che continuava a scorrere inutilizzata, mentre il calore del suo seme si diffondeva dentro di me, suggellando quel "tagliando" imprevisto nel bagno di mia zia.

Senza dire una parola, ho allungato la mano e ho scostato del tutto la tenda della doccia, trascinandolo sotto il getto dell'acqua calda insieme a me. Sotto l'acqua, i nostri corpi si sono puliti dai resti del nostro scambio. L'ho insaponato io, con calma, passandogli le mani sulle spalle e sulla schiena, sentendo i suoi muscoli finalmente rilassati. Yuri si è lasciato fare, godendosi quella cura post-piacere che non si aspettava.

Mentre ci asciugavamo con i teli bianchi, il silenzio era carico di una nuova complicità. Yuri si è guardato allo specchio, passandosi una mano tra i capelli bagnati, e poi ha incrociato il mio sguardo nel riflesso. Non c’era più traccia di quell’imbarazzo iniziale. Gli ho fatto un piccolo cenno d'intesa, come a dirgli che il nostro segreto era al sicuro tra quelle quattro mura.

Siamo usciti dal bagno a distanza di pochi minuti l'uno dall'altro. Quando ci siamo ritrovati nel corridoio, diretti verso le nostre stanze prima di cena, mia zia è passata e ci ha guardati distratta: "Ma quanto tempo ci mettete a lavarvi voi giovani?".
Yuri ha abbassato un secondo lo sguardo, ma poi ha risposto con una voce ferma, quasi divertita: "C'era un problema tecnico con il bidè, zia, ma per fortuna ho trovato chi mi ha spiegato come risolvere".
​Ci siamo scambiati un ultimo sorriso complice prima che lui sparisse in camera sua. Sapevo che, per tutto il tempo in cui sarebbe rimasto ospite, quel bagno sarebbe stato il nostro posto preferito.

Il giorno dopo, mentre eravamo in corridoio lontano da sguardi indiscreti, l'ho guardato fisso negli occhi e gli ho lanciato la sfida: "Yuri, facciamo lo scambio 2x1?".
Lui è rimasto un attimo spiazzato, con quell'aria ingenua che mi faceva impazzire. "In che senso 2x1?", mi ha chiesto sottovoce.
Gli ho sorriso, avvicinandomi al suo orecchio: "Semplice. Tu scopi me la prima volta. Poi io scopo te. E per finire, tu scopi me una seconda volta. Due per te, uno per me. Ti conviene, no?".
​Ho visto il suo pomo d'Adamo sussultare mentre deglutiva. Non ha detto di no. Anzi, i suoi occhi hanno iniziato a brillare di una fame che ormai non riusciva più a nascondere.

Siamo tornati in bagno, chiudendo la porta a chiave. Il vapore ha iniziato subito a salire. Yuri non ha aspettato: mi ha spinto contro la parete piastrellata, ancora fresca, e mi ha preso con una foga che dimostrava quanto avesse ripensato a ieri. Mi ha posseduto con colpi secchi, godendosi il fatto di essere lui a iniziare la danza. Io incassavo, godendomi la sua energia che cresceva a ogni spinta, finché non si è svuotato dentro di me con un gemito soffocato contro la mia spalla.

Ma il patto era chiaro. Non gli ho lasciato il tempo di riprendere fiato. L'ho girato con decisione, facendogli poggiare le mani sul bordo della vasca. "Ora tocca a me," gli ho sussurrato. Yuri era ancora scosso dal primo round, ma il suo corpo era pronto. Sono entrato in lui con la sicurezza di chi sa esattamente dove toccare. Sentirlo stringersi attorno a me, mentre cercava di gestire il piacere di essere penetrato, è stata la parte migliore. L'ho preso con ritmo, senza fretta, facendogli capire che la "lezione di igiene" dell'altro giorno era solo l'inizio.
​Quando ho finito, Yuri era stremato, ma il patto prevedeva l'ultima tappa. Nonostante la fatica, il suo cazzo era di nuovo teso, richiamato dalla mia disponibilità. Mi sono sdraiato sul tappetino, offrendogli tutto me stesso per la seconda volta. Lui si è buttato su di me con le ultime forze rimaste, possedendomi in un groviglio di gambe e respiro affannoso. È stata la degna conclusione di un pomeriggio folle.

​Siamo rimasti sul pavimento del bagno, bagnati e svuotati. Yuri mi ha guardato, quasi incredulo di aver retto quel ritmo. "Allora," gli ho chiesto con un filo di voce, "com'è questo 2x1?".
Lui ha solo accennato un sorriso stanco, chiudendo gli occhi. Sapeva che, finché fosse rimasto ospite di mia zia, gli "affari" con me sarebbero stati molto frequenti.
scritto il
2026-03-05
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