La paura e la voglia di prenderlo nel culo

di
genere
gay

​Tutto è iniziato in piazza. Le vacanze estive, la solitudine in casa di Guido, i film porno guardati insieme. Mercoledì scorso la tensione è esplosa: "Tu fai una sega a me e io la faccio a te". Mentre mi masturbava, le sue dita hanno cercato il mio buchino. Quell'esplorazione mi ha scioccato. Mi sono spaventato e l'ho fermato: "Siamo andati anche troppo oltre oggi". Sono tornato a casa con un segreto che pesava come un macigno.
Sono tornato da lui qualche giorno dopo. Lui mi ha masturbato di nuovo e mi ha chiesto di girarmi. Ho accettato di farlo solo perché lui era ancora completamente vestito; quel dettaglio mi faceva sentire meno esposto. Col dito ha iniziato ad andare su e giù, preparando il terreno, finché mi ha chiesto se poteva penetrarmi. Gli ho detto chiaramente che avevo paura, ma lui è stato dolce, mi ha convinto a provare: "Solo un pochino". Ho sentito il suo cazzo entrare in me, ma nonostante fosse già dentro, ho sentito un blocco. Non volevo che continuasse. Gli ho chiesto di fermarsi e lui, rispettando la mia paura, si è ritratto.
​Questo pomeriggio sono tornato.
​Oggi l'atmosfera era diversa. Sapevamo entrambi che non ci saremmo fermati. Quasi come l'altra volta, Guido mi ha spogliato e mi ha fatto venire, ma stavolta ha usato il mio stesso sperma per lubrificarmi il buchino. Quando si è posizionato dietro di me, stavolta eravamo entrambi nudi.
Quando ha spinto per entrare, l'emozione è stata travolgente per entrambi.
​Ho provato uno shock fisico intenso, al momento della penetrazione. Sentire la sua carne calda che mi apriva e mi riempiva completamente è stato un momento di vulnerabilità assoluta, ma stavolta volevo che restasse lì. Mi sentivo finalmente "preso", non più per gioco ma sul serio. Era un misto di dolore sordo e una pienezza incredibile che mi faceva sentire, per la prima volta, un ragazzo che sta scoprendo il sesso per davvero.
​Guido era sopra di me, sentivo il suo respiro farsi pesante e irregolare. Era emozionato quanto me; sentivo il suo cuore battere contro la mia schiena e le sue mani che mi stringevano quasi con tremore. Per lui era il trionfo di avermi finalmente tutto, di sentire che la mia paura era svanita per lasciare il posto a noi due.
​Mentre eravamo uniti in quel ritmo nuovo, Guido mi ha sussurrato: "Lo faremo ancora o non vorrai più farlo?". Non ho fatto in tempo a rispondere. Lui è esploso dentro di me, continuando a spingere con foga finché il suo cazzo non ha espulso l'ultima goccia di sperma nel mio culo. In quel silenzio post-orgasmo, con lui ancora sopra di me, gli ho dato la risposta definitiva: "Perché anziché mercoledì non ci vediamo già lunedì?".
scritto il
2026-02-05
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