La paura e la voglia di prenderlo nel culo
di
minkanku91
genere
gay
Tutto è iniziato in piazza. Le vacanze estive, la solitudine in casa di Guido, i film porno guardati insieme. Mercoledì scorso la tensione è esplosa: "Tu fai una sega a me e io la faccio a te". Mentre mi masturbava, le sue dita hanno cercato il mio buchino. Quell'esplorazione mi ha scioccato. Mi sono spaventato e l'ho fermato: "Siamo andati anche troppo oltre oggi". Sono tornato a casa con un segreto che pesava come un macigno.
Sono tornato da lui qualche giorno dopo. Lui mi ha masturbato di nuovo e mi ha chiesto di girarmi. Ho accettato di farlo solo perché lui era ancora completamente vestito; quel dettaglio mi faceva sentire meno esposto. Col dito ha iniziato ad andare su e giù, preparando il terreno, finché mi ha chiesto se poteva penetrarmi. Gli ho detto chiaramente che avevo paura, ma lui è stato dolce, mi ha convinto a provare: "Solo un pochino". Ho sentito il suo cazzo entrare in me, ma nonostante fosse già dentro, ho sentito un blocco. Non volevo che continuasse. Gli ho chiesto di fermarsi e lui, rispettando la mia paura, si è ritratto.
Questo pomeriggio sono tornato.
Oggi l'atmosfera era diversa. Sapevamo entrambi che non ci saremmo fermati. Quasi come l'altra volta, Guido mi ha spogliato e mi ha fatto venire, ma stavolta ha usato il mio stesso sperma per lubrificarmi il buchino. Quando si è posizionato dietro di me, stavolta eravamo entrambi nudi.
Quando ha spinto per entrare, l'emozione è stata travolgente per entrambi.
Ho provato uno shock fisico intenso, al momento della penetrazione. Sentire la sua carne calda che mi apriva e mi riempiva completamente è stato un momento di vulnerabilità assoluta, ma stavolta volevo che restasse lì. Mi sentivo finalmente "preso", non più per gioco ma sul serio. Era un misto di dolore sordo e una pienezza incredibile che mi faceva sentire, per la prima volta, un ragazzo che sta scoprendo il sesso per davvero.
Guido era sopra di me, sentivo il suo respiro farsi pesante e irregolare. Era emozionato quanto me; sentivo il suo cuore battere contro la mia schiena e le sue mani che mi stringevano quasi con tremore. Per lui era il trionfo di avermi finalmente tutto, di sentire che la mia paura era svanita per lasciare il posto a noi due.
Mentre eravamo uniti in quel ritmo nuovo, Guido mi ha sussurrato: "Lo faremo ancora o non vorrai più farlo?". Non ho fatto in tempo a rispondere. Lui è esploso dentro di me, continuando a spingere con foga finché il suo cazzo non ha espulso l'ultima goccia di sperma nel mio culo. In quel silenzio post-orgasmo, con lui ancora sopra di me, gli ho dato la risposta definitiva: "Perché anziché mercoledì non ci vediamo già lunedì?".
Sono tornato da lui qualche giorno dopo. Lui mi ha masturbato di nuovo e mi ha chiesto di girarmi. Ho accettato di farlo solo perché lui era ancora completamente vestito; quel dettaglio mi faceva sentire meno esposto. Col dito ha iniziato ad andare su e giù, preparando il terreno, finché mi ha chiesto se poteva penetrarmi. Gli ho detto chiaramente che avevo paura, ma lui è stato dolce, mi ha convinto a provare: "Solo un pochino". Ho sentito il suo cazzo entrare in me, ma nonostante fosse già dentro, ho sentito un blocco. Non volevo che continuasse. Gli ho chiesto di fermarsi e lui, rispettando la mia paura, si è ritratto.
Questo pomeriggio sono tornato.
Oggi l'atmosfera era diversa. Sapevamo entrambi che non ci saremmo fermati. Quasi come l'altra volta, Guido mi ha spogliato e mi ha fatto venire, ma stavolta ha usato il mio stesso sperma per lubrificarmi il buchino. Quando si è posizionato dietro di me, stavolta eravamo entrambi nudi.
Quando ha spinto per entrare, l'emozione è stata travolgente per entrambi.
Ho provato uno shock fisico intenso, al momento della penetrazione. Sentire la sua carne calda che mi apriva e mi riempiva completamente è stato un momento di vulnerabilità assoluta, ma stavolta volevo che restasse lì. Mi sentivo finalmente "preso", non più per gioco ma sul serio. Era un misto di dolore sordo e una pienezza incredibile che mi faceva sentire, per la prima volta, un ragazzo che sta scoprendo il sesso per davvero.
Guido era sopra di me, sentivo il suo respiro farsi pesante e irregolare. Era emozionato quanto me; sentivo il suo cuore battere contro la mia schiena e le sue mani che mi stringevano quasi con tremore. Per lui era il trionfo di avermi finalmente tutto, di sentire che la mia paura era svanita per lasciare il posto a noi due.
Mentre eravamo uniti in quel ritmo nuovo, Guido mi ha sussurrato: "Lo faremo ancora o non vorrai più farlo?". Non ho fatto in tempo a rispondere. Lui è esploso dentro di me, continuando a spingere con foga finché il suo cazzo non ha espulso l'ultima goccia di sperma nel mio culo. In quel silenzio post-orgasmo, con lui ancora sopra di me, gli ho dato la risposta definitiva: "Perché anziché mercoledì non ci vediamo già lunedì?".
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