Papino papino

di
genere
incesti

Il mio papino, come l'ho sempre chiamato sin da piccolo, il mio esempio, il mio super eroe.
Crescendo. ho visto che il rapporto con mamma cambiava, e percepivo che tutto trà di loro stava cambiando.
E quando compii la maggior età si separarono, cosa normale quando non si ha più nulla in comune, e a cosa non mi creò problemi, anche perchè io stavo attraversando un cambiamento personale.
Ero diventato gay, fù un processo lento iniziato alcuni anni prima, ma diventato irreversibile con l'età,
Amavo il cazzo, il cazzo degli altri, essere stretto trò le braccia diun maschio, era la mia priorità, essere accarezzato baciato, mi rendeva felice, poi essere posseduto mi faceva impazzire.
Sentire il loro cazzo violare il mio culetto, sentirli entrare e scivolare dentro fino in fondo mi scioglie e godo come una cagna.
In famiglia nessuno immaginava quale fosse la mia natura omosessuale, o aleno lo credevo, fino a quando non sono andato a trovare papino.
Avevo da poco compiuto ventidue anni, mi travestivo da un anno circa, e frequentavo locali a Milano dove mi intrattenevo con uomini di una certa età, ero conosciuta nell'ambito degli scambi, e dalle trè alle quattro sere a settimane mi intrattenevo con maschi che mi sfondavano perbene, li accoglievo dentro di mè, e attenevo il loro sperma caldo, come ricompensa, se non mi scopavano senza preservativo, non potevano avermi.
Ero richiesta per i mie pompini con ingoio, e per il mio culetto morbido e capiente, i maschi impazzivano per mè.
Poi un giorno papino mi chiama, ha avuto un incidente, abbastanza grave, e lo raggiungo, è in ospedale, con fratture multiple agli arti superiori.
Dopo alcune settimane i medici decidono di mandarlo a casa, io rimango un pò basita, chiedo spiegazioni, su come accudirlo, e mi spiegano che una volta al giorno verrà un'infermiere a lavarlo e cambiarlo, ma che per la notte e il resto del giorno, lo dovrò aiutare io, chiedo meglio, dovrà aiutarlo a fare pipì, tenere il suo cazzo, e aiutarlo, e se facesse la cacca pulirlo, cavolo, mica è semplise penso.
Comunque lo portiamo a casa, l'infermiere lo cambia, e se ne và, io e lui rimaniamo in sala, papno indossa il pigiama.
Dopo un paio d'ore mi dice che deve fare pipì, lo accompagno in bagno, abbasso i pantaloni del pigiama, afferro il suo cazzo, e noto, che pur essendo molle è pazzesco, lui fà pipì, lo asciugo, e lo ritiro nei pantaloni.
La stessa cosa succede dopo circa trè ore, andiamo in bagno, ma quando lo prendo in mano è duro, una verga pazzesca, trenta centimetri, mi domando come mamma facesse a prenderlo in figa e in culo, e ora dico a papino? mi guarda e rosso in viso mi dice, non ne ho idea, ok lo aferro e lo sego, piano piano, poi velocemente, dopo poco sborra, getti violenti, che schizzano sulle piastrelle, poi si smolla e fà pipì.
Dopo averlo riaccompagnato in sala ritorno a ripulire il suo sperma, lo tocco, lo porto alla bocca, è tiepido, dolce, impazzisco, lecco le piastrelle e lecco tutto il suo sperma.
Lo accompagno poi a letto, e verso le sei sento che mi chiama, deve andare in bagno, io mi alzo e non mi ricordo che indosso uno slip di pizzo, lo accompagno in bagno, e appena lui noto i miei slip, inturgidisce il suo cazzo, divento di pietra.
Lo guardo, lui mi guarda, il suo cazzo mi attrae come una falena è attratta dalla luce, chiudo gli occhi e lo prendo in bocca.
Sento un guizzo, lo succhio, lo ingoio, sono brava a fare pompe,poi dopo alcuni minuti viene e io ingoio.
Una volta molle fà pipì, lo asciugo, poi lo spoglio, e nudi entriamo in doccia, lo lavo per bene e poi o sciugo, lui guarda il mio cazzo, lo sapevo che eri frocio, mi dice, annuisco, non vestirmi andiamo in camera mi dice.
CI STENDIAMO SUL LETTO, IL SUO CAZZO è DI NUOVO DURO, DAI SIEDITI SOPRA, IO MI BAGNO CON LA SALIVA E MI IMPALO SUL SUO CAZZO.
eNTRA CON FATICA è GROSSO E LUNGO, ma mi impalo, entra tutto, riprendo fiato, e inizio a cavalcarlo, mi lo godo tutto e dopo una ventina di minuti mi riempie di sperma.
Poi succede l'impossibile, papà solleva le gambe e mi dice dai scopami, io non me lo faccio ripetere, e affondo il mio cazzo nel suo culo.
Lo monto a dovere e vengo dentro di lui, ci baciamo e godiamo.
Rimango abbracciato a papino a lungo, poi lui mi dice una cosa che mi legherà per sempre a lui, ti amo piccola ti ho sempre amata.
Un mese dopo tolgono il gesso, e dopo la riabilitazione papino è autosufficente, mi abbraccia per la prima volta, poi mi bacia, e mi scopa.
Iniziamo la nostra relazione, che mi porta a ttravestirmi sempre di più, fino a diventare la sua donna.
Ci trasferiamo, e ai vicini mi presenta come la sua giovane compagna, io sono al femminile del tutto, vestiti, atteggiamenti, e ci godiamo tutti i giorni.
E poi epilogo, mi chiede in sposa.
Ci sposiamo in Spagna, e ora sono la sua sposa, la sposa di papino.
scritto il
2026-03-17
1 6 8
visite
2
voti
valutazione
1
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Il mio maritino

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.