Piacere anale
di
minkanku91
genere
bisex
Nella mia vita non ho mai seguito un ordine preciso o delle etichette. Ci sono state cinque ragazze e tre ragazzi, vissuti in momenti diversi, ma con una costante che non è mai cambiata: il mio ruolo. Io sono sempre attivo, è quella la mia dimensione, il modo in cui esprimo la mia forza e la mia sicurezza.
Quando sono con una donna, mi piace vivere il sesso pienamente. Lo faccio sia vaginale che anale, ma è quest'ultimo che mi regala qualcosa in più. Farlo anale mi fa sentire speciale; è un tipo di possesso diverso, più profondo. Mentre spingo dentro di lei, le mie mani cercano le sue tette, godendo della loro morbidezza e del contrasto con la mia irruenza.
Con i ragazzi, l'approccio non cambia. Molti pensano che ci sia una differenza enorme, ma per me non è così. Quando decido di farlo con un uomo, cerco esattamente la stessa sensazione. Entro nel suo ano e la percezione fisica è identica a quella che provo con una donna: lo stesso calore, la stessa stretta, la stessa soddisfazione di affondare fino in fondo.
L’unica vera differenza è nel gesto delle mie mani. Se con le ragazze cerco il seno, con i ragazzi afferro il loro cazzo, sentendolo pulsare mentre detto il ritmo del rapporto.
Questa è la mia libertà. Mentre il mondo si perde a cercare differenze dove non esistono, io mi godo l'essenziale. Non importa chi ho davanti o cosa troveranno le mie mani quando si allungano per cercare contatto: ciò che conta è quel calore che mi avvolge e quel respiro spezzato che sento contro la schiena a ogni mio affondo.
Esco da ogni incontro con la stessa consapevolezza: non è il genere del partner a rendermi quello che sono, ma la sicurezza con cui entro nel loro spazio più intimo. Lascio sempre qualcosa di me, una scossa che non dimenticano, perché quando l'atto finisce, loro sanno di essere stati con qualcuno che non ha paura di prendersi tutto. E io, semplicemente, cammino verso la prossima esperienza, sapendo che ovunque andrò, sarò io a dettare le regole del piacere.
Quando sono con una donna, mi piace vivere il sesso pienamente. Lo faccio sia vaginale che anale, ma è quest'ultimo che mi regala qualcosa in più. Farlo anale mi fa sentire speciale; è un tipo di possesso diverso, più profondo. Mentre spingo dentro di lei, le mie mani cercano le sue tette, godendo della loro morbidezza e del contrasto con la mia irruenza.
Con i ragazzi, l'approccio non cambia. Molti pensano che ci sia una differenza enorme, ma per me non è così. Quando decido di farlo con un uomo, cerco esattamente la stessa sensazione. Entro nel suo ano e la percezione fisica è identica a quella che provo con una donna: lo stesso calore, la stessa stretta, la stessa soddisfazione di affondare fino in fondo.
L’unica vera differenza è nel gesto delle mie mani. Se con le ragazze cerco il seno, con i ragazzi afferro il loro cazzo, sentendolo pulsare mentre detto il ritmo del rapporto.
Questa è la mia libertà. Mentre il mondo si perde a cercare differenze dove non esistono, io mi godo l'essenziale. Non importa chi ho davanti o cosa troveranno le mie mani quando si allungano per cercare contatto: ciò che conta è quel calore che mi avvolge e quel respiro spezzato che sento contro la schiena a ogni mio affondo.
Esco da ogni incontro con la stessa consapevolezza: non è il genere del partner a rendermi quello che sono, ma la sicurezza con cui entro nel loro spazio più intimo. Lascio sempre qualcosa di me, una scossa che non dimenticano, perché quando l'atto finisce, loro sanno di essere stati con qualcuno che non ha paura di prendersi tutto. E io, semplicemente, cammino verso la prossima esperienza, sapendo che ovunque andrò, sarò io a dettare le regole del piacere.
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Grazie Marisa!
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