I regali di Massimiliano
di
minkanku91
genere
gay
Ero in città per ritirare un documento quando, attraversando una piazza, ho incrociato Massimiliano. Non ci vedevamo da più di un anno. L’ultima volta che eravamo stati insieme mi aveva regalato una tuta da ginnastica; eravamo andati in camera sua e, in cambio del regalo, mi aveva chiesto di essere "carino". Eravamo rimasti vestiti: lui voleva solo sentire il contatto, strusciando il suo cazzo duro contro il mio culo. "Ce l'ho durissimo," diceva, "già lo sento sul culo che è duro". Quella volta, dopo avergli toccato la durezza attraverso la stoffa, lui lo aveva tirato fuori e io gli avevo fatto una sega prima di andarmene con la mia tuta nuova.
"Ehi, ma guarda chi c’è!" mi fa oggi con un sorriso sornione. Dopo due chiacchiere, arriva al punto. "Senti, ho preso dei jeans Armani scontatissimi, ma mi vanno stretti in vita. Se ti stanno, te li regalo."
Lo seguo in camera sua. Mi consegna i jeans: sono bellissimi, denim di qualità. Mi spoglio per provarli; sono effettivamente stretti, ma sento che addosso a me fanno un figurone. Il momento di toglierli, però, diventa l'occasione che entrambi stavamo aspettando. Il tessuto è così aderente che, nel tirarli giù, si portano dietro anche le mutande. Mi ritrovo a sfilare i pantaloni ma resto con le mutande incastrate a mezza gamba. Sono lì, col sedere completamente nudo esposto verso di lui e i movimenti bloccati.
Quello che Massimiliano non sa, e non saprà mai, è che in quest'anno di lontananza io ho preso diverse volte il cazzo di Giorgio. Non sono più quel ragazzo inesperto che si limitava a subire uno struscio. Massimiliano probabilmente si accontenterebbe di una sega come l'altra volta, ma io oggi voglio di più.
Lui si avvicina, vedendomi così, mezzo nudo e impacciato. Sento il suo fiato farsi pesante mentre si piazza dietro di me. "Per favore, non tirarle su," sussurra. Si incolla alla mia schiena e inizia a strusciare il suo cazzo, ancora coperto dai suoi pantaloni, contro il mio culo nudo. Sento la pressione, il calore della stoffa sulla mia pelle. Le mie mutande, ormai inutili, scivolano giù del tutto e io, con un calcio deciso, le mando lontano, liberando le gambe.
Mi volto leggermente e lo guardo con una sicurezza che lo spiazza completamente. "Massimiliano, mettiamoci comodi," dico indicando il lettino, "e spogliati anche tu."
Lui resta un attimo interdetto, sorpreso da tanta iniziativa, ma esegue subito. Quando siamo entrambi nudi sul letto, lui torna dietro di me. È convinto di dover continuare con lo struscio, muovendosi tra le mie natiche come se quella fosse l'unica opzione possibile. Ma io sento che la sua punta sta cercando un invito che lui non osa chiedere.
Senza esitare, allungo la mano all'indietro. Afferro il suo cazzo, sentendo quanto sia bollente e pulsante, e lo indirizzo con precisione contro il mio ano. Sento la sua sorpresa fisica, il suo respiro che si ferma.
"Ora spingi," gli dico a bassa voce, ma con tono di comando.
Massimiliano non se lo fa ripetere. Afferra i miei fianchi e spinge con decisione. Entra. La sua sorpresa diventa un gemito profondo quando sente quanto facilmente il mio corpo lo accoglie. Grazie all'esperienza con Giorgio, i miei muscoli sanno esattamente come aprirsi. Lui affonda tutto, incredulo di trovarmi così "morbido" e pronto, Massimiliano non riesce a trattenersi. Ora che ha capito che può affondare liberamente, il suo ritmo diventa incalzante, quasi frenetico. Ogni suo colpo è profondo, deciso, e io assecondo ogni spinta inarcando la schiena per accoglierlo ancora meglio.
A ogni affondo, sento il suo cazzo che preme contro la ma prostata. È una sensazione elettrica, una scossa che parte dal centro del mio corpo e si irradia ovunque, facendomi contrarre involontariamente intorno a lui. Quel piacere così intenso è il frutto di tutto quello che ho imparato con Giorgio, ma riceverlo da Massimiliano, che è così incredulo e affamato, lo rende ancora più eccitante.
Lui ansima forte, con la faccia affondata tra il mio collo e la spalla. Sento che sta arrivando al limite; la sorpresa di avermi trovato così pronto lo ha portato al punto di non ritorno molto più velocemente del previsto. Con un ultimo affondo, più lungo e potente degli altri, si preme forte contro di me e viene, riempiendomi di calore mentre un brivido scuote entrambi.
Restiamo abbracciati per qualche minuto sul lettino, con il respiro che torna lentamente regolare. Massimiliano sembra quasi stordito da quello che è appena successo. Si stacca lentamente, mi guarda con un misto di ammirazione e gratitudine, poi si alza e va verso l’armadio.
Ritorna con un capo di abbigliamento tra le mani. «Tieni,» mi dice, porgendomi una camicia di ottima fattura, «ti regalo anche questa. Ti starà benissimo con quei jeans.»
Mi sorride, ma lo sguardo è già rivolto al futuro, come se stesse già pianificando il nostro prossimo incontro. Si china verso di me e mi sussurra all'orecchio: «E senti... se ritorni la settimana prossima, ho messo gli occhi su un paio di scarpe bellissime. Sono sicuro che saranno della tua misura.»
Io infilo la camicia e i jeans Armani, sentendo il tessuto fresco sulla pelle ancora calda. So che Massimiliano continuerà a cercare di "comprarmi" con i suoi regali, convinto di aver scoperto un tesoro raro. Quello che non sa è che io tornerò volentieri, non solo per le scarpe, ma per il piacere di vedere la sua faccia ogni volta che gli mostrerò quanto altro ho imparato nel mio anno di segreti.
"Ehi, ma guarda chi c’è!" mi fa oggi con un sorriso sornione. Dopo due chiacchiere, arriva al punto. "Senti, ho preso dei jeans Armani scontatissimi, ma mi vanno stretti in vita. Se ti stanno, te li regalo."
Lo seguo in camera sua. Mi consegna i jeans: sono bellissimi, denim di qualità. Mi spoglio per provarli; sono effettivamente stretti, ma sento che addosso a me fanno un figurone. Il momento di toglierli, però, diventa l'occasione che entrambi stavamo aspettando. Il tessuto è così aderente che, nel tirarli giù, si portano dietro anche le mutande. Mi ritrovo a sfilare i pantaloni ma resto con le mutande incastrate a mezza gamba. Sono lì, col sedere completamente nudo esposto verso di lui e i movimenti bloccati.
Quello che Massimiliano non sa, e non saprà mai, è che in quest'anno di lontananza io ho preso diverse volte il cazzo di Giorgio. Non sono più quel ragazzo inesperto che si limitava a subire uno struscio. Massimiliano probabilmente si accontenterebbe di una sega come l'altra volta, ma io oggi voglio di più.
Lui si avvicina, vedendomi così, mezzo nudo e impacciato. Sento il suo fiato farsi pesante mentre si piazza dietro di me. "Per favore, non tirarle su," sussurra. Si incolla alla mia schiena e inizia a strusciare il suo cazzo, ancora coperto dai suoi pantaloni, contro il mio culo nudo. Sento la pressione, il calore della stoffa sulla mia pelle. Le mie mutande, ormai inutili, scivolano giù del tutto e io, con un calcio deciso, le mando lontano, liberando le gambe.
Mi volto leggermente e lo guardo con una sicurezza che lo spiazza completamente. "Massimiliano, mettiamoci comodi," dico indicando il lettino, "e spogliati anche tu."
Lui resta un attimo interdetto, sorpreso da tanta iniziativa, ma esegue subito. Quando siamo entrambi nudi sul letto, lui torna dietro di me. È convinto di dover continuare con lo struscio, muovendosi tra le mie natiche come se quella fosse l'unica opzione possibile. Ma io sento che la sua punta sta cercando un invito che lui non osa chiedere.
Senza esitare, allungo la mano all'indietro. Afferro il suo cazzo, sentendo quanto sia bollente e pulsante, e lo indirizzo con precisione contro il mio ano. Sento la sua sorpresa fisica, il suo respiro che si ferma.
"Ora spingi," gli dico a bassa voce, ma con tono di comando.
Massimiliano non se lo fa ripetere. Afferra i miei fianchi e spinge con decisione. Entra. La sua sorpresa diventa un gemito profondo quando sente quanto facilmente il mio corpo lo accoglie. Grazie all'esperienza con Giorgio, i miei muscoli sanno esattamente come aprirsi. Lui affonda tutto, incredulo di trovarmi così "morbido" e pronto, Massimiliano non riesce a trattenersi. Ora che ha capito che può affondare liberamente, il suo ritmo diventa incalzante, quasi frenetico. Ogni suo colpo è profondo, deciso, e io assecondo ogni spinta inarcando la schiena per accoglierlo ancora meglio.
A ogni affondo, sento il suo cazzo che preme contro la ma prostata. È una sensazione elettrica, una scossa che parte dal centro del mio corpo e si irradia ovunque, facendomi contrarre involontariamente intorno a lui. Quel piacere così intenso è il frutto di tutto quello che ho imparato con Giorgio, ma riceverlo da Massimiliano, che è così incredulo e affamato, lo rende ancora più eccitante.
Lui ansima forte, con la faccia affondata tra il mio collo e la spalla. Sento che sta arrivando al limite; la sorpresa di avermi trovato così pronto lo ha portato al punto di non ritorno molto più velocemente del previsto. Con un ultimo affondo, più lungo e potente degli altri, si preme forte contro di me e viene, riempiendomi di calore mentre un brivido scuote entrambi.
Restiamo abbracciati per qualche minuto sul lettino, con il respiro che torna lentamente regolare. Massimiliano sembra quasi stordito da quello che è appena successo. Si stacca lentamente, mi guarda con un misto di ammirazione e gratitudine, poi si alza e va verso l’armadio.
Ritorna con un capo di abbigliamento tra le mani. «Tieni,» mi dice, porgendomi una camicia di ottima fattura, «ti regalo anche questa. Ti starà benissimo con quei jeans.»
Mi sorride, ma lo sguardo è già rivolto al futuro, come se stesse già pianificando il nostro prossimo incontro. Si china verso di me e mi sussurra all'orecchio: «E senti... se ritorni la settimana prossima, ho messo gli occhi su un paio di scarpe bellissime. Sono sicuro che saranno della tua misura.»
Io infilo la camicia e i jeans Armani, sentendo il tessuto fresco sulla pelle ancora calda. So che Massimiliano continuerà a cercare di "comprarmi" con i suoi regali, convinto di aver scoperto un tesoro raro. Quello che non sa è che io tornerò volentieri, non solo per le scarpe, ma per il piacere di vedere la sua faccia ogni volta che gli mostrerò quanto altro ho imparato nel mio anno di segreti.
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