Zia Giusy ed Eleonora

di
genere
incesti

L’aereo era atterrato in perfetto orario a Lamezia terme, dovevo solo ritirare la macchina che avevo prenotato farmi gli ultimi 120k per arrivare a destinazione. Mancavo da quasi 20 anni dalla Calabria, ero venuto al nord giovanissimo e lavorando sodo e facendo sacrifici ero riuscito a farmi una posizione, adesso a 40 anni ero titolare di una ditta di zincatura ed avevo una decina di dipendenti. Quando avevo ricevuto l’invito per il matrimonio della figlia di un caro amico ero titubante se accettarlo. Poi avevo deciso che sarei ritornato per far vedere a tutti che ce l’avevo fatta ed avevo sfondato.
Avevo 40 anni mi tenevo in ottima forma vestivo sempre molto elegante e sempre con abiti firmati, andavo dal parrucchiere e dall’estetista almeno 1 volta ogni 15 giorni. Qualcuno mi dava del buzzurro, ma per me era solo ostentazione voluta. Provenivo da una famiglia povera originaria di un piccolo paesino all’interno dalla Calabria ed il fatto di poter avere la possibilità di far vedere che ero benestante era motivo di riscatto. Eravamo a fine giugno e faceva abbastanza caldo, indossavo un completo di Armani, in fresca lana, e il caldo percepito non mi infastidiva più di tanto, avevo prenotato una Mercedes cabrio ed il viaggio sarebbe stato molto piacevole.
Avevo colto l’occasione e avevo prenotato una camera nell’hotel dove ci sarebbe svolta la cena del matrimonio., avevo approfittato dell’occasione per trascorrere una settimana di ferie. Non ero passato dall’hotel ma mi ero diretto al mio paesino di origine. Ero passato a casa dei genitori della sposa, il mio amico e la moglie erano molto orgogliosi della mia presenza e mi avevano presentato a tutti. Da parte mia anche se ero elegantissimo me la volevo tirare e parlando con la mamma della sposa mi ero scusato:
- Scusami se non sono arrivato con l’abito da cerimonia ma vengo direttamente dall’aeroporto, ma dopo la cerimonia in chiesa, parto prima per avere il tempo di cambiarmi.
- Ma figurati! che dici, oltre al fatto che sei elegantissimo a noi solo il fatto che sei venuto ci rende felici ed orgogliosi.
Ero stato alla cerimonia in chiesa ma dopo lo scambio degli anelli, ero uscito e salito in macchina ed avevo raggiunto l’hotel. Era un hotel 5 stelle con un grande giardino esterno. Tutto era addobbato per il matrimonio e tutti i camerieri erano al lavoro. Avevo fatto un bagno nella vasca, aggiungendo oltre ai sali, Olio di Parma che con L’acqua di Parma erano i miei profumi preferiti. Avevo indossato lo smoking sempre di Armani e dopo aver infilato il rolex al polso ero sceso. Buzzurro? Sì! ma con classe.
L’aperitivo era stato servito nel parco, è superfluo dire che avevo attirato l’attenzione di tutti, ero l’unico in smoking. Gli invitati, come in tutti i matrimoni al sud, erano molti numerosi, all’incirca 300. Per la cena eravamo stati sistemati in una grande e lussuosa sala interna. Il mio amico nell’assegnazione dei tavoli mi aveva sistemato in un tavolo dove avevo trovato mia zia Giusy, il marito Alfio e la loro figlia Eleonora. Con zia Giusy avevo solo 4 anni di differenza, al sud capita anche di trovare nipoti più grandi degli zii, e ritrovarla dopo tanti anni che non la vedevo aveva fatto scattare nella mia mente tanti ricordi.
Da ragazzi con zia Giusy eravamo sempre insieme dalla nonna. Con lei avevo avuto un rapporto molto particolare, avevamo vissuto insieme prima la sua poi la mia pubertà. Avevamo scoperto il sesso insieme, lei aveva imparato a baciare usando me come cavia poi man mano che veniva a conoscenza di nuove pratiche le provava su di me. Fino a che non ero partito per il nord, insieme avevamo scoperto il sesso, passavamo lunghi pomeriggi a baciarci toccarci e masturbarci ma non avevamo mai scopato. Ricordo dei suoi pompini favolosi e di quanto mi obbligava a leccargli la figa fino a quando non godeva.
Ritrovarci, sicuramente aveva risvegliato in lei tanti ricordi come era successo a me ma dopo poco, avevamo iniziato una normale discussione. Mentre eravamo a tavola avevo appoggiato per un attimo il mio iPhone sul tavolo, logicamente era l’ultimo modello. Eleonora rivolgendosi al papà gli aveva detto:
- Ecco è questo il telefono che avrei voluto per gli esami di maturità.
Zio Alfio gli aveva lanciato una occhiataccia. Io ero intervenuto dicendo quasi a sproposito
- Beh, se si è diplomata come regalo lo avrebbe meritato.
- Mica siamo ricchi come te. Se lo merita perché non glielo regali tu?
A rispondermi con un tono quasi infastidito ma provocatorio era stata Giusy ed io gli avevo ribattuto.
- Non preoccuparti Eleonora, che te lo regalo io.
Eleonora aveva un be viso con due occhi bellissimi. Per la sua età era un po' sovrappeso, non dico grassa, ma come si dice adesso era una ragazza Curvy. Tra una porta all’altra Eleonora con le amiche usciva all’aperto ad n certo punto ritornata a tavola, aveva iniziato a lamentarsi per il caldo e che era tutta sudata e che avrebbe voluto fare una doccia. Io avevo preso la chiave della mia stanza dicendogli che poteva andare su a farla. Era stato a quel punto Che Alfio e za Giusy mi avevano detto che non avevo dovuto prenotare hotel che mi avrebbero ospitato loro. Gli avevo fatto presente che avevo prenotato per una settimana perché volevo andare in giro e fare un po' di mare. A quel punto mi avevano invitato pranzo per il giorno dopo che era domenica.
Dopo la torta ed il dolce la gente iniziava ad andare via. I giovani al contrario si erano spostati in giardino dove c’era una orchestrina a suonare e loro ballavano. Zia Giusy ed Alfio mi avevano salutato ricordandomi che mi aspettavano a pranzo il giorno dopo, anche io avevo salutato gli sposi ed il mio amico che mi aveva ringraziato tantissimo per aver partecipato al matrimonio e poi ero salito in camera.
Non avevo sonno, ma sarebbe stato anche complicato dormire con la musica che proveniva dal giardino. Avevo fatto una doccia indossato l’accappatoio e mi ero sdraiato sul letto con il portatile aperto a controllare la posta e poi fare un giro sui vari social. Era quasi mezzanotte ed ero tentato di spegnere tutto e cercare di dormire quando avevo sentito bussare alla porta, quando avevo aperto c’era Eleonora
- Scusami ti disturbo? A ballare ho sudato ancora posso fare un’altra doccia?
- Prego accomodati pure, ci sono ancora degli asciugamani puliti.
Ero ritornato sul letto e mi ero seduto con spalle appoggiate alla parete. A essere sincero, visto che Eleonora aveva lasciato la porta leggermente scostata, ero stato tentato di alzarmi e spiarla ma avevo desistito, ero rimasto a letto con il portatile aperto sulle gambe. Dopo una decina di minuti Eleonora era uscita dal bagno indossando l’accappatoio si era avvicinata a letto e si era stesa accanto a me.
- Cosa fai? Stai chattando con qualche tua fiamma?
- Non chatto con nessuna controllavo la posta.
Quando si era sdraiata l’accappatoio si era aperto leggermente facendo intravedere un seno notevole, il mio cazzo aveva iniziato a svegliarsi. Io continuavo ad armeggiare con il portatile restando in silenzio, Eleonora continuava a guardarmi, poi ad un certo punto sento la sua mano sulla mia gamba. Inizialmente non dico niente, poi quando lentamente si avvicina al cazzo e poi lo afferra gli dico:
- Ma cosa fai sei impazzita? Ho più del doppio dei tuoi anni.
- Guarda che non lo faccio perché mi hai promesso iPhone. Tu mi piaci veramente, sei un uomo molto affascinante. Poi non preoccuparti per me non sarebbe la prima volta.
Lei aveva continuato ad accarezzarmi il cazzo poi si era slacciata l’accappatoio, aveva scostato il mio e si era piegata prendendomi il cazzo in bocca. A quel punto ormai non sarei tornato indietro. L’avevo messa a 69 iniziando a leccarle la figa, aveva iniziato a gemere, aveva un clitoride molto accentuato, riuscivo a prenderlo in bocca e succhiarlo come se fosse un piccolo cazzo. Era stata lei ad un certo punto a chiedermi di scoparla, era stata sempre lei a dirmi che potevo sborrarle in figa perché prendeva la pillola. Quando aveva goduto anche io gli avevo schizzato in figa riempiendola. Dopo mi ero steso accanto, osservavo il suo corpo, era davvero un gran figone, avesse avuto qualche chilo in meno sarebbe stata strepitosa. Lei si era alzata e mentre nuda andava verso il bagno non avevo potuto fare a meno di ammirare il suo culo, mi era subito venuto voglia di metterglielo nel culo. Chissà se avrebbe accettato.
Quando era ritornata mi aveva baciato in bocca, poi in modo quasi sfacciato mi aveva detto:
- Sono andata a lavarla, così se hai voglia puoi leccarla ancora.
Eleonora, anche se era ancora una ragazza molto giovane, sembrava molto esperta, era una troietta. Avevo iniziato a leccargliela di nuovo mentre lei mi succhiava il cazzo. Ogni tanto gli davo anche una leccata al buco del culo, poi gli avevo infilato nel culo prima uno poi due dita. Quando me lo aveva fatto di nuovo diventare duro, l’avevo fatta mettere pecorina e glielo avevo messo in figa, lei aveva detto:
- Dopo tutti i baci che mi hai dato al buco del culo pensavo volessi incularmi.
- Lo hai già preso altre volte? Posso farlo? Non sentirai male.
- Prova, lo scoprirai facendolo, se mi farai male da non resistere te lo dico.
Quando glielo avevo infilato tutto aveva avuto un gemito di dolore, ma mi aveva detto di continuare che era solo un leggero dolore ma il piacere era maggiore. Mentre la inculavo avevo allungato la mano a toccargli la figa, in quel modo aveva raggiunto l’orgasmo. Non gli avevo voluto sborrare nel culo ma avevo sfilato il cazzo e gli avevo sborrato in bocca, aveva ingoiato tutto e mi aveva ripulito. Era ormai tardi e le amiche la aspettavano per andare casa, mi aveva lasciato dandomi un bacio in bocca.
Il giorno dopo ero stato a pranzo da zia Giusy, Eleonora ogni volta che incrociavamo gli sguardi mi sorrideva. Dopo il pranzo era andata subito via aveva appuntamento con il suo fidanzato ci eravamo messi d’accordo che la sera dopo sarebbe venuta a trovarmi in hotel l’avrei portata a prendere l’IPhone e poi l’avrei portata a cena. Quando anche Alfio dopo pranzo era andato a fare siesta zia Giusy mi aveva chiesto;
- Dimmi la verità e cerca di essere sincero. Tu ieri sera hai scopato Eleonora?
- Ma sei matta? Cosa ti metti a pensare, Io sogno di farlo con te da 20 anni mica con lei.
Avevo mentito in modo spudorato, ma non sul fatto che volevo farlo con lei.
- Te l’ho chiesto perché ho notato come ti guardava. Mia figlia è una gran troia, appena vede un bel cazzo non resiste. Forse lo abbiamo nel DNA e siamo una famiglia di troie.
Mi ero avvicinato a lei l’avevo baciata e ei aveva ricambiato, gli avevo infilato una mano dentro la figa lei aveva iniziato a gemere, poi era riuscita a staccarsi e mi aveva detto:
- Anche io sogno da sempre di farlo con te, ma adesso con mio marito che potrebbe svegliarsi da un momento all’altro non me la sento. Se vuoi, domani alle 14 posso essere da te. Posso prendere un permesso, ho anche una amica che eventualmente mi copre.
Avevamo presi accordi per il giorno dopo poi eravamo usciti insieme a fare una passeggiata e salutare altri perenti. A fare il giro dei parenti, ed accettare da bere ogni volta, a sera ero quasi ubriaco. Ero rientrato e dopo una cena leggera ero andato subito a letto volevo essere riposato per il giorno dopo.
Il mattino dopo ero subito andato in un Apple Store di un centro commerciale ed avevo preso l’iPhone per Eleonora poi gli avevo mandato un messaggio dicendole che l’avrei aspettata per cena alle 19. Giusy, come da accordi era arrivata nel primo pomeriggio. Appena entrati in camera ci eravamo scatenati conoscevamo i nostri corpi benissimo dopo anni di pomiciate ma non vedevo l’ora di metterglielo dentro. L’avevo buttata sul letto e gli ero andato sopra, eravamo ancora vestiti, ma gli avevo alzato la gonna e dopo avergli scostato le mutande glielo avevo messo dentro. Era stata una sensazione come di liberazione, il pensiero ed il desiderio alimentato per anni si esaudiva. Avrei continuato in quel modo, ma lo strofinare contro le mutande mi faceva male al cazzo per questo mi ero staccato e ci eravamo spogliati.
Il corpo di zia Giusy non era più perfetto come da ragazza, ma era una gran figa, dava dei punti anche a sua figlia Eleonora. Tenerle il cazzo in figa era bellissimo. Non volevo godere subito ma godermi al massimo quei momenti continuavo a pomparla fino a quando non aveva iniziato con i suoi orgasmi che si erano susseguiti uno dietro l’altro, poi le avevo riempito la figa con la mia sborra. Eravamo rimasti a lungo a parlare dei vecchi tempi ricordando i posti dove ci imboscavamo. Poi lei molto più brava di allora con la sua bocca mi aveva fatto diventare il cazzo subito duro. Avevamo scopato ancora ma io mi ero trattenuto a sborrare, la sera ci sarebbe stata Eleonora, era abbastanza troia da spomparmi.
Eleonora era arrivata in anticipo, mi aveva aspettato nella hall, mi ero vestito ed ero sceso, la volevo portare in un ristorante caratteristico e molto lussuoso che i ragazzi della sua età non potevano permettersi. A tavolo prima di ordinare gli avevo dato l’iPhone, lei si era alzata ed era venuta a darmi un bacio in bocca incurante della gente. Aveva mangiato poco, continuava a smanettare con il telefono e poi aveva aggiunto che non vedeva l’ora di ringraziarmi come si deve quando saremmo stati in camera.
Era stata di parola, appena in camera mi aveva fatto un pompino sublime. Poi aveva voluto essere lei a cavalcarmi ma prima di godere avevamo provato diverse posizioni e lei aveva goduto tanto. Quando avevo sborrato lo aveva voluto in bocca ed aveva ingoiato tutto e succhiato fino a quando mi ero ammosciato.
Dopo in attesa di ricominciare eravamo sdraiati sul letto all’improvviso Eleonora mi avevo fatto una domanda che mi aveva colto alla sprovvista ma on potevo non rispondergli.
- Ma è vero che da ragazzi con mamma eravate sempre insieme?
- Si certo, soprattutto quando passavamo del tempo dalla nonna, eravamo sempre a giocare.
- Che giocavate sempre lo immagino. Ma giocavate a fare i fidanzatini?
- Ma che minchia dici? Oltre a avere differenza di età a quel tempo non si era svegli come voi adesso e poi io mi ero trasferito al nord con i miei genitori quando avevo 16 anni.
- Oggi penso che una bella scopata ve la siete fatta. A me puoi dirlo, so tenere il segreto.
- Ascolta Eleonora, tu sei tutta matta. Come cazzo fai a metterti certe idee in testa.
- Semplicemente perché oggi pomeriggio ero venuta prima perché volevo farti una sorpresa ma ho visto la mamma entrare in hotel. Ho aspettato di proposito ed è uscita dopo 2 ore.
Ero rimasto a bocca aperta ed imbambolato e non sapevo cosa rispondergli e restavo muto:
- Non fare quella faccia dai, non pensare di essere il solo con cui ha scopato. Geneticamente siamo una famiglia di grandi troie. Diciamo che io da mamma ho ereditato la voglia di cazzo soprattutto quello dei parenti. Il primo che mi ha scopato è stato un altro cugino quando avevo 14 anni. Anche mamma ieri mattina mi ha chiesto se la sera prima avevo scopato con te. Io non gli ho risposto né sì e né no. A me non interessa se scopi anche con lei, non pensare che io sia gelosa, ho il fidanzato, mi piace scopare con te e lo faccio fino a quando mi va.
Il suo discorso mi aveva lasciato interdetto, mi ero reso conto di avere a che fare con 2 grande troie. Era stato piacevole scoparle tutte e due, ma forse sarebbe stato il caso di anticipare la partenza.
Aveva smesso di parlare ed aveva iniziato a succhiarmi il cazzo, poi lo aveva voluto prendere nel culo, si era davvero sdebitata del regalo avuto perché mi aveva davvero spompato.
Nonostante, quella giornata mi aveva spompato a livello scopate, per tutta la notte non ero riuscito a dormire, temendo la reazione di zio Alfio (che era tipo pericoloso) se fosse venuto a sapere qualcosa avrei deciso di partire il giorno dopo. Il mattino dopo avevo saldato il conto dell’albergo ed ero partito per l’aeroporto mentre guidavo avevo telefonato a zia Giusy ed a Eleonora, avvertendoli che per problemi di lavoro ero dovuto partire immediatamente. Tutte e due erano dispiaciute, zia Giusy mi aveva detto:
- Spero che per fare una scopata con te don debbano passare altri 20 anni.
Eleonora invece era sembrata più che dispiaciuta e mi aveva detto
- È stato molto bello, scopi bene e mi hai fatto godere tanto. Se capita verro a trovarti.
Al decollo dell’aereo avevo guardato il panorama convinto che era l’ultima volta che lo avrei visto.
scritto il
2026-03-17
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