Chi e' causa del suo mal.....1
di
Carcassone
genere
confessioni
Credo, dopo tanti anni di matrimonio, di poter tirare una riga, una sorta di valutazione del nostro vivere insieme.
Siamo sposati da trent'anni e con tre figli, bellissimi , due femmine ed un maschio.
Quando conobbi Silvia io ero gia un grande fruitore di materiale pornografico, e avendo un cazzo piccolo , tra i tredici ed i quattordici centimetri, mi sentivo un perdente, guardavo le evoluzioni di Holmes, Siffredi, Ron Jeremy, e sentivo che non sarei mai stato all'altezza.
Il sesso con Silvia , pero' ,andava bene, lei prima di me aveva scopato solo con un altro ragazzo, con forme simili alle mie e diceva che io ero di gran lunga piu' bravo.
Con il tempo , però, un tarlo ha preso a martellarmi il cervello.
Sognavo Silvia sfondata da cazzi enormi, duri e senza pietà.
Cominciai così ad introdurre questi miei sogni , nelle fantasie che usavamo quando scopavamo. Di li a poco tempo comperai un fallo vibrante enorme, 23 cm di cazzo nodoso con tanto di ventosa .
Quando glielo presentai lei la prese male, era enorme e non sapeva che farsene, con pazienza riuscii a convincerla ad usarlo solo come vibratore esterno. Cominciai così ad usare quel cappellone sul clitoride di Silvia. Aveva diverse velocità e la portava al godimento in pochissimo tempo. Ma non riuscivo a fare passi avanti, il mostro doveva tenere la museruola.
La svolta avvenne quando rimestando in una cantina che dovevo liberare mi imbattei in uno scatolone colmo di VHS di film porno classici.
Fra questi ce ne stava uno che mi aveva fatto produrre litri di sborra. John Holmes e Seka, con lei capace di prendere il cazzo di Holmes con rara disinvoltura.
Dovevo farlo vedere a Silvia, così, una sera, con una scusa misi la cassetta nel videoregistratore.
Quella sera, mia moglie , rise molto. La vista del cazzone di Holmes la faceva ridere. A letto però, cambio' qualcosa. Mentre con la punta del nostro giocattolo io, come sempre, stuzzicavo il clitoride, Silvia me lo tolse dalle mani e lo avvicino' all'ingresso.
Avevo il cuore che voleva scoppiare per la felicità mentre vedevo finalmente sparire quel cazzone nella fica di Silvia.
Qualche giorno dopo il cazzone scivolava su e giù senza il minimo sforzo e Silvia sembrava un altra.
Non la scopavo piu', e lei non me lo chiedeva. Io ero diventato un segaiolo guardone. La spronavo a sfondarsi per bene mentre fantasticava di un qualche Holmes che la montava.
Erano solo sei anni che eravamo sposati , mi eccitava da morire, la amavo, ma non la scopavo piu'.
Dopo qualche mese perse un po' di interesse verso il cazzone di gomma. Dovevo fare qualcosa, sapevo cosa, ma non volevo ammetterlo. Doveva scopare con un altro. Cominciai ad introdurre il discorso durante le sempre piu rare sessioni di sesso.
Le chiedevo se avrebbe accettato di essere montata da un uomo dotato mentre io guardavo. La risposta era sempre negativa ma, quasi sempre, alla domanda la velocità del dildo aumentava.
Dovevo vederla scopata....organizzai una cena con un mio dipendente, ufficialmente molto capace sul lavoro ma che sapevo da fonti sicure, titolare di una mazza enorme.
Dopo la cena, nel corso della quale feci bere Silvia che era astemia, invitai MIRKO a salire da noi per l'ultimo bicchierino.
Appena entrati Silvia sedette scompostamente sul divano, mentre io e Mirko restammo in piedi.
Versai da bere e affrontai il ragazzo :- sei un grande lavoratore e voglio darti un aumento ma se vuoi avermi come amico devi scoparti mia moglie, altrimenti troverò il modo di licenziarti - Mirko resto' in silenzio ,osservava me e poi Silvia che non aveva sentito niente.
Presi coraggio , mi sedetti vicino a Silvia , cominciai a baciarla sul collo mentre tentavo di alzargli la gonna. Mi guardava senza capire mentre io avevo raggiunto la fica e la massaggiavo con lentezza. Feci cenno a Mirko di sedersi alla sinistra di mia moglie.
Presi la mano dell' uomo e la poggiai sulla fica pulsante.
eravamo in due a stuzzicare quella fica, e Silvia, impietrita ,lasciava fare.
Capii che dovevo fare tutto io, presi la mano sinistra di Silvia e la poggiai, aperta sulla patta di Mirko che sembrò destarsi dal torpore e con rapidità libero' il cazzo.
Le voci che giravano su di lui non dicevano il vero . Aveva un cazzo magnifico, enorme, con due coglioni almeno il doppio dei miei.
Silvia cambio' approccio e impugnò con forza quella mazza segandola fino a scoprire la cappella rosa e lucida.
Avvicinai la mia bocca al suo orecchio e le sussurrai :- prendilo in bocca amore mio- mi guardo' stranita ma ormai ero partito. Poggiai una mano sulla nuca di Silvia e delicatamente ma con fermezza la avvicinai a quel cazzo. Arrivata alla sua portata Mirko lo strinse nella mano e lo uso' per carezzare la faccia di mia moglie. Dalla cappella sgorgava il precum che disegnava tutte linee su quel volto.
Cominciò a succhiarlo all' improvviso, come se lo avesse aspettato da sempre. Mi sborrai tra le mani senza quasi toccarmi alla vista di tanta bellezza.
Mirko prese coraggio e si mise in piedi sul divano mentre Silvia guardava quel cazzone duro come fosse stato una divinità da venerare. Le mise le palle davanti alla bocca e gli ordino' di leccarle. Il piccolo viso di mia moglie immerso tra peli e coglioni mentre la sua fronte strusciava una cappella paonazza mi fecero sentire un verme. E se lei non avesse voluto? E se lo stava facendo solo per me?
Mentre mi facevo domande la situazione sul campo era cambiata, Silvia si era seduta sulla spalliera del divano e Mirko ,a pecorina, le mangiava la fica. Il suo cazzo in quella posizione sembrava il batacchio di una campana pronto a suonare a festa.
Mi sedetti stremato, vinto dalle troppe emozioni mentre i due si accingevano a farsi una grande scopata di fronte a me......
Siamo sposati da trent'anni e con tre figli, bellissimi , due femmine ed un maschio.
Quando conobbi Silvia io ero gia un grande fruitore di materiale pornografico, e avendo un cazzo piccolo , tra i tredici ed i quattordici centimetri, mi sentivo un perdente, guardavo le evoluzioni di Holmes, Siffredi, Ron Jeremy, e sentivo che non sarei mai stato all'altezza.
Il sesso con Silvia , pero' ,andava bene, lei prima di me aveva scopato solo con un altro ragazzo, con forme simili alle mie e diceva che io ero di gran lunga piu' bravo.
Con il tempo , però, un tarlo ha preso a martellarmi il cervello.
Sognavo Silvia sfondata da cazzi enormi, duri e senza pietà.
Cominciai così ad introdurre questi miei sogni , nelle fantasie che usavamo quando scopavamo. Di li a poco tempo comperai un fallo vibrante enorme, 23 cm di cazzo nodoso con tanto di ventosa .
Quando glielo presentai lei la prese male, era enorme e non sapeva che farsene, con pazienza riuscii a convincerla ad usarlo solo come vibratore esterno. Cominciai così ad usare quel cappellone sul clitoride di Silvia. Aveva diverse velocità e la portava al godimento in pochissimo tempo. Ma non riuscivo a fare passi avanti, il mostro doveva tenere la museruola.
La svolta avvenne quando rimestando in una cantina che dovevo liberare mi imbattei in uno scatolone colmo di VHS di film porno classici.
Fra questi ce ne stava uno che mi aveva fatto produrre litri di sborra. John Holmes e Seka, con lei capace di prendere il cazzo di Holmes con rara disinvoltura.
Dovevo farlo vedere a Silvia, così, una sera, con una scusa misi la cassetta nel videoregistratore.
Quella sera, mia moglie , rise molto. La vista del cazzone di Holmes la faceva ridere. A letto però, cambio' qualcosa. Mentre con la punta del nostro giocattolo io, come sempre, stuzzicavo il clitoride, Silvia me lo tolse dalle mani e lo avvicino' all'ingresso.
Avevo il cuore che voleva scoppiare per la felicità mentre vedevo finalmente sparire quel cazzone nella fica di Silvia.
Qualche giorno dopo il cazzone scivolava su e giù senza il minimo sforzo e Silvia sembrava un altra.
Non la scopavo piu', e lei non me lo chiedeva. Io ero diventato un segaiolo guardone. La spronavo a sfondarsi per bene mentre fantasticava di un qualche Holmes che la montava.
Erano solo sei anni che eravamo sposati , mi eccitava da morire, la amavo, ma non la scopavo piu'.
Dopo qualche mese perse un po' di interesse verso il cazzone di gomma. Dovevo fare qualcosa, sapevo cosa, ma non volevo ammetterlo. Doveva scopare con un altro. Cominciai ad introdurre il discorso durante le sempre piu rare sessioni di sesso.
Le chiedevo se avrebbe accettato di essere montata da un uomo dotato mentre io guardavo. La risposta era sempre negativa ma, quasi sempre, alla domanda la velocità del dildo aumentava.
Dovevo vederla scopata....organizzai una cena con un mio dipendente, ufficialmente molto capace sul lavoro ma che sapevo da fonti sicure, titolare di una mazza enorme.
Dopo la cena, nel corso della quale feci bere Silvia che era astemia, invitai MIRKO a salire da noi per l'ultimo bicchierino.
Appena entrati Silvia sedette scompostamente sul divano, mentre io e Mirko restammo in piedi.
Versai da bere e affrontai il ragazzo :- sei un grande lavoratore e voglio darti un aumento ma se vuoi avermi come amico devi scoparti mia moglie, altrimenti troverò il modo di licenziarti - Mirko resto' in silenzio ,osservava me e poi Silvia che non aveva sentito niente.
Presi coraggio , mi sedetti vicino a Silvia , cominciai a baciarla sul collo mentre tentavo di alzargli la gonna. Mi guardava senza capire mentre io avevo raggiunto la fica e la massaggiavo con lentezza. Feci cenno a Mirko di sedersi alla sinistra di mia moglie.
Presi la mano dell' uomo e la poggiai sulla fica pulsante.
eravamo in due a stuzzicare quella fica, e Silvia, impietrita ,lasciava fare.
Capii che dovevo fare tutto io, presi la mano sinistra di Silvia e la poggiai, aperta sulla patta di Mirko che sembrò destarsi dal torpore e con rapidità libero' il cazzo.
Le voci che giravano su di lui non dicevano il vero . Aveva un cazzo magnifico, enorme, con due coglioni almeno il doppio dei miei.
Silvia cambio' approccio e impugnò con forza quella mazza segandola fino a scoprire la cappella rosa e lucida.
Avvicinai la mia bocca al suo orecchio e le sussurrai :- prendilo in bocca amore mio- mi guardo' stranita ma ormai ero partito. Poggiai una mano sulla nuca di Silvia e delicatamente ma con fermezza la avvicinai a quel cazzo. Arrivata alla sua portata Mirko lo strinse nella mano e lo uso' per carezzare la faccia di mia moglie. Dalla cappella sgorgava il precum che disegnava tutte linee su quel volto.
Cominciò a succhiarlo all' improvviso, come se lo avesse aspettato da sempre. Mi sborrai tra le mani senza quasi toccarmi alla vista di tanta bellezza.
Mirko prese coraggio e si mise in piedi sul divano mentre Silvia guardava quel cazzone duro come fosse stato una divinità da venerare. Le mise le palle davanti alla bocca e gli ordino' di leccarle. Il piccolo viso di mia moglie immerso tra peli e coglioni mentre la sua fronte strusciava una cappella paonazza mi fecero sentire un verme. E se lei non avesse voluto? E se lo stava facendo solo per me?
Mentre mi facevo domande la situazione sul campo era cambiata, Silvia si era seduta sulla spalliera del divano e Mirko ,a pecorina, le mangiava la fica. Il suo cazzo in quella posizione sembrava il batacchio di una campana pronto a suonare a festa.
Mi sedetti stremato, vinto dalle troppe emozioni mentre i due si accingevano a farsi una grande scopata di fronte a me......
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