La signora Jole settima parte
di
Carcassone
genere
confessioni
Allargo la fica con le dita, cola, ha un buon sapore. Alzo gli occhi, vedo la carne flaccida della sua pancetta, i capezzoli duri e la sua faccia deforme. Il manico di Armando le gonfia le guance, mentre la lingua guizza fuori.
La scena mi fa impazzire, le apro il culo con la lingua e lo lecco con violenza, lei ansima e con la mano destra mi accarezza la testa.
Mi spoglio, voglio sentirmi libero, le tiro su le gambe e la infilzo. La sua fregna è speciale, capace di inguainare il cazzo e contrarsi per massaggiarlo. Mi sento altruista, guardo Alberto e dico : - Albe' devi provare questa sorca, Jole ti stupirà - lui annuisce ed esce dalla bocca vorace della vecchia. Io attacco le sue zinne mosce. Adoro succhiarle e impastarle con le mani.
Intanto Armando è dentro, la vecchia sembra lamentarsi : - oddio, è grosso... Troppo - Armando non ascolta, la scopa con forza e lei piscia, non si vergogna più, tira fuori la lingua e la rotea, ha la faccia rossa e lo sguardo da troione. Gli do il cazzo in bocca. Lei non muove la testa, Armando la sbatte e con il suo movimento lei mi sbocchina, il motore perfetto.
Ormai sembra un manicomio, sembriamo fuori di testa. Solleviamo la vecchia e la mettiamo a carponi. Armando lo schiaffa di nuovo in bocca, pieno di umori, lei lecca, succhia, è indiavolata. Colgo l'occasione, Armando le ha tirato fuori molti umori, io li raccolgo con la cappella e gliela affondo nel culo. La tengo ferma per i fianchi ma lei non si muove, mugola con il cazzone di Armando in bocca, ma non si muove.
La inculo come si deve, in profondità e uscendo di continuo. Scorreggia come una mucca, questa cosa, al solito, mi manda fuori. Guardo Armando, ridiamo facendoci l'occhiolino. : - Arma'- dico ridendo, - qui c'è un buco che sfiata, vuoi provare a tapparlo? - ma tu l'hai preparato bene? - dice fingendosi serio- certo capo, l'ho allargato un po, guarda! - tiro fuori il cazzo di colpo e allargo i chiapponi, il buco è rosso, profondo. - si - dice Alberto- può andare- si avvicina ed io mi scanso. Punta la cappellona ed entra, senza pensarci. La vecchia urla, le metto la mano sotto la pancia e raggiungo la sorca. La masturbo, la mano scivola fradicia. Ogni tanto i coglioni di Armando sbattono sulla mia mano, è un vero manicomio. : - non resisto più - ammette Alberto- le sborro in culo- dai- lo incito- riempila-. Guardo la scena, mi sego il cazzo, sono vicino anche io. Mi alzo in piedi e glielo metto in bocca proprio mentre inizio a sborrare : - mangiala tutta Jole- sussurro tremando. Lei obbedisce, ingoia tutto e continua a leccare mentre Armando le ha spanato il culo. Scorreggia sborra, è proprio una vacca, anche Armando vuole essere pulito, lei obbedisce, è sfatta, sembra sul punto di svenire, ma ancora lecca, sembra grata, ha gli occhi brillanti, sarà difficile fare a meno di lei.....
La scena mi fa impazzire, le apro il culo con la lingua e lo lecco con violenza, lei ansima e con la mano destra mi accarezza la testa.
Mi spoglio, voglio sentirmi libero, le tiro su le gambe e la infilzo. La sua fregna è speciale, capace di inguainare il cazzo e contrarsi per massaggiarlo. Mi sento altruista, guardo Alberto e dico : - Albe' devi provare questa sorca, Jole ti stupirà - lui annuisce ed esce dalla bocca vorace della vecchia. Io attacco le sue zinne mosce. Adoro succhiarle e impastarle con le mani.
Intanto Armando è dentro, la vecchia sembra lamentarsi : - oddio, è grosso... Troppo - Armando non ascolta, la scopa con forza e lei piscia, non si vergogna più, tira fuori la lingua e la rotea, ha la faccia rossa e lo sguardo da troione. Gli do il cazzo in bocca. Lei non muove la testa, Armando la sbatte e con il suo movimento lei mi sbocchina, il motore perfetto.
Ormai sembra un manicomio, sembriamo fuori di testa. Solleviamo la vecchia e la mettiamo a carponi. Armando lo schiaffa di nuovo in bocca, pieno di umori, lei lecca, succhia, è indiavolata. Colgo l'occasione, Armando le ha tirato fuori molti umori, io li raccolgo con la cappella e gliela affondo nel culo. La tengo ferma per i fianchi ma lei non si muove, mugola con il cazzone di Armando in bocca, ma non si muove.
La inculo come si deve, in profondità e uscendo di continuo. Scorreggia come una mucca, questa cosa, al solito, mi manda fuori. Guardo Armando, ridiamo facendoci l'occhiolino. : - Arma'- dico ridendo, - qui c'è un buco che sfiata, vuoi provare a tapparlo? - ma tu l'hai preparato bene? - dice fingendosi serio- certo capo, l'ho allargato un po, guarda! - tiro fuori il cazzo di colpo e allargo i chiapponi, il buco è rosso, profondo. - si - dice Alberto- può andare- si avvicina ed io mi scanso. Punta la cappellona ed entra, senza pensarci. La vecchia urla, le metto la mano sotto la pancia e raggiungo la sorca. La masturbo, la mano scivola fradicia. Ogni tanto i coglioni di Armando sbattono sulla mia mano, è un vero manicomio. : - non resisto più - ammette Alberto- le sborro in culo- dai- lo incito- riempila-. Guardo la scena, mi sego il cazzo, sono vicino anche io. Mi alzo in piedi e glielo metto in bocca proprio mentre inizio a sborrare : - mangiala tutta Jole- sussurro tremando. Lei obbedisce, ingoia tutto e continua a leccare mentre Armando le ha spanato il culo. Scorreggia sborra, è proprio una vacca, anche Armando vuole essere pulito, lei obbedisce, è sfatta, sembra sul punto di svenire, ma ancora lecca, sembra grata, ha gli occhi brillanti, sarà difficile fare a meno di lei.....
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
La signora Jole sesta parte
Commenti dei lettori al racconto erotico