Luigi atto secondo
di
Carcassone
genere
gay
Percorrendo la strada verso casa, con le dita ancora appiccicose, mi domandavo perché quell'uomo si palesava dopo il mio arrivo. Sembrava spuntare dal nulla, un diavolo sempre in agguato.
Passò qualche giorno, avevo da studiare e nemmeno tanti soldi per il cinema, cosi le riviste di mio fratello divennero un buon surrogato.
Poi vennero le vacanze di natale, scuole chiuse e la possibilità di andare al cinema anche la mattina.
Sfruttai l'occasione e mi incamminai. Di fronte al cinema c'era un vecchio bar con delle persone, tutti maschi sedute di fuori. Al mio passaggio mi sentii osservato, un uomo con il cappello mi osservava.
Mi sedetti al solito posto e, puntuale, l'uomo di sempre si sedette vicino a me.
Cominciarono i trailers e la mia eccitazione. Buttai un occhio verso l'uomo. Fumava lentamente e si toccava il pacco. Poi si voltò verso di me soffiandomi in faccia una boccata di fumo che mi fece tossire. Mi girai per protestare ma lui, con voce roca mi disse : - vai al cesso -. Non obbedii. Si alzò e andò via.
Venni investito da una serie di rimorsi, forse avevo perso una grande occasione, forse sarei dovuto andare. Mi alzai e andai in bagno, lui era andato via ma forse... No.
Fui investito da una puzza di piscio incredibile sul pavimento, sotto i pisciatoi, c'erano piccole pozzanghere gialle forse anche del giorno prima. Ero li, da solo allora decisi di pisciare. Poggiai i piedi su piccole porzioni asciutte e pisciai. Sentii aprire una delle due porte dei cacatoi.
Mi sgrullai e mi girai. L'uomo era li, sull' uscio della porta con i pantaloni calati sulle cosce.
Era un uomo di mezza età , con una pancia prominente e pelosa, due cosce tozze e grosse. Mi fissava mentre con la mano destra si stringeva i coglioni. Troppo belli per essere i suoi. Il cazzo lo avevo riconosciuto, enorme, lucido e venoso.
: - vieni qui - mi disse sotto voce.
Non ragionai mi voltai e mi misi di fronte a lui. Era alto quanto me ma molto piu possente. Potevo sentire il suo alito di tabacco e caffe marcio.
Mi portò dentro e chiuse la porta indicando il suo naso come a raccomandarmi di stare zitto.
Mi trovai con i piedi sulla tazza alla turca con il suo cazzo che mi puntava. Il silenzio era pesante, allungai la mano. Presi quel bastone e lo carezzai. L'uomo aveva poggiato le spalle alla porta e chiuso gli occhi.
Lo avevo visto fare tante volte, era il momento di provare. Mi inginocchiai e portai il cazzo sulle labbra. Iniziai a leccarlo, aveva un sapore acre, acido. Lo ficcai in bocca ed iniziai a pompare come avevo visto fare. Senza mani, con queste ultime che massaggiavano il pancione di quell'uomo. Mi carezzava la testa e mugolava. Gli leccai l'asta e le palle passandomele in bocca una per volta. Mi schizzo' in gola senza avvisarmi. Lo mangiai tutto mentre avevo tirato fuori il cazzo e contribuito ad una delle pozzanghere.
L'uomo si sistemo' velocemente e facendomi solo un cenno, se ne andò.
Tornai in sala mentre Moana riceveva una bella sborrata in bocca da un attore francese.
Finii di vedere il film e tornai verso casa. Davanti al bar sempre gli stessi ma l'uomo con il cappello mi incuriosi'. Aveva lo stesso addome prominente dell'uomo del cinema.
A casa, al solito, mi segai pensando alla pompa che avevo fatto. Mi era piaciuto farla, troppo..... Continua.
Passò qualche giorno, avevo da studiare e nemmeno tanti soldi per il cinema, cosi le riviste di mio fratello divennero un buon surrogato.
Poi vennero le vacanze di natale, scuole chiuse e la possibilità di andare al cinema anche la mattina.
Sfruttai l'occasione e mi incamminai. Di fronte al cinema c'era un vecchio bar con delle persone, tutti maschi sedute di fuori. Al mio passaggio mi sentii osservato, un uomo con il cappello mi osservava.
Mi sedetti al solito posto e, puntuale, l'uomo di sempre si sedette vicino a me.
Cominciarono i trailers e la mia eccitazione. Buttai un occhio verso l'uomo. Fumava lentamente e si toccava il pacco. Poi si voltò verso di me soffiandomi in faccia una boccata di fumo che mi fece tossire. Mi girai per protestare ma lui, con voce roca mi disse : - vai al cesso -. Non obbedii. Si alzò e andò via.
Venni investito da una serie di rimorsi, forse avevo perso una grande occasione, forse sarei dovuto andare. Mi alzai e andai in bagno, lui era andato via ma forse... No.
Fui investito da una puzza di piscio incredibile sul pavimento, sotto i pisciatoi, c'erano piccole pozzanghere gialle forse anche del giorno prima. Ero li, da solo allora decisi di pisciare. Poggiai i piedi su piccole porzioni asciutte e pisciai. Sentii aprire una delle due porte dei cacatoi.
Mi sgrullai e mi girai. L'uomo era li, sull' uscio della porta con i pantaloni calati sulle cosce.
Era un uomo di mezza età , con una pancia prominente e pelosa, due cosce tozze e grosse. Mi fissava mentre con la mano destra si stringeva i coglioni. Troppo belli per essere i suoi. Il cazzo lo avevo riconosciuto, enorme, lucido e venoso.
: - vieni qui - mi disse sotto voce.
Non ragionai mi voltai e mi misi di fronte a lui. Era alto quanto me ma molto piu possente. Potevo sentire il suo alito di tabacco e caffe marcio.
Mi portò dentro e chiuse la porta indicando il suo naso come a raccomandarmi di stare zitto.
Mi trovai con i piedi sulla tazza alla turca con il suo cazzo che mi puntava. Il silenzio era pesante, allungai la mano. Presi quel bastone e lo carezzai. L'uomo aveva poggiato le spalle alla porta e chiuso gli occhi.
Lo avevo visto fare tante volte, era il momento di provare. Mi inginocchiai e portai il cazzo sulle labbra. Iniziai a leccarlo, aveva un sapore acre, acido. Lo ficcai in bocca ed iniziai a pompare come avevo visto fare. Senza mani, con queste ultime che massaggiavano il pancione di quell'uomo. Mi carezzava la testa e mugolava. Gli leccai l'asta e le palle passandomele in bocca una per volta. Mi schizzo' in gola senza avvisarmi. Lo mangiai tutto mentre avevo tirato fuori il cazzo e contribuito ad una delle pozzanghere.
L'uomo si sistemo' velocemente e facendomi solo un cenno, se ne andò.
Tornai in sala mentre Moana riceveva una bella sborrata in bocca da un attore francese.
Finii di vedere il film e tornai verso casa. Davanti al bar sempre gli stessi ma l'uomo con il cappello mi incuriosi'. Aveva lo stesso addome prominente dell'uomo del cinema.
A casa, al solito, mi segai pensando alla pompa che avevo fatto. Mi era piaciuto farla, troppo..... Continua.
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