La signora Jole decima parte
di
Carcassone
genere
confessioni
Il bagno nuovo è quasi finito, vanno stuccate le maioliche, montati i sanitari e il box doccia, lavoro di Armando, una verniciata a soffitto e porzione di pareti e avrò finito. Poi passerò al bagno che la vecchia usa adesso, per demolirlo e rifarlo.
Ho sempre voglia di questa vacca, finisco di stuccare le maioliche, vernicio il soffitto e comincio a carezzarmi il cazzo.
Invece sale il principale : - devi venire con me, andiamo a vedere un lavoro, tanto qui, per ora, hai finito, no? - si, piu o meno- rispondo spiazzato.
Jole mi guarda, si spertica in complimenti al mio lavoro e chiede me per il prossimo bagno. Il principale lo promette e la saluta. Devo salutarla anche io, formale, da operaio a cliente. : - a presto signora Jole - si-, risponde lei, baciandomi sulle guance,- io sono qui-
Due giorni dopo, di sera mi telefona Armando : - Ao, ma lo sai che mi ha fatto quella vecchia? Pensavo di aprirgli il culo ed invece non mi ha guardato nemmeno in faccia, mi ha dato del lei e.... Manco un caffe..-
Passo una settimana tranquilla, il mio cazzo è in invibile a mia moglie, mi manca Jole.
Ritorno dalla vecchia, portiamo su le attrezzature ed inizio a smontare i sanitari che, il manovale, ha portato via.
Rimaniamo soli, io e Jole, mi fa il caffè, chiedo : - ma me lo fai vedere come è venuto il bagno? -, certo- risponde.
:- è bello ampio eh!? La doccia poi, è enorme, hai fatto bene a scegliela cosi- si- fa lei soddisfatta- quasi due metri, c'è entrato comodo anche lo sgabello-
La guardo negli occhi, afferro la fregna, è senza mutande, fradicia. : - la vogliamo provare?-
Siamo già dentro, lei si siede e prende il doccino, si smanaccia fica e culo, ha idee bellicose. Gli porgo il cazzo davanti alla faccia, lo lava, lo scappella, poi passa al culo, lo insapona e po pulisce tutto.
: - qui dentro puoi pisciarti anche l'anima- le dico mentre con due dita le allargo la fregna. Sembra un pulcino bagnato, i capelli grigi cadono lungo le guance che si gonfiano e si sgonfiano a ritmo di una grande pompa.
La isso e la giro, poggia le mani sullo sgabello e allarga le gambe. Punto il cazzo insaponato e affondo nei suoi intestini. La scopo duro, a fondo, l'acqua che scorre non è limpida. Sto stappando una fogna, penso ridendo. Piscia come una vacca, sospira e piscia. Il culo ormai rimane aperto, si riempie di acqua, io la mando giù stantuffando poi sfilo il cazzo e vedo sgorgare l'acqua calda.
Strizzo le zinne, le faccio male, ma resiste, sfondata del tutto. Sono vicino, mi fermo, esco. La metto seduta, è tutta struccata, una maschera, ma ha gli occhi lucenti.
Afferro la nuca e affondo il cazzo in gola, sposto le tonsille poi.... Sborro : - tieni la bocca aperta- le ordino. Le obbedisce. La sborra riempie la bocca, invade i denti, lei lacrima. : - manda giù, troia- la sborra sparisce in un attimo. Afferra il cazzo e pulisce.
: - posso pisciare? - Chiedo - fai come vuoi- risponde mentre si tocca la sorca. Mi concentro e piscio, le piscio addosso, prima sulle zinne, poi sulla fica, poi in bocca. Lei la apre, non capisco piu niente, sembra ingoiarla, è la donna della mia vita. La bacio, la voglio forte. Siamo una persona sola.
Usciamo dalla doccia, tremanti. Lei si sdraia sul letto, è troppo bella. Mi inchino e metto la faccia fra le cosce. La mangio tutta, viene di nuovo, la adoro quando sborra. Pulisco tutto e poi le faccio un caffè. Sembra morta, invece dorme, come una bambina.
Torno al lavoro, durerà un paio di settimane.
E dovra tornare anche Armando.... Fine.
Ho sempre voglia di questa vacca, finisco di stuccare le maioliche, vernicio il soffitto e comincio a carezzarmi il cazzo.
Invece sale il principale : - devi venire con me, andiamo a vedere un lavoro, tanto qui, per ora, hai finito, no? - si, piu o meno- rispondo spiazzato.
Jole mi guarda, si spertica in complimenti al mio lavoro e chiede me per il prossimo bagno. Il principale lo promette e la saluta. Devo salutarla anche io, formale, da operaio a cliente. : - a presto signora Jole - si-, risponde lei, baciandomi sulle guance,- io sono qui-
Due giorni dopo, di sera mi telefona Armando : - Ao, ma lo sai che mi ha fatto quella vecchia? Pensavo di aprirgli il culo ed invece non mi ha guardato nemmeno in faccia, mi ha dato del lei e.... Manco un caffe..-
Passo una settimana tranquilla, il mio cazzo è in invibile a mia moglie, mi manca Jole.
Ritorno dalla vecchia, portiamo su le attrezzature ed inizio a smontare i sanitari che, il manovale, ha portato via.
Rimaniamo soli, io e Jole, mi fa il caffè, chiedo : - ma me lo fai vedere come è venuto il bagno? -, certo- risponde.
:- è bello ampio eh!? La doccia poi, è enorme, hai fatto bene a scegliela cosi- si- fa lei soddisfatta- quasi due metri, c'è entrato comodo anche lo sgabello-
La guardo negli occhi, afferro la fregna, è senza mutande, fradicia. : - la vogliamo provare?-
Siamo già dentro, lei si siede e prende il doccino, si smanaccia fica e culo, ha idee bellicose. Gli porgo il cazzo davanti alla faccia, lo lava, lo scappella, poi passa al culo, lo insapona e po pulisce tutto.
: - qui dentro puoi pisciarti anche l'anima- le dico mentre con due dita le allargo la fregna. Sembra un pulcino bagnato, i capelli grigi cadono lungo le guance che si gonfiano e si sgonfiano a ritmo di una grande pompa.
La isso e la giro, poggia le mani sullo sgabello e allarga le gambe. Punto il cazzo insaponato e affondo nei suoi intestini. La scopo duro, a fondo, l'acqua che scorre non è limpida. Sto stappando una fogna, penso ridendo. Piscia come una vacca, sospira e piscia. Il culo ormai rimane aperto, si riempie di acqua, io la mando giù stantuffando poi sfilo il cazzo e vedo sgorgare l'acqua calda.
Strizzo le zinne, le faccio male, ma resiste, sfondata del tutto. Sono vicino, mi fermo, esco. La metto seduta, è tutta struccata, una maschera, ma ha gli occhi lucenti.
Afferro la nuca e affondo il cazzo in gola, sposto le tonsille poi.... Sborro : - tieni la bocca aperta- le ordino. Le obbedisce. La sborra riempie la bocca, invade i denti, lei lacrima. : - manda giù, troia- la sborra sparisce in un attimo. Afferra il cazzo e pulisce.
: - posso pisciare? - Chiedo - fai come vuoi- risponde mentre si tocca la sorca. Mi concentro e piscio, le piscio addosso, prima sulle zinne, poi sulla fica, poi in bocca. Lei la apre, non capisco piu niente, sembra ingoiarla, è la donna della mia vita. La bacio, la voglio forte. Siamo una persona sola.
Usciamo dalla doccia, tremanti. Lei si sdraia sul letto, è troppo bella. Mi inchino e metto la faccia fra le cosce. La mangio tutta, viene di nuovo, la adoro quando sborra. Pulisco tutto e poi le faccio un caffè. Sembra morta, invece dorme, come una bambina.
Torno al lavoro, durerà un paio di settimane.
E dovra tornare anche Armando.... Fine.
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
La signora Jole nona parte
Commenti dei lettori al racconto erotico