A casa mia, con amante e guardone

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A CASA MIA, CON AMANTE E GUARDONE
In questo periodo di agosto sono praticamente prigioniera nella mia casa di montagna.
Ogni giorno vengono amici a trovarci e a passare intere giornate con noi.
Mio marito è contento, io mi sento una belva in gabbia, anche perchè non ho modo di rapportarmi con tutti quelli che mi cercano e che vorrebbero chattare con me.
Spero che queste vacanze, che sono diventate stressanti, finiscano presto.
Spero di tornare al più presto nella mia Torino, alla mia normalità. Per il momento mi resta la notte, l'unico momento in cui, finalmente sola, posso dedicarmi a me stessa, a leggere e, soprattutto, a scrivere.
Ricordo che proprio in questa casa alcuni anni fa mi capitò di viverre avventure extraconiugali intense.
Io e il fotografo che mi aveva introdotto in quel circuito esclusivo fatto di imprenditori, banchieri e ricchi commercianti, avevamo intrecciato una relazione passionale.
Ogni volta che ne avevamo occasione scopavamo, divertendoci come pazzi.
Nei luoghi più strani, magazzini dismessi, greti di torrenti in secca, case abbandonate, auto, motel, e ogni volta era eccitante come la prima volta.
Quella volta era di luglio. Ero in una breve vacanza con mio marito.
Lui quel giorno sarebbe stato impegnato fino a sera con una sessione di laurea nell'Università, e così io mi ero organizzata. Quando mio marito stava per uscire gli mandai un messaggio. Lui era già nei pressi, in attesa, e tempo 10 minuti fu già da me.
Quando suonò il campanello venni assalita da un fremito.
Vado ad aprire già eccitata ma rimango un attimo interdetta perchè insieme a lui vedo che c'è un altro tizio.
Il mio amante nota la mia incertezza e mi dice: La sorpresa che ti avevo detto. Lui è ........ Ama guardare, e, soprattutto, è il re dei dolciumi, di certo lo conosci senza saperlo.
Capii al volo, e la cosa mi eccitò ancora di più.
Signora, faccia come se io non ci fossi. Si senta assolutamente libera. Io mi limiterò solo a guardare e a ricompensarla per il disturbo e per il piacere, naturalmente.
Un vero gentiluomo.
Non avevo ancora richiuso la porta d'ingresso che il fotografo è già sui miei seni, che adora.
Mi toglie la maglietta che nemmeno me ne accorgo.
Estrae le tette dal reggiseno e inizia a baciarle e a succhiare i capezzoli, dai quali non si stacca.
Gli afferro il cazzo e lo sento già duro sotto i jeans.
Andiamo subito in camera.
Il letto era ancora disfatto.
Ci spogliamo alla velocità della luce e mi distendo sul letto a gambe allargate.
"Oggi fa' di me quello che vuoi - gli dico ansimando - voglio essere la tua porca, la tua troia, la tua sporca puttana"
Si fionda su di me.
Mi bacia succhiando avidamente la mia lingua.
Rimaniamo incollati per la bocca per un tempo interminabile.
Poi lui comincia a scendere.
Mi afferra i seni, li stringe, strizza capezzoli e me li succhia con voracità.
Scende giù.
Infila la testa tra le mie gambe e prende a leccarmi avidamente la fica, mentre con le mani continua a tormentare i miei capezzoli.
Mi ero già inumidita per bene, quando mi afferra per i fianchi e con decisione mi fa girare.
"Oggi ti voglio rompere il culo, troia - mi dice fremente - ti voglio riempire di sborra", e così dicendo mi allarga il culo e prende a leccarlo furiosamente. Allarga il buco con le dita e infila dentro prima una e poi due dita.
Ansimo e mi agito lamentandomi.
Un po' mi faceva male, ma mi piaceva.
"Si, spaccami il culo, sfondamelo, riempimi", gli dico eccitata, mentre sento il suo cazzo che comincia a penetrare dentro il culo.
Spinge forte, con colpi secchi, e ogni colpo il suo cazzo entra più in profondità.
Poi esce, riallarga il buco con le dita e ci sputa dentro.
"Prendi zoccola, godi puttana, alla faccia di quel cornuto di tuo marito", mi dice mentre mi rificca il suo cazzo nel culo.
Spinge per un paio di minuti e poi lo sento esplodere ululando come un lupo.
Il mio culo viene invaso da un getto caldo di sperma e lui continua a pompare e spingere il suo cazzo sempre più in profondità.
Urlo di piacere, mentre mi afferra per i capelli e mi tira verso sé per farmi entrare il cazzo nel culo fino alle palle.
Quindi esce, mi fa rivoltare e, col cazzo ancora rigido, inizia a scoparmi la bocca.
"Lecca, puttana, lecca tutto", mi dice mentre mi sputa in faccia.
"Sei una lurida zoccola"
Godevo come una porca, come mai mi era capitato prima.
Sentivo il suo cazzo ancora duro in bocca che mi scopava fino alla gola.
Poi lo estrae e comincia a masturbarsi.
"Spalanca quella bocca zoccola, caccia la lingua, puttana", mi dice furioso mentre continua a emettere piccoli getti di sperma che io lecco e ingoio.
Ingoio e lecco tutto lo sperma con voracità.
Esauriti i getti lui si accascia sul letto e io continuo a leccare il suo cazzo fino a pulirlo completamente, mentre si sgonfia.
Con le dita lui va a raccogliere lo sperma che ancora avevo sulla faccia e me lo mette in bocca.
"Lecca puttana. Ti ho detto fino all'ultima goccia, sporca troia".
"Si tutta la tua sborra voglio. Tutta. Sono la tua scrofa, la tua zoccola", gli rispondo estasiata.
"Ho fame", mi dice all'improvviso, vammi a preparare qualcosa.
Vado a preparargli un panino bello ripieno e gli porto una bottiglia di birra fresca.
Si rifocilla, mentre io continuo a leccargli il cazzo.
Il tizio che guarda continua a guardare tutto in silenzio, seduto in un angolo della camera, in religioso silenzio, proprio come se non ci fosse.
Intanto il cazzo del fotografo, che io continuo a leccare, prende a rianimarsi.
Il mio pompino allora si fa più deciso, e quando lo sento di nuovo duro mi stendo.
Lui mi sale addosso, mi mette suo uccello davanti alla bocca.
Lo lecco con gusto.
Dai scopami, gli dico eccitata.
Lui infila il suo cazzo nella mia fica bagnata con un sol colpo secco e deciso.
Inizia a pompare forte, acquistando velocità.
Mi sento sbattuta, posseduta, e mi piace.
Mi masturbo. Le mie tette ondeggiano come impazzite, me le stringe con forza.
I miei capezzoli erano diventati duri come due perle.
Vengo ululando di piacere e dimenandomi come un'ossessa.
Pochi secondi e lui esce, mi gira, mi fa mettere a quattro zampe e mi penetra la fica da dietro.
Sei la mia porca, puttana! Urla eccitato.
Lo sento fremere, io vengo ancora, con la fica che mi brucia di passione.
Sii! Sborrami nella fica, ti prego, gli urlo come impazzita.
Mi schiaffeggia il culo, spinge, spinge sempre più veloce fino a quando sento il suo sperma invadermi la fica, finalmente.
Continua a spingere ancora, fino a quando esce e si stende sul letto, esausto.
Io mi fiondo sul suo cazzo, ancora duro e bagnato, per leccare tutta la sborra ancora presente, assaporando ogni goccia residua.
Mi lecco le labbra, mentre il fotografo mi sussurra piano: Il tizio vorrebbe sborrarti in bocca e mi dice una cifra.
Non ci penso un attimo. Lo guardo: E tu? Hai qualcosa per me? Gli chiedo con voce provocante.
Per la prima volta lo vedo alzarsi, avvicinarsi a me, estrarre il suo cazzo già duro e mettermelo in bocca.
Prendo a leccarlo, a segarlo, è un attimo, pochi secondi e mi sborra in bocca.
Fiotti calmi, ritmati, che mi riempiono la bocca di uno sperma liquido e caldo.
Lui dice solo: Siii!
Ingoio lo sperma, aspetto che le emissioni cessino, continuo a leccargli il cazzo per un pò fino a quando lo sento ammosciarsi.
Il tizio si allontana e si ricompone, mentre io mi alzo: Vado in bagno, ci vediamo tra un pò, dico mentre chiudo la porta.
Faccio pipì, mi concedo una doccia, esco, torno in camera, ma non c'è più nessuno.
Sul tavolino trovo una busta ricolma di banconote e un biglietto di ringramenti.
Meglio così, dico tra me e me, senza convenevoli. I convenevoli non mi piacciono.
Sono su telegram @seduzioneamaranto anche se mi scuso con tutti se fino a fine agosto avrò pochissimo tempo da dedicare a che mi dovesse cercare.
Su instagram @ladyam.annamaria e @la.regola.del.kaos ci sono le mie immagini artistiche e le informazioni sul libro da poco pubblicato, per chi fosse interessato ovviamente.

scritto il
2026-08-12
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