La signora Jole nona parte

di
genere
confessioni

La notte ho dormito come un sasso, distrutto dalle maratone lavorative e sessuali. Di mattina,alla solita ora mi presento a casa di Jole, lei come al solito prepara il caffè.
Sistemo la postazione, metto il banco da taglio con la taglia maioliche fuori al balcone e avvicino le piastrelle del pavimento del bagno da rifare.
La mattinata scorre veloce, Jole e' uscita a fare la spesa e la radio mi fa compagnia.
Quando rientra e' di buon umore , non ha i soliti dolori articolari, quindi cammina spedita, la cura del cazzo funziona....mi invita a pranzo con lei, e' la prima volta che lo fa. Io accetto, avro' un poco di compagnia.
Sa cucinare, sono soddisfatto, se non dovessi riprendere il lavoro, adesso me la inculerei volentieri per chiudere il cerchio.
Mi alzo, mi appoggio allo stipite della finestra del balcone e mi fumo una sigaretta. Jole mi stupisce, prende l'iniziativa, con lentezza si inginocchia davanti a me poi, come morsa dalla tarantola mi cala i pantaloni e afferra il cazzo moscio. :- non mi sono lavato- protesto, lei per tutta risposta spalanca la bocca e lo divora, sento la lingua roteare sulla cappella, poi si ritrae, il cazzo e' lucido, la troia mi guarda e sentenzia : - adesso e' pulito e lucido- tenta di mangiarlo di nuovo ma io non voglio sborrare. Le allontano la testa e dico :- tu mi distruggerai, adesso stai calma , vatti a riposare e lavati bene, perché oggi, prima di andare via, ti scopo il culo, voglio vederlo largo.
Il pomeriggio vola , io ho in testa solo il suo buco del culo, alle quattro meno un quarto pulisco gli attrezzi, mi lavo bene le mani, mi tolgo i pantaloni e vado in camera da letto.
La mia vacca aspetta impaziente, e' girata ,al solito, verso la televisione ma ha le gambe un poco rannicchiate e la vestaglia arrotolata in vita. Scorgo le chiappe piene di cellulite e pallide, mi va il sangue al cervello, mi fiondo sul letto , afferro quel culo e lo dilato, il buco del culo pare fissarmi, lo copro di saliva, lo succhio e ci soffio dentro. Reagisce con una scorreggia liberatoria ed incontrollata. Jole protesta, io rido, le tappo la bocca con la mano, punto la cappella e affondo. Rimango per qualche attimo immobile, in silenzio, mi sembra di sentire il suo cuore battere all' impazzata. Comincio ad andare su e giù, con la mano destra sposto i capelli dal suo collo e mi ci avvento con la lingua. La lecco tutta, lei freme , lecco le orecchie , gli occhi, e poi cerco la bocca. Il buco del culo, intanto ha ceduto del tutto , il cazzo entra ed esce senza resistenza. Trovo la sua lingua, ci intrecciamo, ci succhiamo, Jole ha gli occhi socchiusi, chissà cosa pensa.
La faccio girare, voglio scoparla alla missionaria si sdraia e allarga le gambe, non mi interessa la fregna, non oggi. Afferro le caviglie e le porto sulle mie spalle, allargo il culone con le mani poi, senza aiuti , direziono il pisello verso il culo. E' una autostrada, vengo risucchiato, tutto dentro. Ricomincio a scopare, intanto mordo i vecchi capezzoli duri. Poi torno su e cerco la sua lingua, la tira fuori, la succhio un po' poi carico un bello sputo e lo faccio volare proprio sulla lingua. Sento forte l'odore di saliva che ci siamo spalmati, e' inebriante.
Aumento il su e giù, lei, come sempre piscia, copiosamente. Facciamo schifo, pieni di umori, cerchiamo di capirci qualcosa.
Jole e' una maschera di bava , respira pesantemente sotto i miei colpi ma ne chiede di piu' forti. Il cazzone di Armando ha aperto la strada e adesso la vecchia non smette di volere cazzoni.
Non resisto piu', sento la sborra salire mentre il godimento mi scuote dal profondo. Lo sfilo e con uno spostamento veloce mi siede sulle vecchie zinne sgonfie. La punta del cazzo capita proprio sopra la sua bocca spalancata. La sborra esce senza forza, bianca calda e....tanta. vedo la bocca riempirsi, lei lo lascia passare e scivola tutto nella sua gola. E' una forza della natura, voglio sentirla godere. Scendo verso la fica, puzza di piscio e sesso. Il clitoride e' lucido, rosso, ha quasi la testolina di un piccolo pisello. Mi avvento e gli faccio un pompino con il cuore. Succhio e sgrilletto con la lingua finché non la sento tremare forte, mi tengo pronto, sborra e piscia, di nuovo. Io sono lì sotto, quell'odore, così selvatico mi travolge.torno su, la guardo negli occhi, sono lucidi, la bacio, sa di sborra, potrei morire.
Usciamo dal coma dopo dieci minuti, andiamo sotto la doccia e ritorniamo umani.
Si e' fatto un po' tardi, siamo in silenzio, mentre apro la porta per uscire mi sembra di sentirla sussurrare : - ti amo- faccio finta di non aver capito.....

scritto il
2026-07-26
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