La signora Jole quarta parte
di
Carcassone
genere
confessioni
Non mi aspetto niente, Jole sembra complicata. Se vuole io continuo a scoparla ma mi deve dare il culo.
Sono da lei puntuale, come sempre, mi apre, ha un mezzo sorriso, in cucina prendiamo il caffe in silenzio poi io vado nel bagno demolito ed inizio la mia giornata di lavoro.
La mattinata passa veloce, tante cose da fare, lei.... Assente.
Quando torno, dopo pranzo lei si affaccia per sapere come va, mi alzo in piedi e comincio le mie spiegazioni. Non sembra interessata, il suo sguardo cade spesso sul mio cazzo. Mentre parlo, lo afferro, si intuisce bene che è duro, lo vede anche lei.
Finisco le spiegazioni e resto in silenzio, aspetto improbabili domande. È rossa in viso, gli occhi bassi, allunga la mano e afferra il cazzo, sembra volerlo staccare.
Mi sposto dal bagno, pieno di materiali, e mi fermo in corridoio :- lo vuoi? - le chiedo a bassa voce - sssi - ansima la vacca - ha un prezzo-sussurro di rimando - vuoi soldi?- Chiede lei allibita- no,il buco del culo- e mentre lo dico lo caccio fuori, è viola gonfio di voglia. Lei lo guarda, poi mi guarda :- sei un porco- dice ad alta voce - tanto- le rispondo divertito. - mi farebbe troppo male- protesta Jole - non puoi dirlo, prima provalo, ma poi se ti piace non te lo darò più - sussurro divertito.
Rimane in silenzio, io mi sego, la cappella è lucida, lei ha voglia, allunga la mano e caccia via la mia. Lo tiene come un manico e, in silenzio mi conduce in camera da letto.
Si siede e comincia a leccarmi tutto, la pancia, le cosce e il cazzo. Poi comincia a pompare, sembra disperata, lo divora muovendo la lingua in maniera vorticosa, le libero le zinne e le strizzo, mentre guardo quella testa cotonata fare avanti e indietro.
: - girati- le ordino. Tiro su la vestaglia, è nuda questa troia, allargo le chiappe e tuffo la faccia. È profumata, ci sperava la vacca. Lecco la fregna che cola a dismisura. Poi pomicio il buco del culo, lo scopo con la lingua, lei ansima, ogni tanto prova a stringere le chiappe ma io le tengo spalancate.
Quando affondo il cazzo nella fica ho un brivido, è fradicia, bollente, sono sicuro che si pisciera' addosso. La sbatto come merita, fino alle palle, voglio farla morire, piscia, lo sapevo poggia la faccia sul cuscino, sconvolta. Esco dalla fica e torno a leccare, l'odore è forte ma ormai sono partito. Lecco di nuovo il culo e poi lo apro con un dito. Lei resta in silenzio, devo fare attenzione. Ci sputo e le dita diventano due, lei si lamenta ma non si ritira. Faccio su e giu, le tiro fuori, sputo e le riinfilo.
È il momento, vado davanti a lei : - leccalo, insalivalo bene- obbedisce, e' proprio una vecchia porca....
Continua
Sono da lei puntuale, come sempre, mi apre, ha un mezzo sorriso, in cucina prendiamo il caffe in silenzio poi io vado nel bagno demolito ed inizio la mia giornata di lavoro.
La mattinata passa veloce, tante cose da fare, lei.... Assente.
Quando torno, dopo pranzo lei si affaccia per sapere come va, mi alzo in piedi e comincio le mie spiegazioni. Non sembra interessata, il suo sguardo cade spesso sul mio cazzo. Mentre parlo, lo afferro, si intuisce bene che è duro, lo vede anche lei.
Finisco le spiegazioni e resto in silenzio, aspetto improbabili domande. È rossa in viso, gli occhi bassi, allunga la mano e afferra il cazzo, sembra volerlo staccare.
Mi sposto dal bagno, pieno di materiali, e mi fermo in corridoio :- lo vuoi? - le chiedo a bassa voce - sssi - ansima la vacca - ha un prezzo-sussurro di rimando - vuoi soldi?- Chiede lei allibita- no,il buco del culo- e mentre lo dico lo caccio fuori, è viola gonfio di voglia. Lei lo guarda, poi mi guarda :- sei un porco- dice ad alta voce - tanto- le rispondo divertito. - mi farebbe troppo male- protesta Jole - non puoi dirlo, prima provalo, ma poi se ti piace non te lo darò più - sussurro divertito.
Rimane in silenzio, io mi sego, la cappella è lucida, lei ha voglia, allunga la mano e caccia via la mia. Lo tiene come un manico e, in silenzio mi conduce in camera da letto.
Si siede e comincia a leccarmi tutto, la pancia, le cosce e il cazzo. Poi comincia a pompare, sembra disperata, lo divora muovendo la lingua in maniera vorticosa, le libero le zinne e le strizzo, mentre guardo quella testa cotonata fare avanti e indietro.
: - girati- le ordino. Tiro su la vestaglia, è nuda questa troia, allargo le chiappe e tuffo la faccia. È profumata, ci sperava la vacca. Lecco la fregna che cola a dismisura. Poi pomicio il buco del culo, lo scopo con la lingua, lei ansima, ogni tanto prova a stringere le chiappe ma io le tengo spalancate.
Quando affondo il cazzo nella fica ho un brivido, è fradicia, bollente, sono sicuro che si pisciera' addosso. La sbatto come merita, fino alle palle, voglio farla morire, piscia, lo sapevo poggia la faccia sul cuscino, sconvolta. Esco dalla fica e torno a leccare, l'odore è forte ma ormai sono partito. Lecco di nuovo il culo e poi lo apro con un dito. Lei resta in silenzio, devo fare attenzione. Ci sputo e le dita diventano due, lei si lamenta ma non si ritira. Faccio su e giu, le tiro fuori, sputo e le riinfilo.
È il momento, vado davanti a lei : - leccalo, insalivalo bene- obbedisce, e' proprio una vecchia porca....
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