Nella casa abbandonata

di
genere
gay

​Il posto era perfetto: una casa abbandonata e isolata dal mondo. Eravamo in quattro — io, il mio amico Claudio, Paolo e Luca, i due ragazzi più grandi — tutti nudi a segarsi davanti agli altri. Ma i grandi avevano un piano: Paolo doveva chiedere a me di fargliela e Luca doveva farlo con Claudio, trovando un pretesto per spostarsi e lasciarmi solo con Paolo.
​Ho iniziato a masturbare Paolo pensando che Claudio stesse facendo lo stesso con Luca, ma non era così. Claudio non ha accettato il gioco e se n'è andato, piantando Luca in asso. Sentendosi rifiutato, Luca è tornato nella stanza dove mi trovavo con il mio compagno e si è fermato a osservare mentre lo masturbavo. L'eccitazione del momento ha spinto Luca a farsi avanti e a pretendere una sega anche lui. Il gioco era iniziato, eravamo nudi e non avevo una scusa abbastanza buona per rifiutare.
​Mi sono trovato a dover gestire entrambi i ragazzi più grandi. Erano concentrati, a volte chiudevano gli occhi, rapiti dal ritmo delle mie mani. Paolo è venuto per primo, ma il gioco non si è fermato: ho continuato a masturbare Luca mentre Paolo ci osservava da vicino.
​È stato allora che Paolo mi ha sculacciato, forse per gioco o forse come pretesto per toccarmi ed esplorare il mio corpo da dietro. Dopo che è venuto anche Luca, è arrivato il mio turno e mi sono masturbato anche io davanti a loro, ma in quel finale solo Paolo continuava a toccarmi e ad accarezzarmi il culo.
​Quell'episodio non è rimasto isolato; il gioco a tre per le seghe è continuato per giorni in quella casa abbandonata. Un giorno, mentre stavo masturbando Luca, Paolo si è posizionato dietro di me e ha iniziato a infilarmi un vibratore nel culo. Voleva che tenessi l'oggetto dentro di me mentre continuavo a occuparmi di loro, e mi ha chiesto di muoverlo.
​Ho allungato la mano all'indietro, ho afferrato il vibratore e l'ho fatto scorrere all'interno, su e giù. Quando l'ho fatto scorrere bene ho dovuto staccare per un attimo le mani dai loro cazzi, ma poi li ho ripresi. In quel movimento il vibratore è uscito dal mio culo ed è caduto a terra; senza esitare l'ho raccolto, me lo sono infilato di nuovo e ho ricominciato a farlo scorrere dentro di me. Non mi avevano ancora chiesto di penetrarmi con i loro cazzi, ma ormai c'erano quasi.
​Vedendomi gestire la situazione con quella disinvoltura, Paolo e Luca hanno deciso di fare il passo successivo. Senza interpellarmi, si sono messi a fare pari o dispari per decidere chi dovesse scoparmi per primo. Ha vinto Luca, ma io ho preso in mano la situazione e ho deciso che fosse Paolo il primo, data la maggiore intimità che si era creata con lui nei giorni precedenti.
​In realtà, per loro poco cambiava: l'accordo implicito era che mi avrebbero scopato tutti e due, prima uno e poi l'altro. Sapevo che quel pomeriggio sarebbe stato solo l'inizio di una routine che sarebbe durata anche per i giorni a venire; magari un altro giorno il primo sarebbe stato Luca. Ormai i confini erano caduti e la consapevolezza era totale: in quella casa abbandonata, il mio culo era loro. Quando Paolo si è posizionato dietro di me e ha spinto per entrare, ho accolto quel momento sapendo che stavamo solo scrivendo la prima pagina di una lunga storia.
​"Hanno provato a decidere la sorte del mio corpo con un gioco di mani, ma la scelta finale è stata mia. E mentre mi penetravano, prima uno e poi l'altro, ho accettato che la casa abbandonata fosse diventata il nostro spazio di piacere senza regole."
scritto il
2026-06-03
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