La sorpresa (3)

di
genere
gay

​I quattro giorni di attesa erano passati sotto una lentezza logorante, dominati dal pensiero fisso di quello che era successo nella stanza gelida di Valentino e dalle parole spietate che mi aveva lasciato addosso. Adesso eravamo lì. La casa di Lorenzo era diversa, l'atmosfera meno asfittica ma satura di un'aspettativa che lui non poteva ancora calcolare del tutto. Lorenzo ci aveva accolti con la solita disinvoltura, ignaro del fatto che il sottile equilibrio tra noi tre fosse già stato fatto a pezzi tre giorni prima. Per lui, quella serata doveva essere l'inizio di un gioco condiviso secondo le vecchie regole; non poteva sapere che io avevo già preso il cazzo di Valentino nel culo, né che Valentino aveva intenzione di prendersi tutto il palcoscenico.
​"Allora...", ha esordito Lorenzo, sedendosi sul divano con un sorriso rilassato, guardandoci entrambi. Ha allungato le gambe, accennando un'occhiata d'intesa verso di me. "Che dite, cominciamo? Fammi una sega, tanto per scaldare l'ambiente."
​Ho guardato Valentino per un millisecondo. I suoi occhi scuri erano già piantati su di me, freddi, lucidi, in attesa di vedere come avrei gestito la sua provocazione. L'angolo della sua bocca si è sollevato appena. Invece di avvicinarmi a Lorenzo con le mani, ho fatto un passo in avanti e mi sono sfilato i pantaloni con studiata lentezza, rimanendo nudo davanti a lui. Lorenzo ha seguito il movimento con il fiato che si è fatto subito più corto, convinto che stessi solo assecondando la sua richiesta in modo più esplicito.
​Ma invece di allungare la mano verso di lui, mi sono girato di spalle. Mi sono messo a novanta proprio davanti al suo viso, sul bordo del divano, offrendogli il culo in modo totale, sfacciato, senza alcuna protezione. L'ingresso era visibilmente rilassato, ancora segnato dall'incontro di tre giorni prima, pronto a riceverlo. Lorenzo è rimasto letteralmente sbalordito. L'ho sentito bloccare il respiro in gola davanti a quella visione improvvisa e fuori programma, del tutto impreparato a una sottomissione così immediata e aggressiva.
​"Cazzo...", ha sussurrato Lorenzo, e la sua voce è arretrata di colpo, gli occhi sgranati sulla mia carne nuda. "Ma che..."
​Alle mie spalle, ho sentito il rumore leggero dei passi di Valentino che si avvicinava lentamente, mettendosi comodo per godersi la scena dritto in faccia a me, esattamente come aveva promesso.
​"Ma che bel culo da scopare... non me lo aspettavo, però te lo do volentieri il cazzo."
​La voce di Lorenzo è uscita più bassa, graffiante, spezzata dalla sorpresa e dall'eccitazione improvvisa che gli aveva tolto ogni residuo di esitazione. L'impatto visivo di quel regalo fuori programma lo aveva letteralmente acceso in un secondo. L'ho sentito muoversi sul divano, il rumore dei suoi vestiti che venivano buttati via in fretta e furia, mentre la mia schiena rimaneva tesa, in attesa. Due mani grandi e calde mi sono piombate sui fianchi, stringendomi con una presa decisa, quasi incredula per la fortuna che gli era appena caduta davanti agli occhi. Il calore del suo corpo si è premuto contro il mio culo nudo, e ho sentito subito la punta del suo cazzo, già completamente dritto e bagnato, che spingeva impaziente contro la mia pelle.
​Davanti a me, Valentino ha fatto un passo avanti nell'ombra della stanza. Si è messo comodo, le braccia incrociate e le gabbie leggermente divaricate, a un metro di distanza dal mio viso. I suoi occhi scuri si sono piantati dritti nei miei, fissi, lucidi di una perversione spietata e soddisfatta. Il suo ghigno si è fatto ancora più largo, viscido, mentre guardava Lorenzo prepararsi a prendermi. Era esattamente la scena che aveva preteso tre giorni prima.
​"Guarda come si offre", ha sibilato Valentino a voce bassa, senza staccare gli occhi dai miei, godendosi lo spettacolo della mia totale vulnerabilità. "Guarda che faccia fa."
​Lorenzo non ha risposto, troppo occupato a godersi il momento. Ha preso un respiro profondo, ha stretto ancora di più le mani sui miei fianchi per bloccarmeli e, con un colpo deciso e controllato, ha spinto la cappella dentro di me. Il colpo è stato profondo, un affondo secco che mi ha strappato un gemito rauco, strozzato contro le labbra. La sensazione di pienezza mi ha invaso all'istante, riaprendo una traccia che la carne ricordava ancora fin troppo bene. Le pareti si sono contratte d'istinto attorno al cazzo di Lorenzo, stringendolo in una morsa calda e disperata. Lorenzo ha buttato fuori il fiato con un grugnito di puro piacere, impressionato da come lo stessi accogliendo. Ha piantato le dita ancora più a fondo nei miei fianchi, lasciando le impronte sulla pelle, e ha iniziato a spingere con un ritmo regolare, pesante, che faceva oscillare il mio corpo in avanti a ogni colpo.
​"Cazzo, come stringi...", ha sibilato Lorenzo alle mie spalle, con il respiro corto che mi colpiva la schiena a ogni affondo. "Sei uno spettacolo."
​Io, però, non riuscivo a staccare gli occhi da Valentino. Lui era rimasto esattamente lì, fermo davanti al mio viso, a meno di un metro di distanza. Con una lentezza calcolata, ha allungato la mano verso la propria cintura, sbottonandosi i jeans e tirando fuori il cazzo, già teso, lucido e reattivo per la sola visione di quello che stava succedendo. Ha iniziato a muovere la mano su e giù, con passate lente e spietate, tenendo lo sguardo inchiodato al mio. Vedevo le sue pupille dilatate, lo scintillio viscido di chi stava dominando l'intera stanza senza nemmeno aver ancora toccato nessuno dei due. Godeva di ogni mio sussulto, di ogni mia smorfia di dolore e piacere misti insieme.
​"Guardami bene", ha sussurrato Valentino a voce bassissima, aumentando il ritmo della sua mano mentre guardava il cazzo di Lorenzo entrare e uscire completamente da me. "Dimmi cosa provi adesso che ce l'hai dentro. Dilloporcellino."
​Le spinte di Lorenzo dietro di me si sono fatte più rapide, corte e ravvicinate, un picchiare costante che mi sbatteva contro il bordo del divano. Lorenzo ha aumentato ancora il ritmo, completamente perso nella foga di quel culo che non si aspettava di trovare. I suoi colpi erano diventati pesanti, ravvicinati, un picchiare costante che mi faceva sussultare a ogni affondo. Sentivo il calore della sua pelle contro le mie natiche e il suo respiro sempre più corto e spezzato che mi bagnava la schiena.
​"Sto per venire...", ha grugnito Lorenzo tra i denti, stringendomi i fianchi quasi a volerli spaccare, incapace di trattenersi oltre davanti a quella stretta. "Cazzo, sto venendo!"
​Davanti a me, Valentino ha accelerato le passate sul suo cazzo, la mano lucida del suo stesso liquido. I suoi occhi non si staccavano di un millimetro dai miei, catturando ogni mia minima smorfia, ogni fremito delle mie labbra.
​"Tienilo dentro", ha ordinato Valentino a Lorenzo con voce fredda e autoritaria, senza smettere di fissarmi. "Prenditi tutto, ma non muoverti da lì."
​Con un ultimo affondo violento, Lorenzo si è irrigidito contro di me. Ha cacciato un urlo rauco, profondo, e ha iniziato a scaricare fiotti caldi e abbondanti dentro le mie pareti, pulsando selvaggiamente. È rimasto schiacciato sopra di me, con il fiato spezzato ed esausto, mantenendo il cazzo completamente infilato all'interno, proprio come Valentino aveva preteso.
​Il silenzio è tornato nella stanza, rotto solo dai respiri affannati. Valentino ha fatto un passo avanti, avvicinandosi al divano. Il suo cazzo era teso, dritto verso il mio viso, pronto per la seconda parte del piano che aveva tracciato tre giorni prima. Ha allungato una mano, afferrandomi il mento con decisione per costringermi a guardarlo ancora più da vicino.
​"E adesso", ha sussurrato Valentino con un ghigno spietato, "tocca a te. Lorenzo, sfilati e resta fermo."
​Lorenzo, ancora col fiato corto e stordito dall'orgasmo appena avuto, ha iniziato a sfilarsi lentamente. Ma prima che potesse allontanarsi del tutto, l'ho afferrato per le braccia con una morsa improvvisa, ribaltando la situazione in un secondo. Sfruttando la sorpresa e l'adrenalina che mi scorreva in corpo, l'ho spinto all'indietro sul divano, costringendolo a sdraiarsi a pancia in giu.
​Lorenzo mi ha guardato con gli occhi sgranati, colto di sorpresa per la seconda volta, mentre il suo cazzo cominciava appena ad ammorbidirsi sul suo addome. Non gli ho dato il tempo di parlare. Mi sono messo in ginocchio tra le sei gambe e ho puntato il mio cazzo, rimasto dritto e duro per tutta la scena precedente, contro il suo ingresso. Con una spinta decisa e senza esitazioni, ho affondato dentro di lui. Lorenzo ha cacciato un gemito acuto, inarcando la schiena sul divano mentre le sue mani cercavano le mie spalle per aggrapparsi. Ho iniziato a spingere subito, con un ritmo pesante e regolare, riprendendomi violentemente la mia parte di controllo.
​Davanti a noi, Valentino ha assistito al cambio di programma senza muovere un muscolo, ma il suo sguardo si è acceso ancora di più. Quella dimostrazione di forza, invece di infastidirlo, ha alimentato la sua perversione. Con passi lenti e deliberati, Valentino si è avvicinato al bordo del divano, fermandosi esattamente di fianco a me mentre continuavo a colpire Lorenzo. Ho preso a segare il suo cazzo ma poi Valentino lo ha sfilato dalle mie dita e, con un movimento fluido e calcolato, lo ha puntato direttamente sulla bocca di Lorenzo. Lorenzo, con la schiena inarcata sul divano e le mani piantate sulle mie spalle per incassare i miei colpi da sotto, ha sollevato lo sguardo. Non c'è stato bisogno di nessun ordine. Ha aperto la bocca e ha accolto interamente la carne tesa di Valentino, iniziando a succhiarlo con foga, assecondando d'istinto il ritmo delle mie spinte.
​La stanza era satura del rumore pesante dei miei colpi sul divano e dei versi soffocati di Lorenzo. Io continuavo a spingere dentro di lui, guardando dall'alto il cazzo di Valentino che entrava e usciva tra le sue labbra, uniti in quell'unico incastro perfetto. I colpi dentro Lorenzo si sono fatti sempre più rapidi e ravvicinati. Ho sentito i muscoli del mio bacino contrarsi per l'ultima volta in una morsa elettrica. Con un gemito rauco, mi sono irrigidito sopra di lui e sono venuto profondo, liberando tutto il calore nelle sue pareti mentre lui continuava a stringere con la bocca il cazzo di Valentino.
​Ma non c'è stato tempo per il riposo. Nemmeno il tempo di riprendere il fiato. Senza dire una parola, Valentino ha sfilato il cazzo dalla bocca di Lorenzo e ha preso subito il mio posto. Con un movimento rapido e spietato, mi ha spinto via di lato, scavalcando le gambe di Lorenzo prima ancora che lui potesse rendersi conto del cambio di guardia. Sono scivolato sul materasso del divano, col fiato corto e la pelle lucida, mentre Valentino si posizionava al centro della scena. Ha afferrato Lorenzo per i fianchi, puntando la cappella contro il suo ingresso ancora dilatato e bagnato dal mio seme, e con un colpo secco ha affondato completamente dietro di lui.
​Lorenzo ha cacciato un urlo soffocato, inarcando la schiena in modo violento sotto quel nuovo peso, mentre Valentino iniziava a spingere con una foga rabbiosa e possessiva. Io sono rimasto lì a guardare la scena da pochi centimetri, con gli occhi fissi su di loro, sentendo il rumore pesante dei colpi di Valentino che riprendeva il totale controllo della situazione. Valentino ha continuato a spingere con una foga implacabile, sfruttando la lubrificazione del mio seme per affondare colpi pesanti e ritmici. Lorenzo teneva la testa buttata all'indietro contro lo schienale del divano, gli occhi socchiusi e le labbra tese in un gemito continuo che si confondeva con il rumore sordo dei loro corpi che sbattevano l'uno contro l'altro.
​Ero lì a terra, a pochi centimetri da loro, con il fiato corto che mi bruciava nei polmoni. Guardavo i muscoli della schiena di Valentino tendersi a ogni affondo, le sue mani piantate sui fianchi di Lorenzo per governare ogni suo minimo movimento. All'improvviso, Valentino ha cambiato marcia. Ha piegato le ginocchia aumentando la pressione, incastrando Lorenzo in una morsa da cui era impossibile muoversi. Il suo respiro è diventato un grugnito corto e aspro. Ha dato tre colpi violentissimi, rapidi, arrivando fino in fondo alla radice. Lorenzo ha inarcato il petto, stringendo le dita nei cuscini del divano, mentre Valentino si irrigidiva sopra di lui con un urlo soffocato, versando tutto il suo seme dentro di lui.
​Siamo rimasti tutti e tre immobili, intrappolati nel silenzio improvviso della stanza, rotto solo dal ronzio condizionato e dal suono pesante dei nostri respiri. Valentino è rimasto appoggiato con il petto su Lorenzo per qualche secondo, esausto, prima di sfilarsi lentamente e lasciarsi cadere all'indietro sul divano. Lorenzo è rimasto immobile, con le gambe ancora leggermente divaricate, lo sguardo perso verso il soffitto. Io mi sono tirato su a sedere, passandomi una mano sul viso bagnato di sudore. Nessuno parlava.
​Il silenzio che è seguito è stato totale, denso, interrotto solo dal ticchettio regolare di un orologio da qualche parte nella stanza. Valentino è rimasto sdraiato a pancia in su, un braccio sugli occhi per ripararsi dalla luce, il petto che si alzava e si abbassava ancora rapidamente. Lorenzo, poco più in là, respirava piano, con la testa appoggiata al braccio del divano e lo sguardo fisso sul soffitto, come se stesse metabolizzando solo in quel momento la tempesta che lo aveva appena attraversato. Mi sono alzato lentamente dal pavimento, sentendo i muscoli delle gambe ancora tremare leggermente per la tensione accumulata. Mi sono guardato intorno: i nostri vestiti erano sparsi ovunque. Senza dire niente, Valentino ha spostato il braccio dagli occhi e mi ha guardato. Ha accennato un movimento con la testa verso il corridoio, un invito silenzioso a darci una ripulita.
​Ho guardato Lorenzo, che ha girato la testa verso di me accennando un sorriso stanco ma pulito, completamente privo di rancore per come le cose erano andate fuori dai binari.
​"Cazzo, ragazzi...", ha sussurrato Lorenzo con la voce ancora roca, passandosi una mano sui capelli spettinati. "Questo sì che è stato bello."
​Ho cacciato un mezzo riso dal naso, sentendo finalmente la tensione sciogliersi nello stomaco.
​Prima che potessi rispondere a Lorenzo, Valentino si è tirato su a sedere di scatto. L'esaustione di un attimo prima è sparita dai suoi occhi, rimpiazzata da quella solita luce possessiva e tagliente che ormai conoscevo fin troppo bene. Ha guardato il mio corpo ancora nudo a terra, poi ha fissato Lorenzo, e infine è tornato su di me. Non era ancora finita. Per lui non era mai abbastanza.
​Senza dire una parola, Valentino si è alzato dal divano. Il suo cazzo, alimentato da quell'adrenalina perversa, era tornato subito dritto e teso, lucido del seme che aveva appena versato. Si è avvicinato a me a passi lenti, dominando lo spazio, e mi ha afferrato per un braccio costringendomi ad alzarmi. Mi ha spinto di nuovo verso il divano, ma stavolta bloccandomi a pancia in giù, con il viso schiacciato contro i cuscini di pelle e il culo sollevato, offerto completamente a lui per la seconda volta in quella settimana.
​"Guardalo", ha sibilato Valentino, e stavolta si rivolgeva a Lorenzo, che è rimasto seduto di fianco, immobile, a guardare la scena con il fiato sospeso. "Guarda come si fa prendere di nuovo."
​Senza dargli il tempo di rispondere, e sfruttando la lubrificazione di tutto quello che era successo fino a quel secondo, Valentino ha puntato la cappella e ha spinto dentro di me con un colpo secco, violento, che mi ha fatto sprofondare la faccia nei cuscini. Ho cacciato un urlo soffocato. Sentire di nuovo il suo cazzo dentro di me, con Lorenzo lì a pochi centimetri che guardava ogni minimo dettaglio con gli occhi sgranati, ha fatto saltare ogni mio residuo controllo. Valentino ha iniziato a spingere con un ritmo spietato, selvaggio, le mani piantate sui miei fianchi per governare il mio bacino che sbatteva contro il divano.
​Mentre Valentino continuava a colpirmi da dietro con quella foga spietata, Lorenzo si è mosso. Ipnotizzato dalla scena e completamente eccitato dal ritmo dei nostri corpi, si è inginocchiato sul divano, posizionandosi esattamente davanti al mio viso. Il suo cazzo era tornato completamente in tiro, dritto e pulsante a pochi centimetri dalle mie labbra, piazzato lì forse con l'aspettativa che glielo succhiassi per chiudere il cerchio di quella perversione. Invece di aprire la bocca, ho allungato la mano in avanti. Ho afferrato saldamente il cazzo di Lorenzo con le dita e ho iniziato a fargli una sega vigorosa, stringendo la carne e muovendo la mano con un ritmo rapido e spietato. La coordinazione era totale e devastante: davanti a me la mia mano scorreva senza sosta sul cazzo di Lorenzo, mentre dietro di me Valentino affondava con colpi pesanti e regolari, riempiendomi a ogni spinta. Lorenzo ha cacciato un gemito acuto, buttando la testa all'indietro e stringendo le lenzuola del divano, mentre i miei colpi di mano si incastravano alla perfezione con le spaccate che Valentino mi dava da dietro. Valentino, vedendo la scena da sopra la mia schiena, ha aumentato ancora di più la velocità. Le sue mani mi hanno bloccato i fianchi con una presa feroce, quasi dolorosa, mentre continuava a possedermi davanti a un Lorenzo completamente fuori controllo sotto i colpi della mia mano.
​Il ritmo dietro di me è diventato ancora più serrato, un picchiare costante che mi toglieva il fiato e mi spingeva in avanti contro le ginocchia di Lorenzo. La mia mano continuava a muoversi sul suo cazzo in tiro, ma a quel punto la tensione nella stanza ha raggiunto il punto di rottura.
​"Prendilo in bocca", ha sibilato Valentino da sopra la mia schiena, con la voce ridotta a un rantolo rauco per lo sforzo, ordinandomi di rinunciare all'ultimo briciolo di controllo che stavo cercando di mantenere con la mano.
​"Prendilo in bocca...", gli ha fatto eco subito dopo Lorenzo, ripetendo le sue parole con il fiato corto, lo sguardo fisso sul mio viso mentre il bacino gli sussultava leggermente a ogni mia passata.
​Davanti a quel doppio comando, ravvicinato e spietato, ho mollato la presa con le dita. Senza più esitare, ho allungato il collo in avanti e ho aperto le labbra, accogliendo interamente il cazzo di Lorenzo in bocca. La sensazione è stata totale, quasi soffocante: venivo violentemente riempito da entrambi i lati. Dietro c'erano le spinte pesanti e profonde di Valentino che mi sbattevano in avanti, e davanti c'era la bocca occupata dal cazzo di Lorenzo, che ha iniziato a spingere leggermente contro il mio palato, assecondando il ritmo. Il rumore dei colpi di Valentino sulle mie natiche si mischiava a quello viscido della mia bocca, in un incastro perfetto che non lasciava più spazio a nessun pensiero.
​Quel doppio incastro ha portato la tensione nella stanza al punto di non ritorno. Bloccato tra il cazzo di Valentino che mi colpiva profondo da dietro e quello di Lorenzo che mi riempiva la bocca, non avevo più spazio nemmeno per respirare. Il ritmo si è fatto frenetico, disordinato, guidato solo dalla foga pura.
​Dietro di me, Valentino ha piantato le dita nella mia carne, trattenendo il fiato. Sapevo che era al limite: ha dato tre, quattro affondi rapidissimi, violentissimi, arrivando fino in fondo alla radice. Con un grugnito aspro, si è irrigidito contro il mio culo e ha iniziato a venire, versando fiotti caldi dentro di me, pulsando selvaggiamente prima di accasciarsi con tutto il peso sulla mia schiena.
​Allo stesso tempo, le mie ultime spinte di mano e il calore della bocca hanno fatto scattare anche Lorenzo. Sentendo Valentino venire, Lorenzo non è più riuscito a trattenersi. Ha cacciato un gemito soffocato che gli è tremato nel petto, ha spinto il bacino in avanti ed è venuto direttamente nella mia bocca, riempiendomela col suo seme caldo.
​Siamo rimasti immobili per quelli che sono sembrati minuti, congelati in quella posizione, con i respiri affannati che si incrociavano nel silenzio immobile della stanza. Poi, lentamente, Valentino si è sfilato da dietro, lasciandosi cadere di fianco sul divano con il braccio sugli occhi, esausto. Anche Lorenzo è arretrato piano, venendo fuori dalle mie labbra, e si è sdraiato all'indietro sul cuscino, fissando il soffitto con il petto che si alzava e si abbassava regolarmente. Io mi sono tirato su a sedere a fatica sul bordo del divano, pulendomi la bocca con il dorso della mano, con la pelle lucida di sudore e i muscoli che ancora tremavano per l'adrenalina. La stanza era satura dell'odore del sesso e dell'aria pesante della notte. Il sesso era finito per oggi, ognuno aveva preso quello che voleva, e tra noi non c'erano più segreti di alcun tipo.
scritto il
2026-07-07
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