Con mia cugina a letto, il divertimento è perfetto
di
minkanku91
genere
etero
Tutto è iniziato con una scusa tecnica. Alessandra stava seguendo un corso da massaggiatrice e mi ha chiesto di farle da cavia. Mi sono sdraiato sul letto e lei ha iniziato a lavorare sui miei muscoli tesi dagli allenamenti di calcio. L'aria è diventata subito pesante. Tra un movimento e l’altro, il mio cazzo è scattato fuori dalle mutande. Io ero paralizzato, col cuore in gola. Lei non si è scomposta: con una naturalezza disarmante lo ha guardato, lo ha toccato e lo ha "rimesso a posto", indugiando un secondo di troppo. È stato il punto di non ritorno.
Qualche giorno dopo, Alessandra mi chiede di andarla a prendere in discoteca alle 3 di notte. Vedendo che non ero entusiasta all'idea di fare l'autista notturno, ha calato l'asso: "Se mi accompagni, in cambio ti faccio un massaggio completo". Sapevamo entrambi che quella parola, "completo", aveva cambiato significato dopo quello che era successo sul letto.
Prima di uscire per la serata, viene a casa mia per pagare l'anticipo. Stavolta non ci sono finzioni: mi fa spogliare nudo. Inizia un massaggio vero e proprio, profondo, ma la tensione è insostenibile. Vedendo la mia eccitazione ormai fuori controllo, Alessandra decide di chiudere in bellezza: abbandona la tecnica e mi fa una sega magistrale, lasciandomi svuotato e pronto per la serata.
Alle 3 di notte la recupero. Dopo aver scaricato le sue amiche, rimaniamo finalmente soli in macchina sotto casa sua. Il buio dell'abitacolo accende la miccia. Iniziamo un bacio con la lingua profondo, affamato. Le mani volano ovunque: iniziamo un petting reciproco selvaggio. Io le scosto le mutandine e le faccio un ditalino sentendola venire contro le mie dita, mentre lei ricambia con un'altra sega nel silenzio del parcheggio. Ci rivestiamo quasi con paura, realizzando che ormai non ci saremmo più fermati.
Passano otto giorni di silenzio elettrico. Poi il messaggio: "Sono da nonna". Corro lì e la trovo in cantina, tra le ombre. Indossa una gonna cortissima. In un angolo c'è il vecchio letto che mio nonno usava per la siesta. Ci buttiamo sopra e finalmente rompiamo l'ultimo tabù: la scopata è liberatoria, intensa, la nostra prima volta ufficiale proprio in casa di famiglia.
Ma la fame non era finita. Poco dopo, sempre in cantina, facciamo il bis: stavolta lei prende il controllo, si mette sopra e mi cavalca con una foga incredibile. Dopo essere venuti, rimaniamo abbracciati nudi su quel vecchio letto, scivolando in un breve sonno.
Lei si riveste e sale da nonna per controllare la situazione. Quando ritorna giù, mi sfida: "Ora sarai tu a massaggiarmi". Si sdraia a pancia in giù. Inizio a ungerle le gambe e la schiena con l'olio, ma il mio obiettivo è il suo culetto che avevo appena lodato. Usando l'olio come complice, chiudo l'escalation con l'atto più spinto: l'inculata finale, profonda e selvaggia, mentre lei geme soffocata contro il cuscino.
Siamo risaliti da nonna come se nulla fosse, ma quel segreto ci ha resi complici per sempre. Non saremo mai una coppia, ma tra noi c'è solo sesso... ed è perfetto così. Lo scopriremo solo vivendo dove ci porterà il prossimo massaggio.
Qualche giorno dopo, Alessandra mi chiede di andarla a prendere in discoteca alle 3 di notte. Vedendo che non ero entusiasta all'idea di fare l'autista notturno, ha calato l'asso: "Se mi accompagni, in cambio ti faccio un massaggio completo". Sapevamo entrambi che quella parola, "completo", aveva cambiato significato dopo quello che era successo sul letto.
Prima di uscire per la serata, viene a casa mia per pagare l'anticipo. Stavolta non ci sono finzioni: mi fa spogliare nudo. Inizia un massaggio vero e proprio, profondo, ma la tensione è insostenibile. Vedendo la mia eccitazione ormai fuori controllo, Alessandra decide di chiudere in bellezza: abbandona la tecnica e mi fa una sega magistrale, lasciandomi svuotato e pronto per la serata.
Alle 3 di notte la recupero. Dopo aver scaricato le sue amiche, rimaniamo finalmente soli in macchina sotto casa sua. Il buio dell'abitacolo accende la miccia. Iniziamo un bacio con la lingua profondo, affamato. Le mani volano ovunque: iniziamo un petting reciproco selvaggio. Io le scosto le mutandine e le faccio un ditalino sentendola venire contro le mie dita, mentre lei ricambia con un'altra sega nel silenzio del parcheggio. Ci rivestiamo quasi con paura, realizzando che ormai non ci saremmo più fermati.
Passano otto giorni di silenzio elettrico. Poi il messaggio: "Sono da nonna". Corro lì e la trovo in cantina, tra le ombre. Indossa una gonna cortissima. In un angolo c'è il vecchio letto che mio nonno usava per la siesta. Ci buttiamo sopra e finalmente rompiamo l'ultimo tabù: la scopata è liberatoria, intensa, la nostra prima volta ufficiale proprio in casa di famiglia.
Ma la fame non era finita. Poco dopo, sempre in cantina, facciamo il bis: stavolta lei prende il controllo, si mette sopra e mi cavalca con una foga incredibile. Dopo essere venuti, rimaniamo abbracciati nudi su quel vecchio letto, scivolando in un breve sonno.
Lei si riveste e sale da nonna per controllare la situazione. Quando ritorna giù, mi sfida: "Ora sarai tu a massaggiarmi". Si sdraia a pancia in giù. Inizio a ungerle le gambe e la schiena con l'olio, ma il mio obiettivo è il suo culetto che avevo appena lodato. Usando l'olio come complice, chiudo l'escalation con l'atto più spinto: l'inculata finale, profonda e selvaggia, mentre lei geme soffocata contro il cuscino.
Siamo risaliti da nonna come se nulla fosse, ma quel segreto ci ha resi complici per sempre. Non saremo mai una coppia, ma tra noi c'è solo sesso... ed è perfetto così. Lo scopriremo solo vivendo dove ci porterà il prossimo massaggio.
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