Avere il culo rotto e ambito
di
minkanku91
genere
gay
Eravamo lì al tavolo, circondati dalle chiacchiere degli amici e dai bicchieri vuoti, ma io non sentivo più niente di quello che dicevano. Avevo solo le parole di Luca che mi rimbombavano in testa: "Ti rompo il culo". Voleva fare il duro, voleva intimidirmi, ma non sapeva con chi aveva a che fare. Quando l’ho guardato negli occhi e gli ho risposto: "Da quando è rotto...", ho visto la sua faccia cambiare. Era eccitatissimo, fulminato dalla mia sfrontatezza.
Siamo riusciti a isolarci solo cinque minuti. In quel bagno stretto lui ha tirato fuori la mercanzia, un bel cazzo turgido che non vedeva l’ora di essere usato. Mi ha chiesto se sapevo cosa significasse davvero avere il culo rotto, e io, con tutta la calma del mondo, gli ho risposto: "Certo... aver preso almeno un cazzo". Ma lì rischiavamo troppo, eravamo senza macchina e con gli amici fuori dalla porta. Non potevo lasciarlo così, allora gli ho fatto una sega veloce e cattiva, giusto per fargli capire il sapore di quello che lo aspettava. Poi siamo usciti separati, fingendo che non fosse successo nulla.
Pensavo che la serata fosse morta lì, un "vorrei ma non posso" logistico. E invece, quando sono arrivato sotto casa mia dopo il passaggio del mio amico, me lo sono ritrovato lì. Aveva preso un taxi pur di non farsela scappare. Non abbiamo detto una parola: siamo saliti in camera mia e ho chiuso la porta a chiave.
Non c'era più bisogno di fare i duri a parole. Mi sono messo in ginocchio e glielo ho preso tutto in bocca, lavorando di gola su quel cazzo che avevo solo intravisto nel bagno. Volevo sentirlo bene, volevo che capisse che sapevo esattamente cosa farci. Ma la voglia di averlo dentro era troppa. Mi sono staccato, mi sono messo subito in posizione sul letto e l'ho guardato da sopra la spalla.
Luca non ha aspettato un secondo. Si è piazzato dietro di me e, con una spinta secca e prepotente, è entrato tutto. Ho sentito la botta fin nello stomaco. Ha iniziato a scoparmi con una cattiveria agonistica pazzesca, spingendo a fondo come se volesse davvero spaccare tutto, proprio come aveva promesso al locale. Io incassavo ogni colpo, godendomi quella violenza controllata, finché non siamo venuti entrambi in un unico orgasmo che ci ha lasciati senza fiato.
Ma non era finita. Luca voleva ribadire chi comandava. Dopo aver ripreso fiato un attimo, abbiamo ricominciato. È stata una doppia scopata: è ripartito ancora più deciso, approfittando del fatto che fossi già aperto e pronto. Questa seconda volta è stata più lunga, più profonda, un martellamento continuo che mi ha riempito completamente per la seconda volta. Quando abbiamo finito davvero, ero esausto e soddisfatto: lui aveva mantenuto la promessa, ma io gli avevo dimostrato che quel cazzo lo sapevo reggere eccome.Mi resi conto che aver già preso dei cazzi non dava dei svantaggi, anzi diventava un vantaggio e il tuo diventava un culo ambito.
Siamo riusciti a isolarci solo cinque minuti. In quel bagno stretto lui ha tirato fuori la mercanzia, un bel cazzo turgido che non vedeva l’ora di essere usato. Mi ha chiesto se sapevo cosa significasse davvero avere il culo rotto, e io, con tutta la calma del mondo, gli ho risposto: "Certo... aver preso almeno un cazzo". Ma lì rischiavamo troppo, eravamo senza macchina e con gli amici fuori dalla porta. Non potevo lasciarlo così, allora gli ho fatto una sega veloce e cattiva, giusto per fargli capire il sapore di quello che lo aspettava. Poi siamo usciti separati, fingendo che non fosse successo nulla.
Pensavo che la serata fosse morta lì, un "vorrei ma non posso" logistico. E invece, quando sono arrivato sotto casa mia dopo il passaggio del mio amico, me lo sono ritrovato lì. Aveva preso un taxi pur di non farsela scappare. Non abbiamo detto una parola: siamo saliti in camera mia e ho chiuso la porta a chiave.
Non c'era più bisogno di fare i duri a parole. Mi sono messo in ginocchio e glielo ho preso tutto in bocca, lavorando di gola su quel cazzo che avevo solo intravisto nel bagno. Volevo sentirlo bene, volevo che capisse che sapevo esattamente cosa farci. Ma la voglia di averlo dentro era troppa. Mi sono staccato, mi sono messo subito in posizione sul letto e l'ho guardato da sopra la spalla.
Luca non ha aspettato un secondo. Si è piazzato dietro di me e, con una spinta secca e prepotente, è entrato tutto. Ho sentito la botta fin nello stomaco. Ha iniziato a scoparmi con una cattiveria agonistica pazzesca, spingendo a fondo come se volesse davvero spaccare tutto, proprio come aveva promesso al locale. Io incassavo ogni colpo, godendomi quella violenza controllata, finché non siamo venuti entrambi in un unico orgasmo che ci ha lasciati senza fiato.
Ma non era finita. Luca voleva ribadire chi comandava. Dopo aver ripreso fiato un attimo, abbiamo ricominciato. È stata una doppia scopata: è ripartito ancora più deciso, approfittando del fatto che fossi già aperto e pronto. Questa seconda volta è stata più lunga, più profonda, un martellamento continuo che mi ha riempito completamente per la seconda volta. Quando abbiamo finito davvero, ero esausto e soddisfatto: lui aveva mantenuto la promessa, ma io gli avevo dimostrato che quel cazzo lo sapevo reggere eccome.Mi resi conto che aver già preso dei cazzi non dava dei svantaggi, anzi diventava un vantaggio e il tuo diventava un culo ambito.
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