Non ti preoccupare zia, ci sono io
di
G.I.B
genere
incesti
“ Non ti preoccupare zia, ci sono io ad aiutarti, adesso che lo zio non c'è più “, mi disse mio nipote, appoggiando la mano sul mio ginocchio e accarezzandomi la gamba in un modo un po' troppo audace.
“ Che fai Carlo “ gli chiesi, avendo capito perfettamente cosa intendesse dire con “ ci sono io ad aiutarti “.
Lui mi guardò dritto negli occhi e, con semplicità disarmante, rispose “ ti voglio scopare “.
Un istante dopo la sua mano fu fra le mie cosce, sotto la gonna, e la sua bocca contro la mia.
“ No Carlo basta “ dissi quasi urlando e allontanandomi da lui.
Tornai a casa.
Per tutto il tempo pensai a quello che era successo con mio nipote e di quanto mi aveva fatto sentire in imbarazzo, ma allo stesso tempo, mi sentii stranamente eccitata.
Il messaggio che mi mandò un ora dopo, complicò le cose.
“ Ciao zia. Scusa per prima. La verità che sono attratto da te da quando ero appena adolescente. Mi masturbavo pensando a te. E ancora adesso lo faccio “.
Quel messaggio mi destabilizzò mentalmente. Dovetti leggerlo un paio di volte, per realizzare che non avevo letto male.
Buttai il telefono sul letto come se fosse diventato all'improvviso rovente.
Il cuore mi batteva forte nel petto e mi sentivo accaldata.
Un instante dopo il cellulare vibrò, un secondo messaggio da Carlo.
Lo aprii e…
Una foto di lui nudo, con il suo cazzo in erezione, apparve davanti ai miei occhi.
“ Guarda cosa mi succede quando penso a te “ aveva scritto.
Fu come se il tempo si fosse fermato.
Non riuscivo a distogliere lo sguardo da quel generoso pene depilato, dalla sua grossa cappella violacea.
Intorno a quel membro, il corpo di mio nipote mi sembrò solo un dettaglio.
Mi sentii bagnata fra le gambe, mentre la mia mente creava immagini di me che godevo, prendendo quel grosso cazzo nella figa e nel sedere.
Senza nemmeno rendermene conto, mi ritrovai sdraiata sul letto con le gambe aperte, intenta a masturbarmi freneticamente guardando la foto del cazzo di mio nipote.
Raggiunsi un orgasmo, infilandomi quasi tutta la mano.
Non risposi mai a quel messaggio, non ce n'era stato il bisogno.
La sera stessa Carlo si presentò a casa mia.
Travolta dalla pura una lussuria, mi concessi a lui, come mai avevo fatto in vita mia con il mio defunto marito.
Esplorò con le mani e la bocca ogni centimetro del mio corpo.
Mi penetrò con forza, senza alcun romanticismo, passando dalla mia figa al mio culo senza indugio. Senza chiedere.
Fu un ora di sesso spinto, animale, a tratti forse violento, ma incredibilmente bello e appagante.
Venni svariate volte e lui alla fine, liberò il suo di orgasmo dentro di me.
Un copioso e denso carico di sborra riempii la mia vagina.
A distanza di quasi un anno, io e Carlo siamo ancora amanti clandestini.
Lui ha una ragazza e io un nuovo compagno, ma basta un messaggio per farci incontrare e dare sfogo al nostro perverso e incestuoso desiderio di sesso.
“ Che fai Carlo “ gli chiesi, avendo capito perfettamente cosa intendesse dire con “ ci sono io ad aiutarti “.
Lui mi guardò dritto negli occhi e, con semplicità disarmante, rispose “ ti voglio scopare “.
Un istante dopo la sua mano fu fra le mie cosce, sotto la gonna, e la sua bocca contro la mia.
“ No Carlo basta “ dissi quasi urlando e allontanandomi da lui.
Tornai a casa.
Per tutto il tempo pensai a quello che era successo con mio nipote e di quanto mi aveva fatto sentire in imbarazzo, ma allo stesso tempo, mi sentii stranamente eccitata.
Il messaggio che mi mandò un ora dopo, complicò le cose.
“ Ciao zia. Scusa per prima. La verità che sono attratto da te da quando ero appena adolescente. Mi masturbavo pensando a te. E ancora adesso lo faccio “.
Quel messaggio mi destabilizzò mentalmente. Dovetti leggerlo un paio di volte, per realizzare che non avevo letto male.
Buttai il telefono sul letto come se fosse diventato all'improvviso rovente.
Il cuore mi batteva forte nel petto e mi sentivo accaldata.
Un instante dopo il cellulare vibrò, un secondo messaggio da Carlo.
Lo aprii e…
Una foto di lui nudo, con il suo cazzo in erezione, apparve davanti ai miei occhi.
“ Guarda cosa mi succede quando penso a te “ aveva scritto.
Fu come se il tempo si fosse fermato.
Non riuscivo a distogliere lo sguardo da quel generoso pene depilato, dalla sua grossa cappella violacea.
Intorno a quel membro, il corpo di mio nipote mi sembrò solo un dettaglio.
Mi sentii bagnata fra le gambe, mentre la mia mente creava immagini di me che godevo, prendendo quel grosso cazzo nella figa e nel sedere.
Senza nemmeno rendermene conto, mi ritrovai sdraiata sul letto con le gambe aperte, intenta a masturbarmi freneticamente guardando la foto del cazzo di mio nipote.
Raggiunsi un orgasmo, infilandomi quasi tutta la mano.
Non risposi mai a quel messaggio, non ce n'era stato il bisogno.
La sera stessa Carlo si presentò a casa mia.
Travolta dalla pura una lussuria, mi concessi a lui, come mai avevo fatto in vita mia con il mio defunto marito.
Esplorò con le mani e la bocca ogni centimetro del mio corpo.
Mi penetrò con forza, senza alcun romanticismo, passando dalla mia figa al mio culo senza indugio. Senza chiedere.
Fu un ora di sesso spinto, animale, a tratti forse violento, ma incredibilmente bello e appagante.
Venni svariate volte e lui alla fine, liberò il suo di orgasmo dentro di me.
Un copioso e denso carico di sborra riempii la mia vagina.
A distanza di quasi un anno, io e Carlo siamo ancora amanti clandestini.
Lui ha una ragazza e io un nuovo compagno, ma basta un messaggio per farci incontrare e dare sfogo al nostro perverso e incestuoso desiderio di sesso.
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