Forse l'allarme non lo mettiamo

di
genere
tradimenti

Mi svegliai di soprassalto nel cuore della notte, con la mano di uno sconosciuto incappucciato sulla mia bocca, e una pistola puntata alla testa.
“ Non fare l'eroe coglione. Seguimi senza fare cazzate “ mi disse, tirandomi su di peso.
Guardai il lato del letto dove dormiva mia moglie Chiara. Non c'era.
Il panico mi assalì di colpo.
L'uomo, con la pistola puntata alla mia schiena, mi guidò verso il piano di sotto conducendomi nel salotto.
In mezzo alla sala, seduta su di una sedia, c'era mia moglie Chiara.
Aveva le braccia legate e i piedi legati.
Il puro terrore mi assalì.
“ Non fatele del male, vi prego. Vi darò tutto “ dissi con voce tremante.
Guardai Chiara terrorizzata.
Gli occhi lucidi, bianca come un fantasma.
Uno dei due uomini incappucciati vicino a lei, disse “ bravo. Dimmi dove tieni la cassaforte e non faremo male a nessuno “.
Condussi uno dei tre alla cassaforte.
Con le mani che mi tremavano, feci il codice e l’aprii, mettendo tutti i nostri averi nella borsa che lui mi aveva dato.
Tornammo in salotto.
“ Fatto. Preso tutto “ disse l'uomo venuto con me.
Quello che doveva essere il capo della banda, controllò la borsa.
“ Perfetto. Sei stato un bravo maritino.
Anche se secondo me, non sei bravo a soddisfare tua moglie a letto. Ha la faccia di una che gode poco “.
Tutto stava degenerando.
Non feci in tempo a dire nemmeno una parola, che l'uomo si era già tirato fuori il grosso cazzo dai pantaloni e lo aveva messo davanti alla bocca di Chiara.
Il tempo sembrò fermarsi.
Sentii un colpo dietro la nuca e svenni.
Non so per quanto tempo rimasi incosciente, ma quando mi ripresi, ero sdraiato a terra con le mani e i piedi legati e un forte dolore alla nuca.
Quando la vista riprese a non essere sfocata, davanti a me si palesò la scena di Chiara in ginocchio , completamente nuda, mentre si dava da fare con i tre sconosciuti, masturbando e succhiando i loro cazzi.
Stavo per urlare quando, le parole di mia moglie, mi fecero capire che non stava facendo quelle cose sotto minaccia anzi, era pienamente consenziente.
“ Mmm siii. Che buon sapore hanno i vostri grossi cazzi duri, li voglio tutti dentro di me “ .
Il cuore mi batteva forte nel petto.
Feci finta di essere ancora svenuto.
Con gli occhi semichiusi, rimasi a guardare Chiara farsi montare da quei tre sconosciuti come una vera pornostar in un film per adulti.
La guardai farsi fare di tutto e far loro di tutto.
A turno, e poi insieme, le scoparono la figa, il culo e la bocca.
Lei li incitava a non smettere, a scoparla con forza, a farle male.
“ Ohhh siii siii così così cazzo siiiiii ! “ urlò quando in due, le scoparono il culo e la figa contemporaneamente.
Nemmeno davanti ai loro cazzi sporchi del suo sedere si tirò indietro, succhiandoli come se fossero la cosa più buona del mondo.
Ero travolto da emozioni forti e contrastanti.
Gelosia, rabbia, disgusto, eccitazione.
Tutto si mischiava, mentre il mio cazzo era duro tanto da farmi male.
La chiamavano puttana, troia, cagna, e lei sembrava eccitarsi ancora di più a quelle parole.
Non so quando durò di preciso quel sesso a tre, ma alla fine, i tre uomini liberarono il frutto del loro orgasmo nella bocca di mia moglie.
Lei con fatica ingoiò tutto quello sperma, succhiando i loro cazzi fino a quando furono tutti mosci fra le sue labbra.
“ Hai ancora sete, puttana ?” disse quello che doveva essere il capo, puntando il suo uccello sulla faccia di mia moglie e iniziando a pisciarle addosso.
Lei emise un gemito acuto quando l'urina calda la colpì sotto al collo, scivolando fra i suoi prosperosi seni.
Arrapata, si abbassò con la testa, intercettando con la bocca il getto.
Mi eccitai da morire fino a bagnarmi nelle mutande.
“ Guarda quel coglione di tuo marito è ancora svenuto. Che mezza sega. Ti lascio il mio numero così quando vuoi essere scopata per bene mi chiami che ci pensiamo noi a farti godere “ disse il capo della banda a mia moglie.
Lei annuì con la testa.
Rimanendo sempre fermo come se fossi ancora incosciente, guardai gli uomini rivestirsi e andarsene con il malloppo, mentre Chiara ripuliva il pavimento.
La vidi andare in bagno.
Con la mente ancora alle immagini viste, non sapevo come fare con mia moglie, ora che avevo visto quanto era puttana.
“ Chissà quanti cazzi ha già preso e quanto sono cornuto “, pensai.
Chiusi gli occhi un attimo prima che lei si materializzasse nuovamente in salotto.
La sentii slegarmi le mani e i piedi.
“ Sveglia Mario, è tutto finito. Se ne sono andati “, mi disse mentre mi schiaffeggiava per farmi riprendere.
Facendo finta di essermi veramente ripreso solo in quel momento, con lo sguardo confuso chiesi “ tutto bene amore? se ne sono andati? Dio cosa ti hanno fatto “.
Lei, mentendo spudoratamente, mi disse che non le avevano fatto nulla. Non era stata molestata o altro. Erano andati via con i soldi dopo averla forse narcotizzata.
“ Bugiarda ninfomane puttana “, pensai.
Chiara mi suggerì, anzi quasi mi supplicò di non sporgere denuncia.
A letto lei prese subito sonno, stanca per aver scopato come una vacca e aver preso tre cazzi contemporaneamente.
Io non riuscii a dormire e rimasi tutta la notte a pensare.
Il mattino seguente ci sedemmo insieme a fare colazione.
“ Meno male che non ci hanno fatto del male “ disse Chiara.
“ A te di sicuro no, anzi “ le risposi.
Lei mi guardò con fare perplesso e replicò “ scusa cosa intendi dire ?”
Mi alzai e andai da lei.
“ Intendo dire che ieri sera ho fatto finta di essere svenuto. In realtà ho visto il tuo spettacolino porno con i tre ladri. Sei stata fantastica, una vera puttana “ le sussurrai all'orecchio.
La vidi irrigidirsi e spaventata in volto.
Si girò verso di me e balbettando cercò di spiegarmi “ io tesoro… non volevo, non so cosa mi sia preso.. io.. “.
Con una calma quasi surreale, le risposi “ tranquilla tesoro, capisco. Sei una puttana, non resisti davanti a un bel cazzo grosso. Se poi sono tre, ancora meglio. Da oggi allora ti tratterò come tale “.
La presi con decisione e la feci appoggiare al tavolo della cucina alla pecorina.
“ È l'ora giusta per prendere un bel cazzo nel culo, non credi ?” le dissi abbassandole i pantaloni del pigiama e le mutandine, infilandole il cazzo tutto nel culo in un solo movimento.
La sodomizzai con forza, fino a sborrarle nel culo, lasciandola poi appoggiata al tavolo con il mio sperma che colava fuori dal suo ano sfondato.
“ L’allarme non lo mettiamo, tesoro. Magari saranno cinque ladri la prossima volta “ le dissi, andandomene come nulla fosse accaduto.




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scritto il
2026-05-29
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