Segreti di una sorella - Spin Off: Raffaela 2° Parte

di
genere
corna

Passano due anni. Passeggio in centro con Salvatore, la sua tenera mano avvolge la mia e la protegge. Mangiamo una sfogliatella, ci godiamo il tiepido sole invernale che sembra un anticipo di primavera. Ridiamo e scherziamo, la complicità non ci manca. Il percorso tra i negozi ci conduce verso il lungomare. Osservo una coppietta felice che si bacia e si scambia effusioni. Ma avvicinandomi vedo qualcosa di strano. Cazzo, ma io a quella la conosco!!! Subito tiro la manica del giubbino di Salvatore.
- “Oh Salvo. Guarda amò, ma quella non è tua sorella?!"
Vedo Salvo paralizzarsi all’istante. Sbianca. Quasi sembra svenuto con la bocca lievemente aperta e gli occhi sbarrati. Vederlo così mi fa male, capisco il suo stato d’animo nel vedere la sua unica sorella, per cui stravede, in una situazione tanto compromettente. Ma dall’altro lato ho il diavoletto sulla spalla che mi sussurra all’orecchio, e gongolo per aver colto la sorellina tutta perfettina a fare la mignottina come una banale cheerleader dei college americani. Mi sento un po’ cattiva, ma non riesco ad allontanare questo stato d’animo da me. Tanto che continuo stuzzicandolo:
- “Salvo, ma tu stai vedendo come stanno limonando?!" dico mentre mi scappa una risatina che non riesco a fermare.
Salvo si desta dal torpore. E prima mi zittisce, poi aggiunge dimesso:
- “E quel tipo la sta anche palpando per bene"
La sua espressione è tragicomica, non riesco a non ridere come una scema. Mi ci vuole un po’ per ritrovare la giusta serietà. Quando finalmente mi ricompongo proviamo a capire chi possa essere. Sembra piuttosto giovane per lei, non possiamo vederlo in faccia, ma l’abbigliamento e il modo in cui gesticola mentre parla tradiscono la sua giovane età.
- "Raffa avviciniamoci, cerchiamo di vedere che faccia ha, magari lo conosco" mi suggerisce sottovoce. E, poiché la curiosità ora ha rapito anche la mia mente, accetto la proposta come una buona idea.
Non posso negare che la cosa un po’ mi diverte. Salvatore ha sempre idealizzato la cara sorella, ogni cosa che fa lei è sempre giusta, precisa, intelligente. Ha sempre avuto molta stima di lei e una cieca fiducia. Ammetto che anche io sono sorpresa di vederla tra le braccia di un amante. Lo vedo molto turbato, tormentato. Come se non riuscisse ad accettarlo. Intanto più osservo quel giovanotto e più mi sembra che abbia un’aria familiare. Lo scruto con attenzione…poi ho realizzato!!! Maledetta me che ho riso della situazione imbarazzante, il karma subito mi ha consegnato il conto: quello è Pasquale! Mi sale un senso di angoscia. Erano due anni che non lo vedevo più. E inizio a sentirmi a disagio a stare appostata, nascosta dietro le piante e i furgoni parcheggiati, per spiarli.
- "Amò è imbarazzante, sembriamo due guardoni" gli dico per provare a svicolarmi da quella situazione imbarazzante.
Ma lui nemmeno mi ascolta. Ha lo sguardo fisso sui due amanti e cerca di cogliere i tratti del viso di lui. Devo trovare un modo per allontanarmi da lì.
- "Tesò ma io quello credo di conoscerlo" gli dico.
La sua faccia diventa ancora più pallida e la sua espressione di stupore trasfigura il suo volto.
- "Ti ricordi Massimo, quel tipo della palestra che ci provava con me due anni fa? Lui è il fratello Pasquale!"
La sua faccia ha cambiato colore più volte in pochi istanti. Dal pallore al rossore dovuto al nervosismo, e ora appare quasi cianotico, come se gli si fosse bloccato il respiro. Sembra terrorizzato dalle mie parole. E per fortuna lui non sa la parte peggiore. Non può immaginare cosa Pasquale fa alla sua pura e immacolata sorellina. Ma io ne ho una chiarissima idea invece. E anche se è indelicato in questo momento mi scappa da ridere. Cerco di nascondermi con una mano, ma non riesco.
- "Cazzo ridi!” mi dice in uno scatto d’ira che lo riporta con i piedi per terra in mezzo ai vivi.
- "Amò ti dovresti guardare" gli rispondo.
Comunque ottengo l’obiettivo di allontanarci. I due piccioncini sembrano intenzionati ad andarsene e quindi dobbiamo nascondere la nostra presenza.
In realtà la sera sono tutt’altro che tranquilla. Sono molto agitata per aver assistito a quella scena. Sebbene con lui abbia mantenuto un atteggiamento di sostanziale indifferenza, in realtà sono preoccupata per questo scherzo del destino che ha riportato Pasquale nella nostra vita. E’ una svolta completamente inaspettata. E non sono sicura di riuscire a gestire questa cosa con Salvo, sua sorella, la sua famiglia. Mi mangio le pellicine delle unghie nervosamente. Provo a immaginare i più svariati scenari. Come reagirà adesso Salvo? Quale sarà la sua prossima mossa? E poi ancora mi chiedo: se Pasquale scopre che quella è la sorella del mio compagno, si lascerà scappare qualche parola sul nostro passato insieme? Questa situazione mette in pericolo anche la mia relazione che, dopo la sbandata di due anni fa, credevo fosse ormai al sicuro. In questi due anni il mio rapporto con Salvo si è ulteriormente consolidato. Non ho più ceduto alle avances di alcuno, seppure i corteggiatori non mi manchino. E ora non posso permettere che il fato avverso metta a rischio la mia storia d’amore. D’altra parte non posso nemmeno stare a guardare da spettatrice, confidando in quella buona sorte che attualmente appare invece avversa. Mi siedo sul divano. I miei zigomi poggiano sulle nocche delle mani: devo agire per prima! Ho bisogno di studiare bene le mie mosse, e per prima cosa devo capire che aria tira. Devo capire la situazione dall’interno. E ho ancora il numero di Pasquale che può essermi utile…

La sera successiva Salvatore viene a casa mia. E’ una fredda serata invernale, vento gelido, forse pioverà. Gli preparo un ambiente accogliente: film di azione da guardare stesi sul divano con una copertina a riscaldarci, un po’ di cioccolata, avanzata dalla calza della Befana che mi ha regalato lui, da gustare insieme, una bibita calda. Il riscaldamento in casa rende gli spazi confortevoli e possiamo indossare abiti più comodi e leggeri. Ben presto sotto le coperte le mani cercano tocchi proibiti, il contatto a pelle diventa inevitabile, ed è subito un bollore estivo. Ma questa sera i miei piani sono differenti. Ho accomodato l’ambiente solo per aprirmi la strada verso l’argomento che più mi preme. So come sciogliere la lingua di Salvo aprendo un varco tra le sue barriere. E mentre la sua guancia è a contatto e sovrapposta alla mia, gli sussurro:
- "Secondo te com'è successo amò? Tua sorella è in crisi col marito?"
Lui sembra già pronto ad affrontare il tema:
- "Non so spiegarmelo tesoro. Luigi è un uomo premuroso, gentile, responsabile, comprensivo. E' l'uomo che molte donne vorrebbero accanto. Sembrano fatti l'uno per l'altra. Mi sembra così assurdo..."
La sua voce è tanto flebile e presenta venature di profonda tristezza. In un attimo mi crolla addosso un profondo senso di colpa. Su quello stesso divano, dove ora siamo amorevolmente abbracciati, l’ho ripetutamente tradito con quello che attualmente è l’amante della sorella. Che sorte sfigata per questo pover’uomo. E nella testa ho flashback di quando Pasquale mi sbatteva forte sul divano, mentre io me la godevo di gusto. Ripenso a tutte le volte che era seduto su quel divano come su un trono, e io inginocchiata gli succhiavo l’uccello allietandolo. Ripenso con pentimento a tutte le menzogne di quel periodo, i sotterfugi, quella doppia relazione che non aveva senso, perché lui non mi dava motivo per tradirlo, non se lo meritava. E adesso dalle sue labbra escono le stesse riflessioni sulla sorte del povero cognato tradito e inconsapevolmente cornuto. E quelle parole ora le sento rivolte a me, mi feriscono, sento di essermi comportata in modo indegno, proprio come la sorella… Gli accarezzo il viso come a volerlo consolare.
- "Sai Salvo, a volte lo stile di vita non coincide con i reali desideri più nascosti e inconsci di una donna. O di un uomo." Gli dico queste parole più per giustificare me stessa che la sorella. Vorrei spiegargli che a volte la mente di una donna smette di ascoltare la ragione, e segue una via di perdizione solo per assecondare i propri istinti. Pur consapevoli del tesoro che si ha accanto, si preferisce deviare verso l’ignoto che affascina e attrae, a volte per la sua crudezza, o imprevedibilità, per quanto insana e deleteria sia la scelta.
- “Hai visto che tipo era quello?! Non hanno nulla in comune! Vale dev'essere impazzita"
Incasso anche questo colpo come una pugnalata diretta al mio petto. Opto per deviare il discorso.
- "Hai intenzione di parlarne con lei? O a Luigi?"
- "No per carità. Sarebbe una pazzia. Hanno due figli, li metterei in crisi. Non voglio essere l'artefice della rovina del loro matrimonio, della sofferenza dei bambini. E poi non so lui come reagirebbe. E nemmeno lei...a questo punto onestamente non ho più certezze su nulla!"
A questo punto ritorno a porre una domanda, frutto della mia personale esperienza:
- "E se la relazione extraconiugale di Valentina andasse avanti ancora per molto tempo?"
- "Chissà già da quanto tempo dura! E nessuno ha mai notato nulla di strano! Tu cosa ne pensi amò?"
Eh, bella domanda da porre a me. Per coerenza devo dirti che è meglio tacere e mantenere il riserbo su tutto. Ma in realtà non saprei dire qual è la cosa giusta… Per quanto riguarda il non accorgersi di nulla, tu non lo sai, ma anche tu sei stato molto distratto.
- "Non so che dirti, in effetti sarebbe meglio non dire nulla e farsi da parte" dico in conseguenza dei miei pensieri.
- "Pensi che mia sorella sia una puttanella in cerca di sesso facile come tante oggigiorno?"
Touchè! Qui la stilettata mi colpisce al cuore.
- "E se anche fosse?" rispondo sentendomi chiamata in causa. Non è in difesa di Valentina, è un modo per proteggere me stessa che, effettivamente, sono stata una puttana a tradirlo. E a questo punto mi pesa troppo continuare a parlarne. Preferisco farmi perdonare almeno in parte e consolare il mio cucciolo ferito…Riprendo dalle carezze interrotte poco prima. Mi infilo sotto la copertina. Chissà se questi pensieri lo inibiscono, oppure…La risposta la trovo slacciando i pantaloni: la sua mazza è di marmo! Lo guardo con desiderio e curiosità.
- "Vedo che pensare a tua sorella che fa la troia sortisce i suoi effetti..." alludo alla sua erezione immediata.
Poi mi cimento in un memorabile pompino ficcandomelo tutto in gola. Mi bastano un paio di su e giù con la testa ed esplode nella mia bocca tutta la sua tensione liquida. Quindi gli piace immaginare la sorella che fa la zoccoletta, lo eccita, gli fa crescere la libido… molto interessante, penso, mentre lo guardo con occhi inquisitori e curiosi… Non gli levo gli occhi di dosso mentre delicatamente gli ripulisco l’uccello con la lingua.
Quella stessa sera, dopo che è andato via Salvo, inizio a raccogliere informazioni su Pasquale. Sono quasi certa che dai suoi social potrò ricavare qualcosa. E dopo 5 minuti…Bingo! Foto del mese scorso, in abito da cameriere, davanti a un bar con tanto di insegna. Ricerca su internet: ottengo l’indirizzo. Passiamo a Maps: la via dista 350 metri dalla sede dove lavora Valentina. I primi tasselli iniziano a collegarsi. Ma la cosa più difficile sarà organizzare l’incontro con Pasquale. Solo da lui posso sapere come si sono susseguiti gli avvenimenti, come ha conosciuto la sorella di Salvo, da quanto tempo si frequentano, ma, soprattutto…la cosa più importante: se il nostro segreto sarà custodito o spiattellerà la nostra tresca amorosa alla famiglia di Salvo! E qui inizio a sudare freddo…Ne verrei fuori malissimo, come una svergognata, da ripudiare all’istante! Mi sento venire meno… Ma non devo perdere la calma e la lucidità. C’è un altro problema: devo trovare un alibi che giustifichi tutte le informazioni che ho trovato e che otterrò. Mi prendo una settimana di tempo per organizzare tutto e pianificare ogni cosa.
Il giorno dopo, verso le 10 di mattina, mi presento al bar di Pasquale. Mi siedo all’esterno. Lui arriva ma non mi riconosce subito, perché sono di spalle.
- “Buongiorno, cosa ti porto?”
- “Buongiorno Pasquale. Ti ricordi ancora di me?” gli dico alzando lo sguardo su di lui con un ampio sorriso.
- “We Raffa. E che ci fai qua?” mi dice visibilmente sorpreso.
- “Sono venuta a prendermi un cappuccino”
- “Ok, arriva subito. “ mi dice; ma prima di rientrare continua, mentre segna l’ordinazione sul blocchetto “Stai ancora con quel tipo?”
- “Certamente” gli rispondo pacatamente “E tu stai ancora con quella tipa?” aggiungo.
Alza lo sguardo dal blocchetto e lo rivolge a me, con la faccia di chi ha ricevuto una domanda scomoda e sta per elaborare una risposta articolata.
- “Torno subito” mi dice andando verso il bancone
Torna dopo pochi minuti. Si siede al tavolo accanto a me e mi dice:
- “Mi prendo una pausa sigaretta” e accende la sua Marlboro rossa
- “Con quella stronza è durata poco poi.” Lo ascolto sorseggiando il mio cappuccino “Non era la persona onesta e sincera che credevo”.
- “Quindi era meglio che restavi con me alla fine” ribatto.
- “Tra me e te non poteva continuare. Eri innamorata del tuo compagno…anzi, lo sei ancora visto che stai ancora con lui…” si corregge “E poi siamo troppo diversi”
- “E da quando ti poni il problema di una donna troppo diversa da te?” gli chiedo in una sottile allusione.
- “Con te mi divertivo solo a scopare, non ho mai pensato di stare insieme a te. Anzi, il fatto che stavi con un altro mi piaceva” continua come se non avesse colto la mia precedente domanda retorica.
- “Quindi adesso con quella è finita? E adesso sei single oppure…?” dico cambiando discorso e riportando l’attenzione su di lui.
- “Quella era troppo viziata e capricciosa. L’ho sfanculata. Non ne voglio nemmeno parlare” chiosa.
- “E adesso frequenti un’altra…giusto?” continuo io.
Lui mi guarda con sospetto, chiedendosi se avessi tirato a indovinare oppure no.
- “Sto frequentando na maialona. Per ora me la spasso un po’” dice inspirando il fumo della sua sigaretta.
- “E da quanto tempo frequenti questa maiala? Ti trovi bene? Anche lei è impegnata o è libera?” gli chiedo in una finta curiosità crescente, conoscendo già le risposte.
- “Non è importante se libera o no. Mi sto divertendo e ma la godo. Saranno 5/6 mesi che frequento sto puttanone”
Gli sorrido. Non cambia mai. Ricordo quando ero io la sua puttana con cui spassarsela. E ora me ne vergogno. E posso immaginare come stia stravolgendo la vita sessuale di Valentina, come si sia insinuato nella sua psiche e l’abbia dominata. Provo pena e stupore per lei.
- “Portami il conto, ti lascio lavorare.” Gli dico vedendo che ha finito la sua sigaretta.
Ritorna e pago. Lo saluto. Mi dice:
- “Ritorna pure quando vuoi”
Tornando a casa penso a tutta questa situazione assurda. Ammetto che la sorella di Salvo non mi ha mai ispirato particolare simpatia. Non è cattiva, i suoi modi sono sempre garbati. Ma a volte appare altezzosa con quel suo atteggiamento sempre composto. Le sue parole sempre misurate. Mette a disagio. Quando a volte, durante i rari incontri di famiglia, mi lasciavo andare con Salvo a scherzi reciproci, frasi buttate lì per ridere senza badare alla forma o alla terminologia, lei taceva, ma sembrava giudicare col suo sguardo attento e vispo, con quella apparente distanza che prendeva. Ha quell’aria di chi sa tutto e fa tutto per bene, si circonda di quell’alone di perfezione apparente. Raramente dice qualcosa di critico, ma sono i suoi modi a mettere a disagio. Certo, bisogna ammettere che vive in un ambiente ovattato e sicuro. Può permettersi di vivere come se gli imprevisti non facessero mai parte della sua vita. Ed è per questo che anche io adesso sono confusa e incredula riguardo a questa sua relazione illogica con Pasquale. Sebbene veda cadere il suo muro di perfezione che non la rende più intaccabile e ingiudicabile, provo compassione per lei più che derisione e compiacimento. Forse perché ci sono passata anche io e questo errore condiviso alleggerisce un po’ il mio senso di colpa. Forse perché capisco che anche dietro una famiglia così perfetta ci possono essere turbamenti interiori che ti portano in direzioni inaspettate. Il marito Luigi è uno stimato ingegnere di 47 anni. Da solo porta a casa molti più guadagni di quanto facciamo io e Salvo unendo i nostri stipendi. E a questi bisogna aggiungere i guadagni di lei. Avrebbero potuto vivere in una villa nei quartieri più blasonati della città, ma hanno preferito vivere più vicino ai genitori di Salvo, affinché i nonni potessero aiutarli tenendo i bambini. E’ probabile che quando i bambini saranno adolescenti cambieranno abitazione. Hanno comunque un appartamento con ampio terrazzo, all’ultimo piano di una palazzina di recente costruzione di quattro piani. Oltre 90 mq sapientemente arredati. Luigi è un uomo attento, premuroso, gentile, simpatico. A differenza della moglie lui è più socievole e talvolta si lascia coinvolgere nei discorsi conviviali, risultando spesso divertente. E’ un padre amorevole che porta spesso i figli a svolgere attività ricreative, non appena ha tempo libero dal lavoro. Non è un uomo particolarmente affascinante, un po’ in sovrappeso, ma indubbiamente distinto ed emana raffinatezza. I bambini, di 10 e 7 anni, sono meravigliosi. Educati, rispettosi, curiosi, radiosi. Le ultime volte che li ho visti il più grande ha iniziato a chiamarmi “zia”. Qui c’è tutto il lavoro e la dedizione della mamma nel crescere e educare i figli, di questo bisogna dargliene atto. E forse è solo per un pizzico di invidia che ho provato soddisfazione nel vederla capitolare a un personaggio così rozzo.
Il giorno dopo mando un messaggio WhatsApp a Pasquale:
- “Domattina ripasso al bar. A che ora è meglio vederci?”
- “Vieni verso le 11”
Alle 10:50 sono al bar. Lui si prende una pausa sigaretta, ma non ci sono clienti a parte me.
- “Quindi mi dicevi che stai frequentando una zoccola. E quanti anni ha? Come si chiama?”
- “Ma perché continui a farmi tutte queste domande? Non è che per caso vorresti tornare a uscire con me?” mi dice gonfiando il suo ego
- “Naaa, non ripeto mai i miei errori. Sono solamente curiosa…” ribatto smorzando subito le sue fantasie.
- “E’ un po’ più grande di me” mi dice controvoglia.
- “Un po’ troppo più grande…” alludo ancora.
- “E tu che ne sai?!” mi dice più per mettermi a tacere che per curiosità
Svio un attimo il discorso.
- “Dimmi, a Massimo poi hai mai detto qualcosa di noi?”
- “No no, preferisco che non sappia. Ti dissi il motivo. E preferisco non dirglielo mai”
Questa risposta mi conforta. A quanto pare sa mantenere le promesse e tenere la bocca chiusa.
- “Come se la passa adesso tuo fratello?”
- “Meglio di me. Sta lavorando in un supermercato.”
- “E tu come hai trovato lavoro qui?”
- “Me lo ha trovato Massimo. Lui ha preso casa qui vicino, e conosce il proprietario. Ha insistito per farmi lavorare qui. Almeno posso appoggiarmi da lui quando finisco tardi. Anche se adesso ho preso la macchina, una vecchia auto che usava lui. Poi lui ha preso l’auto nuova. Con il motorino qui non è cosa, troppo lontano, poi col freddo, la pioggia, è un bordello. Ed eccomi…”
- “E Massimo va ancora in quella palestra?”
- “Ci è andato fino a un annetto fa. Poi è venuto ad abitare qui e non va più lì, è lontano. Dopo che io e te abbiamo smesso di frequentarci ci sono andato anche io qualche volta. Tanto è vicino alla casa di mia zia, dove sto attualmente. Poi mi sono i rotto coglioni e ho mollato, non ho la costanza di Massimo”
- “Qualche volta lo vado a trovare dove lavora” dico sorridendo.
- “Eh, quello è contento se vai” se la ride lui.
Poi ritorno seria e riprendo l’argomento principale.
- “Comunque…” gli dico parlando lentamente “La donna che frequenti…si chiama Valentina…” faccio una pausa prendendo la sua sigaretta dal posacenere, faccio un tiro lasciando il segno del mio rossetto…
- “E tu come lo sai?!?” mi chiede con lo stupore disegnato sul volto.
Espiro una nuvola di fumo nella sua direzione che copre il suo volto attonito.
- “Valentina è la sorella di Salvatore…il mio ragazzo!”
Lui resta paralizzato alcuni secondi. Pensieroso…poi esclama in dialetto napoletano:
- “ ‘A faccia d’o cazz!”
Considerata la delicatezza dell’argomento che merita di essere approfondito, mi chiede di vederci alla fine del suo turno. Oggi finisce alle 15 e ripasso come d’accordo. Non prima di averlo pregato di mantenere la massima discrezione su ciò che gli avevo detto. Doveva essere un segreto tra me e lui.
- “Allora come hai scoperto che mi sbatto tua cognata?”
- “Ti ho visto qualche giorno fa insieme a lei”
- “E lo hai detto pure al tuo ragazzo?”
- “C’era anche lui con me”
Con poca delicatezza gli scappa una mezza risata che non riesce a trattenere.
- “E il cornuto ha saputo che prima di fottermi la sorella mi sbattevo anche la sua troietta?”
- “Non fare lo stupido” gli dico “Ovviamente non sa nulla, poverino. Ci mancherebbe solo quest’altro shock”
Gli scappa un’altra risata.
- “Sono molto seria” gli dico guardandolo negli occhi “ti chiedo di non farne parola con Valentina. Per favore…”
- “Stai tranquilla, mi conosci. Ti do la mia parola d’onore” mi dice stavolta in modo responsabile.
Lo abbraccio con affetto confidando nella sua integrità.
La sera mi scrive un messaggio:
- “Oggi ti volevo dirti che comunque e stato bello sbatterti per tanto tempo. E a te piaceva?”
- “Tantissimo. Mi facevi impazzire!”
- “Dovevo continuare con te invece di stare con lei. Ai raggione”
Gli rispondo con un cuoricino.
Ho comprato una nuova sim per il mio telefono dual sim. Mi segno il numero su un foglietto che ripongo nella borsetta. Inserisco la sim nel telefono. Indosso una gonna corta, una maglietta con generosa scollatura. Scarpe con i tacchi, rossetto di un rosso acceso. Abbondo con il profumo. Sopra un cappotto imbottito di pellicciotto per ripararmi dal freddo. Vado a fare la spesa alla Lidl. Dove lavora Massimo. Pasquale mi ha detto che lavora lì e che questo sabato ha il turno di mattina. Entro e cerco la mia preda tra le casse. L’ho visto! Acquisto velocemente un po’ di frutta e qualche verdura, poi vado alla sua cassa. C’è poca gente a quest’ora. Lui distratto e affaticato non si accorge di me, fino a quando non è il mio turno.
- “Buongiorno Massimo. Quanto tempo”
- “Ciao Raffa” mi dice colto di sorpresa, sgranando gli occhi e squadrando la mia figura per intero
- “Diventi sempre più bella e sexy” aggiunge poco dopo mentre il suo viso acquista una nuova luce abbandonando lo sguardo stanco di poco prima.
- “Ma grazie, che gentile che sei” gli dico poggiando le braccia sulla cassa e avvicinandomi a lui, mostrandogli la mia scollatura e garantendomi che percepisca il mio profumo.
Sembra effettivamente colpito da tanta grazia, e prende la palla al balzo:
- “Ma perché uno di questi giorni non ci vediamo per un caffè? Magari lasciami il tuo numero. Sei sempre fidanzata?”
Tiro fuori il bigliettino dalla borsa e glielo porgo tenendolo tra l’indice e il medio della mano.
- “Eccolo. Aspetto la tua chiamata.” Gli dico con un sorriso ammiccante. Poi sollevo le braccia dalla cassa e riempio le mie buste.
Lui si alza dalla postazione, mi aiuta a riempire le buste e mi chiede ancora:
- “Quindi sei sempre fidanzata con quello?”
- “Sì” gli dico prendendo le mie buste “Ma tanto se ci vediamo solo per un caffè…” gli dico facendogli l’occhiolino e lasciandolo alle sue speranze e fantasie. Poi mi allontano sculettando e posso sentire il suo sguardo sui miei glutei come un palpeggio.
Nel pomeriggio, dopo il suo turno di lavoro, mi arriva un messaggio:
- “Ciao bellissima, sono Massimo”
- “Ciao caro, adesso mi segno il tuo numero”
- “Bene. Poi quando sei libera per uscire?”
Sempre molto diretto all’obiettivo, devo tergiversare.
- “Ora sto uscendo, ti chiamo stasera se sei libero”
- “Ok, ne parliamo stasera.” Aggiungendo cuoricini, fiori, bacini e stronzate varie
Sono le 23 e scrivo a Massimo:
- “Sei sveglio?”
- “Per una donna sexy come te sono sempre sveglio”
- “Stavo andando a dormire, ma prima sentiamoci per la buonanotte. Chiami tu?”
Non mi accorgo nemmeno della doppia spunta blu che arriva la chiamata.
- “Ciao principessa, vai già a letto?”
- “Eh sì, sono stanca”
- “Vuoi che vengo a farti un massaggio?”
- “Mi ci vorrebbe proprio”
- “Guarda che arrivo tra 5 minuti se vuoi”
- “Tra 5 minuti mi trovi già dormendo…” dico ridendo
- “Peccato. Ma avremo altre occasioni…” dice ridendo
- “Senti ma vai ancora in palestra?” provo a distogliere il discorso
- “Non più in quella dove andavamo noi. Tanto ormai non venivi più, quindi che andavo a fare” mi dice facendo il solito marpione.
- “Anche io ho cambiato palestra. E tuo fratello come sta?”
- “Sta meglio di me. Gli ho trovato un lavoretto in un bar vicino a dove abito io adesso. Perché?”
- “No niente. Mi ricordavo di lui che ti aspettava fuori la palestra a volte. Magari un caffè ce lo prendiamo da lui…”
- “Conosco posti migliori dove portarti mia sensuale Raffa”
Prima che si scaldi troppo decido di chiudere. Fingo di sorridere alle sue stupide allusioni, poi…:
- “Senti tesoro, mi si chiudono gli occhi, non mi dire niente. Tanto ci risentiamo. Ti auguro sogni d’oro”
- “Ok piccola. Buonanotte e sognami.”
Chiudo la chiamata immediatamente, prima che mi venga da vomitare. Ma la mia missione è conclusa.

Sono le 8 passate di domenica mattina. Chiamo Salvo che non risponde. Sicuramente starà dormendo. Eccolo che finalmente ha risposto con la voce assonnata.
- "Amò svegliati! Sono io"
- "Che è successo?" mi dice continuando a sbadigliare
- "Forse riesco a ottenere il numero di quel Pasquale...so anche dove lavora..."
- "Faccio una doccia e ci vediamo. Facciamo colazione al solito bar" mi dice destandosi all’improvviso dal sonno.
Alle 9:20 siamo al solito bar a fare colazione. Nella mia testa ho preparato tutto il piano nei dettagli, fatto di bugie, omissioni, sotterfugi…e continuo a muovere i fili delle mie marionette.
- "Allora, ascoltami bene. Pasquale lavora come cameriere in un bar poco distante da dove lavora Valentina. Immagino si siano conosciuti lì. Da oltre un anno lavora in quel bar. Il fratello gli ha trovato lavoro perché ha preso casa lì vicino e conosce i proprietari."
- "E tu come hai avuto queste informazioni?"
- "Ieri sono passata nella vecchia palestra dove andavo, per salutare gli istruttori e vedere come ottenere informazioni. Massimo è andato lì per molti anni, e sicuramente in molti lo conoscono. Fingendo di chiedere informazioni sui vecchi iscritti, ho chiesto anche di Massimo. Mi hanno detto che sta lavorando alla cassa di un supermercato poco distante. E che nell'ultimo anno di palestra si portava anche il fratello, che faceva però più assenze che presenze. E lo hanno descritto come un personaggio pittoresco, peggio del fratello."
- "Ok, ma tu hai detto che potevi ottenere anche il suo numero..."
- "Beh, se ci pensi...mi basterebbe andare al supermercato, Massimo di sicuro si ricorda di me...e poi preso il numero potrei chiedere..."
- “Non mi piace l'idea che tu incontri quel cafone e gli dai il tuo numero..."
- "Amò non essere stupido! Se volevo starci con Massimo ne approfittavo all'epoca. Adesso è in ballo qualcosa di più importante. Vuoi sapere o no tua sorella con chi troieggia e tradisce il marito?!?"
- "Mmmm...non lo so, non mi convince sta cosa. Mi sembra complesso..."
- " Fidati di me e lascia fare a me!" poi gli stampo un bacio sulle labbra che cancella ogni perplessità dal suo volto.
Ho l’impressione che il mio naso stia crescendo come quello di Pinocchio…
Nel pomeriggio sono sul divano a guardare una serie TV ma i miei pensieri sono concentrati sulle numerose bugie che ho detto a Salvo. Purtroppo è necessario per fargli arrivare ogni mia informazione, ma senza fargli sapere come ho realmente conosciuto Pasquale. Sarebbe un disastro! Lui ora pensa che sono un’abile detective , in realtà sono soltanto una pessima puttana. Per questo ho ottenuto le mie informazioni molto più facilmente di quanto lui creda.
Intanto Massimo mi martella con i suoi messaggi su WhatsApp che io continuo a ignorare. Il buongiorno, “ciao bella, perché non leggi e non rispondi”, “dove sei finita?”, e altre coglionate del genere. Ma lui mi serve ancora adesso. Forse è il caso che gli risponda.
- “Scusami tesoro, ero col mio compagno”
- “E adesso sei sola? Che fai?”
- “Sono sul divano a guardare una serie”
- “Vorrei essere lì a farti compagnia mmm”
- “Magari la prossima settimana” con emoticon dell’occhiolino
- “Ti prometto che ci divertiremo molto…” con emoticon della linguaccia e gli occhi a cuoricino
- “Vedremo…” gli scrivo
Non scrive per due minuti. Poi vedo l’icona del messaggio e guardo. Mi ha mandato la foto del suo cazzo eretto in primo piano con il messaggio:
- “E vedi! Dici che ci divertiremo o no?”
Quindi è questo che celava sotto i pantaloncini aderenti in palestra mentre mi guardava il culo…
- “Porco!”
Mi risponde con l’emoticon della risata con le lacrime. Poi aggiunge un messaggio:
- “Non è più grande di quello del tuo compagno?”
Apro la foto, la allargo. Devo ammettere che è carino. La cappella così ampia, quelle vene così gonfie. Le palle grandi, rasate, curate. Sento il richiamo della mia gatta tra le gambe. “Che fai, ti bagni per Massimo?” le dico nei miei pensieri. In effetti mi sembra un po’ più grosso di quello di Salvo. Anzi sicuramente. Tiro fuori la lingua e la passo sul display del telefono, provo a leccare quel cazzone in foto. Mi sfilo le mutandine prima che la mia figa scostumata le macchi. Ammiro ancora quella verga poderosa mentre divarico le cosce. Le dita della mia mano scivolano tra le labbra sporgenti e trovano una palude. Inizio a immaginare quel grosso pesciolone che si tuffa nelle acque della mia figa e ci affonda dentro. Su questo divano, sono sopra Massimo, impalata dalla sua pertica. Distesa sopra di lui a godermi il suo cazzone nel mio ventre. Mi fa urlare di piacere e contorcere sopra il suo corpo. Poi giunge Pasquale da dietro, e mi apre il culo con il suo cazzo e la sua mancanza di delicatezza. Una doppia penetrazione con i due fratelli. Mi riempiono tutti i buchi e mi sbattono divertiti. Pasquale tutto chinato sulla mia schiena affondando i colpi. Mi sento schiacciata tra i due come un sandwich. Poco distante sul divano c’è Salvatore legato e imbavagliato che mi vede gemere e godere, gli sorrido compiaciuta perché sto godendo incredibilmente. Le quattro mani che stringono e palpano le mie tette. Le loro lingue che si alternano nella mia bocca, sul mio collo, sulla mia faccia. Rido guardando Salvo impossibilitato a muoversi. Sudo tra i loro corpi accaldati e instancabili mentre mi spaccano. “Guarda amore, sono la puttana di Massimo” gli dico ridendo e poi limono con lui. Intanto la mia figa è un lago e la mia mano ci sguazza dentro procurandomi piacere. L’altra mano arriva in soccorso. La destra tiene tre dita dentro a ravanare, la sinistra accarezza il clitoride in fiamme. Esplodo pensando ai due fratelli dentro di me. Sono soddisfatta e ho sul viso un sorrisetto compiaciuto, mentre le mia gambe e il corpo tremano ancora. Afferro il telefono e digito il segno per accendere il display, lasciando una scia di bava sullo schermo. Si apre la foto del cazzo. Torno alla chat con Massimo. E sempre con le dita sporche e scivolose dei miei umori inizio a scrivere imbrattando il telefono:
- “E’ molto più grande del suo!!!”
Il giorno dopo vado a casa di Salvo, dormo da lui, passiamo la serata insieme. Devo raccontargli che Massimo mi ha parlato del fratello e mi ha dato tutte le informazioni che volevo. Informazioni che in realtà conosco già da un po’, perché me le ha dette Pasquale direttamente, ma questo non posso dirglielo. Intanto mi arriva un messaggio da Massimo. Mi è venuta un’idea.
- “Ciao Massimo, adesso mi sto preparando per andare a cena da una mia amica. Potresti chiamarmi tra un’oretta?”
- “Certo. Dopo puoi parlare?”
- “Diciamo che posso cambiare stanza e parlare, ma comunque le amiche potrebbero sentire. Quindi ti chiedo di comportarti bene, altrimenti le mie amiche sentono, poi fanno la spia a Salvo e sono costretta a bloccarti e non ci vediamo più” aggiungo una faccina spaventata.
- “No no, per carità! Mi comporto bene, come un lord inglese. Non dico zozzerie, sembrerò un semplice caro amico”
So bene che Massimo è un po’ tonto e rischia di farmi fare una figura di merda se chiama mentre Salvo ascolta. Meglio chiamarlo un attimo e imboccarlo col cucchiaino.
- “Ciao tesoro! Ho preferito chiamarti al volo per essere sicura che mi capisci”
- “Guarda che mica sono stupido!” mi dice ridendo “Ho capito”
Mi viene da pensare che ne ho conosciuti pochi più stupidi di lui, ma faccio buon viso a cattivo gioco.
- “Ma no, cucciolo, non mi fraintendere. E’ che sono preoccupato. Una mia amica è un po’ pettegola. Se sente che la conversazione è troppo confidenziale e intima poi lo dice a tutti. E noi è meglio che ci sentiamo discretamente…sempre se tu vuoi incontrarmi qualche volta…Altrimenti se aleggia il sospetto attorno a me sono costretta a cancellare il tuo numero”
- “No tranquilla, io ci tengo a incontrarti. “
- “Ah, se pure ti dico che sto da sola ricordati che invece le mie amiche ascoltano. Ma pare brutto dire a telefono che ci ascoltano. Capito?”
- “Ok, non ti preoccupare”
- “Ora devo andare. Ciao, ciao. A dopo. Un bacio”
Speriamo che abbia capito questo! Altro che amiche, ci sarà Salvo a sentire! Ma penso che ci tenga a incontrarmi, quindi si comporterà “abbastanza” bene…
Arrivo da Salvo che freme per sapere le novità. Inizio quindi a tirarla per le lunghe, soffermandomi sull’incontro al supermercato con Massimo, a dire come mi guardava, poi parlo del lavoro di Pasquale al bar…Il tutto per temporeggiare in attesa della chiamata di Massimo. Ed eccolo! Driiin…driiin…
- "Zitto amò, è Massimo! Metto in vivavoce così senti, non fiatare!"
- "We ciao bellissima!" esordisce…e vedo il colore della faccia di Salvo che cambia.
- "Ciao Massimo, finito di lavorare?"
- "Sì sì, per fortuna. E per prima cosa ho pensato di chiamarti per dimenticare la fatica"
Le espressioni di Salvo sono comiche e io fatico a trattenere le risate. Ma un po’ voglio divertirmi a farlo soffrire.
- "Ma dai che dolce sei. E adesso che fai? Hai cenato?"
- "Non ancora, aspetto che arriva mio fratello con le pizze e ceniamo insieme. Senti tesò, ma tu ora sei sola? Che fai?"
Salvo è quasi blu in faccia, mi fa le smorfie, non le colgo tutte ma sto per ridere. Mi trattengo a fatica.
- "Io adesso stavo preparando la cena, e sto da sola" e altero la voce, ricalcando sul “sto da sola” per ricordargli quanto detto poco prima.
- "Se tu fossi la mia ragazza non ti lascerei mai sola" dice ridendo.
Penso che tra un po’ Salvo scatta e afferra il telefono per insultarlo. E meno male che gli avevo detto di non fare il fesso a telefono, altrimenti chissà cosa riusciva a dire. Meglio cambiare argomento, anche se mi viene da ridere.
- "Eh sei sempre il solito tu con questi complimenti. Ma a proposito di tuo fratello, anche lui è single come te?"
- "Ma che ne so Raf, quello salta di fiore in fiore, da una ragazza all'altra...è come il fratello ehehhehe"
Sono riuscita a dirottare il discorso sul fratello come volevo. E tra le varie stronzate di Massimo devo infilare il colpo decisivo per convincere Salvo.
- "Senti Massimo, io nei prossimi giorni sarò in zona e pensavo di fermarmi a prendere un caffè al bar di tuo fratello, ma non ricordo esattamente dove si trova e non so che orari ha lui e..."
- "Facciamo così, appena arriva glielo dico e ti faccio sapere. Magari ti do il numero e ne parli con lui.” Tombola! Esattamente qui volevo arrivare. Bravo Massimo. “Ma ti sento un po' male...stai in vivavoce?"
- "...Ehm sì...sì perché sto preparando la cena e ho le mani occupate, quindi ho il cell in vivavoce qui accanto a me" Cazzo, mi sono fatta sgamare nonostante Massimo non sia esattamente un genio…
- "Ah ok...allora dai ti lascio continuare, poi ci sentiamo. Un bacio"
Almeno sembra che l’idea di essere ascoltato in vivavoce lo abbia spaventato. Meglio così, tanto ormai ho ottenuto ciò che volevo.
- "Ciao Massimo, a presto"
Salvo mi guarda con un espressione a metà schifata e a metà sorpresa.
- "Raffa ma che intenzioni hai? Vuoi davvero andare al bar di quella bestia?"
Mio caro se tu sapessi già quante volte ci sono stata…Per non parlare del fatto che se sapessi che ho avuto una tresca amorosa con Pasquale adesso sarei morta. Per fortuna tu sei preoccupato di Massimo, e forse pensi pure che ho ceduto alle sue lusinghe ai tempi della palestra. E invece non cedetti a lui. Ci sono cose che è meglio che tu non sappia…
- "Beh, tentar non nuoce...Come vedi questi due fratelli si somigliano molto e hanno la lingua lunga...magari riesco a sapere qualcosa o a vedere qualche movimento furtivo..."
- "Se lo dici tu..."
Nel corso della serata poi Massimo mi ha davvero inviato il numero di telefono di Pasquale. Nemmeno lui sa che io già ce l’ho. E immagino che nemmeno Pasquale glielo abbia detto, altrimenti non me lo avrebbe scritto in un messaggio. Poi mi arriva il messaggio di Pasquale:
- “Perché ai chiesto il mio numero a Massimo?”
- “No niente, domani ti spiego” e aggiungo l’emoticon con la risatina
La mattina dopo lascio la casa di Salvo, passo a darmi una sistemata più decente a casa mia, poi vado al bar di Pasquale. Ma prima distruggo la scheda sim con il numero che avevo dato a Massimo. Adesso non mi serve più né Massimo, né la sim.
Arrivata al bar, Pasquale mi fa:
- “Oh ma che ti sei messa in testa di trombarti pure a mio fratello? Nel caso ho pure un paio di zii e qualche cugino interessato eh” e se la ride
- “Scemo, non ho intenzione di farmi tutta la tua famiglia!” dico ridendo con lui.
- “Massimo mi serviva come copertura, perché Salvo non sa nulla di noi, della nostra relazione passata. Non sa che ho il tuo numero e dovevo fingere che me lo avesse dato tuo fratello.” Continuo a spiegare.
- “Ok, ma per farci cosa?” mi chiede.
- “Salvo avrebbe cominciato a indagare sulla sorella per scoprire chi è il tipo che se la sbatte. Non ti scordare che quella ha una famiglia, marito e figli!”
- “E quindi?”
- “E quindi poteva venire fuori un casino. Poteva seguire la sorella, e magari ti ritrovavi qui a lui e il marito. E poi volevo parlarti per prima e dirti chi era Valentina, evitare che tu raccontassi a lei le nostre scopate e che poi lo sapesse Salvo. “
- “Sì ok, che tu volevi tutelare la mia e la tua privacy l’ho capito. Ma non ho capito ora che dirai al fratello di Vale. Pure se gli fai sapere che sei venuta qui e mi hai visto, poi che gli dici?”
- “E per questo mi serviva Massimo! Se vengo qui a nome di Massimo, visto che ufficialmente io e te non ci conosciamo, se non di vista, sarà più semplice parlarti ed entrare in confidenza. Sono l’amica di tuo fratello, non una semplice cliente. Chiederti se frequenti qualcuna o se sei single è lecito, è amichevole, non è una confidenza tra estranei che non avrebbe senso”
- “E questo gli basterà? Non vorrebbe sapere altro?”
- “Beh conosce tuo fratello che parla tanto. Gli dirò che anche tu hai la lingua sciolta. E poi aggiungerò le mie impressioni personali su di te, terrò sotto controllo la situazione, se ci fossero movimenti strani in famiglia io lo saprei e ti avviserei. Potresti tutelare te stesso e anche Valentina. Insomma, sono un po’ un’infiltrata che fa il doppio gioco”
- “E fammi capire…e ora cosa racconterai a lui dopo avergli detto che sei stata qua?”
- “Gli dirò che vi frequentate da qualche mese, gli racconterò qualche aspetto della tua personalità, e come vi siete conosciuti…a proposito, come vi siete conosciuti? Come l’hai conquistata?”
- “E secondo te queste cose lo rassicureranno?”
- “Nulla potrà rassicurarlo. Ma sapere la verità, almeno parziale, è meglio che avere mille dubbi. Se proprio vorrà conoscere più dettagli li dovrà chiedere a lei però, tutto ciò che è possibile sapere indagando di nascosto è meglio che lo sappia da me.”
- “Comunque non l’ho conquistata io. E’ stata lei a venire qui e provocarmi continuamente. Io non la pensavo propio. Ma si vedeva che voleva il mio cazzo. E un giorno l’ho accontentata. L’ho portata nel parcheggio qui dietro e le ho messo il cazzo in bocca in auto. Lei tutta elegante e ben vestita, le misi la mano in testa come una puttana di strada e le sborrai in gola. Pensavo che le sarebbe bastata la lezione e invece è tornata ancora. E le ho sborrato di nuovo in gola. Io nemmeno mi ricordavo come si chiamava, non mi interessava propio. Le tipe così snob prima si fanno sbattere e poi ti guardano schifate. E invece Valentina si è dimostrata molto sottomessa e ubbidiente. E quindi ho continuato a fotterla e abusare del suo corpo. Comunque è una bella vacca e a me fa comodo tenere la troia che corre a succhiarmelo quando schiocco le dita.”
- “Pasquale ma io ho visto con i miei occhi che tra di voi c’è anche una bella intesa e affinità. L’altro giorno sul muretto c’era passione, gioco di sguardi… Forse all’inizio è come dici tu…”
- “Tu lo sai come sono a letto. Mi piace sfondare, scopare con irruenza, essere volgare. Lei ha sempre accettato tutto. Poi è diventata dipendente da me e non le bastavo mai. Come facevi pure tu insomma… ricordi come ti facevi sbattere anche per strada? Come ti piaceva succhiarmelo?”
- “Sì, ho capito, mi ricordo” l’ho interrotto per evitare che mi riportasse alla mente altri episodi che risvegliano la mia fighetta che riposa.
- “Beh col tempo è normale che ci siamo affezionati, abbiamo cominciato a uscire anche senza chiavare, ogni tanto devo riposarmi anche un po’. Ma lei si è legata a me come se sarei la sua droga. E niente, questo è”.
- “Beh Pasquale, io penso che queste informazioni siano più che sufficienti. Poi io saprò dirgliele nel modo giusto, e so come addolcire il suo malumore…” dico facendo l’occhiolino
- “Su questo non ho dubbi” ride lui.
- “E comunque, se avrà altre domande e curiosità, adesso sa che può chiedere a me, perché sono in contatto con te. E forse eviterà di mettere troppa pressione sulla sorella. E se invece non accetterà la situazione preparati alla possibilità che ne parli con Valentina. Ma io cercherò di dissuaderlo, o perlomeno di limitare i danni. L’importante è che, per nessuna ragione al mondo, parli di noi due con lei!”
- “Comunque” mi dice con voce seria e lentamente “se anche lui parlerebbe con Valentina non cambia nulla. Quella a me non ci rinuncia. E comunque quella fa tutto ciò che le dico io. Quindi se ci sarebbero problemi dimmelo, che pure io posso rimediare parlando con lei”.
Con un cenno di intesa e la consapevolezza che siamo una squadra, che possiamo limitare i danni e la crisi in una famiglia che altrimenti sarebbe destinata allo sfascio, ci salutiamo. La mia missione è conclusa, adesso devo solo portare il resoconto a Salvo. Eppure, tutta questa situazione adesso mi lascia un retrogusto amaro; questa intricata rete di bugie e inganni mi lascia il cuore pesante. E’ una matassa che se dovesse sciogliersi porterebbe a galla tanta merda. Basterebbe che si spezzasse un solo filo e nemmeno io e Pasquale potremmo riportare l’ordine. Tutto questo equilibrio è molto precario, e dura finché ognuno rispetta il proprio ruolo. Ma col tempo i fili troppo tesi rischiano di spezzarsi. E io, forse, corro il pericolo più grande, perché sono quella che ha più da perdere da questa vicenda…
La sera successiva mi raggiunge Salvatore a casa, passeremo la notte insieme. E ho studiato a lungo il modo migliore per riassumergli ciò che ho saputo. So che non sarà semplice fargli accettare la situazione, e dovrò affrontare la sua reazione sgomenta e riuscire a consolarlo.
Dopo avermi salutato con un bacio va al dunque:
- "Oggi sei stata al bar? Allora?"
- "Sì, sono stata al bar e ho preso un aperitivo. Non c'era molta gente e ho parlato un po' con Pasquale. Ha detto che da 5 mesi frequenta una tipa sposata che passa spesso al bar.”
- "Valentina!!!" esclama
- "Sicuramente. Vabbè non mi soffermo sugli epiteti che ha usato e sui dettagli..." gli dico, ma può facilmente immaginarli.
- "Posso immaginare il suo modo di esprimersi, quel maiale schifoso"
- "Beh amò ma sai, lui ha solo 24 anni. Valentina 45, ed è sposata. Per lui è motivo di orgoglio, trofeo di battaglia..."
Provo a fargli capire che comunque questo rapporto è anomalo, e a qualsiasi giovane uomo crescerebbe un ego smisurato. Figuriamoci in un personaggio che normalmente non potrebbe mai ambire ad una donna di tale classe.
- "E quindi è rozzo e cafone come mi è sembrato?"
Ma lui sembra voler continuare a concentrarsi sull’inadeguatezza di Pasquale, e non si pone l’unica domanda veramente sensata: cosa ha spinto lei a fare questa scelta?
- "...Ehm...anche di più di come immagini..." gli dico, avendo optato per una linea onesta senza omissioni
- "Madonna, non ci posso pensare! Come ha fatto mia sorella a diventare così troia?!"
Ecco, già è un buon inizio la critica alla sorella. Ma forse sarebbe il caso di capire le motivazioni, il puro giudizio severo è di scarsa utilità. Quindi gli dico:
- "Salvo ma tu sei sicuro che Valentina non avesse problemi di coppia con Luigi? Pasquale dice che è stata lei a provarci..."
- "Ma che stai dicendo?!? Ma davvero??? Che zoccola cazzo!"
No Salvo, non è questo il punto. Sei di nuovo fuori strada. Che sia troia è fuori discussione, ma non è stata questa relazione extraconiugale a determinarlo, lo era già prima. Il punto è cosa l’ha spinta a rischiare tutto proprio adesso! La butto lì per dargli uno spunto di riflessione:
- "Ma dai amò...non essere severo con lei. Forse aveva solo bisogno di cazzo giovane..."
- "No Raffa, non la giustificare. Si è comportata come una puttana irresponsabile. E poteva scegliersi un uomo migliore, alla sua altezza, a suo livello. Che senso ha scopare con uno peggio del marito? Più stupido, più rozzo, più volgare, più..."
Ormai è troppo incazzato e non ragiona più. Si agita troppo su questo argomento, e io non voglio rovinarmi la serata per colpa di quella troia della sorella. Devo alleggerire la situazione e portare la serata su un terreno congeniale a entrambi…
- "Ma forse è proprio ciò che desiderava lei..." gli sussurro.
Avevo già previsto che il tono della discussione poteva accendersi troppo, e quindi mi sono preparata un piano alternativo. L’ho accolto in casa indossando una vestaglia…ma sotto ho la mia arma segreta. Lascio cadere a terra la vestaglia scoprendo tutte le mie grazie davanti agli occhi sorpresi di Salvo, che riprendono una nuova luce. La sua espressione cambia. So bene come attirare la sua attenzione e fargli dimenticare tutto il resto. Mi siedo sul letto, e quando ho i suoi occhi fissi sul mio corpo in un lampo spalanco le mie cosce e gli mostro ciò che più brama. Vedo accendersi il desiderio nei suoi occhi davanti a quell’invito silenziosamente esplicito. A questo punto lo provoco con un sorriso di sfida:
- "Tu invece fai il tuo dovere adesso, così non rischi che mi comporto come quella lurida puttana di tua sorella..."
In un attimo si spoglia e libera il suo bastone che sembra di fuoco. E rapidamente spegne quell’ardore inzuppando il suo cazzo bruciante nella mia bramosa figa grondante. Annodo le mie gambe attorno alla sua vita, le sue mani agguantano le mie tette indifese mentre la sua lingua pervade la mia bocca. Negli ultimi giorni lo sento più vigoroso e eccitato, sarà che tutta questa situazione lo fa ribollire. E a me piace sentirlo così…mi ha appena fatta sua e sento già un orgasmo vicinissimo. Voglio alimentare questo suo fervore.
- "Sai amò, sono contenta che abbiamo scoperto che tua sorella fa la puttana con un altro, perché ti sento più eccitato ultimamente" gli dico con difficoltà non riuscendo a smettere di gemere
- "Dimmelo ancora amore..." ansima anche lui
Lo sento già pulsare più intensamente e entrarmi più in profondità
- "Cosa? Che sei più arrapato?"
- "No...che mia sorella è una lurida puttana..."
Allora non mi sbagliavo. E’ tormentato ma anche estremamente eccitato all’idea che sua sorella si faccia sbattere come una maiala e ceda la sua lurida figa come una volgare meretrice di marciapiede. Sto perdendo anche io il controllo, mi sento bruciare. E accolgo la sua richiesta sfoggiando una lunga lista di insulti volgari e indecenti, più consoni a uno scaricatore di porto che a una signorina innamorata. Ma in questo modo sfogo anche il mio bollore, la mia antipatia per quella puttana della sorella, e mi godo il ritmo crescente dei colpi con cui mi fotte. In breve tempo i miei insulti senza logica e sparati a caso sono interrotti dalle mie urla di piacere. Le gambe tremanti mollano la presa e si accasciano, come le mie membra che si sciolgono sul letto, tra le sue braccia. Mi sbatte ancora con due, tre colpi, che continuano a deliziare il mio corpo rilassato e immobile, incapace di reagire alla sua gradevole tortura. Poi tira fuori quella cappella ormai violacea, e la indirizza sul mio volto. Una quantità indicibile di sperma annega il mio viso compiaciuto. Resto ferma ad annusare il profumo del suo seme caldo. Con lievi movimenti del viso favorisco lo stagnarsi del suo sperma sulla mia pelle, senza farlo scorrere via. Le ultime gocce cadono lentamente dal suo pene sul mio viso. Poi crolla sfinito sul mio corpo. Mi bacia con dolcezza lasciando che la scivolosa sborra si spalmi sui nostri visi, spargendo il suo odore intenso di passione.

Due giorni dopo, alle 9:15 di mattina, ricevo un messaggio:
- “Ho bisogno di parlarti urgentemente. Possiamo vederci alle 11:00 a casa mia, saremo sole. Riguarda anche Salvatore”
E’ un messaggio di Valentina. Dentro di me scattano ansie e paure, provo a pensare a cosa possa volermi dire di tanto urgente. Di solito non ricevo messaggi da lei, è un evento raro, per occasioni eccezionali, come organizzare una festa o una cena di famiglia, o accordarci sui regali di Natale in famiglia. E’ insolito ricevere un suo messaggio, il compleanno di Salvatore è ancora lontano. Che abbia saputo che ho parlato con Pasquale? Forse lui ha tradito la mia fiducia e le ha confidato il nostro segreto? Provo a esorcizzare questi raccapriccianti pensieri dalla mia testa rafforzando l’idea che lui abbia un codice d’onore indiscutibile. Eppure questa cosa mi puzza parecchio. D’altra parte se non ci andassi peggiorerei la situazione. Devo affrontare questa circostanza. Pregando tutti i santi del paradiso le scrivo:
- “Ok, ti raggiungo all’orario stabilito. Ma è successo qualcosa?”
- “Nulla di grave. Ne parleremo quando sarai qui”
Non mi sento affatto tranquilla ma non ho alternative. Vorrei scrivere a Pasquale ma, se davvero lui ha confessato tutto, allora è l’ultima persona da contattare, a breve lo saprebbe anche lei. Sono sola in questo affare adesso, temo il peggio. Fuori il cielo è cupo, di tanto in tanto scende una leggera pioggerellina. Indosso pantaloni aderenti, un maglioncino a collo alto, un cappotto imbottito per coprirmi dal freddo. Mentre guido verso casa di mia cognata si susseguono nella mia testa gli scenari più spaventosi. Esco dall’auto e corre un brivido lungo la mia schiena, e non so se sia per il freddo o per il terrore che mi prevarica. L’ascensore mi conduce al 4° piano e suono il campanello. Mi apre lei, mi fa un sorriso che appare falso come una banconota da 30 euro, mi conforta solo il calore del focolare, la luminosità della casa la fa sembrare ancora più spaziosa.
- “Mio marito è a lavoro e i bambini sono a scuola. Siamo sole per fare quattro chiacchiere”.
Questa frase che vorrebbe essere rassicurante mi suona invece minacciosa.
- “Di cosa volevi parlarmi con tanta urgenza?” chiedo subito ansiosa arrivando al dunque.
- “Accomodati” mi dice indicandomi uno dei morbidi divani dell’ampio soggiorno “Posso offrirti qualcosa? Un caffè? Biscotti? Un drink?”
Figurati, ho lo stomaco chiuso dalla tensione.
- “No Vale, ti ringrazio. Gentilissima”
Si accomoda anche lei sul divano opposto al mio, con le gambe accavallate, e non posso fare a meno di notare la sua consueta eleganza. Nonostante sia in casa indossa una gonna a tubino grigia che non arriva alle ginocchia, un maglioncino abbinato a maniche lunghe aderente che mette in risalto la forma del suo seno. Una sottile collanina d’oro a impreziosire il suo décolleté. Scarpe nere aperte con i tacchi e lacci fino al malleolo.
- “Ho saputo che hai conosciuto Pasquale.” Inizia il discorso versandosi del Martini in un calice.
Mi si raggela il sangue nelle vene. Vorrei morire. Abbasso leggermente lo sguardo evitando di incrociare il suo.
- “Il tuo silenzio è eloquente.” Continua pochi istanti dopo oscillando il bicchiere con il drink.
- “Sì…ci conosciamo…” rispondo con un alito di voce mostrando un’evidente insicurezza.
- “E in che rapporti siete esattamente?” incalza con un tono di voce pacato.
E’ assurdo che sia lei a farmi il terzo grado sebbene sia lei ad avere una tresca amorosa segreta. Eppure questa donna mi fa paura e sono estremamente a disagio.
- “No, siamo conoscenti. Diciamo…amici…Conosco il fratello e…” provo a balbettare confusamente.
- “E da quando gli amici scopano?” mi interrompe lei con una domanda a bruciapelo.
A questo punto mi assale il panico, devo difendermi da questa accusa.
- “No, aspetta. Non è così…lasciami spiegare…”
- “Ho saputo che scopavate qualche tempo fa. Non vorrai mica negarlo?” rincara interrompendomi ancora.
Il suo tono inquisitorio con questa voce calma mi paralizza. Mi sento come una mosca intrappolata nella tela di un ragno. Mi rendo conto che quel bastardo di Pasquale mi ha tradita.
- “E’ successo molto tempo fa…” dico con una voce mortificata.
- “E allora perché vi siete rivisti qualche giorno fa?” stavolta usando un tono di voce più alto, non più morbido e calmo come poco fa.
Poi sorseggia il suo drink.
- “Aspetta. Non fraintendere Vale. Abbiamo solo parlato” provo a giustificarmi pur sapendo che non verrò creduta.
- “E di cosa dovevate parlare? Illuminami, di grazia” mi dice scavallando le gambe e rivolgendomi un sorrisetto cinico che mi colpisce quanto le sue parole.
- “Beh…lo sai…questa situazione inusuale…” balbetto distogliendo lo sguardo da lei, non riuscendo a formulare una frase più lucida.
- “Il mio fratellino lo sa che ti facevi sbattere da lui?” attacca con fare dispregiativo. La sua voce adesso è tutt’altro che placida e rassicurante.
- “No ti prego! Salvo non c’entra nulla. Non sa nulla. “ le dico con tono di volte alto e deciso, in preda al panico.
Lei sorseggia ancora il suo Martini e sembra compiaciuta nel vedermi in preda alla disperazione.
- “Forse dovevi pensarci prima. Prima di tornare da Pasquale!” mi dice alzando il tono della voce, soprattutto quando nomina lui.
- “Ma ascoltami. Ti ho già detto che non è successo nulla. Abbiamo solo parlato. Non puoi farmi questo, Salvo non sa nulla, non deve sapere nulla” dico con voce più alta e concitata, spingendomi avanti seduta sul bordo del divano.
- “ Sta zitta!” stavolta mi dice urlando “Tanto non ti credo! Sei solo una puttana bugiarda!”
- “Io amo tuo fratello, non potrei mai stare con un altro. Non l’ho incontrato per ciò che pensi”
- “E due anni fa invece non lo amavi? Quando correvi a succhiare l’uccello di Pasquale? Sgualdrina!”
Rientro sul divano poggiando la schiena, sconfitta. Con i gomiti sulle cosce e il viso tra le mani.
- “E’ stato un errore passato. Me ne sono pentita. Non è successo più nulla con lui” ribadisco in preda allo sconforto.
- “Gli errori si pagano cara mia. Non dovevi tornare da Pasquale. Lui è mio adesso. Penso che sia giunto il momento che Salvo conosca la verità e sappia che misera puttana sei realmente”
- “Nooo!” le dico con la voce strozzata “Ti prego non mandare in frantumi la mia vita, i miei sogni con lui. Feriresti anche lui.”
Non l’avevo mai vista così arrabbiata, perdere il controllo. E’ sempre stata una donna molto equilibrata, controllata nelle sue parole e nelle sue azioni. Adesso è un demonio.
- “Mi fai schifo! Nessuna può toccare ciò che mi appartiene. Tantomeno una puttanella come te” dice ormai accecata dall’odio e dalla rabbia.
Non ragiona più. E’ solo assetata di vendetta. Non riuscirò a convincerla che Pasquale non mi interessa. Ma sarei pronta a tutto per farla desistere dai suoi malsani propositi di ritorsione.
- “Salvo non merita tanta cattiveria. Odiami, ma non fargli del male. Giuro che non incontrerò mai più Pasquale” dico con voce pietosa, provando a giocarmi le ultime carte.
- “Adesso è tardi per il pentimento. Domani convocherò anche Salvo e gli dirò chi sei veramente, bagascia!” minaccia definitivamente.
Istintivamente mi alzo dal divano e mi getto per terra ai suoi piedi implorando:
- “Nooo, non farlo”
Con lo sguardo basso sui suoi piedi curati e eleganti, lo smalto rosso alle unghie. Inizio a baciare le dita dei suoi piedi in un gesto disperato di estrema sottomissione. Se vuole umiliarmi eccomi, sono pronta. Ma devo dissuaderla dai suoi spietati obiettivi. Tiro fuori la lingua che accarezza il suo alluce. Poi passa tra alluce e illice. Come una cagna passo a leccare il sottile lembo della scarpa fino al suo piede, delicato e signorile. Solleva la punta del piede che poggia sotto al mio mento, fino ad alzare il mio sguardo da terra. Con l’indice della mano destra sotto al mento solleva la mia testa, mentre lei si china verso di me, fino a quando i nostri visi sono vicini e i nostri occhi incrociano gli sguardi. Dalla sua bocca esce inaspettato uno sputo che mi colpisce tra gli occhi, alla congiunzione tra naso e fronte. Subisco senza batter ciglio, e avverto l’odore del Martini in quel fiotto di saliva.
- “Questo lo hai imparato da Pasquale, vero?” sussurro restando inginocchiata davanti a lei.
- “Io per lui sono disposta a rinunciare anche a mio marito e ai miei figli. Lui è più importante di qualunque altra cosa. Non ti permetterò di portarmelo via” mi sussurra fissandomi negli occhi, mentre la sua saliva cola sul mio viso.
Ormai ha lo sguardo invasato. Totalmente ossessionata da lui. Capisco che non è possibile ragionarci. Ha perso completamente il senno. Non la fermerò, è disposta a tutto. Lentamente mi rialzo.
- “Non ho mai pensato di portartelo via. Non mi interessa impedire la vostra relazione. Voglio solo salvare la mia”.
I suoi occhi si infuocano, iniettati di sangue:
- “Ho letto i vostri messaggi, le vostre conversazioni. Come eravate intimi due anni fa. Lui chiamava e la sua cagna scodinzolava. E poi ho letto che lo hai cercato ancora recentemente…”
- “Un vero uomo non avrebbe divulgato certi dettagli intimi. E’ da stronzi!” Rispondo in un moto di rabbia, stanca delle numerose ferite inferte al mio orgoglio.
- “E’ piaciuto anche a te qualche giorno fa essere sbattuta per tanto tempo? Ti faceva impazzire vero? Avrebbe preferito continuare la storia con te, vero? Vuoi negare anche questo!?” dice ormai urlando in modo incontrollato.
- “Ma che stronzate stai dicendo?” rispondo allibita da tante puttanate che sembrano frutto della sua fantasia contorta.
Ormai i toni sono più che mai accesi. Non si parla più, si urla.
- “Io ti rovino puttana! Presto anche Salvatore ti odierà, sarai bandita dalla mia famiglia, ti ricorderanno come una schifosa maiala bugiarda!”
- “Ma perché vuoi farmi questo? Perché mi vuoi distruggere la vita se non ho fatto nulla? Pasquale ti ha mentito, non c’è stato nulla tra noi recentemente. E’ un falso bugiardo!” rispondo con la voce spezzata dal dolore.
Valentina si alza di scatto dal divano, avanza verso di me:
- “Stai zitta zoccola!” mi urla.
Poi mi colpisce con un sonoro schiaffo che sembra riecheggiare nell’ampia stanza e, svanendo, il rimbombo lascia un sordo silenzio. L’impatto della sua mano sul mio viso mi fa chinare la testa lateralmente e dirotta il mio sguardo verso il pavimento. Un intenso bruciore sopraggiunge un attimo dopo sulla guancia e lo zigomo. I capelli, all’urto, mi cascano davanti celando il mio volto scuro, il segno delle sue dita sul mio volto, e la lacrima che ora scende solcando il mio viso e lenendo il dolore infuocato del colpo. Resto in silenzio, immobile.
- “Vattene lurida troia!”
Con la testa sempre bassa, affranta e distrutta nel corpo e nell’anima, lascio l’appartamento. Una lacrima cade dal mio viso e si infrange sul pavimento dell’ascensore. Fuori la pioggia ha aumentato la sua intensità, e ora cade incessantemente. I miei capelli assorbono quel pianto che cade dal cielo. Giungo all’auto e mi appoggio a essa, sollevando lo sguardo verso le nuvole e lasciando che la pioggia lavi via le lacrime e attenui il rossore dal mio viso.
Domani sarò ripudiata da Salvo, sarò condannata da tutta la sua famiglia. La mia dignità sarà frantumata in un istante, i miei sogni cancellati, le mie speranze spazzate via. Mai come adesso capisco quanto sono legata a Salvatore. L’ho amato con naturalezza per quattro anni, senza accorgermene il mio amore per lui cresceva esponenzialmente. Ho ceduto a una debolezza, ho commesso un errore fatale. Quell’errore due anni dopo ha bussato di nuovo alla porta della mia vita. E non mi ha lasciato scampo.
Non posso permettere che finisca così. Prima che lei parli con Salvo e mi infanghi senza possibilità di redenzione, devo essere io a confessarglielo. Devo trovare il coraggio e dirgli la verità. Trovare le forze per scusarmi e dargli la possibilità di rinnegarmi e scaricarmi come un rifiuto. Sarà più giusto che lo sappia da me, guardandolo negli occhi. Sono già molto provata e distrutta ma devo parlargli. E devo farlo oggi. Domani sarà troppo tardi. Se deve finire che almeno finisca con un atto di coraggio.
Guardo nello specchietto dell’auto. Gli occhi sono intrisi di lacrime che scendono abbondanti. Sono arrivata sotto casa. Poggio le braccia sul volante e la mia fronte sulle braccia. La pioggia battente sul tettuccio copre i miei lamenti.
Sono sul letto con il telefono in mano. Sto pensando a cosa scrivere a Salvo per convincerlo a correre da me e parlargli. Ho paura, sono confusa.
- "Amore che casino! E' arrivata Valentina al bar!"
- "E quindi com'è andata?"
- "Cazzo, adesso sa che io so!"
- "Tra un'ora sto da te e mi racconti"
Questa è la prima cosa che mi è venuta in mente, ma ho ottenuto il risultato voluto. Tra poco sarà da me. E quando arriverà qui gli confesserò tutto. Se trovo la forza e la lucidità…E’ l’unica possibilità. Ricomincio a piangere.
Sento il motore della sua auto. Devo asciugarmi le lacrime. E’ arrivato il momento di confessargli ogni cosa e mettere un punto alla nostra storia. Sto tremando. Gli apro la porta e mi getto al suo collo ancora tremante. Non so se avrò la forza di guardarlo negli occhi e dirgli tutto.
- "Non mi aspettavo di trovarmela lì! Non ho avuto il tempo di reagire" inizio proseguendo dalla bugia di prima. Quando troverò il coraggio gli dirò tutto. Ora non ci riesco.
- "Calmati e dimmi cosa è successo"
Provo a prendere tempo e inventarmi qualcosa. Mi invento una storia.
- "Stavo sorseggiando il caffè, si avvicina Pasquale e mi sussurra - Questa è quella con cui sto uscendo, bella maiala eh?! - Mi volto e me la ritrovo a 20 metri da me con aria sorpresa. Mi vede e fa - Ciao Raffaela, come mai qui?! -. Pasquale sente che ci conosciamo e resta impalato a fissare entrambe. Io invece con lo sguardo basso. E Valentina gli dice - Lei è la ragazza di mio fratello...-. Che vergogna amò! Mi alzo, dico che adesso devo scappare, pago il conto e vado via a passo svelto senza voltarmi"
Spero che se la beva. Non mi è venuto niente di meglio nel mio stato confusionale.
- "Dici che avrà capito perché eri lì?!"
- "Non lo so, ma temo di sì. Inoltre mi sono appena accorta che Massimo mi ha bloccata su WhatsApp..." Ma sì, ci butto dentro anche lui. La scheda col numero che aveva lui è nel bidone ormai. Ma ora devo parlare. Glielo devo dire. Lo guardo in faccia, ma le labbra non si schiudono. Quei suoi occhi che mi fissano…le parole mi restano incastrate in gola…
- "Dai amò, non è successo nulla. Sono loro che dovrebbero vergognarsi, non tu." Mi dice col suo tono rassicurante e quello sguardo dolce. Non ci riesco a confessargli tutto, sono troppo vigliacca.
- "Adesso succederà un casino per colpa mia, non volevo..."
E che casino inimmaginabile. Mentre lo dico mi scendono le lacrime. Dovevo approfittarne per dirgli la verità, e invece ho aggiunto solo altre bugie. Sto delegando la sorella con i suoi modi brutali a dirgli la verità, perché non ho il coraggio di confessare. Non voglio vedere il suo sguardo amorevole trasformarsi in uno sguardo di disprezzo. Quando la verità verrà fuori almeno non dovrò guardarlo negli occhi, mi provocherebbe un dolore lancinante che porterei nella mente per sempre. Lo stringo per l’ultima volta. Piango sulla sua spalla. Domani mi odierà anche per questo ultimo abbraccio che reputerà falso. Ma adesso ne ho davvero bisogno. “Addio Salvo, amore mio” penso tra me e me strizzando gli occhi gonfi di lacrime.
Salvo è andato vita da due ore, che io ho trascorso sul letto bagnando il cuscino con le mie lacrime. Penso a Pasquale che ha tradito la mia fiducia determinando la fine della mia relazione. Non so che cazzo gli è passato per la testa e quali dettagli stupidi ha aggiunto sui nostri recenti incontri. Mi sale un impeto di rabbia. Prendo il telefono.
- “Sei un maledetto bastardo! Perché hai detto ogni cosa di noi a Valentina? Sei un figlio di puttana!”
Ormai non ho più nulla da perdere. Gliene devo dire quattro! Che lo dica pure a lei, non cambierà nulla, la mia fine è stata già designata. Ma almeno questo ultimo sfogo me lo devo concedere!
Passano circa 10 minuti, poi risponde al messaggio:
- “Oh ma sei scema?! Stai ubriaca o ai battuto la testa?”
- “Non fare lo stronzo. Ho visto Valentina e mi ha detto che gli hai raccontato tutto. Sapeva tutto di noi! Mi avevi promesso che non avresti detto nulla!”
- “We mongoloide! Io non le o detto un cazzo!”
- “E allora come faceva a sapere tutto di noi? Chi glielo ha detto se lo sappiamo soltanto io e te??? Vaffanculo!”
Passano 15 minuti, poi risponde:
- “Stasera mi vedo con lei. Poi ti faccio sapere. Ma tu ora chiudi quel cesso di bocca!”
- “Ha minacciato di dire tutto a Salvo domani! Sono disperata! Vuole vendicarsi di me e distruggermi l’esistenza!”
- “Ora me la vedo io. Tu stai buona e non fare niente”
Non rispondo. E se stesse dicendo la verità? Impossibile…come cazzo faceva a sapere tutte quelle cose che sappiamo solo io e lui? Beh ormai non ho nulla da perdere, tanto vale aspettare che mi faccia sapere.
E’ l’1:20 di notte. Mi giro e mi rigiro nel mio letto. Sento vibrare il telefono:
- “Cretina idiota, sei sveglia?”
- “E come cazzo prendo sonno che sto così agitata?”
- “O parlato con Valentina. O risolto.”
- “Cioè? Che hai risolto?”
- “Quella stronza aveva preso il mio telefono e letto i messaggi. E si era fatta dei film in testa non avendo capito un cazzo. Lo punita per bene”
- “Non me ne frega un cazzo se l’hai picchiata, violentata, uccisa o altro. Voglio solo capire se domani mi sputtanerà con Salvo! Perché io ci muoio!”
- “Due ceffoni li a presi. E non solo…Tu stai tranquilla. Le o detto che non si deve permettere di fare casini altrimenti con me a chiuso.”
- “Quindi domani non parlerà col fratello? Me lo garantisci?”
- “Ti o detto non ti preoccuparti. Allora sei scema! Ora devo dormire che domani sto al bar. Vieni lì alle 10 che ti spiego meglio”
- “Mi ha proibito di vederti ancora. Se lo scopre fa un altro casino.”
- “E tutto apposto. Vieni e non ti preoccupare. Quella non fa più un cazzo”
- “Ok”
Alle 10 sono al bar, curiosa come un gatto. Non ho capito una mazza dell’accaduto. Voglio vederci chiaro, voglio capire perché ieri ho rischiato di perdere il mio uomo, perché sono stata umiliata e picchiata da quella stronza di Valentina.
- “Ehilà Pasquale”
- “Il caffè oggi te lo offro io, siediti che arrivo” mi dice
Arriva col caffè e si accende la solita sigaretta.
- “Grazie. Ma ora spiegami tutto. Fammi capire”
- “Praticamente la stronza aveva preso il mio telefono senza permesso e aveva letto le nostre conversazioni. E aveva capito che c’eravamo rivisti di nuovo per scopare. E che preferivo stare con te. Ha fatto una scenata di gelosia perché non le avevo detto che due anni fa scopavamo”.
- “Si vede che ci tiene molto a te. Ed ha letto pure le conversazioni di due anni fa?”
- “Ma non si doveva proprio permettere di rubarmi il telefono senza permesso! Le ho fatto un cazziatone e si è presa due schiaffoni. Le ho detto che la prossima volta la rispedisco da quel cornuto del marito e la mando a fanculo. Si può scordare di me. E mi ha giurato sui figli che non si permetterà più”
- “E ti ha detto che ha minacciato di sputtanarmi con Salvo e tutta la famiglia? Mi ha terrorizzato.”
- “Le ho detto che se fa altri casini con me ha chiuso. Le ho detto che se ricevo altre lamentele dovrà fare i conti con me. Ma spiegami bene, che è successo ieri? Quando l’hai vista?”
- “Mi ha scritto un messaggio ieri mattina. Ha detto che voleva parlarmi. Mi ha accusato di aver scopato con te la settimana scorsa e che volevo allontanarti da lei. Poi ha minacciato…di…di…” inizio a singhiozzare. Non riesco a trattenere le lacrime ancora una volta e mi interrompo. Pasquale mi porge un fazzolettino. Mi asciugo le lacrime e faticosamente riprendo il discorso:
- “Ha minacciato di dire tutto a Salvo. Che mi avrebbe fatta ripudiare da lui e dalla sua famiglia. Poi mi ha dato uno schiaffo e mi ha buttata fuori di casa”
- “Pure! Ti ha pure picchiata la stronza?” mi chiede
Scosto i capelli e gli mostro i segni sul mio viso. Ho ancora la guancia arrossata.
- “Ma che troia bocchinara! Questo non me lo aveva detto. Domani la vedo e le faccio scontare pure questo”
- “No, non ti preoccupare per questo. Basta che non mi fa lasciare con Salvo. Altrimenti io…” e mi scendono di nuovo le lacrime.
- “Domani le dico più chiaramente che non deve mai più darti fastidio. Va a rompere i coglioni al fratello se ha problemi, tu che cazzo c’entri. A te non frega un cazzo se lei si scopa a uno, a dieci o cento”.
- “No vabbè, non voglio che litighi con lei per colpa mia”
Lui ride di gusto.
- “Con lei non litigo. Lei fa quello che cazzo dico io. E non l’ho autorizzata a picchiarti e farti piangere”.
- “Non me lo aspettavo proprio. Da quando la conosco non l’ho mai vista così incazzata e violenta. Mi ha spaventata”.
- “Quella non è cattiva Raffa. Quella è scema, ed è estremamente gelosa. E ieri gliel’ho detto, io prima di te me ne sono scopate a decine, che vuoi fare? Minacciarle tutte? Ma quella non sopportava l’idea che avessi scopato con te perché ti conosce, e poi perché pensava che ogni tanto ci facevamo ancora una chiavata. E io le ho detto che è una cretina, perché lei è pure sposata! E come lei scopa col marito io mi scopo chi voglio. Se non le sta bene se ne va a fanculo! E si è stata zitta”
- “Grazie per avermi tranquillizzata”
- “Stai tranquilla che nessuno si intrometterà tra te e il tuo compagno. Hai la mia parola. E ora hai la conferma che non vengo mai meno alla parola data”
- “Sì lo so, ti credo”
- “E mi dovresti baciare le palle per aver salvato la tua relazione!” dice ridendo.
- “Quando vuoi tesoro. Ma mica te lo posso baciare qui” gli faccio l’occhiolino ridendo con lui.
- “Fa niente, tanto me le hai già baciate e leccate tante volte in passato”
- “E chi se lo dimentica. Palle grosse da uomo vero!”
Torno a casa con la pace nel cuore ritrovata. E mi sento fortunata a non aver avuto il coraggio di confessare nulla a Salvo ieri. Stavo per commettere una grave sciocchezza. Anche se…questo segreto è un peso che mi porterò sempre sul cuore…
La sera mi frulla in testa ancora una domanda.
- “Dimmi una cosa: perché conservavi ancora le nostre chat di due anni fa?” gli scrivo su WhatsApp.
- “Perché sei stata la puttana migliore che ho avuto.”
Due giorni dopo vibra il telefono. Sono le 7:45.
- “Ciao Raffaela, volevo chiederti scusa per quello schiaffo. Non dovevo permettermi”. E’ un messaggio di Valentina.
- “Non ti preoccupare, ormai è passato. Il segno è quasi sparito”.
- “Caspita, hai ancora il segno? Comunque scusa non volevo svegliarti a quest’ora”.
- “Non dormivo, tranquilla”.
- “Ieri ho visto Pasquale. Spero che mi perdonerai e non mi porterai rancore”.
- “Nessun rancore. Non ti giudico per la tua reazione. Voglio solo vivermi la mia relazione senza intromissioni”.
- “Ti capisco. Anche io non tollero le intromissioni. Per questo ho reagito male. Anche se non è una giustificazione”.
- “L’importante è che tu abbia chiarito con lui”.
- “Sì, poi mi ha raccontato tutto tra di voi. Siamo state con lo stesso uomo, ma non dobbiamo litigare per questo”.
- “A me interessa solamente che tieni il segreto con tuo fratello”.
- “Adesso siamo in tre a saperlo. La mia bocca resta cucita”.
- “Ecco, solidarietà tra donne”.
- “Non credo alla solidarietà tra donne. Credo alla solidarietà tra puttane.”
- “Giusto. E i cornuti devono restare ignari di tutto”.

Quella sera Salvo andò a prendere Valentina da lavoro. Ebbero un lungo colloquio sulla sua relazione extraconiugale con Pasquale. Caddero tutti gli altarini! Salvo il giorno dopo mi ha raccontato tutto. Era ancora incredulo per le confessioni scabrose della sorella. Ma non lesinò i minuziosi dettagli più depravati. Con stupore mi raccontava che Valentina subiva ogni sorta di prevaricazione da Pasquale. Sembrava quasi ammirare quel ragazzo sempliciotto che sapeva dominare una puledra apparentemente equilibrata come la sorella. E mi raccontò tutti i dettagli sessuali raccontati da Valentina quella sera: dalle scopate giovanili con i suoi amici conosciuti in discoteca, il trio con i suoi compagni di scuola, la relazione col cugino Franco, il figlio ritardato del salumiere, il vero incontro col marito Luigi. Lui ignorava fino a ieri come si erano realmente conosciuti. E poi con grande entusiasmo mi raccontò i primi incontri e le prime scopate tra Valentina e Pasquale. Io fingevo di essere stupita insieme a lui, ma in realtà sapevo benissimo com’è Pasquale a letto. Io, ben prima di sua sorella, gli ho permesso di sputarmi in bocca. E ho iniziato a bere il suo piscio. Lui sembrava molto eccitato mentre lo raccontava. Ma ormai è chiaro che Salvo prova una intensa eccitazione sessuale nel sapere che la sorella fa la troia, e certi dettagli lo attizzano molto. Ciò che lui non sa, è che nell’ascoltare i suoi racconti rivivo la mia relazione con Pasquale…e non resto indifferente. La mia figa si inzuppa. Mi ha anche raccontato che la sorella ha avuto un orgasmo in auto mentre raccontava la sua storia con Pasquale. E ha ammesso che stava per esplodere anche lui da quanto era eccitato. Ecco, questo in effetti lo trovo molto imbarazzante tra fratello e sorella. Ma devo ammettere che di tutta questa sua eccitazione sto beneficiando anche io, durante la nostra intimità. Ormai ha prestazioni da film porno. La sua fantasia è scombussolata e il suo erotismo più vivace.
Ma il bello avvenne qualche giorno dopo. Salvo promise a Valentina che l’avrebbe sostenuta e aiutata nella sua relazione con Pasquale se davvero questo la rendeva felice. E fu di parola non appena gli si presentò l’occasione. Luigi trascorse una settimana lontano da casa per lavoro. E Salvo ogni sera accompagnava Pasquale dalla sorella per farla montare. I bambini trascorrevano qualche ora dai nonni, e i due amanti si godevano tutto il tempo nel letto. Un paio di volte i bambini hanno dormito dai nonni, e Pasquale ha dormito con Valentina nel letto matrimoniale. Ormai siamo diventati tutti testimoni e complici dell’infedeltà di Valentina. Tutti patteggiamo per Pasquale e complottiamo alle spalle del povero cornuto Luigi. Durante i vari viaggi in auto Salvo e Pasquale hanno instaurato un buon rapporto. Salvo apprezza i modi faciloni di Pasquale, e prova una sorta di riconoscenza per aver reso felice la sorella, che ha vizi e perversioni che quel buon uomo del marito di certo non riesce a soddisfare. Pasquale credo apprezzasse principalmente le donne di Salvo: cioè me e la sorella Valentina. Probabilmente vedeva in Salvatore una risorsa che sfornava puttane adatte a lui. A volte Salvo aspettava a casa della sorella che i due finissero di scopare, e si eccitava nel sentire i gemiti e le urla della sorella. Non mi ha mai detto se è arrivato al punto di masturbarsi ascoltandoli, ma io sospetto che possa essere successo. Dopo questa settimana di follie e depravazione Salvo diventò un fan di Pasquale, e iniziò a sminuire il cognato cornuto che, fino a poco tempo prima, stimava e rispettava.
Quando il cornuto tornò Salvo venne a dormire da me. E mi raccontò ogni dettaglio di questa settimana da complice e ruffiano. Era particolarmente entusiasta ed eccitato. Anche io, per ovvi motivi, simpatizzavo per Pasquale. Non avevo nulla contro Luigi, ma la sua figura aveva ormai assunto una connotazione ridicola, tragicomica, grottesca. Era quasi impossibile parlare di lui senza riderne, senza schernirlo, sminuirlo, metterlo ai margini.
Dopo avermi raccontato tutto, e in un momento di rilassamento, ruppe il silenzio con questa riflessione:
- "Sai Raffa, adesso ho un punto di vista differente sui tradimenti. Forse un tradimento non è così terribile come sembra. Bisogna semplicemente accettarlo per quello che è e capirne le motivazioni."
Non ero molto d’accordo in realtà. L’idea di essere tradita mi fa stare male, mi provoca un malessere generale. Ma avendo io precedenti da fedifraga non me la sentivo certo di contraddirlo.
- "Sì, penso tu abbia ragione. Alla fine l'importante è scegliere la persona che ti fa stare bene"
- "Tu pensi che alla fine Valentina prenderà una scelta o scoperà per sempre Pasquale in una doppia relazione?"
La verità, è che non sono riuscita ancora a dimenticare e perdonare lo schiaffo, e nemmeno le umiliazioni ricevute da Valentina. E’ ancora troppo recente. E provo ancora astio per quella stronza. A tratti non ci penso più, ma spesso quel nome mi evoca ancora repulsione e schifo.
- "Amò, tua sorella è una zoccola, non sceglierà mai. Ha un marito che non le fa mancare nulla e un amante che soddisfa le sue perversioni. Lei è troppo comoda in questa situazione"
- "Hai ragione amore mio. Sai, mi piace quando la chiami zoccola..." mi risponde con mia grande sorpresa. Ormai questa storia della sorella lo eccita come un toro. E per dimostrarmelo mi prende la mano, la appoggia sul suo cazzo sopra i pantaloni, e mi fa sentire quanto sia duro come il marmo. E’ un’occasione a cui non voglio rinunciare dopo tanto parlare di scopate e adulterio.
- "Spogliati che ora ti mostro questa zoccola di Raffa cosa sa fare..."
Rapidamente resto nuda. E mi metto a 90 gradi sul letto dondolando il mio culo sotto al suo sguardo allupato. Rapidamente mi ritrovo impalata dal suo cazzo che è scivolato dentro me come se fosse risucchiato. Poi uno schiaffo sul culo. Questi sono gli schiaffi che apprezzo e mi divertono.
- "Puttana ti piace?"
Dio quanto lo amo quando mi insulta!
- "Posso diventare più stronza di tua sorella se voglio".
Sfila il cazzo dalla figa. Mi rigira come una bambola. Me lo rificca nella mia dannata passera bollente. Io lo guardo con desiderio e approvazione. Provo a infoiarlo ancor di più ora che ho capito il meccanismo:
- "Tua sorella è una lurida porca, berrà per sempre il piscio di Pasquale" gli dico deridendola.
Un attimo dopo lo sento come gonfiarsi dentro di me e sgranarmi la pucchiacca. Sussulto dal piacere intenso. Ho un orgasmo quasi subito che lui avverte dal mio solfeggio vocale. Ma non si ferma, continua a fottermi per tipo un quarto d’ora facendomi vedere tutta la schiera dei santi. E quando sente che sto per venire ancora si coordina per un orgasmo simultaneo. E tra gli orgasmi gli dico:
- “Valentina la bocchinara”.
E lui praticamente in contemporanea
- “Vale è una schifosa puttana”.
Mentre pronunciamo questi insulti il flusso di sborra si infrange sul mio utero.
Stesi una accanto all’altro, estasiati e felici riprendiamo a respirare normalmente senza affanno. Queste sono le migliori scopate fatte con Salvo da quando siamo insieme. Rimaniamo distesi e giriamo la testa, con le labbra molto vicine.
- "Adesso puoi essere sincera con me. Non devi temere di mentire. Ci scopavi con Massimo della palestra?".
Io rido. Mi sembra assurdo che lui ancora pensi che io abbia scopato con Massimo. Eppure sono stati scoperti tutti gli scheletri nell’armadio…tranne uno…
- "Dai sincera. Ormai è una cosa vecchia" insiste.
- "No, con Massimo mai fatto nulla"
- "Davvero?! Credevo di sì invece..."
- "Te lo giuro su quella puttana di tua sorella ahahhaha" la butto sul tormentone del momento.
- "Ok amore mio, ti credo..."
Mi sto convincendo quasi che possa essere il momento giusto per una confessione. L’ultimo tassello mancante…L’atmosfera è ideale, il suo discorso di prima era alquanto aperto e permissivo…Sì, è il momento giusto:
- "Con Massimo no...con Pasquale sì..." dico con un forte senso liberatorio.
- "Non ho capito...in che senso...?” la sua voce è incredula, carica di meraviglia, ma non c’è paura, rabbia…anzi sembra rilassato e interessato.
- “Cioè tu e Pasquale avete..."
Sììì, dai amore che ci arrivi! Mi facevo sbattere da Pasquale proprio come tua sorella adesso. Solo che il povero sfigato cornuto eri tu, non Luigi…
- "Esatto" gli dico con immensa soddisfazione sentendo quel macigno sull’anima che scivola via, liberandomi da un peso immenso.
- "E ti insultava chiamandoti puttana e zoccola?" sento la sua curiosità crescere.
- "Certamente" gli rispondo con orgoglio e fierezza.
- "Ti amo Raffa" e mi stampa un tenerissimo bacio sulle labbra. Sono sorpresa, ma mi riesce spontaneo solo dirgli:
- "Anche io Salvo..." mentre gli accarezzo il viso dolcemente.
- "E ti sputava in faccia?" mi chiede ossessivamente .
- "Certamente. Anche in bocca..." rispondo prontamente ma sussurrando. Non voglio omettere più nulla. Sento che gli piace. Queste sue particolari domande mi fanno sentire al centro delle sue attenzioni e dei suoi desideri. Questo rende di nuovo umida la mia patatina…
- "Ti amo Raffaela, sei la mia vita" dice afferrando il cazzo e penetrandomi nuovamente.
Con un fremito, gli rispondo gemendo con la voce tremula:
- "Anche io ti amo Salvatore...anima mia..."
- "Quindi Pasquale si è scopato mia sorella e la mia ragazza." E dicendolo assesta un colpo profondo nella mia carne.
- "Esatto dolce cornuto mio..." gli dico avvertendo un brivido caldo.
E’ quasi un’esperienza extracorporea, sto perdendo il controllo del mio corpo. Mi cola la saliva ai lati della bocca e non riesco né a fermarla né a portare la mano per asciugarmi.
- "Grande Pasquale! Che fenomeno! Spero che si sbatta mia sorella per sempre..."
Bravo amore, tifa per il ragazzo che ti ha reso cornuto. Mi piaci così accondiscendente. Anche io ora sto pensando a Pasquale e mi sembra di sentire il suo cazzone nella mia figa insieme al tuo…è meraviglioso!
Durante quella scopata gli racconto con fierezza il modo in cui Pasquale mi pisciava in faccia. E anche come sorseggiavo il suo piscio, perché adoravo quella sua bevanda tiepida. Penso a quei momenti e la mia figa cola. Socchiudo gli occhi e immagino l’urina di Pasquale che scorre sul mio viso.
Anche l’ultima barriera è caduta. Salvo non ha mostrato difficoltà ad accettare che ero la puttana di Pasquale. Anzi si eccita di più. E io non ho mostrato tentennamenti nel raccontargli ogni dettaglio. Salvatore sembra apprezzare molto il mio tradimento passato. E io non esito a ricordargli che è un cornuto. Sembriamo entrambi liberati da tabù e segreti che urlavano dentro di noi. Io mi sono liberata da un segreto ingombrante. Lui sembra aver manifestato e liberato una lieve inclinazione cuck.
Qualche giorno dopo Pasquale mi scrive un messaggio. Salvatore lo aveva accompagnato da Valentina e avevano parlato di me, dopo la mia rivelazione:
- “Oh ma a Salvo gli piace proprio essere cornuto!” mi scrive
- “In che senso?” chiedo
- “Sta sempre a chiedermi come ti scopavo, come godevi, se lo nominavamo durante le chiavate, se ti sborravo o pisciavo in bocca. Digli che se vuole vengo a casa tua e ti fotto sotto ai suoi occhi!” aggiunge faccina che ride.
- “No no, non glielo chiedo, quello è capace di accettare. “ inserisco anche io la faccia che ride.
Poi ci penso…e se davvero Salvo accettasse?! Questa non sarebbe una cosa piacevole, anzi…mi sentirei ferita, usata. Una cosa è eccitarsi su un passato che non si può modificare, una cosa è modificare volutamente la relazione esistente adesso.
- “Prova a chiederglielo tu. Sul serio. Vedi che dice. Se accetta io ci sto.” Subito dopo l’invio me ne sono pentita. E’ una bella prova. E se non la superasse e accettasse l’offerta?!
- “Ok. Glielo chiedo”.
Fortunatamente Salvo ha sempre rifiutato questa proposta da Pasquale. Gliel’ha chiesto 5/6 volte, ma ha sempre detto un NO deciso. E l’ultima volta apparve anche visibilmente contrariato, e Pasquale non glielo ha chiesto più. Sono orgogliosa di lui! Mi ha fatto sentire davvero amata, e ho capito che le sue perversioni mentali non vuole trasformarle in realtà. Una volta l’ho tentato anche io. Gli ho proposto un trio con Pasquale, o sapermi da sola con lui. Mi ha risposto “Sei pazza?!” guardandomi con sospetto. Apprezzai così tanto il suo rifiuto che gli ho chiesto di sodomizzarmi.
Qualche settimana dopo anche Valentina mi scrive un messaggio:
- “Adesso siamo in quattro a saperlo!” con un cuoricino.
- “Sì Vale, è stata una liberazione! Credimi!” cuoricini anche per lei.
- “Sai, avrei sempre voluto suggerirti di dirglielo. Salvo ti ama davvero. Sapevo che ti avrebbe perdonato.”
- “In realtà è stato anche merito tuo”.
- “Mio?!”
- “Dopo aver accettato la tua doppia vita è scattato qualcosa nella sua testa. Ho capito che certe situazioni perverse lo eccitano. E ho colto un momento di intimità per confessargli tutto.”
- “Pasquale mi ha detto che è ossessionato e chiede sempre dettagli di te e lui in intimità”
- “Infatti l’ha presa molto bene. Anche troppo ahahahah”
- “Ahahahah. Comunque sono contenta se in qualche modo mi sono resa utile a rafforzare il vostro legame. Voi avete fatto tantissimo per me e Pasquale”.
- “Tra cognate ci si aiuta” con cuoricino.
- “No Raffa. Tra zoccole ci si aiuta. Lo sai” con occhiolino.
- “Una famiglia di puttane e cornuti. Pasquale è capitato bene”
- “Eh già. Comunque un giorno anche io lo dirò al mio cornuto…”
Alla fine ho perdonato Valentina per quell’episodio violento. Il tempo ha guarito le ferite. L’intesa e la solidarietà reciproca ha fatto il resto.
Per oltre sei mesi, durante i nostri rapporti sessuali, Pasquale era spiritualmente con noi. Lui voleva sempre che gli raccontassi un episodio, un dettaglio, un paragone con lui. E io potevo fantasticare su un secondo uomo a letto senza sentirmi in colpa, e ottenere orgasmi più intensi. Talvolta ritornava l’argomento della sorella, la troia bersagliata dai nostri insulti, umiliata e denigrata. Gradualmente questi personaggi secondari uscirono dal nostro letto, ma non calarono più gli standard elevati delle nostre scopate.

Sono passati due anni. Oggi è il 21 giugno ed è il mio compleanno. Si susseguono i messaggi di auguri e le telefonate sul mio cellulare. Mi ha chiamato mia madre, le zie, le mie amiche. Stasera Salvo mi porta a cena fuori. Vibra il telefono:
- “Passano gli anni ma sei sempre la troia più sexy! Auguri!”
Ecco il messaggio di Pasquale.
- “Grazie pisellone!” con l’emoticon del bacio.
- “Che ti a regalato Salvo?”
- “Non lo so ancora. Mi porta a cena stasera. Magari niente”.
- “Seeee niente!” accompagnato da emoticon con la risata.
Mi sto preparando per la serata. Gonna nera corta lurex, con top aderente, collanina d’oro con orecchini pendenti abbinati. Scarpe aperte con lacci a tacchi alti. Vibra il telefono.
- “Tanti auguri tesoro per i tuoi 38 anni! Sei splendida!” con tanti cuoricini.
- “Grazie tesoro. Sei dolcissima. Sono quasi pronta per la cena con Salvo.” Con emoticon di occhi a cuoricini.
- “Wow! Poi mandami le foto e fammi vedere come siete belli. E mostrami anche il bellissimo regalo che ti farà mio fratello!”
- “Vale ma tu sai già che regalo mi ha fatto?”
- “Noooo…io non so niente!” emoticon scimmietta con le mani sulla bocca.
- “Bugiardaaaaa!!!” e aggiungo la risata.
Arriva Salvo, elegantissimo. Giungiamo al ristorante, tavolo su un terrazzo con vista mare. E poiché sono le 20:40 assisteremo anche a un tramonto bellissimo. Bellissimo sì, ma non credevo sarebbe stato anche così emozionante…Quando il sole sta per sparire dietro l’orizzonte nel mare, e io sono distratta ad ammirarlo assorta nei miei pensieri, mi ritrovo Salvo davanti con un ginocchio a terra. Tira fuori una scatolina elegante, la apre. Il mio cuore smette di battere. Quel luccichio sulla pietra incastonata nell’anello mi fa brillare gli occhi. Il mio respiro si blocca. Metto entrambe le mani sul viso, che coprono l’espressione di stupore della mia bocca. Poi, come parole sussurrate dalla brezza al sapore di salsedine:
- “Raffaela, mi vuoi sposare?”
Fisso i suoi occhi che hanno uno sguardo ipnotico, un sorriso carico di speranza. Le parole sono bloccate nella mia gola. Faccio un cenno col capo, prima accennato, poi più deciso, per dire sì in attesa che mi torni il fiato in gola. E poi eccole le parole che tornano a uscire dalle mie labbra:
- “Sììì amò, ti voglio sposare!”
Gli salto al collo e lo abbraccio, mentre gli occhi lucidi di felicità rovinano il mio make up faticosamente preparato poco prima. Mi sembra tutto un meraviglioso sogno da cui non vorrei mai svegliarmi.
Per tutto il tempo della cena sono stata poco lucida, incredula. Tornando a casa in auto con Salvo mi vengono in mente i messaggi di auguri di Valentina e Pasquale.
- “Amò ma tua sorella e Pasquale lo sapevano già, vero?”
Lui sorride.
- “Sai…gli ho chiesto di farci da testimoni di nozze. Ovviamente se tu avessi accettato la proposta. E se sei d’accordo”.
- “Sì tesoro, sarebbe meraviglioso! Mi sembra un’ottima idea”.
- “Ovviamente hanno accettato volentieri.”
- “Amò, però stavo pensando…Ma Luigi non ci resterà male? Non è un po’ troppo spudorato scegliere Valentina e l’amante invece che Valentina e il marito?”
- “Amore ma non hai notato che le cose sono molto cambiate da un po’ di tempo?”
- “Tu dici?”
- “Pensaci amò…Vale ha regalato l’auto a Pasquale per il suo compleanno. Ed era la vecchia auto di Luigi. Quando lui ha preso l’auto nuova Vale ha regalato la vecchia auto a Pasquale. Che poi vecchia per modo di dire…Un SUV della Toyota che aveva quattro anni, 45 mila Km, un valore di mercato di 20mila euro. E’ vero che era intestata a Valentina e non a Luigi, ma è impossibile che non si sia accorto che adesso è di Pasquale. Con quell’auto venne anche ai 50 anni di matrimonio dei miei, ricordi?”
- “Sì che mi ricordo. Poco più di due mesi fa. E anche in quell’occasione si sono mostrati pubblicamente insieme…”
- “Ti ricordi vero? Un po’ tutti sapevano, ma quando ballarono il lento davanti agli invitati, gli occhi erano puntati su di loro. Insomma, ormai si sono dichiarati”.
Mi vengono in mente le parole di Valentina quando, due anni fa, mi disse che prima o poi lo avrebbe confessato al marito. Quel giorno Luigi ci raggiunse più tardi per i festeggiamenti, a causa di un imprevisto sul lavoro, mi pare… E Pasquale era invitato come amico di Salvo e Valentina, i figli dei festeggiati per le nozze d’oro. Ma a quanto pare la maggior parte dei parenti già sapeva della relazione clandestina con Pasquale. Solo che certe cose non sono mai alla luce del sole. Quel giorno ballarono un lento al centro della sala, sotto gli occhi di tutti. E poi hanno limonato a lungo davanti a tutti! I genitori di Salvo non sembravano troppo sorpresi, ma alcuni zii e cugini li guardavano con grande curiosità. E pure quando ci raggiunse Luigi loro continuarono a chiacchierare, anche se evitarono esibizioni di quel genere.
- “Amò ma tu hai chiesto a Valentina com’è la situazione? Lo ha detto a Luigi?”.
- “Dunque lei mi ha detto che non ne hanno parlato apertamente, ma che lui già da tempo lo ha capito e lo ha accettato”.
- “In effetti a volte portano insieme i bambini al parco, quando Luigi non c’è”
- “E non solo. Già da un bel po’ di tempo i bambini lo chiamano ‘zio Pasquale’, e Vale mi ha detto che si baciano anche davanti ai bambini. D’altra parte i bambini erano presenti anche alle nozze d’oro dei miei, anche se erano distratti dai loro giochi e forse non hanno visto il ballo romantico e il bacio”.
- “Comunque sono davvero felice per Vale e Pasquale”
- “E per Luigi?”
Ci penso qualche secondo …
- “Chi cazzo se ne frega!”
E parte una fragorosa risata di entrambi.
- “Amò ma ora che diventi mia moglie non farmi questo però” mi dice scherzando.
Gli accarezzo il viso, e con una voce soave gli dico:
- “Ti amo troppo per farti questo. Non potrei mai” e ci baciamo.
Poi Salvo aggiunge:
- “Comunque quei due hanno intenzioni serie, fanno anche progetti per il futuro. Valentina ha insistito per iscrivere Pasquale a una scuola serale e fargli prendere il diploma. Dice che poi lo farà assumere come collaboratore scolastico in un istituto privato. Poi se vorrà potrà passare nel pubblico o fare altri concorsi. Ma non vuole più che faccia lavori troppo usuranti.”
- “Ma che meraviglia! Ormai si sono proprio innamorati…”
Passano due giorni. Stanotte Salvo viene a dormire da me. Sono seduta sulla tazza e sogno ad occhi aperti fissando la parete. Poi la sorpresa! Non ci posso credere. Suona la porta. Mi sollevo le mutandine. E prima di aprire controllo ancora una volta. Salvo suona di nuovo.
- “Arrivooo!” urlo mentre attraverso il corridoio.
Apro la porta. Salvo mi chiede:
- “Dove stavi? Non mi sentivi?”
Gli sorrido un po’ imbarazzata. Poi mi mordo il labbro inferiore. Lui mi vede strana e mi chiede:
- “Cosa c’è? Devi dirmi qualcosa?”
Io annuisco con gli occhi sgranati a fissarlo in volto. Con un sorriso accennato.
- “Oggi ho anche io una sorpresa per te”
- “Sorpresa? E di che si tratta?”
Mi prendo alcuni secondi in silenzio…si crea una certa suspense…ma è solo un pizzico di imbarazzo. Con gli fissi dentro i suoi:
- “Sono incinta!”
Vedo gli occhi di Salvatore spalancarsi e illuminarsi d’immenso. La bocca aperta, in stato confusionale. Poi mi prende le mani con le sue e si avvicina a me sussurrandomi:
- “Davvero amore?!”
Annuisco con la testa:
- “Ho fatto il test un minuto fa, poco prima che suonavi alla porta”
I suoi occhi sono lucidi, è visibilmente commosso.
- “E’ meraviglioso…” sussurra.
Poi mi abbraccia, forse anche per nascondere le lacrime che non riesce a trattenere. La mia testa poggiata sul suo petto sente il suo respiro profondo e i suoi battiti accelerati. Sento la sua mano sollevarsi dalla mia schiena su cui era poggiata, e capisco che si sta asciugando gli occhi.
Sciogliamo l’abbraccio e ci teniamo ancora le mani delicatamente. I miei occhi nei suoi. Accenna un sorriso:
- “Adesso dovremo anticipare le nozze, altrimenti si vedrà il pancione” ironizza.
- “Tutto ciò che vuoi, basta non lo chiamiamo né Pasquale né Valentina.” Ridiamo insieme di gusto.
- “Per settembre pensi che si potrebbe organizzare?” poi aggiungo.
Le sue labbra fanno una curva verso il basso e annuisce con la testa:
- “Penso di sì…ci possiamo provare…Mia sorella ha le sue conoscenze tra i ristoratori. Mamma parlerà con il prete”.
Poi torniamo a sorriderci. Ci avviciniamo. Ci baciamo con un’emozione diversa, intensa, profonda. Un bacio delicato e lunghissimo. Forse il bacio più bello della mia vita…




di
scritto il
2026-07-11
1 3 2
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.