La scommessa pagata sulla funivia
di
G.I.B
genere
trio
Le porte della funivia si aprirono ed io, Luca e Davide salimmo.
La cabina partì, destinazione rifugio la Donnola, in gita con la scuola.
“ Allora? La scommessa? Hai perso Claudia, devi pagare, lo sai “ disse Luca seduto sulla panchina davanti a me.
“ Vero, devi pagare Claudia “ gli fece eco Davide in piedi davanti a me.
“ Ma qui? Adesso? “ risposi loro, sapendo cosa intendessero dire con pagare la scommessa.
“ Certo, le scommesse si pagano. Se no la tua parola non ha più valore. Decidiamo noi dove e quando “ replicò Davide.
Sorrisi loro maliziosamente e dissi “ Ok, ma solo un pompino “.
Davide sì slacciò i pantaloni e se li abbassò insieme alle mutande fino alle caviglie. Un generoso cazzo a barzotto, apparve davanti a me.
Luca si alzò e venne di fianco al suo amico, e come lui, si tirò fuori l'uccello dai pantaloni. Era però già bello in tiro.
Guardai i loro cazzi per alcuni istanti, facendo un veloce paragone fra dimensioni e forma.
“ Inizia con me “ mi disse Davide, avvicinandosi con il cazzo al mio viso.
“ Siete proprio due porcellini “ dissi loro, prima di prenderlo in bocca e cominciare a succhiarlo, mentre con la mano facevo una sega a Luca.
L'odore ed il sapore erano pungenti, da vero maschio arrapato come piace a me.
Più succhiavo e più diventava duro e lungo fra le mie labbra, arrivando alla sua massima estensione a forma di banana.
“ Mmm che bel cazzo che hai “ dissi eccitata, infilandolo tutto dentro fino a sentirlo in gola.
“ Dai Caludia, ora assaggia anche il mio “, disse Luca, appoggiando la sua grossa e violacea cappella vicino alle mie labbra.
Glielo presi in bocca anche a lui fino a toccare con le labbra il suo pube.
Iniziai a spompinarli freneticamente, alternandomi fra un cazzo e l'altro. La mia bocca si riempì subito del mix dei loro sapori forti, mentre li bagnavo completamente di saliva colante.
L'idea di essere visti dalle persone nelle cabine che incrociavamo ogni tanto, mi faceva impazzire di eccitazione, mi faceva sentire una vera troia arrapata.
Iniziarono anche a palparmi il seno, una tetta per uno.
“ Non dovevo farvi solo un pompino? “ gli dissi lasciandoli comunque fare, mentre la mia eccitazione cresceva sempre più e mi sentivo molto bagnata fra le cosce.
“ E se ti scopassimo anche? “ disse all'improvviso Davide, mentre vidi chiaramente una donna guardare dentro la nostra cabina, nel momento in cui incrociammo la sua in direzione opposta.
Forse fu quello momento, a farmi eccitare talmente tanto, da sboccare ogni mia inibizione. Oppure fu l'idea che non mancasse molto all'arrivo, a farmi dire di sì alla sua domanda.
In un lampo, mi abbassai i pantaloncini e le mutandine mettendomi alla pecorina pronta a farmelo mettere dentro da entrambi.
A turno mi scoparono, prima Davide e poi Luca. Erano troppo eccitati però ed entrambi vennero in pochi minuti dentro di me, riempiendomi con il loro carico di sborra, giusto un minuto prima di arrivare alla stazione.
Scesi dalla funivia che ancora mi stavo chiudendo il bottone dei pantaloncini, con lo sperma dei miei due compagni di classe che mi colava nelle mutandine.
Raggiungemmo il resto della classe, la mitica quinta C del liceo Galileo Galilei.
“ Era ora, aspettiamo solo voi “ ci disse il prof di matematica appena ci vide.
“ Prof, mica guidavamo noi la funivia. Ci vuole il tempo che ci vuole “ gli rispose Davide facendo ridere tutti.
Passai tutta la mattina camminando tra i sentieri di montagna, con la figa e le mutandine appiccicose di sperma.
Luca e Davide sempre accanto a me.
“ Al ritorno stiamo ancora solo noi tre in cabina, vero ?” dissi ai miei due compagni
“ Certo Claudia “ mi rispose Davide toccandomi il culo.
“ Spero però che mi facciate venire anche “ replicai con un tono di sfida.
La cabina partì, destinazione rifugio la Donnola, in gita con la scuola.
“ Allora? La scommessa? Hai perso Claudia, devi pagare, lo sai “ disse Luca seduto sulla panchina davanti a me.
“ Vero, devi pagare Claudia “ gli fece eco Davide in piedi davanti a me.
“ Ma qui? Adesso? “ risposi loro, sapendo cosa intendessero dire con pagare la scommessa.
“ Certo, le scommesse si pagano. Se no la tua parola non ha più valore. Decidiamo noi dove e quando “ replicò Davide.
Sorrisi loro maliziosamente e dissi “ Ok, ma solo un pompino “.
Davide sì slacciò i pantaloni e se li abbassò insieme alle mutande fino alle caviglie. Un generoso cazzo a barzotto, apparve davanti a me.
Luca si alzò e venne di fianco al suo amico, e come lui, si tirò fuori l'uccello dai pantaloni. Era però già bello in tiro.
Guardai i loro cazzi per alcuni istanti, facendo un veloce paragone fra dimensioni e forma.
“ Inizia con me “ mi disse Davide, avvicinandosi con il cazzo al mio viso.
“ Siete proprio due porcellini “ dissi loro, prima di prenderlo in bocca e cominciare a succhiarlo, mentre con la mano facevo una sega a Luca.
L'odore ed il sapore erano pungenti, da vero maschio arrapato come piace a me.
Più succhiavo e più diventava duro e lungo fra le mie labbra, arrivando alla sua massima estensione a forma di banana.
“ Mmm che bel cazzo che hai “ dissi eccitata, infilandolo tutto dentro fino a sentirlo in gola.
“ Dai Caludia, ora assaggia anche il mio “, disse Luca, appoggiando la sua grossa e violacea cappella vicino alle mie labbra.
Glielo presi in bocca anche a lui fino a toccare con le labbra il suo pube.
Iniziai a spompinarli freneticamente, alternandomi fra un cazzo e l'altro. La mia bocca si riempì subito del mix dei loro sapori forti, mentre li bagnavo completamente di saliva colante.
L'idea di essere visti dalle persone nelle cabine che incrociavamo ogni tanto, mi faceva impazzire di eccitazione, mi faceva sentire una vera troia arrapata.
Iniziarono anche a palparmi il seno, una tetta per uno.
“ Non dovevo farvi solo un pompino? “ gli dissi lasciandoli comunque fare, mentre la mia eccitazione cresceva sempre più e mi sentivo molto bagnata fra le cosce.
“ E se ti scopassimo anche? “ disse all'improvviso Davide, mentre vidi chiaramente una donna guardare dentro la nostra cabina, nel momento in cui incrociammo la sua in direzione opposta.
Forse fu quello momento, a farmi eccitare talmente tanto, da sboccare ogni mia inibizione. Oppure fu l'idea che non mancasse molto all'arrivo, a farmi dire di sì alla sua domanda.
In un lampo, mi abbassai i pantaloncini e le mutandine mettendomi alla pecorina pronta a farmelo mettere dentro da entrambi.
A turno mi scoparono, prima Davide e poi Luca. Erano troppo eccitati però ed entrambi vennero in pochi minuti dentro di me, riempiendomi con il loro carico di sborra, giusto un minuto prima di arrivare alla stazione.
Scesi dalla funivia che ancora mi stavo chiudendo il bottone dei pantaloncini, con lo sperma dei miei due compagni di classe che mi colava nelle mutandine.
Raggiungemmo il resto della classe, la mitica quinta C del liceo Galileo Galilei.
“ Era ora, aspettiamo solo voi “ ci disse il prof di matematica appena ci vide.
“ Prof, mica guidavamo noi la funivia. Ci vuole il tempo che ci vuole “ gli rispose Davide facendo ridere tutti.
Passai tutta la mattina camminando tra i sentieri di montagna, con la figa e le mutandine appiccicose di sperma.
Luca e Davide sempre accanto a me.
“ Al ritorno stiamo ancora solo noi tre in cabina, vero ?” dissi ai miei due compagni
“ Certo Claudia “ mi rispose Davide toccandomi il culo.
“ Spero però che mi facciate venire anche “ replicai con un tono di sfida.
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