Vasectomia
di
G.I.B
genere
etero
Erano ormai cinque anni, che Marta lavorava come infermiera nel reparto di urologia.
Di peni ne aveva visti tanti.
Giovani, vecchi, di qualsiasi forma, dimensione e colore.
Non aveva però mai visto un cazzo così grosso, come quello che stava depilando per l'intervento di vasectomia di quel paziente.
“ So cosa sta pensando. Si sta' chiedendo come mai, un uomo ormai prossimo ai settant'anni, si sottoponga ad una vasectomia “ disse l'uomo.
Marta rimase per un istante spiazzata da quelle parole uscite dal nulla.
“ No si figuri. Ognuno fa quello che vuole della propria vita. Avrà i suoi buoni motivi “ rispose finendo il suo lavoro.
“ Due per la precisione. Il primo per non fare danni in giro. Il secondo è perché sembra possa aiutarmi a calmare il mio inesauribile bisogno di sesso “ replicò lui.
Marta rimase un attimo in imbarazzo sentendo la sua giustificazione.
Lui le sorrise e disse “ ok. Non stava pensando alla vasectomia, ma a quanto io abbia il pene grosso. Si sta' chiedendo cosa si possa provare a prenderlo dentro, vero? “.
Marta si sentì improvvisamente calda in tutto il corpo.
Imbarazzata ed eccitata allo stesso tempo, non si era nemmeno resa conto, che teneva ancora nella sua mano l'uccello di lui.
Con sguardo inebetito, cerco di rispondere “ no io… non stavo pensando a questo “, rispose con la voce quasi tremante.
L'uomo mise la sua mano su quella con cui Marta continuava a tenergli il cazzo, iniziando a muoverla su e giù.
Marta cercò di divincolarsi, ma lui la trattenne.
“ Tranquilla “ disse.
L'infermiera, impietrita, alla fine si lasciò guidare senza porre resistenza, continuando a muovere la mano anche quando l'uomo tolse la sua.
Come se fosse spinta da una forza invisibile, la bella Marta rimase a guardare il cazzo dell'uomo diventare duro nella sua mano e raggiungere la sua massima grandezza.
“ Fermati e guardalo ", le disse lui con voce calda ed ipnotica.
Lei tolse la mano e rimase a guardare.
Era un cazzo enorme a forma di banana, bello depilato, con la generosa cappella rosea e le palle belle grosse.
Marta rimase quasi incantata a fissare quel fallo da superdotato per alcuni secondi.
Si sentiva tremendamente attratta da quell'asta di carne.
Lui le prese la testa con una mano e delicatamente, la spinse con la caccia verso il suo cazzo.
Marta chiuse gli occhi e aprì bene la bocca.
Fece solo in tempo ad appoggiare le labbra sulla cappella, quando il telefono le squillò, destandola dal suo stato quasi ipnotico.
“ Non posso. Sono sposata. Cazzo, devo andare “, disse la bella infermiera uscendo di corsa dalla stanza.
Tornata a casa andò a farsi una doccia fredda, doveva spegnere il fuoco della lussuria che la stava eccitando.
“ Dio quanto era grosso. Avrei voluto succhiarlo tutto e poi prenderlo dentro “, pensò mentre era sotto la doccia.
Travolta da una irrefrenabile voglia, si masturbò pensando a quell'uomo e al suo cazzo fino a venire.
La sua mente era invasa dall'immagine di quel cazzo nerboruto.
Perse la ragione, e inventandosi una urgenza, disse al marito che doveva tornare in ospedale a coprire una collega che sarebbe mancata nel turno di notte.
Mezz'ora più tardi Marta entrò nella stanza del superdotato.
Era solo.
Chiuse la porta a chiave dietro di sé.
Lui la guardò e le sorrise maliziosamente.
“ Ti stavo giusto pensando “ disse, spostando il lenzuolo e mostrandole il suo cazzo in tiro mentre se lo stava masturbando.
Marta si spogliò.
Vogliosa come una cagna in calore, andò sul letto dell'uomo e si mise a cavalcioni su di lui.
Afferrò il suo cazzo e se lo guidò dentro la figa già notevolmente bagnata.
“ Ohhh Dio siiii “ disse quasi urlando, mentre la sua vulva veniva aperta da quel cazzo.
Marta si fece scopare come una troia per più di un ora, prendendo quell'enorme cazzo in tutti i suoi buchi, godendo e venendo come mai aveva fatto in vita sua.
Si fece fare e fece ogni cosa che quell'uomo voleva, fino quando lui, le fece assaggiare il gusto amaro del suo sperma.
“ Bevi troia “ gridò sborrandole in bocca.
Marta ingoiò tutto quel amaro seme.
Il giorno seguente l'uomo fu operato.
Quando si risvegliò dall’anestesia, fu il viso di Marta, la prima cosa che vide.
“ Come stai? “ gli chiese lei.
“ Bene, a parte un bruciore alle palle. Credo che però non abbia funzionato totalmente l'intervento, perché adesso che ti vedo, ho già voglia di scopare “, le rispose.
Lei sorrise e infilò una mano sotto alle lenzuola afferrandogli il cazzo.
“ Ottimo, perché io ho già voglia di prenderlo ancora “ disse Marta, iniziando a fargli una sega, ed eccitandosi sentendo quel cazzo diventare duro nella sua esile mano.
Di peni ne aveva visti tanti.
Giovani, vecchi, di qualsiasi forma, dimensione e colore.
Non aveva però mai visto un cazzo così grosso, come quello che stava depilando per l'intervento di vasectomia di quel paziente.
“ So cosa sta pensando. Si sta' chiedendo come mai, un uomo ormai prossimo ai settant'anni, si sottoponga ad una vasectomia “ disse l'uomo.
Marta rimase per un istante spiazzata da quelle parole uscite dal nulla.
“ No si figuri. Ognuno fa quello che vuole della propria vita. Avrà i suoi buoni motivi “ rispose finendo il suo lavoro.
“ Due per la precisione. Il primo per non fare danni in giro. Il secondo è perché sembra possa aiutarmi a calmare il mio inesauribile bisogno di sesso “ replicò lui.
Marta rimase un attimo in imbarazzo sentendo la sua giustificazione.
Lui le sorrise e disse “ ok. Non stava pensando alla vasectomia, ma a quanto io abbia il pene grosso. Si sta' chiedendo cosa si possa provare a prenderlo dentro, vero? “.
Marta si sentì improvvisamente calda in tutto il corpo.
Imbarazzata ed eccitata allo stesso tempo, non si era nemmeno resa conto, che teneva ancora nella sua mano l'uccello di lui.
Con sguardo inebetito, cerco di rispondere “ no io… non stavo pensando a questo “, rispose con la voce quasi tremante.
L'uomo mise la sua mano su quella con cui Marta continuava a tenergli il cazzo, iniziando a muoverla su e giù.
Marta cercò di divincolarsi, ma lui la trattenne.
“ Tranquilla “ disse.
L'infermiera, impietrita, alla fine si lasciò guidare senza porre resistenza, continuando a muovere la mano anche quando l'uomo tolse la sua.
Come se fosse spinta da una forza invisibile, la bella Marta rimase a guardare il cazzo dell'uomo diventare duro nella sua mano e raggiungere la sua massima grandezza.
“ Fermati e guardalo ", le disse lui con voce calda ed ipnotica.
Lei tolse la mano e rimase a guardare.
Era un cazzo enorme a forma di banana, bello depilato, con la generosa cappella rosea e le palle belle grosse.
Marta rimase quasi incantata a fissare quel fallo da superdotato per alcuni secondi.
Si sentiva tremendamente attratta da quell'asta di carne.
Lui le prese la testa con una mano e delicatamente, la spinse con la caccia verso il suo cazzo.
Marta chiuse gli occhi e aprì bene la bocca.
Fece solo in tempo ad appoggiare le labbra sulla cappella, quando il telefono le squillò, destandola dal suo stato quasi ipnotico.
“ Non posso. Sono sposata. Cazzo, devo andare “, disse la bella infermiera uscendo di corsa dalla stanza.
Tornata a casa andò a farsi una doccia fredda, doveva spegnere il fuoco della lussuria che la stava eccitando.
“ Dio quanto era grosso. Avrei voluto succhiarlo tutto e poi prenderlo dentro “, pensò mentre era sotto la doccia.
Travolta da una irrefrenabile voglia, si masturbò pensando a quell'uomo e al suo cazzo fino a venire.
La sua mente era invasa dall'immagine di quel cazzo nerboruto.
Perse la ragione, e inventandosi una urgenza, disse al marito che doveva tornare in ospedale a coprire una collega che sarebbe mancata nel turno di notte.
Mezz'ora più tardi Marta entrò nella stanza del superdotato.
Era solo.
Chiuse la porta a chiave dietro di sé.
Lui la guardò e le sorrise maliziosamente.
“ Ti stavo giusto pensando “ disse, spostando il lenzuolo e mostrandole il suo cazzo in tiro mentre se lo stava masturbando.
Marta si spogliò.
Vogliosa come una cagna in calore, andò sul letto dell'uomo e si mise a cavalcioni su di lui.
Afferrò il suo cazzo e se lo guidò dentro la figa già notevolmente bagnata.
“ Ohhh Dio siiii “ disse quasi urlando, mentre la sua vulva veniva aperta da quel cazzo.
Marta si fece scopare come una troia per più di un ora, prendendo quell'enorme cazzo in tutti i suoi buchi, godendo e venendo come mai aveva fatto in vita sua.
Si fece fare e fece ogni cosa che quell'uomo voleva, fino quando lui, le fece assaggiare il gusto amaro del suo sperma.
“ Bevi troia “ gridò sborrandole in bocca.
Marta ingoiò tutto quel amaro seme.
Il giorno seguente l'uomo fu operato.
Quando si risvegliò dall’anestesia, fu il viso di Marta, la prima cosa che vide.
“ Come stai? “ gli chiese lei.
“ Bene, a parte un bruciore alle palle. Credo che però non abbia funzionato totalmente l'intervento, perché adesso che ti vedo, ho già voglia di scopare “, le rispose.
Lei sorrise e infilò una mano sotto alle lenzuola afferrandogli il cazzo.
“ Ottimo, perché io ho già voglia di prenderlo ancora “ disse Marta, iniziando a fargli una sega, ed eccitandosi sentendo quel cazzo diventare duro nella sua esile mano.
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