Milano-Bari in pullman
di
G.I.B
genere
trio
Il pullman per Bari era praticamente vuoto, il viaggio da più di dieci ore da Milano era iniziato solo da un paio d'ore.
Stavo leggendo un libro e gli occhi cominciavano a chiudersi.
Fuori il buio della notte e solo le luci di qualche macchina che ci sorpassava in autostrada. Tutti dormivano già.
Mi appisolai.
La giovane coppia seduta nel lato opposto davanti a me, stava bisbigliando.
“ Dormono tutti dai, non ci vede nessuno” sentii dire al ragazzo.
Lei si guardò bene intorno, guardò anche verso di me. D’istinto chiusi gli occhi fingendo di dormire.
Quando li aprii nuovamente, tenendoli però leggermente socchiusi, capii cosa intendeva dire il ragazzo.
La giovane donna, che poteva avere la mia età, aveva il cazzo di lui in mano. Un cazzo alquanto grosso, e glielo stava masturbando lentamente, mentre lui aveva messo la mano dentro i pantaloni sbottonati di lei, in mezzo alle gambe.
I gemiti di piacere dei due erano fievoli, ma li sentivo chiaramente. Sui loro volti, c'era l'espressione di chi stava godendo.
“ Oh sii così, mettimi due dita “ sentii dire dalla ragazza visibile eccitata, mentre aumentava il ritmo di quella sega.
Mi eccitai anche io a vederli e mi bagnai.
Lei si girò verso di me ed incrociò il mio sguardo. Spaventata dal fatto di essere stata vista, smise all'istante il suo gioco di mano, avvisando il compagno.
In un lampo lui si rimise il cazzo nei pantaloni e lei chiuse i suoi.
Cercarono di fare finta di nulla, come se non fossero stati visti.
Le loro espressioni di imbarazzo, mi eccitavano tanto quanto averli visti masturbarsi.
Mi alzai e senza fare rumore andai a sedermi davanti a loro.
Ci guardammo tutti e tre negli occhi e poi io semplicemente dissi “ posso unirmi a voi ?”.
L'espressione di stupore sui loro volti alla mia domanda mi fece quasi sorridere.
“ Sta scherzando, vero? “ mi chiese la ragazza parlando a bassa voce per non svegliare nessuno.
Mi tolsi una scarpa ed appoggiai il piede nudo fra le sue gambe. Inizia a strofinare l’alluce nel taglio della sua figa facendo una leggera pressione.
Lei si irrigidì contro lo schienale del sedile.
“ Oh Dio ma cosa fa “ disse con voce già ansimante, mentre facevo sempre pressione con il mio ditone.
“ Vuoi che smetta? “ le chiesi con voce calda e sensuale.
Lei con con espressione di godimento sul volto, mi fece cenno di no con la testa, cercando di trattenere i suoi rumorosi gemiti di piacere.
Lui abbassò lo sguardo sul mio piede in mezzo alle gambe della sua ragazza.
“ Tiratelo fuori “ gli dissi, mentre mi toglievo anche l'altra scarpa e allungavo la gamba verso il suo pacco.
Lui guardò la sua ragazza come a chiederle il permesso.
“ Oh siii tiralo fuori “ disse lei sempre più eccitata, mentre mi massaggiava il piede.
Diedi loro piacere, mentre anche io godevo nel vederli baciarsi appassionatamente con la lingua, in piena eccitazione.
“ Ci fermiamo per una breve pausa di mezz'ora ” disse l'autista svegliando il resto delle persone sul pullman ed interrompendo il nostro perverso gioco.
“ Voglio scopare e voi? “ dissi.
Scesi dal pullman, rapidamente andammo nei bagni dell'autogrill, chiudendoci dentro a quello bello largo per i disabili.
Ci spogliammo velocemente e, dopo aver diligentemente indossato il profilattico, il giovane uomo iniziò a scoparci con forza, passando dalla mia figa bagnata a quella della sua ragazza, mentre noi ci davamo reciproco piacere, toccando e leccando freneticamente le parti intime l'una dell'altra.
Ci fece venire ad entrambe intensamente e poi lui liberò il frutto del suo orgasmo dentro di me.
Si tolse il profilattico pieno di sborra e ce lo fece vedere come se fosse la dimostrazione della sua virilità.
In fretta e furia ci vestimmo e tornammo al pullman.
L'autista era fuori dal mezzo e ci sgridò per i quindici minuti di ritardo.
Una volta saliti, tornammo a sederci vicini.
“ Adesso direi che è il momento di presentarci. Io sono Rachele” dissi loro.
Ci mettemmo a ridere, facendo arrabbiare gli altri sul pullman che volevano dormire.
Oltre a conoscere i loro nomi, Fabiola e Massimo, scoprii che stavano andando a Bari per sposarsi.
“ Congratulazioni “ dissi loro.
Mi invitarono al matrimonio, presentandomi ai parenti come la loro migliore amica.
Fu una cerimonia molto bella ed una giornata di gran festa, ma la cosa più bella fu la scopata che feci con Massimo nel bagno del ristorante.
Mi sodomizzò fino a farmi venire e squirtare come una fontana, mentre lui mi eiaculò copiosamente dentro al sedere senza preservativo.
Frequento ancora Fabiola e Massimo e ogni tanto, facciamo una bella scopata a tre. A volte anche a due, ma questo Fabiola non lo sa.
Stavo leggendo un libro e gli occhi cominciavano a chiudersi.
Fuori il buio della notte e solo le luci di qualche macchina che ci sorpassava in autostrada. Tutti dormivano già.
Mi appisolai.
La giovane coppia seduta nel lato opposto davanti a me, stava bisbigliando.
“ Dormono tutti dai, non ci vede nessuno” sentii dire al ragazzo.
Lei si guardò bene intorno, guardò anche verso di me. D’istinto chiusi gli occhi fingendo di dormire.
Quando li aprii nuovamente, tenendoli però leggermente socchiusi, capii cosa intendeva dire il ragazzo.
La giovane donna, che poteva avere la mia età, aveva il cazzo di lui in mano. Un cazzo alquanto grosso, e glielo stava masturbando lentamente, mentre lui aveva messo la mano dentro i pantaloni sbottonati di lei, in mezzo alle gambe.
I gemiti di piacere dei due erano fievoli, ma li sentivo chiaramente. Sui loro volti, c'era l'espressione di chi stava godendo.
“ Oh sii così, mettimi due dita “ sentii dire dalla ragazza visibile eccitata, mentre aumentava il ritmo di quella sega.
Mi eccitai anche io a vederli e mi bagnai.
Lei si girò verso di me ed incrociò il mio sguardo. Spaventata dal fatto di essere stata vista, smise all'istante il suo gioco di mano, avvisando il compagno.
In un lampo lui si rimise il cazzo nei pantaloni e lei chiuse i suoi.
Cercarono di fare finta di nulla, come se non fossero stati visti.
Le loro espressioni di imbarazzo, mi eccitavano tanto quanto averli visti masturbarsi.
Mi alzai e senza fare rumore andai a sedermi davanti a loro.
Ci guardammo tutti e tre negli occhi e poi io semplicemente dissi “ posso unirmi a voi ?”.
L'espressione di stupore sui loro volti alla mia domanda mi fece quasi sorridere.
“ Sta scherzando, vero? “ mi chiese la ragazza parlando a bassa voce per non svegliare nessuno.
Mi tolsi una scarpa ed appoggiai il piede nudo fra le sue gambe. Inizia a strofinare l’alluce nel taglio della sua figa facendo una leggera pressione.
Lei si irrigidì contro lo schienale del sedile.
“ Oh Dio ma cosa fa “ disse con voce già ansimante, mentre facevo sempre pressione con il mio ditone.
“ Vuoi che smetta? “ le chiesi con voce calda e sensuale.
Lei con con espressione di godimento sul volto, mi fece cenno di no con la testa, cercando di trattenere i suoi rumorosi gemiti di piacere.
Lui abbassò lo sguardo sul mio piede in mezzo alle gambe della sua ragazza.
“ Tiratelo fuori “ gli dissi, mentre mi toglievo anche l'altra scarpa e allungavo la gamba verso il suo pacco.
Lui guardò la sua ragazza come a chiederle il permesso.
“ Oh siii tiralo fuori “ disse lei sempre più eccitata, mentre mi massaggiava il piede.
Diedi loro piacere, mentre anche io godevo nel vederli baciarsi appassionatamente con la lingua, in piena eccitazione.
“ Ci fermiamo per una breve pausa di mezz'ora ” disse l'autista svegliando il resto delle persone sul pullman ed interrompendo il nostro perverso gioco.
“ Voglio scopare e voi? “ dissi.
Scesi dal pullman, rapidamente andammo nei bagni dell'autogrill, chiudendoci dentro a quello bello largo per i disabili.
Ci spogliammo velocemente e, dopo aver diligentemente indossato il profilattico, il giovane uomo iniziò a scoparci con forza, passando dalla mia figa bagnata a quella della sua ragazza, mentre noi ci davamo reciproco piacere, toccando e leccando freneticamente le parti intime l'una dell'altra.
Ci fece venire ad entrambe intensamente e poi lui liberò il frutto del suo orgasmo dentro di me.
Si tolse il profilattico pieno di sborra e ce lo fece vedere come se fosse la dimostrazione della sua virilità.
In fretta e furia ci vestimmo e tornammo al pullman.
L'autista era fuori dal mezzo e ci sgridò per i quindici minuti di ritardo.
Una volta saliti, tornammo a sederci vicini.
“ Adesso direi che è il momento di presentarci. Io sono Rachele” dissi loro.
Ci mettemmo a ridere, facendo arrabbiare gli altri sul pullman che volevano dormire.
Oltre a conoscere i loro nomi, Fabiola e Massimo, scoprii che stavano andando a Bari per sposarsi.
“ Congratulazioni “ dissi loro.
Mi invitarono al matrimonio, presentandomi ai parenti come la loro migliore amica.
Fu una cerimonia molto bella ed una giornata di gran festa, ma la cosa più bella fu la scopata che feci con Massimo nel bagno del ristorante.
Mi sodomizzò fino a farmi venire e squirtare come una fontana, mentre lui mi eiaculò copiosamente dentro al sedere senza preservativo.
Frequento ancora Fabiola e Massimo e ogni tanto, facciamo una bella scopata a tre. A volte anche a due, ma questo Fabiola non lo sa.
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