Riders on the storm

Scritto da , il 2022-01-07, genere saffico

Un tuono, il rumore inconfondibile di una pioggia battente.

...Riders on the storm...

Danzo nella musica sotto gli occhi attenti di mia sorella, coronamento della sorpresa di questo 6 gennaio.
La musica ritmata, le parole ben scandite, i pezzi strumentali.

“Cavalieri nella tempesta
In questa casa siamo nati
In questo mondo siamo stati gettati
Come un cane senza un osso”

Lento, il ritmo è lento e regolare.
La musica oscilla in lenti movimenti, come canne mosse da un vento indolente.
Così il mio corpo nella penombra.
Sotto gli occhi di Lucrezia.
Magnetizzata, polarizzata, ipnotizzata dalle lente oscillazioni dei miei fianchi.
Come un'alga nel perpetuo fluire di un corso d'acqua in un giardino orientale.

Riders on the storm...

La luce alle spalle, insondabile blu, profondità oceaniche.
Sfumature di una lampada fucsia balenano sulle mie gambe nude mentre eseguo i passi di danza, a piedi nudi, sul tappeto.
Gli occhi di Lù mi scarnificano, mi scannerizzano, come una strumentazione per risonanze magnetiche.

Into this world, we're thrown...

Sollevo lentamente la gonna, corta, mentre i miei fianchi incorniciano i movimenti del mio pube.
Lucrezia affonda del divano, lo sguardo attento si sposta là dove le mie mani svelano centimetri di pelle blu, come la notte fonda.
Accavalla le gambe e appoggia la testa a una mano.
Mi assapora come un intenditore di fronte a due dita ambrate di Laphroaig.
Sentori di Lapsang Souchong in abito alcoolico.

There's a killer on the road...

La gonna scopre le mie cosce, ma quando sembra di intuire che il momento giusto stia per arrivare, la tela scivola e ricopre tutto.
Lucrezia emette un lungo sospiro, quasi un fruscio che si mescola al rumore della pioggia, un sibilo che solo i miei sensi attenti percepiscono.
Mi spettino i capelli e muovo la testa.
Come un animale in agonia, fiamme di un falò nella notte.

Riders on the storm...
Cavalieri nella tempesta
Siamo cavalieri nella tempesta e c'è un assassino sulla strada...

Non ho reggiseno sotto la maglietta e Lucrezia lo sa bene.
D'altronde è evidente.
Mi sollevo il bordo bianco, mentre le note si ripetono.

Killer on the road, yeah....

Sollevo il contorno mentre ancheggio, accompagnata dai pezzi strumentali.
Il batterista alterna i piatti al rullante.
Il bordo bianco arriva al seno, ne sfiora la convessità.
Piego la testa in avanti e con i capelli ne rendo incerta la visione.
Il tessuto scopre i capezzoli che solo a tratti si concedono, tra le punte nere dei capelli, flussi di calamari nei flutti agitati dalla tempesta.

Riders on the storm...

Lampi fucsia sui miei seni, nel blu della musica profonda.
Gli occhi di mia sorella mi accarezzano i seni, che subito si celano quando, come una feroce ghigliottina, la maglietta si abbassa al ritmo della musica.
La fronte di Lucrezia, lucida di un sottile strato di sudore, mentre l'eccitazione annulla ogni suono, ogni altra interferenza, se non questa musica che ti penetra come un balsamo e che poi ti rapisce e ti obnubila.
Scende il cotone e copre l'ombelico.

Like a dog without a bone
An actor out on loan

Alzo le braccia e muovo i fianchi.
Palme in una tempesta tropicale, canne sbattute dal vento.
Sollevo ancora la gonna.
Solo quel tanto per palesare che non porto slip, questa notte.
Le cosce che si allargano nel contorno sinuoso dei fianchi.
Pelle chiara ingoiata dalla lampada blu scuro.
Ma quel ciuffo di peli neri, quello no, non sfugge.
E cala di nuovo il sipario sulla notte che custodisco tra le gambe.
Lucrezia sporge il busto verso di me, ma quando l'oasi scompare sotto l'orizzonte buio della notte, si accascia nuovamente, risucchiata dal divano.

There's a killer on the road
His brain is squirmin' like a toad...

Mi giro di spalle e mi piego in avanti.
La luce balena di contrasti improbabili mentre sento lo sguardo di Lucrezia che risale lungo le cosce.
Lo percepisco che mi sfiora, che indugia tra le gambe in cerca dei punti più sensibili.
La gonna ancora si alza mentre ondeggio il sedere.
Scopro il lato oscuro della Luna, la piega ad ali di rondine, ma il tessuto ritorna padrone, imbavagliando lo sguardo che già si insinuava in ogni entrata.

C'è un assassino sulla strada
Il suo cervello si sta agitando come un rospo...

Siamo cavalieri nella tempesta.
Gusci di noce nel mare agitato.
Flutti e onde ci inondano e un forte vento rende incerto il nostro futuro.
Ma quando, infine, varchiamo il vago confine tra l'oceano e il cielo, consegnandoci alle profondità marine, ci nascondiamo alla vista e ci trasformiamo in due sirene.
Forti colpi di coda ci allontanano.
Mano nella mano fuggiamo gli sguardi.
Chiome bionde si intrecciano a graffi di inchiostro nero.
L'acqua scorre fresca in fini turbolenze attorno alle curvature dei seni.
Apnee prolungate per riemergere dove nessuno ci può più disturbare.
Un salto sull'acqua, illuminate dalla tetra luce dei lampi.
Sfuggiamo alle unghie candide dei flutti.
Onde ruggenti a ghermire gli incerti contorni del monte Fuji, rimpicciolito, sullo sfondo di antiche stampe giapponesi colore blu di Prussia.

Cavalieri nella tempesta,
Riders on the storm...

Corpi di giovani donne bagnati dalle onde,
seni lucidi di acque marine nell'imprevedibile balenare di folgori nella tempesta,
capelli spettinati nelle raffiche di vento.

Make him understand
The world on you depends
Our life will never end...

Un sordo tonfo e le due sirene scompaiono tra le onde, i flutti ne cancellano le tracce.
E le due sirene nuotano sotto l'acqua e riemergono altrove.
Le due sorelle per mano, tra i raggi del Sole, nelle fuggenti ombre della Luna.
Rumori di pioggia, un altro tuono e la musica riparte.
Riders on the storm...

Le mani dietro la schiena slacciano la gonna e l'indumento mi scivola lungo le cosce scoprendo la mia intimità.
Mia sorella allunga una mano.
Come la mano di Ian Anderson che emerge dalle acque con il flauto serrato tra le dita.
Movimenti sinuosi di un corpo acquatico.
Le bisce d'acqua di Gustav Klimt.

Riders on the storm...
Mi giro per sentire lo sguardo sulla curvatura del sedere.
Morbide carezze di olfatto e gusto dove la schiena si inarca anticipando i glutei, e la cresta dei processi vertebrali si divide sulla piega che prosegue dividendo le cosce.
Mi volto verso lo sguardo che mi studia, che atomizza ogni mio centimetro di pelle.
Sfilo la maglietta e ballo a seno nudo nella luce del cuore di tenebra.
I capelli mi scivolano sulle spalle.
Poi piego la testa indietro e sporgo il petto, mentre lampi fucsia mi dilaniano il seno e il ventre.
Morsi di lupi feroci mi strappano lembi di pelle riconsegnandomi alle tenebre.

Cavalieri nella tempesta
In questa casa siamo nati
In questo mondo siamo stati gettati
Come un cane senza un osso...

La musica ricomincia preceduta dal temporale.
E Lucrezia si alza dai cuscini.
Avanza verso di me e quando mi cinge i fianchi il mio corpo si affloscia nel suo abbraccio.
Come un mazzo di gladioli, mi sostiene e mi deposita sul tappeto.
Fasci fucsia, scosse di elettricità nel blu cobalto della notte;
i miei seni fremono ai suoi baci.
Poi mi fissa negli occhi.
E mentre la sua mano mi risale tra le cosce e mi penetra resto paralizzata dal suo sguardo.
Finchè mi si aprono le labbra, chiudo gli occhi e mi lascio trasportare in un'altra galassia.

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