Quartz-2. Capitolo 4. L'enigma di Jason Vael
di
Yuko
genere
fantascienza
Capitolo 4
Verso sera Sugiton passò col rover a recuperare Krasnyj dalla Amy-2, ma quando arrivò nell'area di ricerca di Vael non trovò l'inglese pronto per la partenza. I due astronauti si misero a cercarlo provando a chiamarlo via radio, finchè lo trovarono, a poche decine di metri dalla Amy-1.
Il biologo giaceva per terra, senza tuta spaziale, vestito solo dei pantaloni e della maglietta interni, duro come se fosse pietrificato e ricoperto di piccoli cristalli di quarzo di varie sfumature.
Morto.
Fu lanciato un messaggio di allarme verso la Amethyst dalla radio della capsula, che non arrivò mai a destinazione. Il corpo, rigido come una pietra, fu caricato sull'astromobile e trasportato al modulo di atterraggio. Fu prelevato il diario di bordo.
Giunti alla Amethyst scattò l'allarme e fu avvisata la base sulla Terra. Per precauzione il corpo di Jason fu conservato in una cella frigorifero a tenuta stagna, in attesa di analisi e forse di una autopsia. A breve sarebbe arrivata in orbita intorno alla stella di Lalande la missione Emerald.
Il secondo equipaggio, dopo la notizia del ritrovamento del corpo di Jason privo di vita, aveva acceso i motori per aumentare la velocità sull'orbita di transito e poter arrivare entro un paio di giorni a Quartz-2; era questione di poco.
Cosa era successo nella Amy-1?
Le registrazioni delle comunicazioni non evidenziarono alcun tipo di segnale.
Jason Vael era stato trovato all'esterno della capsula, senza tuta spaziale, con gli indumenti di ordinanza.
Sul diario, preso in esame solo dopo essere tornati alla Amethyst, poche note inspiegabili che facevano riferimento all'arrivo alla Amy-1 della dottoressa Nikura che avrebbe subito iniziato altre ricerche a fianco dell'anziano biologo, anche se nella navicella non era stata trovata alcuna traccia di altre presenze.
-Che significa questo?- Interrogò Morr indicando il nome della giapponese scritto sul diario di bordo. Gli altri si strinsero nelle spalle.
-Gli è andato di volta il cervello.- Rispose Blue.
-È completamente impazzito.- Convenne il russo.
-Sì-, continuò il comandante fermandosi in una pausa in cui il brusio di fondo del campo magnetico del pianeta enfatizzava un inquietante senso di attesa, -ma è morto!-
Si sentì solo un profondo sospiro del dottor Krasnyj.
-Andrei, Blue! Dobbiamo capire perché cazzo è morto!- Jeremia picchiò un pugno sul tavolo e gli altri due si ricordarono che, oltre tutto il resto, il fisico era anche responsabile di tutto l'equipaggio.
-Gli sarà venuto un accidente, Jeremia!- Sbottò l'ex campione di scacchi, come per difendersi da una velata accusa. -Aveva già una certa età, fumava, beveva.-
-Ma non diciamo cazzate, Andrei. Abbiamo fatto decine di esami, prima della partenza. Jason non era esattamente un soggetto normale, ma il suo fisico era perfettamente sano. Le analisi hanno confermato questo.-
Il silenzio era terribile, con quel ronzio di fondo che sembrava ingigantirsi di secondo in secondo.
-E poi, cosa centra un accidente che fa fuori un essere umano col fatto che un astronauta impazzisca e cominci a vedere donne giapponesi che passeggiano per un pianeta sconosciuto?- Il capo spedizione a ogni affermazione alzava la voce, sbattendo grandi manate sul tavolo riunioni nella hall al centro della Amethyst.
-E se l'avesse vista per davvero, la dottoressa Nikura?- Provò a ipotizzare Sugiton.
-Ma sì, allucinazioni.-
-Ma un deficiente che ha delle allucinazioni non viene trovato morto stecchito il giorno dopo, cazzo!- Si infervorò Jeremia.
-No, Andrei-, riprese Blue, più calmo, -Mi sto chiedendo se Jason avesse visto la dottoressa Nikura Yuko in carne e ossa.-
-Ma se è nello spazio, a due giorni di viaggio, pizdets!- Imprecò il russo, nella sua lingua.
-Forse un po' meno.- Corresse Morr che si stava calmando, concentrandosi per seguire il filo logico del francese.
-Cosa?-
-Hanno acceso i motori.-
-Voglio dire-, continuò il francese che, anche per la sua esperienza di pilota, riusciva sorprendentemente a mantenere la calma anche in situazioni estremamente critiche, -se fosse comparsa una creatura identica alla dottoressa e Jason l'avesse scambiata per l'originale?-
-Ma sarebbe dovuto essere completamente rincretinito, Blue!- Ora era il chimico a perdere la pazienza.
-Aspetta, Andrei. La tua scacchiera era perfetta, no?-
-Ma sì, ma qui stai parlando di riprodurre perfettamente un essere umano. C'è una bella differenza.-
-Non so se Yuko fosse riprodotta perfettamente-, Blue difendeva la sua ipotesi e a ogni momento si convinceva sempre più che quella possibilità poteva essere assolutamente reale, -non l'hai detto tu, che respirare una percentuale di ossigeno del 48% può dare euforia, eccitazione, riduzione del senso critico e non so più quant'altro?-
Il chimico tacque, aggrottando la fronte, come se stesse affrontando Bobby Fischer nella finale di un torneo mondiale di scacchi.
-Quando avete trovato il corpo di Jason, fuori dalla capsula, era senza tuta spaziale, no?- Aggiunse Jeremia che stava provando a seguire il discorso dell'amico.
-E chissà da quanto tempo il professore se ne andava in giro senza casco, respirando l'atmosfera di Quartz-2 e contaminando tutto l'ambiente in cui lavorava.- Rincarò il primo pilota.
-In fondo, anche se sono solo voci, pare che Vael se la sognasse, la giapponese. Probabilmente ha anche cercato di portarsela a letto, qualche anno fa.-
Ora era il russo che seguiva lo scambio tra il comandante e il primo pilota, come di fronte a una finale di Wimbledon tra Sinner e Alcaraz.
-Quindi, stiamo dicendo-, sintetizzò Krasnyj staccando le parole, ponderando il tono, -che su questo pianeta c'è un essere identico alla dottoressa del Sol Levante, che se ne va in giro ad ammazzare gli esseri umani, khorosho?-
-È solo un'ipotesi.- Concluse Sugiton, scuotendo la testa e allargando le braccia.
-Sì-, concluse Morr, -solo una fottuta, remota ipotesi.-
-Oppure gli è venuto un ictus cerebrale.-
Su indicazione della base terrestre, non fu più autorizzata alcuna escursione al di fuori della Amethyst, in attesa della seconda missione, e furono organizzati turni di guardia; soltanto il chimico russo continuò le analisi dei campioni nel laboratorio interno.
Quella notte nessuno riuscì a dormire, tra agitazione e preoccupazione, ma il pensiero comune era quello di proseguire la missione, almeno per cercare di capire quanto fosse accaduto. Ormai l'Emerald era in arrivo e non poteva essere rimandata indietro.
Si sarebbero monitorate le condizioni di sicurezza e in caso di concreto, ulteriore, accertato pericolo, la missione sarebbe abortita con rientro immediato delle due navicelle.
In fondo non era chiara la causa di morte del biologo e forse questa poteva essere attribuibile a qualche problema di salute, magari accentuato proprio dal fatto che l'inglese aveva stazionato all'esterno del modulo senza tuta spaziale.
La mattina successiva arrivò un messaggio automatico dalla Amy-1. I sensori dinamici avevano rilevato oggetti in movimento, apparentemente di grosse dimensioni, ma i segnali delle telecamere erano giunti disturbati e nessuna immagine poté essere decodificata. Dalla Amy-2 invece non giunse alcuna trasmissione.
L'attenzione era massima, ma nessuno uscì dalla Amethyst in quanto non venne rilasciata dalla Terra alcuna autorizzazione a procedere con missioni esterne. Il pericolo era imponderabile. Nel pomeriggio si rilevò qualche segnale dalla Amy-2, ancora dai sensori di movimento, senza alcuna immagine.
Ci si preparava a un'altra notte quartziana, quando, all'imbrunire, fu ricevuta una comunicazione radio, molto chiara: -Amethyst, rispondete. Sono Jason Vael, mi sto avvicinando al modulo di atterraggio, preparatevi ad aprire.-
Scattò subito l'allerta di grado più elevato e venne immediatamente lanciato un messaggio a Terra e all'Emerald, ma nessuno rispose alla comunicazione.
Pochi minuti dopo scattarono gli allarmi dei sensori di movimento della Amethyst e sui monitor di controllo collegati alle telecamere esterne comparve l'immagine di Jason, senza tuta spaziale, in prossimità del modulo di atterraggio.
-Amethyst, sono io, rispondete! Sono Jason, fatemi entrare.-
Tutti si buttarono sugli schermi, mentre Jeremia aprì la copertura di un oblò.
Il professor Vael era all'esterno che si sbracciava: -Fatemi entrare, aprite il portellone, sono Jason!-
Prese la parola alla radio il comandante: -Jason, che ci fai lì fuori? È da due giorni che non abbiamo alcuna notizia di te!- Disse, dimenticandosi completamente del cadavere in cella frigorifera.
-Jeremia, aprimi, fatemi entrare. Non è venuto nessuno a prendermi. Non ho ricevuto alcuna comunicazione. Oggi vi ho cercato, sono stato a piedi fino alla Amy-2, ma non c'era nessuno. Fatemi entrare.-
-Mi dispiace, Jason, ma non posso.-
-Ma che cosa stai dicendo, Morr? Sei impazzito? Fammi entrare, dai. Che succede?-
I tre astronauti all'interno del modulo si guardavano senza capire. Chi era questo che si presentava adesso all'esterno della Amethyst? Oppure, di chi era il corpo che era stato trovato da Blue e Andrei vicino alla Amy-1?
Fu mandata immediata segnalazione alla Terra, ma le comunicazioni con casa necessariamente dovevano impiegare alcuni minuti, data la distanza, e intanto occorreva prendere una decisione.
-Jason-, prese la parola Krasnyj, -non possiamo fidarci. È stato trovato il tuo corpo, ieri, vicino alla capsula. Jason Vael è morto e noi non sappiamo chi tu sia in realtà.-
-Ma non diciamo cazzate, Andrei!- L'immediata risposta del biologo, -Io sono qui, in carne e ossa. Non so cosa voi abbiate trovato, ma è stra-evidente che 'io' sono Vael. Smettetela e fatemi entrare o pianto giù un casino!-
L'equipaggio si scambiava occhiate di sbigottimento non sapendo che decisioni prendere. Possibile che alla Amy-1 avessero trovato una copia cristallina del loro collega? Un prototipo creato dalle forme di vita di Quartz-2 e abbandonato in quanto difettoso?
Sì, era una possibilità che non poteva essere trascurata.
Che fare allora? Dalla Terra non giungeva alcuna comunicazione ancora e la Emerald comunque non poteva dare consigli o autorizzazioni.
-Che faccio? Gli apro?- chiese infine Morr.
-Aspetta, Jeremia.- intervenne Blue. -Non sappiamo chi sia questo Jason e, a questo punto neanche il cadavere che abbiamo trasportato ieri, ma ti giuro che il corpo pietrificato che sta nella cella frigorifero è esattamente uguale a Jason.-
-È vero-, confermò il russo, -quello che abbiamo trovato è riconoscibile come Vael. Uno dei due è una copia fatta dai quartziani.-
-Già, ma allora chi è quello vero? Dobbiamo aprire?- Continuò il capo spedizione.
-No, Jeremia. A questo punto no.- Il parere di Sugiton.
-E perchè? Non possiamo lasciarlo fuori!-
-Sono d'accordo con Blue, Jeremia- intervenne Andrei. -È palese che uno dei due è una copia falsa, anche se entrambi sono perfettamente uguali a Jason, ma almeno quello nella cella frigorifero non può farci del male. Questo qui, se poi è un alieno, potenzialmente è in grado di ucciderci, come forse è successo al vero Jason che abbiamo già ritrovato.-
La logica dell'ex campione di scacchi era inoppugnabile.
-Mi dispiace, Jason-, riprese la comunicazione radio del comandante, -dobbiamo proteggerci. Quartz-2 ha con certezza generato una tua copia e noi non sappiamo chi sia quello vero. Uno dei due probabilmente è stato ucciso e se fossi tu l'assassino, qui saremmo tutti in pericolo.-
-Jeremia, non puoi chiudermi fuori! Sei il responsabile dell'equipaggio e non puoi lasciarmi qui col rischio di morire!-
-Jason, mi dispiace. Sei già abituato a sopravvivere senza tuta spaziale all'esterno dei moduli. Non possiamo rischiare. Abbiamo bisogno di più informazioni. L'accesso è negato. Ripeto: negato.-
-Questa me la paghi, Morr! Giuro che me la paghi, maledetto tedesco!-
-Mi dispiace, Jason. Abbiamo bisogno di dati aggiuntivi, verifiche. Poi, se risulti essere davvero tu, ti faremo entrare e ti metteremo in quarantena. Per ora non puoi entrare. Chiudo.-
I tre restarono ad ascoltare una fila di imprecazioni del biologo inglese. Dalla Terra giunse intanto la risposta. Non potevano dare indicazioni, mancavano troppi elementi. Dovevano lasciare la decisione al personale su Qz-2, ma consigliavano estrema prudenza. La Emerald intanto stava per entrare in orbita intorno al pianeta.
Verso sera Sugiton passò col rover a recuperare Krasnyj dalla Amy-2, ma quando arrivò nell'area di ricerca di Vael non trovò l'inglese pronto per la partenza. I due astronauti si misero a cercarlo provando a chiamarlo via radio, finchè lo trovarono, a poche decine di metri dalla Amy-1.
Il biologo giaceva per terra, senza tuta spaziale, vestito solo dei pantaloni e della maglietta interni, duro come se fosse pietrificato e ricoperto di piccoli cristalli di quarzo di varie sfumature.
Morto.
Fu lanciato un messaggio di allarme verso la Amethyst dalla radio della capsula, che non arrivò mai a destinazione. Il corpo, rigido come una pietra, fu caricato sull'astromobile e trasportato al modulo di atterraggio. Fu prelevato il diario di bordo.
Giunti alla Amethyst scattò l'allarme e fu avvisata la base sulla Terra. Per precauzione il corpo di Jason fu conservato in una cella frigorifero a tenuta stagna, in attesa di analisi e forse di una autopsia. A breve sarebbe arrivata in orbita intorno alla stella di Lalande la missione Emerald.
Il secondo equipaggio, dopo la notizia del ritrovamento del corpo di Jason privo di vita, aveva acceso i motori per aumentare la velocità sull'orbita di transito e poter arrivare entro un paio di giorni a Quartz-2; era questione di poco.
Cosa era successo nella Amy-1?
Le registrazioni delle comunicazioni non evidenziarono alcun tipo di segnale.
Jason Vael era stato trovato all'esterno della capsula, senza tuta spaziale, con gli indumenti di ordinanza.
Sul diario, preso in esame solo dopo essere tornati alla Amethyst, poche note inspiegabili che facevano riferimento all'arrivo alla Amy-1 della dottoressa Nikura che avrebbe subito iniziato altre ricerche a fianco dell'anziano biologo, anche se nella navicella non era stata trovata alcuna traccia di altre presenze.
-Che significa questo?- Interrogò Morr indicando il nome della giapponese scritto sul diario di bordo. Gli altri si strinsero nelle spalle.
-Gli è andato di volta il cervello.- Rispose Blue.
-È completamente impazzito.- Convenne il russo.
-Sì-, continuò il comandante fermandosi in una pausa in cui il brusio di fondo del campo magnetico del pianeta enfatizzava un inquietante senso di attesa, -ma è morto!-
Si sentì solo un profondo sospiro del dottor Krasnyj.
-Andrei, Blue! Dobbiamo capire perché cazzo è morto!- Jeremia picchiò un pugno sul tavolo e gli altri due si ricordarono che, oltre tutto il resto, il fisico era anche responsabile di tutto l'equipaggio.
-Gli sarà venuto un accidente, Jeremia!- Sbottò l'ex campione di scacchi, come per difendersi da una velata accusa. -Aveva già una certa età, fumava, beveva.-
-Ma non diciamo cazzate, Andrei. Abbiamo fatto decine di esami, prima della partenza. Jason non era esattamente un soggetto normale, ma il suo fisico era perfettamente sano. Le analisi hanno confermato questo.-
Il silenzio era terribile, con quel ronzio di fondo che sembrava ingigantirsi di secondo in secondo.
-E poi, cosa centra un accidente che fa fuori un essere umano col fatto che un astronauta impazzisca e cominci a vedere donne giapponesi che passeggiano per un pianeta sconosciuto?- Il capo spedizione a ogni affermazione alzava la voce, sbattendo grandi manate sul tavolo riunioni nella hall al centro della Amethyst.
-E se l'avesse vista per davvero, la dottoressa Nikura?- Provò a ipotizzare Sugiton.
-Ma sì, allucinazioni.-
-Ma un deficiente che ha delle allucinazioni non viene trovato morto stecchito il giorno dopo, cazzo!- Si infervorò Jeremia.
-No, Andrei-, riprese Blue, più calmo, -Mi sto chiedendo se Jason avesse visto la dottoressa Nikura Yuko in carne e ossa.-
-Ma se è nello spazio, a due giorni di viaggio, pizdets!- Imprecò il russo, nella sua lingua.
-Forse un po' meno.- Corresse Morr che si stava calmando, concentrandosi per seguire il filo logico del francese.
-Cosa?-
-Hanno acceso i motori.-
-Voglio dire-, continuò il francese che, anche per la sua esperienza di pilota, riusciva sorprendentemente a mantenere la calma anche in situazioni estremamente critiche, -se fosse comparsa una creatura identica alla dottoressa e Jason l'avesse scambiata per l'originale?-
-Ma sarebbe dovuto essere completamente rincretinito, Blue!- Ora era il chimico a perdere la pazienza.
-Aspetta, Andrei. La tua scacchiera era perfetta, no?-
-Ma sì, ma qui stai parlando di riprodurre perfettamente un essere umano. C'è una bella differenza.-
-Non so se Yuko fosse riprodotta perfettamente-, Blue difendeva la sua ipotesi e a ogni momento si convinceva sempre più che quella possibilità poteva essere assolutamente reale, -non l'hai detto tu, che respirare una percentuale di ossigeno del 48% può dare euforia, eccitazione, riduzione del senso critico e non so più quant'altro?-
Il chimico tacque, aggrottando la fronte, come se stesse affrontando Bobby Fischer nella finale di un torneo mondiale di scacchi.
-Quando avete trovato il corpo di Jason, fuori dalla capsula, era senza tuta spaziale, no?- Aggiunse Jeremia che stava provando a seguire il discorso dell'amico.
-E chissà da quanto tempo il professore se ne andava in giro senza casco, respirando l'atmosfera di Quartz-2 e contaminando tutto l'ambiente in cui lavorava.- Rincarò il primo pilota.
-In fondo, anche se sono solo voci, pare che Vael se la sognasse, la giapponese. Probabilmente ha anche cercato di portarsela a letto, qualche anno fa.-
Ora era il russo che seguiva lo scambio tra il comandante e il primo pilota, come di fronte a una finale di Wimbledon tra Sinner e Alcaraz.
-Quindi, stiamo dicendo-, sintetizzò Krasnyj staccando le parole, ponderando il tono, -che su questo pianeta c'è un essere identico alla dottoressa del Sol Levante, che se ne va in giro ad ammazzare gli esseri umani, khorosho?-
-È solo un'ipotesi.- Concluse Sugiton, scuotendo la testa e allargando le braccia.
-Sì-, concluse Morr, -solo una fottuta, remota ipotesi.-
-Oppure gli è venuto un ictus cerebrale.-
Su indicazione della base terrestre, non fu più autorizzata alcuna escursione al di fuori della Amethyst, in attesa della seconda missione, e furono organizzati turni di guardia; soltanto il chimico russo continuò le analisi dei campioni nel laboratorio interno.
Quella notte nessuno riuscì a dormire, tra agitazione e preoccupazione, ma il pensiero comune era quello di proseguire la missione, almeno per cercare di capire quanto fosse accaduto. Ormai l'Emerald era in arrivo e non poteva essere rimandata indietro.
Si sarebbero monitorate le condizioni di sicurezza e in caso di concreto, ulteriore, accertato pericolo, la missione sarebbe abortita con rientro immediato delle due navicelle.
In fondo non era chiara la causa di morte del biologo e forse questa poteva essere attribuibile a qualche problema di salute, magari accentuato proprio dal fatto che l'inglese aveva stazionato all'esterno del modulo senza tuta spaziale.
La mattina successiva arrivò un messaggio automatico dalla Amy-1. I sensori dinamici avevano rilevato oggetti in movimento, apparentemente di grosse dimensioni, ma i segnali delle telecamere erano giunti disturbati e nessuna immagine poté essere decodificata. Dalla Amy-2 invece non giunse alcuna trasmissione.
L'attenzione era massima, ma nessuno uscì dalla Amethyst in quanto non venne rilasciata dalla Terra alcuna autorizzazione a procedere con missioni esterne. Il pericolo era imponderabile. Nel pomeriggio si rilevò qualche segnale dalla Amy-2, ancora dai sensori di movimento, senza alcuna immagine.
Ci si preparava a un'altra notte quartziana, quando, all'imbrunire, fu ricevuta una comunicazione radio, molto chiara: -Amethyst, rispondete. Sono Jason Vael, mi sto avvicinando al modulo di atterraggio, preparatevi ad aprire.-
Scattò subito l'allerta di grado più elevato e venne immediatamente lanciato un messaggio a Terra e all'Emerald, ma nessuno rispose alla comunicazione.
Pochi minuti dopo scattarono gli allarmi dei sensori di movimento della Amethyst e sui monitor di controllo collegati alle telecamere esterne comparve l'immagine di Jason, senza tuta spaziale, in prossimità del modulo di atterraggio.
-Amethyst, sono io, rispondete! Sono Jason, fatemi entrare.-
Tutti si buttarono sugli schermi, mentre Jeremia aprì la copertura di un oblò.
Il professor Vael era all'esterno che si sbracciava: -Fatemi entrare, aprite il portellone, sono Jason!-
Prese la parola alla radio il comandante: -Jason, che ci fai lì fuori? È da due giorni che non abbiamo alcuna notizia di te!- Disse, dimenticandosi completamente del cadavere in cella frigorifera.
-Jeremia, aprimi, fatemi entrare. Non è venuto nessuno a prendermi. Non ho ricevuto alcuna comunicazione. Oggi vi ho cercato, sono stato a piedi fino alla Amy-2, ma non c'era nessuno. Fatemi entrare.-
-Mi dispiace, Jason, ma non posso.-
-Ma che cosa stai dicendo, Morr? Sei impazzito? Fammi entrare, dai. Che succede?-
I tre astronauti all'interno del modulo si guardavano senza capire. Chi era questo che si presentava adesso all'esterno della Amethyst? Oppure, di chi era il corpo che era stato trovato da Blue e Andrei vicino alla Amy-1?
Fu mandata immediata segnalazione alla Terra, ma le comunicazioni con casa necessariamente dovevano impiegare alcuni minuti, data la distanza, e intanto occorreva prendere una decisione.
-Jason-, prese la parola Krasnyj, -non possiamo fidarci. È stato trovato il tuo corpo, ieri, vicino alla capsula. Jason Vael è morto e noi non sappiamo chi tu sia in realtà.-
-Ma non diciamo cazzate, Andrei!- L'immediata risposta del biologo, -Io sono qui, in carne e ossa. Non so cosa voi abbiate trovato, ma è stra-evidente che 'io' sono Vael. Smettetela e fatemi entrare o pianto giù un casino!-
L'equipaggio si scambiava occhiate di sbigottimento non sapendo che decisioni prendere. Possibile che alla Amy-1 avessero trovato una copia cristallina del loro collega? Un prototipo creato dalle forme di vita di Quartz-2 e abbandonato in quanto difettoso?
Sì, era una possibilità che non poteva essere trascurata.
Che fare allora? Dalla Terra non giungeva alcuna comunicazione ancora e la Emerald comunque non poteva dare consigli o autorizzazioni.
-Che faccio? Gli apro?- chiese infine Morr.
-Aspetta, Jeremia.- intervenne Blue. -Non sappiamo chi sia questo Jason e, a questo punto neanche il cadavere che abbiamo trasportato ieri, ma ti giuro che il corpo pietrificato che sta nella cella frigorifero è esattamente uguale a Jason.-
-È vero-, confermò il russo, -quello che abbiamo trovato è riconoscibile come Vael. Uno dei due è una copia fatta dai quartziani.-
-Già, ma allora chi è quello vero? Dobbiamo aprire?- Continuò il capo spedizione.
-No, Jeremia. A questo punto no.- Il parere di Sugiton.
-E perchè? Non possiamo lasciarlo fuori!-
-Sono d'accordo con Blue, Jeremia- intervenne Andrei. -È palese che uno dei due è una copia falsa, anche se entrambi sono perfettamente uguali a Jason, ma almeno quello nella cella frigorifero non può farci del male. Questo qui, se poi è un alieno, potenzialmente è in grado di ucciderci, come forse è successo al vero Jason che abbiamo già ritrovato.-
La logica dell'ex campione di scacchi era inoppugnabile.
-Mi dispiace, Jason-, riprese la comunicazione radio del comandante, -dobbiamo proteggerci. Quartz-2 ha con certezza generato una tua copia e noi non sappiamo chi sia quello vero. Uno dei due probabilmente è stato ucciso e se fossi tu l'assassino, qui saremmo tutti in pericolo.-
-Jeremia, non puoi chiudermi fuori! Sei il responsabile dell'equipaggio e non puoi lasciarmi qui col rischio di morire!-
-Jason, mi dispiace. Sei già abituato a sopravvivere senza tuta spaziale all'esterno dei moduli. Non possiamo rischiare. Abbiamo bisogno di più informazioni. L'accesso è negato. Ripeto: negato.-
-Questa me la paghi, Morr! Giuro che me la paghi, maledetto tedesco!-
-Mi dispiace, Jason. Abbiamo bisogno di dati aggiuntivi, verifiche. Poi, se risulti essere davvero tu, ti faremo entrare e ti metteremo in quarantena. Per ora non puoi entrare. Chiudo.-
I tre restarono ad ascoltare una fila di imprecazioni del biologo inglese. Dalla Terra giunse intanto la risposta. Non potevano dare indicazioni, mancavano troppi elementi. Dovevano lasciare la decisione al personale su Qz-2, ma consigliavano estrema prudenza. La Emerald intanto stava per entrare in orbita intorno al pianeta.
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