Quartz-2. Capitolo 6. Un difficile dilemma.
di
Yuko
genere
fantascienza
Capitolo 6
La stella rossa si stava avvicinando al tramonto. Occorreva prendere una decisione, agire, fare un passo avanti.
-Vi segnalo, a questo proposito, che Jason è ricomparso qua fuori. È seduto qui vicino e forse sta aspettando che di sapere qualcosa.- Riprese a dire Blue dopo un'occhiata alla strumentazione per il controllo all'esterno. -Per completezza-, aggiunse il pilota della Amethyst, controllando alcuni foglietti usciti da poco dalle stampanti di sistema, -vi posso anche dire che i sensori hanno segnalato anche movimenti nei pressi sia della Amy-1 che della Amy-2, il tutto mentre Jason, chiamiamolo così, era già arrivato qua di fronte.-
-C'è qualcos'altro che si muove qui intorno.- Disse Wolff guardando Morr, che passeggiava nervosamente nello stretto spazio della hall, cercando di farsi venire qualche idea.
-Allora.- Il comandante riportò tutti al tavolo. -Dobbiamo risolvere il problema che sta aspettando lì fuori.- Disse indicando con il pollice, rivolto dietro alla schiena, l'ambiente in cui stazionava Vael.
-Krasnyj, facci una sintesi. Ci servono idee.-
-Dunque.- Il chimico si mise in piedi sistemando alcuni appunti a penna, davanti a sé.
-È ormai un dato di fatto che gli esseri viventi di Quartz-2 abbiano generato almeno una copia di uno di noi, cioè Jason Vael. Tra quello in cella frigorifera e l'altro vivo e vegeto qua fuori, uno dei due sicuramente è falso. È anche possibile che in giro ci siano altri animali con le nostre fattezze, forse una copia della dottoressa Nikura.-
-Questa ipotesi mi sembra assurda.- Si intromise la scienziata.
-Aspetta, Yuko-, intervenne Jeremia, - stiamo lavorando su ipotesi. Abbiamo quasi solo ipotesi e pochissime evidenze concrete. Continua, Andrei, per favore.-
-Esatto, grazie. Questo pianeta ha dimostrato di riprodurre i nostri pensieri ricorrenti, ripetuti frequentemente e tu, gentile collega del Sol Levante, eri continuamente nella testa, nei pensieri e nelle parole di Jason, da quando, almeno, la Emerald è partita dalla Terra. Abbiamo una traccia sul diario trovato sulla Amy-1 e ultimamente abbiamo anche segnalazioni di esseri di grandi dimensioni in movimento attorno alle due capsule Amy piazzate sul territorio. Ok finora?-
-Perfetto, Andrei. Questa è la sintesi e le ipotesi di lavoro.- Concluse soddisfatto il capo della spedizione. -Discutiamo ora di cosa fare con la persona qui fuori. È un umano? Una copia finta? Lo facciamo entrare? Dobbiamo eliminarlo?-
-Eliminarlo no di sicuro. Non sappiamo nulla di lui. Potrebbe essere veramente il professor Vael.- Iniziò il dibattito Hodei, il chimico spagnolo.
-Sia anche chiaro che quell'essere di cui non sappiamo nulla, qui dentro non deve entrare, assolutamente.- Intervenne subito Vandal, l'italiano addestrato al combattimento, unico soldato della spedizione.-
-Ma cosa vuoi fare, Mauro. Lasciarlo fuori?- Rispose Wolff.
-Nielsen, quell'essere qui NON DEVE ENTRARE. Ne va della sicurezza di tutti. Se è un alieno ci ammazzerà tutti. Uno di noi è già verosimilmente morto e non sappiamo se per malattia o perchè è stato assassinato da un animale o una pianta di Quartz-2. Questa determinazione non deve essere messa in discussione, Morr.- Aggiunse poi, rivolgendosi al comandante. -A meno che dalla Terra diano disposizioni precise e ci venga trasmesso un serio piano a salvaguardia della nostra tutela.-
-E qui dentro infatti non entrerà, almeno prima che sia stata accertata la sua natura umana.- Confermò il capo spedizione.
-Appunto, dobbiamo esaminarlo, sottoporlo ad accertamenti.- Disse Krasnyj e tutti si rivolsero alla dottoressa asiatica, l'unica con qualifiche mediche. -Che ne dici Yuko?-
-Sono d'accordo con Mauro e naturalmente con Jeremia. Bisogna capire se l'ipotetico Jason è veramente il professor Vael.- Cominciò la nipponica, alzandosi in piedi, mentre gli altri si accomodavano sui loro scranni. -Ora, per ottenere dati di imaging, una TAC o anche un'ecografia, Jason dovrebbe entrare necessariamente all'interno della Emerald. La TAC, infatti, non è spostabile, e l'ecografo, all'esterno, non potrebbe funzionare per l'eccessivo campo magnetico; per sottoporlo a questi esami, Jason deve per forza entrare qui. Siamo sicuri che tutti insieme non riusciamo a controllarlo, sempre ammesso che voglia farsi analizzare?-
-Lo escludo in maniera categorica.- Rispose subito Vandal. -Non abbiamo alcuna informazione su di lui, della sua forza e dei suoi poteri, di come riesce a utilizzare i campi magnetici e le strutture del pianeta. Potrebbe essere fortissimo e incontrollabile, potrebbe nuocere a tutti o anche solo a qualcuno di noi, oppure danneggiarci gli strumenti e le strutture portanti rendendoci impossibile la sopravvivenza o il ritorno sulla Terra.- L'esperienza militare dell'italiano venne immediatamente alla luce, con soddisfazione dei due comandanti.
-Yuko, ipotesi scartata.- Suggellò Wolff.
-D'accordo-, incassò l'orientale, -posso fargli un'accurata visita medica, almeno un prelievo di sangue, per fare qualche esame e studiare la sua composizione. Ormai abbiamo apparecchiature che possono fornirci dati precisi anche sui composti derivati dal silicio.-restare da sola quando esegue le sue valutazioni.-
-Si, Mauro, ma ci hai anche detto che potrebbe potenzialmente farci fuori tutti, anche se, insieme, accompagnassimo Yuko.- Fece osservare Blue.
-Quindi?- Jeremia premeva per arrivare a una soluzione.
-Potremmo attrezzare una capsula Amy qui vicino, riempirla di telecamere e sensori e far spostare lì il professor Vael, per controllare meglio la situazione e ridurre i rischi.- Suggerì Nielsen Wolff.
-Sì, questa è una buona idea. Ma il rischio, anche accompagnando Yuko e eseguendo gli accertamenti in una capsula Amy, non sarà mai azzerabile.- Accettò Morr.
Tutti convennero che non era possibile annullare del tutto ogni rischio, anche collaborando tutti insieme per costringere Jason a sottoporsi alle analisi. Non si poteva far rientrare Jason nella Amethyst senza averlo sottoposto ad alcuna analisi, né tanto meno abbandonarlo fuori.
Fu in quel momento che Vael, da fuori, riprese a chiamare: -Morr, fatemi entrare. Siete in tanti, ora. Di cosa avete paura?-
Si spostarono tutti di corsa nella sala radio della Amethyst.
-Ciao Jason-, prese la parola Jeremia, -Sono arrivati sulla Emerald anche la Nikura, Wolff, Vandal e Ochoa. È tutta la mattina che discutiamo di te.-
-Bene, bravi. Ora però fatemi entrare.-
Yuko si avvicinò all'apparecchiatura radio. Posò una mano sul microfono per schermarlo: -Non dirgli nulla dei risultati dell'autopsia, Jeremia.-
Il tedesco annuì, mentre la dottoressa si preparava a parlare alla radio.
-Ciao Jason, sono Yuko.-
-Yuko! Finalmente sei arrivata. Fammi entrare, dai. Spiega tu agli altri che non hanno nulla da temere.- L'asiatica alzò lo sguardo incrociando le espressioni preoccupate del resto dell'equipaggio.
-Dobbiamo fare degli esami, ti dobbiamo analizzare prima di farti entrare.-
-Ma va! Che idea stupida. Non serve alcun esame. Fammi entrare e ne parliamo.-
Vandal si schiarì la voce per ricordare alla biologa le decisioni già prese. La donna annuì per rassicurarlo.
-No, Jason, ti devo visitare e prelevare un campione di sangue fuori dalla Amethyst. Stiamo attrezzando una capsula Amy da mettere qui vicino, anche per farti dormire al coperto.-
Wolff e Blue intanto si adoperarono per allestire subito la Amy-3 da depositare a breve distanza, con connessioni via cavo, sensori e telecamere.
-Togliete il cibo e per quanto possibile ogni sostanza a base di carbonio organico-, indicò Krasnyj, -dobbiamo impedire che gli alieni abbiano accesso a molecole composte da carbonio.-
-Non se ne parla per nulla, Yuko-, continuava, intanto, il biologo inglese, -non mi preleverete neanche una goccia di sangue se prima non mi fate rientrare. Poi, nel caso, ne parliamo!-
Jason sembrava inamovibile.
-E allora resterà fuori.- Concluse Morr.
-Non basta un campione di urine?- Chiese Vandal.
-No, Mauro.- La risposta dell'asiatica. -Nelle urine c'è quasi solo acqua e sali, e negli organismi quartziani l'acqua è presente. Mi servono cellule, proteine, materia organica in grande quantità, zuccheri, molecole, come nel sangue, oppure...- Yuko si fermò.
-Oppure?-
-Lascia stare, mi era venuta un'idea assurda.-
-Che idea?- Andrei si fece vicino.
-Un'idea stupida.-
-Nessuna idea è stupida, Yuko. Non sappiamo che pesci pigliare, ci troviamo in una situazione incasinata da cui non possiamo uscire se non prendendoci comunque dei rischi.-
-C'è un altro liquido biologico che si potrebbe prelevare e analizzare, che potremmo ottenere senza un'azione coatta, forse con uno spontaneo coinvolgimento di Vael. Ma no...-
-Sarebbe fantastico. Che liquido? Il sudore?- Insisteva Andrei.
-Lo sperma.-
-Eeeeeh?- Jeremia strabuzzò gli occhi.
-Lo sperma sarebbe analizzabile. Ha molte cellule e sostanze organiche. Sarebbe sufficiente per capire di che cosa è fatto il Vael che staziona qui fuori.- Spiegò la donna, con un tono come di sconfitta che lasciava intendere quanto la dottoressa era andata avanti nello sviluppo dell'idea che le era balenata nella mente.
-E come pensi di ottenerlo?- La incalzava, intanto, Krasnyj, interessato, ma scettico. -Mandiamo Blue a fargli una sega e riempiamo le provette da analizzare?-
Yuko si voltò, scuotendo la testa e con un lungo sospiro, senza rispondere nulla, uscì dalla sala radio.
-Perchè se ne va? Non gli è piaciuta l'idea di Blue?- Chiese il russo a Morr.
-Andrei, perchè quella dello sperma è un'ottima idea. La migliore, forse anche l'unica praticabile. Però deve andare lei. Solo lei ha la possibilità di far sì che spontaneamente Jason le doni un suo campione di sperma, che poi potremo analizzare.-
-E come può farlo?-
-Cazzo, Andrei. Deve offrirsi sessualmente a un individuo che potenzialmente potrebbe essere un alieno, forse anche pericoloso. Deve mettergliela in mano, ammesso che questo Jason sia ancora interessato a scoparsela.-
La situazione sembrava sbloccata, anche se la soluzione, l'unica perseguibile con una buona, anche se solo ipotetica, possibilità di successo, comportava un enorme sacrificio.
Jason, da fuori aveva ricominciato a urlare e pretendere di entrare, a fu azzittito seccamente da Mauro, il militare.
La Amy-3 era pronta per essere piazzata in prossimità dei due moduli di atterraggio, ma collegata solo da cavi. In quel poco tempo il campo magnetico non avrebbe dovuto rovinare il cablaggio.
Nella Amy-3 era previsto che potesse avvenire l'incontro sessuale tra Vael e Yuko.
Nelle due astronavi gravava un silenzio come di una condanna a morte, in cui il ronzio del campo magnetico di Qz-2 ritornava padrone, opprimente, inquietante e fastidioso.
Morr e Wolff raggiunsero la giapponese nella sua cameretta.
-Yuko, sai che non posso ordinarti di farlo.- Esordì il capo spedizione, sedendosi di fronte al letto su cui si era sdraiata la dottoressa. La donna si era levata le scarpe e restava a piedi nudi, sdraiata, le gambe semi piegate, la testa appoggiata a una mano, pensosa. Sembrava così minuta e piccola, in quella posizione di abbandono. Un'immagine di debolezza, fragilità e bisogno che stimolava un senso di protezione paterna che metteva a dura prova i due comandanti. Il desiderio di abbracciarla, consolarla, proteggerla si imponeva, contrastando con i freddi e asettici atteggiamenti imposti dalla posizione di comando.
-Mi dispiace, Yuko-, proseguì Nielsen Wolff, -quando ti sei imbarcata sulla Emerald pensavi che saresti stata incaricata di ben altro. Studiare nuove forme di vita, vegetale e probabilmente anche animale, prenderti cura dell'equipaggio, fare nuove meravigliose ed entusiasmanti ricerche e scoperte...-
-Già-, ammise la dottoressa, -prendermi cura dell'equipaggio.-
-Se non vuoi, se non te la senti, se hai paura, Yuko, nessuno ti può imporre di farlo. Troveremo un'altra soluzione; metteremo Jason in quarantena, un modo lo troviamo.-
-No, Jeremia. Grazie Nielsen. Devo farlo io.- Disse l'asiatica, rimettendosi a sedere. -Sperando che questo Jason sia ancora interessato a fare sesso con me.-
Solo ora che si era messa seduta, una lacrima affiorò da una palpebra della scienziata, scivolando vicino al naso e trascinandosi una riga nera del trucco.
Jeremia le si avvicinò e la abbracciò. Yuko lo strinse a sé lasciandosi andare a un pianto liberatorio.
Krasnyj si affacciò per un attimo alla porta della camera: -Tutto bene?-
Nielsen gli fece segno con la mano che era tutto ok.
Poco dopo erano di nuovo tutti nella sala riunioni della Emerald, decisi e operativi. Il crepuscolo si stava avvicinando e occorreva sbloccare la situazione.
La Amy-3 era pronta. Era stata offerta a Jason come ricovero temporaneo e per rassicurarlo della buona volontà dell'equipaggio, ma Morr e Wolff erano stati categorici con lui. L'inglese non sarebbe entrato nella Amethyst se non si fosse sottoposto a un prelievo di sangue, e su questo punto, senza un accordo, la trattativa si era bloccata.
Qui sarebbe entrata in gioco Yuko.
La dottoressa avrebbe finto di infrangere le regole per uscire dalla Emerald e incontrare Jason nella Amy-3, a insaputa dell'intero equipaggio. Avrebbe dovuto sedurre Vael e prelevare un campione di sperma da riportare ai laboratori per essere sottoposto alle analisi.
Sarebbe stata da sola, anche se teoricamente, se la psiche di Vael non era cambiata, non sarebbe stata in condizioni di pericolo. Si dovevano in ogni caso affrontare numerose incognite.
Il loro incontro sarebbe stato controllato da numerose telecamere nascoste e tutti sarebbero stati pronti a intervenire, soprattutto Vandal, anche se le poche armi a lui a disposizione non erano state testate per ferire organismi a base di silicio e contro cui avrebbero potuto rivelarsi del tutto inefficaci.
-Te la senti? Sei sicura di farcela?- Chiese ancora il comandante, premuroso, mettendo una mano sulla spalla all'astronauta che si stava vestendo della tuta spaziale.
La giapponese sorrise: -Grazie, Jeremia. Penso di sapere molto bene come sedurre un uomo. In particolare Jason. L'unico problema potrebbe insorgere se in realtà non fosse più lui; se fosse diventato refrattario alle donne o al sesso in generale.-
-Su questo non credo che ci saranno dubbi-, la rincuorò Blue, -o è veramente lui, e ti garantisco che non faceva che parlare di te, ti sognava ogni momento, oppure, se è una copia quartziana, questa deve necessariamente ricalcare oltre che la sua forma, anche tutti quei pensieri ricorrenti che Jason si è trascinato dietro quando era alla Amy-1 e che sono stati decodificati e ricopiati dagli esseri quartziani, come finora è sempre successo.-
-Già-, aggiunse Krasnyj, -e chissà se veramente su Quartz-2 sta girando un'altra Yuko di silicio.-
-Ah! Sai già dove mettere lo... Il campione biologico?-
-Certo!- E Yuko mostrò due o tre confezioni di preservativi, colorate e integre.
-Ma dottoressa Nikura!- Tutti guardarono la giapponese con sorrisi maliziosi ed espressioni ammiccanti.
-Be', cosa pensavate di me? Non sono una suora. Insomma, sono anch'io un essere umano, e stare in spedizione per così tante settimane, da sola in mezzo a molti uomini forti e pieni di ormoni fino alle orecchie... Meglio premunirsi.-
-Hai capito la esobiologa, che tipo di ricerche e casistiche si era prefissata?- Disse Blue e tutti scoppiarono a ridere. La tensione si era allentata e ora l'attenzione doveva ritornare massima.
Dopo un ultimo sospiro della giapponese, Morr e Ochoa la aiutarono ad agganciare il casco. Yuko aveva assicurato che al di sotto della tuta si era dotata di indumenti appositamente scelti per lo scopo prefissato.
-Mi raccomando-, aggiunse la donna, -tenetemi bene sotto controllo con i monitor, ma se possibile, cercate di non stare, proprio tutti, appiccicati agli schermi, a vedervi questo film 'asian space seduction' offerto gratis dalla Youporn-Emerald broadcasting space corporation. Ok?-
La stella rossa si stava avvicinando al tramonto. Occorreva prendere una decisione, agire, fare un passo avanti.
-Vi segnalo, a questo proposito, che Jason è ricomparso qua fuori. È seduto qui vicino e forse sta aspettando che di sapere qualcosa.- Riprese a dire Blue dopo un'occhiata alla strumentazione per il controllo all'esterno. -Per completezza-, aggiunse il pilota della Amethyst, controllando alcuni foglietti usciti da poco dalle stampanti di sistema, -vi posso anche dire che i sensori hanno segnalato anche movimenti nei pressi sia della Amy-1 che della Amy-2, il tutto mentre Jason, chiamiamolo così, era già arrivato qua di fronte.-
-C'è qualcos'altro che si muove qui intorno.- Disse Wolff guardando Morr, che passeggiava nervosamente nello stretto spazio della hall, cercando di farsi venire qualche idea.
-Allora.- Il comandante riportò tutti al tavolo. -Dobbiamo risolvere il problema che sta aspettando lì fuori.- Disse indicando con il pollice, rivolto dietro alla schiena, l'ambiente in cui stazionava Vael.
-Krasnyj, facci una sintesi. Ci servono idee.-
-Dunque.- Il chimico si mise in piedi sistemando alcuni appunti a penna, davanti a sé.
-È ormai un dato di fatto che gli esseri viventi di Quartz-2 abbiano generato almeno una copia di uno di noi, cioè Jason Vael. Tra quello in cella frigorifera e l'altro vivo e vegeto qua fuori, uno dei due sicuramente è falso. È anche possibile che in giro ci siano altri animali con le nostre fattezze, forse una copia della dottoressa Nikura.-
-Questa ipotesi mi sembra assurda.- Si intromise la scienziata.
-Aspetta, Yuko-, intervenne Jeremia, - stiamo lavorando su ipotesi. Abbiamo quasi solo ipotesi e pochissime evidenze concrete. Continua, Andrei, per favore.-
-Esatto, grazie. Questo pianeta ha dimostrato di riprodurre i nostri pensieri ricorrenti, ripetuti frequentemente e tu, gentile collega del Sol Levante, eri continuamente nella testa, nei pensieri e nelle parole di Jason, da quando, almeno, la Emerald è partita dalla Terra. Abbiamo una traccia sul diario trovato sulla Amy-1 e ultimamente abbiamo anche segnalazioni di esseri di grandi dimensioni in movimento attorno alle due capsule Amy piazzate sul territorio. Ok finora?-
-Perfetto, Andrei. Questa è la sintesi e le ipotesi di lavoro.- Concluse soddisfatto il capo della spedizione. -Discutiamo ora di cosa fare con la persona qui fuori. È un umano? Una copia finta? Lo facciamo entrare? Dobbiamo eliminarlo?-
-Eliminarlo no di sicuro. Non sappiamo nulla di lui. Potrebbe essere veramente il professor Vael.- Iniziò il dibattito Hodei, il chimico spagnolo.
-Sia anche chiaro che quell'essere di cui non sappiamo nulla, qui dentro non deve entrare, assolutamente.- Intervenne subito Vandal, l'italiano addestrato al combattimento, unico soldato della spedizione.-
-Ma cosa vuoi fare, Mauro. Lasciarlo fuori?- Rispose Wolff.
-Nielsen, quell'essere qui NON DEVE ENTRARE. Ne va della sicurezza di tutti. Se è un alieno ci ammazzerà tutti. Uno di noi è già verosimilmente morto e non sappiamo se per malattia o perchè è stato assassinato da un animale o una pianta di Quartz-2. Questa determinazione non deve essere messa in discussione, Morr.- Aggiunse poi, rivolgendosi al comandante. -A meno che dalla Terra diano disposizioni precise e ci venga trasmesso un serio piano a salvaguardia della nostra tutela.-
-E qui dentro infatti non entrerà, almeno prima che sia stata accertata la sua natura umana.- Confermò il capo spedizione.
-Appunto, dobbiamo esaminarlo, sottoporlo ad accertamenti.- Disse Krasnyj e tutti si rivolsero alla dottoressa asiatica, l'unica con qualifiche mediche. -Che ne dici Yuko?-
-Sono d'accordo con Mauro e naturalmente con Jeremia. Bisogna capire se l'ipotetico Jason è veramente il professor Vael.- Cominciò la nipponica, alzandosi in piedi, mentre gli altri si accomodavano sui loro scranni. -Ora, per ottenere dati di imaging, una TAC o anche un'ecografia, Jason dovrebbe entrare necessariamente all'interno della Emerald. La TAC, infatti, non è spostabile, e l'ecografo, all'esterno, non potrebbe funzionare per l'eccessivo campo magnetico; per sottoporlo a questi esami, Jason deve per forza entrare qui. Siamo sicuri che tutti insieme non riusciamo a controllarlo, sempre ammesso che voglia farsi analizzare?-
-Lo escludo in maniera categorica.- Rispose subito Vandal. -Non abbiamo alcuna informazione su di lui, della sua forza e dei suoi poteri, di come riesce a utilizzare i campi magnetici e le strutture del pianeta. Potrebbe essere fortissimo e incontrollabile, potrebbe nuocere a tutti o anche solo a qualcuno di noi, oppure danneggiarci gli strumenti e le strutture portanti rendendoci impossibile la sopravvivenza o il ritorno sulla Terra.- L'esperienza militare dell'italiano venne immediatamente alla luce, con soddisfazione dei due comandanti.
-Yuko, ipotesi scartata.- Suggellò Wolff.
-D'accordo-, incassò l'orientale, -posso fargli un'accurata visita medica, almeno un prelievo di sangue, per fare qualche esame e studiare la sua composizione. Ormai abbiamo apparecchiature che possono fornirci dati precisi anche sui composti derivati dal silicio.-restare da sola quando esegue le sue valutazioni.-
-Si, Mauro, ma ci hai anche detto che potrebbe potenzialmente farci fuori tutti, anche se, insieme, accompagnassimo Yuko.- Fece osservare Blue.
-Quindi?- Jeremia premeva per arrivare a una soluzione.
-Potremmo attrezzare una capsula Amy qui vicino, riempirla di telecamere e sensori e far spostare lì il professor Vael, per controllare meglio la situazione e ridurre i rischi.- Suggerì Nielsen Wolff.
-Sì, questa è una buona idea. Ma il rischio, anche accompagnando Yuko e eseguendo gli accertamenti in una capsula Amy, non sarà mai azzerabile.- Accettò Morr.
Tutti convennero che non era possibile annullare del tutto ogni rischio, anche collaborando tutti insieme per costringere Jason a sottoporsi alle analisi. Non si poteva far rientrare Jason nella Amethyst senza averlo sottoposto ad alcuna analisi, né tanto meno abbandonarlo fuori.
Fu in quel momento che Vael, da fuori, riprese a chiamare: -Morr, fatemi entrare. Siete in tanti, ora. Di cosa avete paura?-
Si spostarono tutti di corsa nella sala radio della Amethyst.
-Ciao Jason-, prese la parola Jeremia, -Sono arrivati sulla Emerald anche la Nikura, Wolff, Vandal e Ochoa. È tutta la mattina che discutiamo di te.-
-Bene, bravi. Ora però fatemi entrare.-
Yuko si avvicinò all'apparecchiatura radio. Posò una mano sul microfono per schermarlo: -Non dirgli nulla dei risultati dell'autopsia, Jeremia.-
Il tedesco annuì, mentre la dottoressa si preparava a parlare alla radio.
-Ciao Jason, sono Yuko.-
-Yuko! Finalmente sei arrivata. Fammi entrare, dai. Spiega tu agli altri che non hanno nulla da temere.- L'asiatica alzò lo sguardo incrociando le espressioni preoccupate del resto dell'equipaggio.
-Dobbiamo fare degli esami, ti dobbiamo analizzare prima di farti entrare.-
-Ma va! Che idea stupida. Non serve alcun esame. Fammi entrare e ne parliamo.-
Vandal si schiarì la voce per ricordare alla biologa le decisioni già prese. La donna annuì per rassicurarlo.
-No, Jason, ti devo visitare e prelevare un campione di sangue fuori dalla Amethyst. Stiamo attrezzando una capsula Amy da mettere qui vicino, anche per farti dormire al coperto.-
Wolff e Blue intanto si adoperarono per allestire subito la Amy-3 da depositare a breve distanza, con connessioni via cavo, sensori e telecamere.
-Togliete il cibo e per quanto possibile ogni sostanza a base di carbonio organico-, indicò Krasnyj, -dobbiamo impedire che gli alieni abbiano accesso a molecole composte da carbonio.-
-Non se ne parla per nulla, Yuko-, continuava, intanto, il biologo inglese, -non mi preleverete neanche una goccia di sangue se prima non mi fate rientrare. Poi, nel caso, ne parliamo!-
Jason sembrava inamovibile.
-E allora resterà fuori.- Concluse Morr.
-Non basta un campione di urine?- Chiese Vandal.
-No, Mauro.- La risposta dell'asiatica. -Nelle urine c'è quasi solo acqua e sali, e negli organismi quartziani l'acqua è presente. Mi servono cellule, proteine, materia organica in grande quantità, zuccheri, molecole, come nel sangue, oppure...- Yuko si fermò.
-Oppure?-
-Lascia stare, mi era venuta un'idea assurda.-
-Che idea?- Andrei si fece vicino.
-Un'idea stupida.-
-Nessuna idea è stupida, Yuko. Non sappiamo che pesci pigliare, ci troviamo in una situazione incasinata da cui non possiamo uscire se non prendendoci comunque dei rischi.-
-C'è un altro liquido biologico che si potrebbe prelevare e analizzare, che potremmo ottenere senza un'azione coatta, forse con uno spontaneo coinvolgimento di Vael. Ma no...-
-Sarebbe fantastico. Che liquido? Il sudore?- Insisteva Andrei.
-Lo sperma.-
-Eeeeeh?- Jeremia strabuzzò gli occhi.
-Lo sperma sarebbe analizzabile. Ha molte cellule e sostanze organiche. Sarebbe sufficiente per capire di che cosa è fatto il Vael che staziona qui fuori.- Spiegò la donna, con un tono come di sconfitta che lasciava intendere quanto la dottoressa era andata avanti nello sviluppo dell'idea che le era balenata nella mente.
-E come pensi di ottenerlo?- La incalzava, intanto, Krasnyj, interessato, ma scettico. -Mandiamo Blue a fargli una sega e riempiamo le provette da analizzare?-
Yuko si voltò, scuotendo la testa e con un lungo sospiro, senza rispondere nulla, uscì dalla sala radio.
-Perchè se ne va? Non gli è piaciuta l'idea di Blue?- Chiese il russo a Morr.
-Andrei, perchè quella dello sperma è un'ottima idea. La migliore, forse anche l'unica praticabile. Però deve andare lei. Solo lei ha la possibilità di far sì che spontaneamente Jason le doni un suo campione di sperma, che poi potremo analizzare.-
-E come può farlo?-
-Cazzo, Andrei. Deve offrirsi sessualmente a un individuo che potenzialmente potrebbe essere un alieno, forse anche pericoloso. Deve mettergliela in mano, ammesso che questo Jason sia ancora interessato a scoparsela.-
La situazione sembrava sbloccata, anche se la soluzione, l'unica perseguibile con una buona, anche se solo ipotetica, possibilità di successo, comportava un enorme sacrificio.
Jason, da fuori aveva ricominciato a urlare e pretendere di entrare, a fu azzittito seccamente da Mauro, il militare.
La Amy-3 era pronta per essere piazzata in prossimità dei due moduli di atterraggio, ma collegata solo da cavi. In quel poco tempo il campo magnetico non avrebbe dovuto rovinare il cablaggio.
Nella Amy-3 era previsto che potesse avvenire l'incontro sessuale tra Vael e Yuko.
Nelle due astronavi gravava un silenzio come di una condanna a morte, in cui il ronzio del campo magnetico di Qz-2 ritornava padrone, opprimente, inquietante e fastidioso.
Morr e Wolff raggiunsero la giapponese nella sua cameretta.
-Yuko, sai che non posso ordinarti di farlo.- Esordì il capo spedizione, sedendosi di fronte al letto su cui si era sdraiata la dottoressa. La donna si era levata le scarpe e restava a piedi nudi, sdraiata, le gambe semi piegate, la testa appoggiata a una mano, pensosa. Sembrava così minuta e piccola, in quella posizione di abbandono. Un'immagine di debolezza, fragilità e bisogno che stimolava un senso di protezione paterna che metteva a dura prova i due comandanti. Il desiderio di abbracciarla, consolarla, proteggerla si imponeva, contrastando con i freddi e asettici atteggiamenti imposti dalla posizione di comando.
-Mi dispiace, Yuko-, proseguì Nielsen Wolff, -quando ti sei imbarcata sulla Emerald pensavi che saresti stata incaricata di ben altro. Studiare nuove forme di vita, vegetale e probabilmente anche animale, prenderti cura dell'equipaggio, fare nuove meravigliose ed entusiasmanti ricerche e scoperte...-
-Già-, ammise la dottoressa, -prendermi cura dell'equipaggio.-
-Se non vuoi, se non te la senti, se hai paura, Yuko, nessuno ti può imporre di farlo. Troveremo un'altra soluzione; metteremo Jason in quarantena, un modo lo troviamo.-
-No, Jeremia. Grazie Nielsen. Devo farlo io.- Disse l'asiatica, rimettendosi a sedere. -Sperando che questo Jason sia ancora interessato a fare sesso con me.-
Solo ora che si era messa seduta, una lacrima affiorò da una palpebra della scienziata, scivolando vicino al naso e trascinandosi una riga nera del trucco.
Jeremia le si avvicinò e la abbracciò. Yuko lo strinse a sé lasciandosi andare a un pianto liberatorio.
Krasnyj si affacciò per un attimo alla porta della camera: -Tutto bene?-
Nielsen gli fece segno con la mano che era tutto ok.
Poco dopo erano di nuovo tutti nella sala riunioni della Emerald, decisi e operativi. Il crepuscolo si stava avvicinando e occorreva sbloccare la situazione.
La Amy-3 era pronta. Era stata offerta a Jason come ricovero temporaneo e per rassicurarlo della buona volontà dell'equipaggio, ma Morr e Wolff erano stati categorici con lui. L'inglese non sarebbe entrato nella Amethyst se non si fosse sottoposto a un prelievo di sangue, e su questo punto, senza un accordo, la trattativa si era bloccata.
Qui sarebbe entrata in gioco Yuko.
La dottoressa avrebbe finto di infrangere le regole per uscire dalla Emerald e incontrare Jason nella Amy-3, a insaputa dell'intero equipaggio. Avrebbe dovuto sedurre Vael e prelevare un campione di sperma da riportare ai laboratori per essere sottoposto alle analisi.
Sarebbe stata da sola, anche se teoricamente, se la psiche di Vael non era cambiata, non sarebbe stata in condizioni di pericolo. Si dovevano in ogni caso affrontare numerose incognite.
Il loro incontro sarebbe stato controllato da numerose telecamere nascoste e tutti sarebbero stati pronti a intervenire, soprattutto Vandal, anche se le poche armi a lui a disposizione non erano state testate per ferire organismi a base di silicio e contro cui avrebbero potuto rivelarsi del tutto inefficaci.
-Te la senti? Sei sicura di farcela?- Chiese ancora il comandante, premuroso, mettendo una mano sulla spalla all'astronauta che si stava vestendo della tuta spaziale.
La giapponese sorrise: -Grazie, Jeremia. Penso di sapere molto bene come sedurre un uomo. In particolare Jason. L'unico problema potrebbe insorgere se in realtà non fosse più lui; se fosse diventato refrattario alle donne o al sesso in generale.-
-Su questo non credo che ci saranno dubbi-, la rincuorò Blue, -o è veramente lui, e ti garantisco che non faceva che parlare di te, ti sognava ogni momento, oppure, se è una copia quartziana, questa deve necessariamente ricalcare oltre che la sua forma, anche tutti quei pensieri ricorrenti che Jason si è trascinato dietro quando era alla Amy-1 e che sono stati decodificati e ricopiati dagli esseri quartziani, come finora è sempre successo.-
-Già-, aggiunse Krasnyj, -e chissà se veramente su Quartz-2 sta girando un'altra Yuko di silicio.-
-Ah! Sai già dove mettere lo... Il campione biologico?-
-Certo!- E Yuko mostrò due o tre confezioni di preservativi, colorate e integre.
-Ma dottoressa Nikura!- Tutti guardarono la giapponese con sorrisi maliziosi ed espressioni ammiccanti.
-Be', cosa pensavate di me? Non sono una suora. Insomma, sono anch'io un essere umano, e stare in spedizione per così tante settimane, da sola in mezzo a molti uomini forti e pieni di ormoni fino alle orecchie... Meglio premunirsi.-
-Hai capito la esobiologa, che tipo di ricerche e casistiche si era prefissata?- Disse Blue e tutti scoppiarono a ridere. La tensione si era allentata e ora l'attenzione doveva ritornare massima.
Dopo un ultimo sospiro della giapponese, Morr e Ochoa la aiutarono ad agganciare il casco. Yuko aveva assicurato che al di sotto della tuta si era dotata di indumenti appositamente scelti per lo scopo prefissato.
-Mi raccomando-, aggiunse la donna, -tenetemi bene sotto controllo con i monitor, ma se possibile, cercate di non stare, proprio tutti, appiccicati agli schermi, a vedervi questo film 'asian space seduction' offerto gratis dalla Youporn-Emerald broadcasting space corporation. Ok?-
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