Quartz-2. Capitolo 5. Arriva la Emerald.

di
genere
fantascienza

Capitolo 5

La notte fu terribile.
Il biologo continuava a chiamare, implorare e imprecare, tanto che a un certo punto diventò necessario interrompere il contatto radio con lui.
L'arrivo della Emerald fu invece confermato, regolarmente e senza complicazioni, nell'atmosfera del pianeta alieno. Alle prime luci del giorno la seconda spedizione avrebbe intrapreso l'aqquarzaggio.
La mattina successiva la nana rossa sorse regolarmente annunciando una nuova alba sul pianeta di silicio.
Fu riaperta la comunicazione radio con l'esterno, senza però ricevere alcun segnale da Vael.
Sulla Emerald, invece, gli scambi verbali erano concitati e frequenti. Le operazioni di aqquarzaggio erano già cominciate. Il comandante e primo pilota, Nielsen Wolff, dovette faticare non poco per riuscire a depositarsi subito in prossimità della Amethyst, immerso in quel campo magnetico che interferiva con tutti gli strumenti elettronici, per evitare un successivo delicato e molto complicato riposizionamento, ma a metà mattinata i due moduli erano sistemati e agganciati, con un corto corridoio che permetteva un passaggio senza difficoltà tra le due strutture.
Era stato già deciso dalla Terra che il comando dell'intera spedizione e dei due equipaggi sarebbe rimasto a Jeremia Morr, mentre lo svedese Wolff sarebbe stato il comandante in seconda.
I due equipaggi riuniti, dopo i settaggi degli strumenti e le verifiche dei rispettivi funzionamenti, si trovarono immediatamente nella sala riunioni della Emerald, più ampia rispetto a quella della Amethyst.
In pochi minuti fu condiviso tutto il decorso delle ultime settimane quartziane, in particolare quanto successo negli ultimi giorni.
I quattro nuovi arrivati seguivano con estrema attenzione i resoconti e le possibili ipotesi dei tre superstiti della prima missione. L'intera riunione veniva intanto trasmessa in diretta sulla Terra, ma una concreta interazione non sarebbe stata realmente possibile, vista la latenza della comunicazione che impiegava più di sei minuti per raggiungere la base europea e altrettanti per poter decifrare una risposta di ritorno.
Tutti gli sguardi si diressero verso la dottoressa Nikura, la giapponese esobiologa e medico spaziale, cui spettava il compito di provare a dare nuova luce a quanto era successo, una migliore chiave di lettura.
La scienziata si era presentata con una specie di cuffietta di cotone che le ricopriva la chioma nera, con una rappresentazione in ideogrammi giapponesi e una stampa di un disegno di Hokusai che riproduceva un grazioso martin pescatore. L'asiatica aveva in effetti tagliato i capelli corti, acconciandoli a caschetto, per evitare che, con il forte campo magnetico, la sua chioma, in passato lunga, ondeggiasse nello spazio, diventando ingestibile, ma aveva optato per mantenere comunque un taglio femminile non troppo corto.
La cuffietta era quindi in ogni caso utile, nonostante la schermatura magnetica, non totale, nei moduli di atterraggio. La donna aveva inoltre confessato al comandante Morr di aver preferito non evidenziare troppo i suoi caratteri femminili per non arrecare troppa turbolenza in un equipaggio composto da uomini che sarebbero rimasti per settimane senza le proprie compagne. Il tedesco aveva approvato la precauzione anche se, ora, vedendo la biologa vestita della divisa di bordo, si stava convincendo che la premura fosse stata, a conti fatti, del tutto ininfluente.
La maglietta attillata evidenziava fin troppo fedelmente le curve del seno e l'istmo della stretta vita che si allargava in fianchi generosamente larghi, sopra un sedere molto ben tornito. La scienziata, inoltre, non aveva saputo rinunciare a un seppur minimo trucco agli occhi. Solo un contorno a matita che però metteva in rilievo la linea orientale dei suoi occhi, lunghi e molto scuri.
-Che ne pensi, Yuko, di tutta questa faccenda?- La interpellò Jeremia, dopo una pausa riflessiva dell'intero team al termine dei resoconti.
-Vael non è impazzito-, iniziò sicura la dottoressa, con un lieve residuo di pronuncia nipponica, che la portava, talvolta, ad accentuare gli accenti sull'ultima sillaba. L'attenzione generale fu subito calamitata intorno a quanto usciva dalla sua bocca, modellata intorno a labbra carnose che costituivano una faticosa sfida per chi la osservava. -Il professore è sempre stato un forte fumatore e anche se gli esami del respiro, le prove spirometriche, risultavano nei limiti della norma, soffre, o forse soffriva, di bronchite cronica ostruttiva.-
Nessuno in realtà stata comprendendo il significato di questa occulta rivelazione.
-Il problema di questa patologia-, spiegò la donna, -è che in presenza di elevate percentuali di ossigeno i soggetti affetti tendono ad accumulare molta anidride carbonica. Questo fenomeno, su Quartz-2, è diventato ancora più consistente a causa della maggiore pressione atmosferica di questo pianeta e dell'elevata percentuale di anidride carbonica presente in questa aria.-
-Il 4% di anidride carbonica ti sembra così tanto?- Obiettò il chimico russo.
-È tantissimo, Andrei. Almeno cento volte più alta che sulla Terra.-
-E quindi?- si intromise Morr.
-Jason ha sicuramente accumulato una gran quantità di anidride carbonica nel suo sangue. Questo determina una carbonarcosi. Mi spiego meglio: una forma di obnubilamento del sensorio, con fenomeni dispercettivi, allucinazioni, scarsa aderenza alla realtà, che può anche arrivare al coma ipercapnico.-
-Potrebbe, allora, essere anche giunto a morte per questa situazione?- Continuò il comandante in capo.
-È un'ipotesi possibile, forse anche probabile.-
-Quindi, le scritte sul diario di bordo della Amy-1, dove descriveva sommariamente il tuo arrivo in anticipo?- Chiese Blue.
-Potrebbe trattarsi di deliri e allucinazioni dovute allo stato di narcosi in cui il prof si è trovato.-
-Ma allora possiamo escludere che Jason abbia realmente incontrato una copia della tua persona, fatta da un animale quartziano?- La incalzò Krasnyj.
La donna sorrise, come divertita da una facezia, ma nessuno poté evitare di notare i denti bianchissimi tra le labbra sensuali e un ulteriore allungamento dei suoi occhi, ridotti per un attimo a due deliziose lunghe fessure.
-Questa ipotesi di un essere vivente identico a me che potrebbe essersi presentato a Jason, la trovo abbastanza bizzarra, ma io sono appena arrivata qui. Non conosco nulla di tutto quello che stanno combinando le forme di vita quartziane.-
-Dovrai farci l'abitudine, Yuko, e anche rapidamente-, concluse Jeremia che, insieme agli altri, sembrava comunque sollevato dalle iniziali conclusioni della biologa, -a iniziare dal fatto che dobbiamo confrontarci con l'evidenza di due copie che sembrano identiche del tuo collega biologo: una in cella frigorifera e uno qua fuori a cui occorrerà al più presto dare una risposta.-
-Sì, dobbiamo immediatamente procedere con una autopsia-, riprese la dottoressa ritornando immediatamente seria e professionale, -Abbiamo portato sulla Emerald delle lame in grado di sezionare anche le strutture di quarzite in fette molto sottili che ci consentiranno analisi microscopiche molto accurate e che potremmo subito impiegare per sezionare il corpo che avete ritrovato.- Disse volgendo lo sguardo verso Mauro Vandal, il tecnico di laboratorio addestrato per il combattimento.
-Possiamo sperimentare i nuovi microtomi, dottoressa.- Rispose subito l'italiano.
-Credo che in questo momento sia la cosa più importante, anche per decidere cosa fare col poveretto che è rimasto là fuori e che aspetta una nostra decisione.- Aggiunse Krasnyj.
Con tutte le precauzioni si riaprì la cella frigorifero. Il corpo di Vael, o presunto tale, era rimasto nella stessa posizione, duro e impietrito.
Le immagini radiologiche ottenute con un ecografo e con una piccola strumentazione di Tomografia Assiale Computerizzata, la classica TAC, apparecchiature portate sulla Ermerald, non diedero alcun risultato utile. La massa corporea era diventata impenetrabile a ultrasuoni e raggi X.
Con sorpresa di Vandal e di Hodei, il chimico spagnolo giunto con la seconda missione, il corpo era veramente pietrificato. Ben diverso da un corpo umano semplicemente irrigidito dal rigor mortis.
La mola di precisione, progettata per sezionare cristalli di quarzite e silicati, impiegò tempo ed energie, ma alla fine furono ottenute sezioni analizzabili a occhio nudo e al microscopio.
All'esterno delle astronavi, intanto, l'altro Vael era scomparso, anche se sia dalla Amy-1 che dalla Amy-2 giunsero segnali di movimenti macroscopici non meglio identificati.
Poche ore dopo la dottoressa Nikura, insieme a Vandal, Hodei e lo stesso Andrei, furono in grado di presentare al resto dell'equipaggio i primi, fondamentali esiti.
-I risultati sono sorprendenti, Jeremia, ma piuttosto che risposte abbiamo nuovi interrogativi.- Iniziò la biologa, rivolgendosi al comandante, e all'intero equipaggio.
Il silenzio regnava sovrano e carico di attesa e di mistero, nella Emerald.
-La massa che abbiamo analizzato, non la definirei proprio un corpo umano-, proseguì l'asiatica, -è morfologicamente uguale a un vero corpo umano, compreso una specie di liquido acquoso al posto del sangue. Le strutture microscopiche sono identiche fin nei più minuti particolari a quelle umane, come i tubuli renali o le cellule del fegato, i globuli rossi, come pure, a livello a occhio nudo, sono identici cuore, cervello, ossa e muscoli.-
Seguì una pausa carica di enfasi in cui gli scienziati si consultarono con gli sguardi.
-Ma...?- Si insinuò Morr, che si stava preparando al peggio.
-Ma questa 'cosa' è completamente fatta di roccia, non c'è neanche una molecola di carbonio organico.- Subentrò Hodei Hochoa, il chimico spagnolo.
-Spiegatevi meglio. Non ci capisco nulla di chimica e biochimica. Io sono un fisico.- Il comandante cominciava a spazientirsi. La questione si infittiva di interrogativi, invece che chiarirsi.
-Jeremia-, intervenne Andrei, -lì dentro non c'è neanche un atomo di carbonio. Solo molecole a base di silicio, oltre a ossigeno, azoto, idrogeno, acqua e, molte molecole complesse, ovviamente. Ma neanche una traccia di carbonio.-
-Arrivate al dunque, allora. Che cos'è questa roba?-
-Non ci sto capendo nulla.- Ammise Wolff, il vice responsabile della spedizione.
-Allora-, provò a fare una sintesi Krasnyj, -la cosa che abbiamo sezionato e analizzato, strutturalmente è identica in tutto e per tutto a un essere umano, fin nelle strutture più piccole che abbiamo analizzato. Certo, per ora non abbiamo indagato se c'è DNA, albumina, o altre molecole tipicamente terrestri.-
-Però?-
-Però 'chimicamente' è completamente a base di silicio invece che di carbonio-, concluse il chimico spagnolo, -e questa è una caratteristica assolutamente tipica e vincolante degli esseri viventi quartziani. Claro?- Aggiunse Hodei.
-Le strutture viventi a base di silicio sono presenti solo qui, su Quartz. Lo dico per il comandante Wolff.- Puntualizzò Andrei.
-Ragazzi, non ci sto capendo più un cazzo. Dovete darmi risposte, non creare nuovi interrogativi, teufel!- Tuonò il tedesco alzandosi in piedi e pestando i pugni sul tavolo, mentre Wolff lo guardava preoccupato. La situazione, sul Qz-2, iniziava subito fin troppo complessa, per la seconda spedizione.
-È quello che stavamo cercando di spiegarti, Jeremia.- Provò a fare chiarezza Yuko. -Siamo di fronte a una struttura umana, fatta completamente di molecole quartziane. Non è un uomo, chimicamente, e non è un essere quartziano, strutturalmente.-
-E allora che cosa è?- Chiese Nielsen Wolff, lo svedese.
-E da dove salta fuori?- rincarò Morr.
-Non ne abbiamo assolutamente idea.- Ammise Krasnyj, allargando uno sguardo imbarazzato sui suoi colleghi.
-Un ibrido, una chimera?- Provò Hodei.
-E come si è formata questa roba?- Continuò il capo spedizione, lasciandosi cadere sulla sedia.
-Sembra quasi che qualcosa, o qualcuno, abbia cercato, riuscendoci, di riprodurre perfettamente un essere umano, nella forma del professor Vael, utilizzando però interamente molecole a base di silicio.- Provò a ipotizzare la dottoressa e biologa Nikura. -Però evidentemente la cosa non ha funzionato. Questa roba non è viva, non funziona.-
-Sapete cosa in viene in mente?- Disse finalmente Blue, il pilota della Amethyst. -Sto pensando a quei fossili che abbiamo sulla Terra, in cui nel tempo, le strutture organiche originali sono state sostituite da strutture minerali cristalline.-
-Intendi quei fossili di ammoniti rifatti interamente da quarzo?-
-Esattamente, Yuko, non mi veniva il nome dei fossili, ma pensavo precisamente a quelli.-
-Dobbiamo capire, allora, se il 'fossile' che abbiamo trovato di fianco alla Amy-1 è il vero Vael a cui i quartziani hanno sostituito le molecole di carbonio con quelle di silicio, oppure se questo è un prototipo non riuscito di struttura umana copiata dai quartziani in cui, però, non sono riusciti a innescare la scintilla della vita.- Continuò Krasnyj.
-Interessante quello che hai detto, Andrei.- Disse Yuko.
-Che cosa è interessante?-
-Stavo pensando all'ipotesi che gli animali di Quartz-2 ci succhino via le molecole di carbonio organico per appropriarsene loro.- Rispose l'orientale.
-E per farsene che cosa?- Intervenne Hodei.
-Non ne ho idea. Forse perchè 'loro', su questo pianeta, non riescono a fissare il carbonio presente nella loro atmosfera, mentre avere molecole di carbonio oltre che di silicio potrebbe dar loro un vantaggio evolutivo sulle altre specie.-
-Ipotesi interessante, Yuko, ma anche agghiacciante.- disse Andrei.
-Insomma- intervenne Morr spazientito, -non vi sto più seguendo. Dateci una spiegazione, fate capire anche a noi, che non siamo né biologi né chimici. Cosa è successo? Che ipotesi avete?-
Prese la parola Andrei Krasnyj. Tutti si rimisero seduti, le espressioni attente di Wolff e di Sugiton, lo sguardo corrucciato e preoccupato di Morr. Solo il russo stava in piedi, dominando il tavolo riunioni.
-Allora, colleghi. È possibile che Vael in qualche modo sia morto spontaneamente o sia stato deliberatamente ucciso e che i suoi atomi di carbonio si siano persi da qualche parte, oppure siano stati risucchiati dagli esseri viventi di questo pianeta, per nutrirsene o per formare nuove sostanze a loro vantaggiose.-
-Non è un buon inizio.- Sussurrò Wolff all'orecchio del collega tedesco.
-Oppure-, continuò il chimico russo, -gli esseri viventi di Quartz-2 sono venuti a conoscenza della nostra struttura anatomica e cellulare, molto dettagliatamente, e stanno cercando di riprodurre esseri umani perfettamente uguali a noi, utilizzando il materiale che hanno a disposizione qui, su questo pianeta, cioè il silicio al posto del carbonio, mentre tutti gli altri atomi sono uguali. È più chiaro, così?-
-Grazie, Andrei.-
-Ma come avrebbero fatto a sapere come siamo fatti noi? Che forma ha il nostro cuore, che composizione ha il nostro sangue, come sono fatte le cellule dei nostri reni, e così via?- Chiese Blue.
-In effetti-, proseguì il russo, -finora questi esseri sono riusciti a riprodurre solo ciò che passava nei nostri pensieri e nella nostra testa. E sicuramente nessuno pensava alla struttura dei nostri tessuti e delle nostre cellule.-
-Sì, la prima ipotesi mi sembra la più probabile.- Disse Yuko.
-Il ché apre uno scenario per nulla roseo.- Proseguì Morr. -Vael è morto oppure è stato assassinato e probabilmente i quartziani sono interessati a succhiarci via le nostre molecole di carbonio, sostituendole con quello che hanno loro, solo silicio, visto che mi sembra molto improbabile che un essere umano fossilizzi in così poche ore.-
-Già.-
-E poi ho un'altra questione non proprio secondaria né insignificante.- Continuò Jeremia, con tono grave. -Se è più probabile che la roccia che abbiamo trovato sia il cadavere cristallizzato e fossilizzato di Vael, qualcuno mi sa spiegare chi sia il tizio là fuori che urla, si sbraccia e dice di essere lui il vero Jason Vael?-
Il gelo crollò come un tonfo nella sala riunioni della Emerald, riportata di colpo a una realtà che era stata temporaneamente scotomizzata, mentre i raggi della stella di Lalande illuminavano di luce rossastra l'ambiente.
-Mierda.-
-Cazzo.-
-Djävla.-
-пенис моржа (hooy morzhovy).-
-Putain.-
-まった (mattaku).-
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2026-01-15
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