Quartz-2. Capitolo 11. Threesome con l'aliena.
di
Yuko
genere
fantascienza
Capitolo 11.
Mauro raggiunse rapidamente il collega che si stava dirigendo sul retro del modulo di ricerca.
-Facciamo veloci, non abbiamo molto tempo.- Gli disse il francese. I due, senza neanche parlarsi, erano perfettamente d'accordo sul da farsi.
Dopo una sommaria ispezione all'apparato di antenne e sensori entrarono all'interno della struttura.
-Vi stavo aspettando.- Yuko, che, probabilmente, più che le comunicazioni radio aveva decifrato i loro pensieri, stava seduta su un tavolino, nuda. Con una mano si strizzava un capezzolo, mente con l'altra si stava accarezzando i peli sulle grandi labbra.
-Sia chiaro che ora noi ti riempiamo solo di sperma-, precisò subito il francese, -non farti venire in mente di portarci via altri atomi di carbonio oltre a quelli, va bene?-
-Certo-, rispose la donna, -anche per me va bene.-
-Se pensi di attivare l'elettromagnetoforesi, ce lo devi dire prima. Non fare scherzi o te ne faremo pentire.- La minacciò il militare, che non voleva cacciarsi nei guai. I due umani in realtà sapevano molto bene che le loro armi si erano rivelate del tutto inefficaci, ma specularono sull'onestà morale che avevano ipotizzato nei quartziani.
-Semmai ci mettiamo d'accordo. Ok?- Lo rassicurò la donna.
-Per ora ci limitiamo a imbottirti di sperma.- Chiarì ulteriormente Sugiton.
-E ci facciamo anche una bella scopata, mi pare, tutti e tre, no?- Puntualizzò l'aliena.
-Sì, certo. Non siamo dei missionari.-
Detto questo la donna aprì le cosce per mostrare fin nei dettagli che la copia del proprio corpo era stata confezionata con grande precisione.
Vandal le si inginocchiò ai piedi, allargandole le ginocchia e tuffando la lingua dove prima giocavano le dita della aliena, mentre Blue le prese una tetta in mano, cominciano a baciarle l'altro capezzolo.
La ragazza iniziò subito ad ansimare, come invito e manifestazione di gradimento. Dalla vulva le gocciolava un liquido vischioso.
Dopo un primo, corposo, assaggio i due uomini la sollevarono di peso, spostandola sulla branda.
Blue prese il comando della caviglie della donna, aprendole per contemplarle la figa, dritta sotto ai suoi occhi.
Mauro si era già spogliato, sfoderando una bella canna di carne, strumento decisamente più adeguato in quella circostanza per trattare con la quartziana, piuttosto che la canna di una pistola.
Le diresse la verga direttamente in bocca, affondandogliela nella gola.
Il francese non fece attendere la donna. Abbassata la tuta e i calzoni, sguainò una spada laser di corpi cavernosi di tutto rispetto e si piegò sulle ginocchia per avvicinarsi alla figa che lo aspettava già bagnata.
L'aliena era stata concepita e pensata proprio per garantire un sesso esplosivo e avvolgente e i due terrestri lodarono Madre Natura e le sofisticate interazioni tra i campi magnetici e il perverso pensiero del professor Vael.
Sugiton spinse l'uccello in una figa stretta e bagnata, facendo gemere l'extraterrestre che con la verga di Vandal in bocca, concedeva pochi vocalizzi, ma manifestava il suo appagamento.
-Assaggia questo cazzo, porcona di una quartziana-, le diceva il pilota, -altroché quel vecchietto impotente dell'inglese.- E intanto inabissava il membro lentamente, per poi ritrarlo e spingerlo nuovamente fino all'attaccatura delle palle.
L'italiano intanto continuava a scoparla in bocca. La copia della biologa muoveva la testa incontro al cazzo che la soffocava, coordinandosi con le spinte che le venivano dal basso.
Le tette ballavano a ogni scossone, sincronizzate con i suoi gemiti, il ringhio gutturale del militare e gli sbuffi del francese.
Presto la ragazza soffocò il primo orgasmo intorno al pezzo di carne che sembrava strozzarla.
Strizzò le cosce sull'uccello di Blue che, sentendo stringere si lasciò andare al culmine del piacere svuotandosi al suo interno. La donna lo agganciò con le gambe attorno alla vita, come per spremerlo fino all'ultima goccia di sperma, facendo crescere il piacere del pilota a valori inestimabili.
Poi, liberata la bocca dal grosso pene dell'italiano, si lasciò andare a poche urla sguaiate, mentre Sugiton finiva gli ultimi affondi.
I due si diedero il cambio, mentre la Yuko si sdraiava completamente sulla branda.
Vandal le unì le caviglie e la sollevò per individuare la vulva che lo stava bramando.
Il francese si mise alle spalle della donna, le piegò indietro la testa, giù dall'orlo della branda e riprese a scoparla nella bocca.
Sarà stata la lunga astinenza, la situazione estremamente eccitante, o forse la piena bellezza dell'aliena, ma ripartì subito con rinnovata energia, come se non si fosse svuotato solo un paio di minuti prima.
Mauro, appoggiandosi le gambe della donna unite su una spalla, centrò il buco tra le labbra della figa e con decisione si spinse fino in fondo, senza trovare ostacoli.
L'extraterrestre ricominciò a gemere e ringhiare di un piacere che si intuiva genuino e intenso. Del resto l'opinione comune era che i quartziani non sapessero fingere.
La figa era stretta, ma intessuta di uno strato morbido e cedevole, fradicio di liquidi e di desiderio.
Il militare iniziò a spingere con un ritmo crescente, infervorato dalle urla della ragazza.
Sugiton intanto le immergeva il cazzo nella gola. -Godi, bella troia, tanto tu non hai neanche bisogno di respirare.-
Si fermarono un attimo, per riprendere il fiato. L'elevata percentuale di ossigeno nell'atmosfera di Qz-2 sicuramente agevolava gli sforzi, ma l'aliena imponeva ritmi veramente sostenuti.
Mauro si sfilò dall'accogliente nido in cui si stava crogiolando. Prese la donna per i fianchi sollevandola di peso e mettendola a carponi sulla branda.
La Yuko aliena allargò le ginocchia per stabilizzarsi e sporse il sedere: un bellissimo mandolino dai glutei alti e divisi, tonici e muscolari. Nella piega tra i glutei appariva il buchetto più esclusivo, circondato da un contorno scuro color nocciola, tipico colore delle etnie esotiche; poco più sotto la morbida sporgenza della vulva, accogliente invito di soffici e bagnate promesse.
Dopo una profonda leccata che esplorò tutto l'equatore Mauro si avvicinò con la punta del pene, viola e lucido come un mirtillo maturo. Passò il glande dalla vulva al culo, poi lo abbassò indovinando l'orifizio vaginale e affondò lento, ma inesorabile, come un sommergibile atomico nel mar del Giappone. L'aliena emise un gemito lungo come un lamento, spento solo dall'introduzione, quasi contemporanea, del cazzo del francese nella propria bocca.
Il soldato iniziò a spingere con decisione. A ogni affondo contro le morbide rotondità delle chiappe, i testicoli gli sbattevano sulle cosce della donna, trasmettendo il moto e l'energia lungo tutta la spina dorsale dell'aliena fino al capo che, con la spinta da dietro, ondeggiava facilitando il pompino sull'uccello del pilota.
Vandal si arpionò ai fianchi della donna spingendosi nel suo ventre con maggiore profondità, mentre il francese cominciò ad accarezzare i capelli della biologa, infilando poi le dita tra i crini e tirandole dolcemente il capo incontro al proprio membro.
La donna gemeva a ogni spinta, ma, per aumentarne il piacere, Mauro a un certo punto si bagnò di saliva un pollice, mettendoglielo tutto nel culetto.
La femmina rispose con un mugugno di piacere, stringendo lo sfintere intorno al dito che la esplorava in profondità
Ancora pochi colpi e l'italiano esplose dentro la figa con un getto caldo e copioso, mentre il francese si concedeva un secondo orgasmo nella gola di quella perfetta macchina da sesso.
L'italiano fece per uscire dal tiepido pertugio, ma Yuko lo trattenne. -Dammene ancora, Vandal, dammelo tutto.- Guidandolo con un braccio l'aliena lo indusse a riprendere il ritmo di scopata senza farlo uscire. -È dentro che possiamo assorbire il carbonio, all'esterno abbiamo una scorza impenetrabile.- Inaspettatamente Mauro sentì l'erezione riprendere vigore, pur senza neanche essersi fermato. Il piacere anzi, sembrava aumentare.
Blue interruppe il pompino. La scena dell'altro maschio che affondava sotto quel magnifico culo che si allargava all'apice della curva della schiena gli manteneva l'eccitazione al massimo. Anche Mauro si sfilò lentamente dalla vagina che l'aveva accolto donandogli piacere ed estasi.
I due, insieme, agirono come se fossero stati già d'accordo da tempo. Fecero alzare l'aliena e Blue si sdraiò sulla branda. La giovane gli salì a cavalcioni e il pilota le riempì la figa, penetrandola da sotto.
Alle spalle della donna, il soldato le piegò la schiena in avanti, scoprendole il buco del culo.
Mentre il francese riprese a scoparla con movimenti lenti e ponderati, stringendo le tette che gli ballavano davanti agli occhi, l'altro, bagnata la cappella di saliva, mirò il buco più stretto, entrandovi con una lenta, ma decisa spinta.
Cominciò una scopata in doppia penetrazione, mentre la donna emetteva rochi sospiri di piacere e di dolore a ogni penetrazione anale.
La duplice stimolazione faceva ansimare la donna che presto raggiunse un nuovo orgasmo, accompagnato dalla sborrata nel culo dell'italiano che con un urlo liberatorio annunciava il compimento del secondo traguardo. Con gli ultimi sforzi anche Blue inondò l'apparato riproduttivo dell'aliena.
I tre stettero pochi secondi uno sopra l'altro, bagnati di sudore, finchè non furono richiamati dalla voce di Nielsen alla apparecchiatura radio di una tuta spaziale.
-Allora, a che punto siete?-
-Cazzo, dobbiamo andare. Yuko spero che sia piaciuto anche a te.-
-Siete due tori da monta, ragazzi.- Rispose la finta nipponica, denotando che il lessico passatole dall'inglese era appropriato e accurato.
I due cazzi si sfilarono dalla giapponese ancora duri e turgidi.
Gli astronauti si vestirono rapidamente, senza perdere di vista lo splendido corpo che li aveva accolti con un'inedita doppia penetrazione.
Yuko si teneva le mani sul culo e sulla figa per trattenere i preziosi liquidi. Lanciò loro un bacio mentre i due si allontanavano di corsa, raggiungendo il rover già in moto.
-Ma quanto ci avete messo, dannazione. Stavo per venirvi a cercare.-
-Abbiamo dovuto controllare tutto l'apparato trasmittente, Nielsen. Per fortuna che c'era Mauro, se no, da solo, sarebbe venuto fuori un lavoro a metà.- Si giustificò Blue, mettendosi al posto di guida.
-Vi ero venuto incontro, ma ho visto il portellone chiuso e non volevo lasciare il rover avviato e senza custodia.-
-Siamo entrati da dietro-, spiegò Blue, mentre Mauro si girò dall'altra parte per non scoppiare a ridere, -le antenne comunque erano belle dritte.-
Il comandante approvò con soddisfazione.
-Ma che hai, lì, fra le gambe? Hai messo via la pistola nella tuta?- Wolff indicò l'inguine di Vandal sollevato dall'erezione che ancora persisteva.
-Porca miseria, Nielsen-, confessò invece il combattente, -con quel pezzo di figa della Yuko aliena, lì a due passi da noi, che continuava a toccarsela, è stato davvero duro lavorare senza perdere la testa.-
-Sì-, aggiunse il pilota, -molto duro. Alcuni controlli li abbiamo dovuti fare due volte. Ma quando ci hai chiamati alla radio stavamo già venendo tutti e due.-
Vandal finse un colpo di tosse per nascondere lo scoppio di una risata.
-Bravi, ragazzi, Morr sarà contento.-
L'astromobile aumentò la sua velocità. Il breve giorno su Qz-2 volgeva al tramonto e i tre pionieri volevano essere di ritorno alla loro dimora prima che facesse buio.
-Sai, Nielsen-, disse Blue mentre guidava, al termine della faticosa giornata, -ci siamo proprio tolti un peso.-
-Ci credo.- Approvò lo scandinavo.
-Mi sento più leggero.-
Mauro raggiunse rapidamente il collega che si stava dirigendo sul retro del modulo di ricerca.
-Facciamo veloci, non abbiamo molto tempo.- Gli disse il francese. I due, senza neanche parlarsi, erano perfettamente d'accordo sul da farsi.
Dopo una sommaria ispezione all'apparato di antenne e sensori entrarono all'interno della struttura.
-Vi stavo aspettando.- Yuko, che, probabilmente, più che le comunicazioni radio aveva decifrato i loro pensieri, stava seduta su un tavolino, nuda. Con una mano si strizzava un capezzolo, mente con l'altra si stava accarezzando i peli sulle grandi labbra.
-Sia chiaro che ora noi ti riempiamo solo di sperma-, precisò subito il francese, -non farti venire in mente di portarci via altri atomi di carbonio oltre a quelli, va bene?-
-Certo-, rispose la donna, -anche per me va bene.-
-Se pensi di attivare l'elettromagnetoforesi, ce lo devi dire prima. Non fare scherzi o te ne faremo pentire.- La minacciò il militare, che non voleva cacciarsi nei guai. I due umani in realtà sapevano molto bene che le loro armi si erano rivelate del tutto inefficaci, ma specularono sull'onestà morale che avevano ipotizzato nei quartziani.
-Semmai ci mettiamo d'accordo. Ok?- Lo rassicurò la donna.
-Per ora ci limitiamo a imbottirti di sperma.- Chiarì ulteriormente Sugiton.
-E ci facciamo anche una bella scopata, mi pare, tutti e tre, no?- Puntualizzò l'aliena.
-Sì, certo. Non siamo dei missionari.-
Detto questo la donna aprì le cosce per mostrare fin nei dettagli che la copia del proprio corpo era stata confezionata con grande precisione.
Vandal le si inginocchiò ai piedi, allargandole le ginocchia e tuffando la lingua dove prima giocavano le dita della aliena, mentre Blue le prese una tetta in mano, cominciano a baciarle l'altro capezzolo.
La ragazza iniziò subito ad ansimare, come invito e manifestazione di gradimento. Dalla vulva le gocciolava un liquido vischioso.
Dopo un primo, corposo, assaggio i due uomini la sollevarono di peso, spostandola sulla branda.
Blue prese il comando della caviglie della donna, aprendole per contemplarle la figa, dritta sotto ai suoi occhi.
Mauro si era già spogliato, sfoderando una bella canna di carne, strumento decisamente più adeguato in quella circostanza per trattare con la quartziana, piuttosto che la canna di una pistola.
Le diresse la verga direttamente in bocca, affondandogliela nella gola.
Il francese non fece attendere la donna. Abbassata la tuta e i calzoni, sguainò una spada laser di corpi cavernosi di tutto rispetto e si piegò sulle ginocchia per avvicinarsi alla figa che lo aspettava già bagnata.
L'aliena era stata concepita e pensata proprio per garantire un sesso esplosivo e avvolgente e i due terrestri lodarono Madre Natura e le sofisticate interazioni tra i campi magnetici e il perverso pensiero del professor Vael.
Sugiton spinse l'uccello in una figa stretta e bagnata, facendo gemere l'extraterrestre che con la verga di Vandal in bocca, concedeva pochi vocalizzi, ma manifestava il suo appagamento.
-Assaggia questo cazzo, porcona di una quartziana-, le diceva il pilota, -altroché quel vecchietto impotente dell'inglese.- E intanto inabissava il membro lentamente, per poi ritrarlo e spingerlo nuovamente fino all'attaccatura delle palle.
L'italiano intanto continuava a scoparla in bocca. La copia della biologa muoveva la testa incontro al cazzo che la soffocava, coordinandosi con le spinte che le venivano dal basso.
Le tette ballavano a ogni scossone, sincronizzate con i suoi gemiti, il ringhio gutturale del militare e gli sbuffi del francese.
Presto la ragazza soffocò il primo orgasmo intorno al pezzo di carne che sembrava strozzarla.
Strizzò le cosce sull'uccello di Blue che, sentendo stringere si lasciò andare al culmine del piacere svuotandosi al suo interno. La donna lo agganciò con le gambe attorno alla vita, come per spremerlo fino all'ultima goccia di sperma, facendo crescere il piacere del pilota a valori inestimabili.
Poi, liberata la bocca dal grosso pene dell'italiano, si lasciò andare a poche urla sguaiate, mentre Sugiton finiva gli ultimi affondi.
I due si diedero il cambio, mentre la Yuko si sdraiava completamente sulla branda.
Vandal le unì le caviglie e la sollevò per individuare la vulva che lo stava bramando.
Il francese si mise alle spalle della donna, le piegò indietro la testa, giù dall'orlo della branda e riprese a scoparla nella bocca.
Sarà stata la lunga astinenza, la situazione estremamente eccitante, o forse la piena bellezza dell'aliena, ma ripartì subito con rinnovata energia, come se non si fosse svuotato solo un paio di minuti prima.
Mauro, appoggiandosi le gambe della donna unite su una spalla, centrò il buco tra le labbra della figa e con decisione si spinse fino in fondo, senza trovare ostacoli.
L'extraterrestre ricominciò a gemere e ringhiare di un piacere che si intuiva genuino e intenso. Del resto l'opinione comune era che i quartziani non sapessero fingere.
La figa era stretta, ma intessuta di uno strato morbido e cedevole, fradicio di liquidi e di desiderio.
Il militare iniziò a spingere con un ritmo crescente, infervorato dalle urla della ragazza.
Sugiton intanto le immergeva il cazzo nella gola. -Godi, bella troia, tanto tu non hai neanche bisogno di respirare.-
Si fermarono un attimo, per riprendere il fiato. L'elevata percentuale di ossigeno nell'atmosfera di Qz-2 sicuramente agevolava gli sforzi, ma l'aliena imponeva ritmi veramente sostenuti.
Mauro si sfilò dall'accogliente nido in cui si stava crogiolando. Prese la donna per i fianchi sollevandola di peso e mettendola a carponi sulla branda.
La Yuko aliena allargò le ginocchia per stabilizzarsi e sporse il sedere: un bellissimo mandolino dai glutei alti e divisi, tonici e muscolari. Nella piega tra i glutei appariva il buchetto più esclusivo, circondato da un contorno scuro color nocciola, tipico colore delle etnie esotiche; poco più sotto la morbida sporgenza della vulva, accogliente invito di soffici e bagnate promesse.
Dopo una profonda leccata che esplorò tutto l'equatore Mauro si avvicinò con la punta del pene, viola e lucido come un mirtillo maturo. Passò il glande dalla vulva al culo, poi lo abbassò indovinando l'orifizio vaginale e affondò lento, ma inesorabile, come un sommergibile atomico nel mar del Giappone. L'aliena emise un gemito lungo come un lamento, spento solo dall'introduzione, quasi contemporanea, del cazzo del francese nella propria bocca.
Il soldato iniziò a spingere con decisione. A ogni affondo contro le morbide rotondità delle chiappe, i testicoli gli sbattevano sulle cosce della donna, trasmettendo il moto e l'energia lungo tutta la spina dorsale dell'aliena fino al capo che, con la spinta da dietro, ondeggiava facilitando il pompino sull'uccello del pilota.
Vandal si arpionò ai fianchi della donna spingendosi nel suo ventre con maggiore profondità, mentre il francese cominciò ad accarezzare i capelli della biologa, infilando poi le dita tra i crini e tirandole dolcemente il capo incontro al proprio membro.
La donna gemeva a ogni spinta, ma, per aumentarne il piacere, Mauro a un certo punto si bagnò di saliva un pollice, mettendoglielo tutto nel culetto.
La femmina rispose con un mugugno di piacere, stringendo lo sfintere intorno al dito che la esplorava in profondità
Ancora pochi colpi e l'italiano esplose dentro la figa con un getto caldo e copioso, mentre il francese si concedeva un secondo orgasmo nella gola di quella perfetta macchina da sesso.
L'italiano fece per uscire dal tiepido pertugio, ma Yuko lo trattenne. -Dammene ancora, Vandal, dammelo tutto.- Guidandolo con un braccio l'aliena lo indusse a riprendere il ritmo di scopata senza farlo uscire. -È dentro che possiamo assorbire il carbonio, all'esterno abbiamo una scorza impenetrabile.- Inaspettatamente Mauro sentì l'erezione riprendere vigore, pur senza neanche essersi fermato. Il piacere anzi, sembrava aumentare.
Blue interruppe il pompino. La scena dell'altro maschio che affondava sotto quel magnifico culo che si allargava all'apice della curva della schiena gli manteneva l'eccitazione al massimo. Anche Mauro si sfilò lentamente dalla vagina che l'aveva accolto donandogli piacere ed estasi.
I due, insieme, agirono come se fossero stati già d'accordo da tempo. Fecero alzare l'aliena e Blue si sdraiò sulla branda. La giovane gli salì a cavalcioni e il pilota le riempì la figa, penetrandola da sotto.
Alle spalle della donna, il soldato le piegò la schiena in avanti, scoprendole il buco del culo.
Mentre il francese riprese a scoparla con movimenti lenti e ponderati, stringendo le tette che gli ballavano davanti agli occhi, l'altro, bagnata la cappella di saliva, mirò il buco più stretto, entrandovi con una lenta, ma decisa spinta.
Cominciò una scopata in doppia penetrazione, mentre la donna emetteva rochi sospiri di piacere e di dolore a ogni penetrazione anale.
La duplice stimolazione faceva ansimare la donna che presto raggiunse un nuovo orgasmo, accompagnato dalla sborrata nel culo dell'italiano che con un urlo liberatorio annunciava il compimento del secondo traguardo. Con gli ultimi sforzi anche Blue inondò l'apparato riproduttivo dell'aliena.
I tre stettero pochi secondi uno sopra l'altro, bagnati di sudore, finchè non furono richiamati dalla voce di Nielsen alla apparecchiatura radio di una tuta spaziale.
-Allora, a che punto siete?-
-Cazzo, dobbiamo andare. Yuko spero che sia piaciuto anche a te.-
-Siete due tori da monta, ragazzi.- Rispose la finta nipponica, denotando che il lessico passatole dall'inglese era appropriato e accurato.
I due cazzi si sfilarono dalla giapponese ancora duri e turgidi.
Gli astronauti si vestirono rapidamente, senza perdere di vista lo splendido corpo che li aveva accolti con un'inedita doppia penetrazione.
Yuko si teneva le mani sul culo e sulla figa per trattenere i preziosi liquidi. Lanciò loro un bacio mentre i due si allontanavano di corsa, raggiungendo il rover già in moto.
-Ma quanto ci avete messo, dannazione. Stavo per venirvi a cercare.-
-Abbiamo dovuto controllare tutto l'apparato trasmittente, Nielsen. Per fortuna che c'era Mauro, se no, da solo, sarebbe venuto fuori un lavoro a metà.- Si giustificò Blue, mettendosi al posto di guida.
-Vi ero venuto incontro, ma ho visto il portellone chiuso e non volevo lasciare il rover avviato e senza custodia.-
-Siamo entrati da dietro-, spiegò Blue, mentre Mauro si girò dall'altra parte per non scoppiare a ridere, -le antenne comunque erano belle dritte.-
Il comandante approvò con soddisfazione.
-Ma che hai, lì, fra le gambe? Hai messo via la pistola nella tuta?- Wolff indicò l'inguine di Vandal sollevato dall'erezione che ancora persisteva.
-Porca miseria, Nielsen-, confessò invece il combattente, -con quel pezzo di figa della Yuko aliena, lì a due passi da noi, che continuava a toccarsela, è stato davvero duro lavorare senza perdere la testa.-
-Sì-, aggiunse il pilota, -molto duro. Alcuni controlli li abbiamo dovuti fare due volte. Ma quando ci hai chiamati alla radio stavamo già venendo tutti e due.-
Vandal finse un colpo di tosse per nascondere lo scoppio di una risata.
-Bravi, ragazzi, Morr sarà contento.-
L'astromobile aumentò la sua velocità. Il breve giorno su Qz-2 volgeva al tramonto e i tre pionieri volevano essere di ritorno alla loro dimora prima che facesse buio.
-Sai, Nielsen-, disse Blue mentre guidava, al termine della faticosa giornata, -ci siamo proprio tolti un peso.-
-Ci credo.- Approvò lo scandinavo.
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