Il Bar "Ginocchio"

di
genere
feticismo

Il Bar "Ginocchio" di Livorno esaudisce particolari esperienze a clienti vogliosi di soddisfare particolari desideri.
Uno dei clienti più assidui e schifosi è Alberto.
Lui è attratto dalla barista Francesca, una fumatrice assidua sempre con la sigaretta in bocca e tosse grassa perenne.
Alberto si reca spesso al bar per soddisfare le sue esigenze digustose.
Arriva circa mezzora prima dell chiusura e si avvicina al banco per dire a Francesca che vuole un trattamento "speciale".
Francesca sà bene cosa quello schifoso di Albero desidera.
Per salvare le apparenze gli serve una bibita e riceve di nascosto i soldi per la sua prestazione.
Quando Alberto ha finito la bibita, Francesca lo invita verso il cesso ed a prepararsi come di consueto.
Alberto si reca nel piccolo cesso puzzolente si spoglia nudo ed attende il proprio desiderato destino.
Dopo alcuni minuti, chiuso il bar, arriva Francesca per offrire i suo servizi fuori orario.
Francesca chiude la porta dello stretto cesso e guarda con disprezzo il corpo nudo di Alberto.
Con l'eterna sigaretta in bocca studia Alberto per stabilire come iniziare a soddisfare la sua depravazione.
Dopo alcuni minuti in cui Alberto sbava per esssere umiliato dalla sua adorata Francesca.
Lei si raschia la gola intasata dal catarro provocatoli dalle sigarette.
Poi con la bocca piena di catarro, apre con le dita la bocca di Alberto che sempre più entusiasmato aspetta il dono che gli farà Francesca.
Lei con lentezza studiata comincia far colare il suo catarro nella bocca anelante di Alberto.
Lui impazzisce nel ricevere quel manifico dono.
Comincia a masturbarsi freneticamente, gustando e godendo per ogni milligrammo di catarro che Francesca gli concedeva.
Mentre Alberto si masturbava, Francesca continuava a fumare producendo altro catarro che finiva regolarmente nella bocca accogliente di Alberto.
Lui con il cazzo enormemente duro si masturbava come un pazzo; Francesca vedendo che quello stronzo era prossimo ad arrivare, ma non avendo altro catarro si liberò dai suoi sabot i piedi offrendoli ad Alberto che si gettò a leccare quei piedi sporchi e sudati.
Lui tremendamente eccittato arrivò con pochi colpi sul cazzo sborrando come una bestia.
Francesca guardando quello schifo umano con disprezzo gli impose di pulire il cesso, dalle schifezze che aveva emesso e di levarsi dai coglioni al più presto dalla porta del retro.
Alberto obbeddii immediatamente; pulii il cesso dallo spermo che aveva prodotto e si rivestì per poi uscire dalla porta sul retro.
Albero tornò a casa conteto per essere stato soddisfatto nei suoi desideri dal "Bar Ginocchio".

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".



scritto il
2026-03-03
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