Sul pelo delle donne e sui problemi della vista
di
Yuko
genere
feticismo
Delizioso siparietto cui ho realmente assistito stamattina al banchetto dei numismatici in piazza Cordusio.
Due anziani avventori commentano il prezzo, esagerato, delle monete da 2 € commemorative della Croazia.
In mezzo ai due, che controllano i 'fior di conio' esposti e i cataloghi, ci sono io, che sto cercando le emissioni di San Marino e Vaticano.
Il signore attempato alla mia sinistra si lamenta del prezzo troppo alto imposto dal paese della ex Jugoslavia, e, non ho capito bene come, invoca, scherzando, un intervento di Trump, che faccia abbassare i costi cui devono sottostare gli onesti collezionisti; quello alla mia destra sta controllando a fatica un catalogo, risponde al signore sulla sinistra, ma intanto commenta che ci sono troppe imprecisioni sui dati delle monete.
Io intanto scambio dettagli tecnici con il venditore, più giovane, che gestisce il banchetto, tutto intirizzito per il gran freddo nella capitale meneghina.
Si forma una specie di summit tra noi, in cerca di monete, ma, sono concordi i due vecchietti, difficilmente Trump farà una guerra alla Croazia. Quella terra non ha petrolio.
-Ci sono un sacco di belle donne, in Croazia, altroché petrolio.- Si inserisce nella discussione un altro avventore, giovane che, evidentemente ha esperienza nel settore.
Il discorso si sposta, ma guarda un po', sulle donne, sulle belle donne della Croazia e sulle donne in generale. Conveniamo tutti che il presidente degli USA non ha bisogno di un intervento militare per ottenere le grazie di qualche bella signora.
In fondo un banchetto di numismatica non è così diverso da un bar o da uno stadio calcistico.
Le donne prima o poi, per un verso o per l'altro, affiorano sempre, quando alcuni ometti, specialmente se di una certa età e sconosciuti tra di loro, si mettono a chiacchierare a ruota libera.
Ne sapeva qualcosa anche de André.
Fingo indifferenza mentre il dialogo prosegue, diventando, anzi, ancora più interessante e partecipato: non vorrei bloccare l'estro creativo dei due pensionati, né, ancora peggio, far venire loro qualche idea su di me.
-Eeeh, le donne!- Prosegue il vecchietto sulla sinistra, -come fai a farne a meno!-
Concordo, ma continuo la mia ricerca di monete evitando di intervenire se non espressamente richiesto. Quello sulla destra sta invece lottando col catalogo che non riesce a decifrare come lui vorrebbe. Il venditore mi sorride con uno sguardo che chiede indulgenza. Gli rispondo con un altro sorriso, mentre gli chiedo monete di Andorra.
-Con quel pelo!- Esclama a sorpresa l'anziano collezionista sulla sinistra. -Impossibile resistere!-
Il venditore scoppia a sorridere e ci scambiamo un altro sguardo, significativo il mio, come a dire: -Anvedi un po', questo!-, più imbarazzato il suo, che indugia su di me, come a implorare venia sulle esternazioni poco filtrate del signore che, oltre alle monete, probabilmente coltiva altre passioni e collezioni. Tutti comunque siamo tacitamente d'accordo sul tipo di pelo di cui si parla. Non sono i capelli e non si sta parlando di donne baffute.
-Non ce l'hanno più, il pelo.- Risponde l'uomo alla mia destra, con un tono che esprime rammarico.
Il discorso sta degenerando e non vorrei che a un certo punto qualcuno mi chieda un parere di parte.
Il venditore sorride e scuote la testa. Che ci vuoi fare?
-In che senso, non hanno più il pelo?- Ribatte il primo.
-Si radono.- La risposta, laconica, che racchiude un velo di disincanto e delusione.
È impossibile che non mi abbiano notata, ma pare che questo non costituisca un problema. Da parte mia sono divertita e per nulla imbarazzata nell'assistere a questa spontanea espressione di saggezza popolare, decantata così, senza freni inibitori.
Il più imbarazzato, evidentemente nei miei confronti, è il venditore. I due anziani pare che non mi abbiano neanche notata.
Quello sulla destra allontana il catalogo, che non riesce a vedere bene: scritto troppo piccolo.
Notare il termine 'radere'. Avrei voluto far notare che è meglio utilizzare il verbo 'depilarsi', ma continuo a pensare che sia meglio evitare di farsi coinvolgere in questo scambio di vedute.
Ma lo scambio verbale tra i due nonnetti procede, anzi, si infervora.
-Ma cosa dici! Si radono?-
Ingenuo il primo signore.
-Eeeeh...-
Rassegnato il secondo, che evidenzia un retroscena fetish che sta divertendo sia me che il venditore di monete. In questo freddo almeno un argomento in grado di scaldare gli animi.
-Ma va!- Insiste il primo.
-Ma come, non sai che si radono? Si radono tutte.- Il secondo collezionista alza lo sguardo dal catalogo, incredulo.
Possibile che nel terzo millennio esista ancora sì tanto analfabetismo? Mi chiedo tra e e me.
-Ormai sono tutte così- prosegue il vecchietto alla mia destra, affranto.
Lo guardo un attimo: un distinto signore in cappotto e berretta di lana blu. La barba di un paio di giorni, ma tutto sommato una persona per bene. Mai più avrei immaginato. O almeno, non avrei mai pensato che in centro a Milano si potessero concedere simili esternazioni senza un minimo di accortezza. L'altro signore è simile. Un aspetto normale. Ma dio solo sa cosa si nasconde sotto le spoglie delle persone normali, soprattutto se di una certa età. Milano non è diversa dal resto del mondo.
Decido ancora una volta di non esprimere il mio parere sul pelo delle donne. Non vorrei che si informassero se anche io seguo la moda corrente oppure se sono una donna di vecchio stampo.
Un argomento delicato che non mi sento di affrontare qui, in mezzo alla strada.
La cosa poteva anche finire lì, se non ci avesse messo lo zampino il venditore di monete, che continua a sorridere e con cui ci scambiano sguardi di intesa e simpatia.
-Scusa-, interviene. Ormai è assodato che, disquisendo di questo argomento, ci si senta tutti fratelli e quindi, serenamente, ci si possa dare del tu, -ma tu come fai a sapere che si radono tutte?-
-Eeeeh...- risponde l'altro, eludendo la domanda e immergendosi nella contemplazione del catalogo.
A questo punto non ce la faccio più neanch'io e scoppio a ridere.
-Senti-, prova, lo stesso signore, a sviare il discorso, -questo catalogo è pieno di errori: non corrispondono costi e tirature.- Prosegue, rivolgendosi al venditore e lasciando prudentemente cadere il discorso.
Ma ormai la frittata è fatta. Si è parlato troppo e sono emersi particolari e deduzioni.
-Eh! Come fai a sapere che si radono?- Rincara la dose il primo signore, sinceramente interessato all'argomento inerente il pube delle donne, senza cogliere l'allusione, velata, del venditore, che invece io ho colto benissimo.
Il secondo anziano si trincera sotto un ostinato silenzio. Sono venute alla luce supposizioni e indizi inconfutabili. O forse si è accorto che c'è una donna, anche giovane, direi, di fianco a lui, che ha seguito tutto il dibattito e che ormai si sta divertendo beatamente.
È a questo punto che decido di intervenire anche io: -Guardi che rischia di diventare cieco!- Azzardo, alzando lo sguardo verso di lui, che invece mi evita. In fondo sono un medico e la mia ipotesi diagnostica è criptica.
Forse, o per fortuna, né lui né l'altro signore, quello sulla mia sinistra, colgono il mio consiglio tecnico, disinteressato, ma molto competente.
Ha invece colto molto bene il concetto il rivenditore, che scoppia in una sonora risata e mi guarda divertito: -Ecco perchè non vedeva bene il catalogo!- Esclama come illuminato da una rivelazione. -Non era colpa della scrittura troppo piccola.-
Io e lui ci guardiamo ridendo. Abbiamo capito tutto.
Il signore del catalogo intanto ha completato gli acquisti, ha pagato e si è allontanato, con tutto il suo rammarico per il pelo delle donne che, ahimé, non è più.
Anche io ho trovato le mie monete e pago.
-Mi scusi-, mi dice il venditore, mentre mi concede un significativo sconto, -non è sempre così, la mattina. Eppure sembrava una persona così normale.-
Dimentica che anche il primo signore, quello che decantava il pelo, non era proprio un missionario.
Ma in fondo che c'è di male se qualche signore ancora apprezza il pelo del pube delle donne? E che c'è di sbagliato a parlarne o anche a dispiacersi della moderna abitudine a depilarsela?
Sorrido al rivenditore: -Non si preoccupi. Buona giornata.- Gli strizzo l'occhio e mi allontano, senza rivelare se io mi depilo il pube oppure no.
Questo scambio verbale, cui assistito, è successo veramente, alle ore 9, in piazza Cordusio a Milano.
Due anziani avventori commentano il prezzo, esagerato, delle monete da 2 € commemorative della Croazia.
In mezzo ai due, che controllano i 'fior di conio' esposti e i cataloghi, ci sono io, che sto cercando le emissioni di San Marino e Vaticano.
Il signore attempato alla mia sinistra si lamenta del prezzo troppo alto imposto dal paese della ex Jugoslavia, e, non ho capito bene come, invoca, scherzando, un intervento di Trump, che faccia abbassare i costi cui devono sottostare gli onesti collezionisti; quello alla mia destra sta controllando a fatica un catalogo, risponde al signore sulla sinistra, ma intanto commenta che ci sono troppe imprecisioni sui dati delle monete.
Io intanto scambio dettagli tecnici con il venditore, più giovane, che gestisce il banchetto, tutto intirizzito per il gran freddo nella capitale meneghina.
Si forma una specie di summit tra noi, in cerca di monete, ma, sono concordi i due vecchietti, difficilmente Trump farà una guerra alla Croazia. Quella terra non ha petrolio.
-Ci sono un sacco di belle donne, in Croazia, altroché petrolio.- Si inserisce nella discussione un altro avventore, giovane che, evidentemente ha esperienza nel settore.
Il discorso si sposta, ma guarda un po', sulle donne, sulle belle donne della Croazia e sulle donne in generale. Conveniamo tutti che il presidente degli USA non ha bisogno di un intervento militare per ottenere le grazie di qualche bella signora.
In fondo un banchetto di numismatica non è così diverso da un bar o da uno stadio calcistico.
Le donne prima o poi, per un verso o per l'altro, affiorano sempre, quando alcuni ometti, specialmente se di una certa età e sconosciuti tra di loro, si mettono a chiacchierare a ruota libera.
Ne sapeva qualcosa anche de André.
Fingo indifferenza mentre il dialogo prosegue, diventando, anzi, ancora più interessante e partecipato: non vorrei bloccare l'estro creativo dei due pensionati, né, ancora peggio, far venire loro qualche idea su di me.
-Eeeh, le donne!- Prosegue il vecchietto sulla sinistra, -come fai a farne a meno!-
Concordo, ma continuo la mia ricerca di monete evitando di intervenire se non espressamente richiesto. Quello sulla destra sta invece lottando col catalogo che non riesce a decifrare come lui vorrebbe. Il venditore mi sorride con uno sguardo che chiede indulgenza. Gli rispondo con un altro sorriso, mentre gli chiedo monete di Andorra.
-Con quel pelo!- Esclama a sorpresa l'anziano collezionista sulla sinistra. -Impossibile resistere!-
Il venditore scoppia a sorridere e ci scambiamo un altro sguardo, significativo il mio, come a dire: -Anvedi un po', questo!-, più imbarazzato il suo, che indugia su di me, come a implorare venia sulle esternazioni poco filtrate del signore che, oltre alle monete, probabilmente coltiva altre passioni e collezioni. Tutti comunque siamo tacitamente d'accordo sul tipo di pelo di cui si parla. Non sono i capelli e non si sta parlando di donne baffute.
-Non ce l'hanno più, il pelo.- Risponde l'uomo alla mia destra, con un tono che esprime rammarico.
Il discorso sta degenerando e non vorrei che a un certo punto qualcuno mi chieda un parere di parte.
Il venditore sorride e scuote la testa. Che ci vuoi fare?
-In che senso, non hanno più il pelo?- Ribatte il primo.
-Si radono.- La risposta, laconica, che racchiude un velo di disincanto e delusione.
È impossibile che non mi abbiano notata, ma pare che questo non costituisca un problema. Da parte mia sono divertita e per nulla imbarazzata nell'assistere a questa spontanea espressione di saggezza popolare, decantata così, senza freni inibitori.
Il più imbarazzato, evidentemente nei miei confronti, è il venditore. I due anziani pare che non mi abbiano neanche notata.
Quello sulla destra allontana il catalogo, che non riesce a vedere bene: scritto troppo piccolo.
Notare il termine 'radere'. Avrei voluto far notare che è meglio utilizzare il verbo 'depilarsi', ma continuo a pensare che sia meglio evitare di farsi coinvolgere in questo scambio di vedute.
Ma lo scambio verbale tra i due nonnetti procede, anzi, si infervora.
-Ma cosa dici! Si radono?-
Ingenuo il primo signore.
-Eeeeh...-
Rassegnato il secondo, che evidenzia un retroscena fetish che sta divertendo sia me che il venditore di monete. In questo freddo almeno un argomento in grado di scaldare gli animi.
-Ma va!- Insiste il primo.
-Ma come, non sai che si radono? Si radono tutte.- Il secondo collezionista alza lo sguardo dal catalogo, incredulo.
Possibile che nel terzo millennio esista ancora sì tanto analfabetismo? Mi chiedo tra e e me.
-Ormai sono tutte così- prosegue il vecchietto alla mia destra, affranto.
Lo guardo un attimo: un distinto signore in cappotto e berretta di lana blu. La barba di un paio di giorni, ma tutto sommato una persona per bene. Mai più avrei immaginato. O almeno, non avrei mai pensato che in centro a Milano si potessero concedere simili esternazioni senza un minimo di accortezza. L'altro signore è simile. Un aspetto normale. Ma dio solo sa cosa si nasconde sotto le spoglie delle persone normali, soprattutto se di una certa età. Milano non è diversa dal resto del mondo.
Decido ancora una volta di non esprimere il mio parere sul pelo delle donne. Non vorrei che si informassero se anche io seguo la moda corrente oppure se sono una donna di vecchio stampo.
Un argomento delicato che non mi sento di affrontare qui, in mezzo alla strada.
La cosa poteva anche finire lì, se non ci avesse messo lo zampino il venditore di monete, che continua a sorridere e con cui ci scambiano sguardi di intesa e simpatia.
-Scusa-, interviene. Ormai è assodato che, disquisendo di questo argomento, ci si senta tutti fratelli e quindi, serenamente, ci si possa dare del tu, -ma tu come fai a sapere che si radono tutte?-
-Eeeeh...- risponde l'altro, eludendo la domanda e immergendosi nella contemplazione del catalogo.
A questo punto non ce la faccio più neanch'io e scoppio a ridere.
-Senti-, prova, lo stesso signore, a sviare il discorso, -questo catalogo è pieno di errori: non corrispondono costi e tirature.- Prosegue, rivolgendosi al venditore e lasciando prudentemente cadere il discorso.
Ma ormai la frittata è fatta. Si è parlato troppo e sono emersi particolari e deduzioni.
-Eh! Come fai a sapere che si radono?- Rincara la dose il primo signore, sinceramente interessato all'argomento inerente il pube delle donne, senza cogliere l'allusione, velata, del venditore, che invece io ho colto benissimo.
Il secondo anziano si trincera sotto un ostinato silenzio. Sono venute alla luce supposizioni e indizi inconfutabili. O forse si è accorto che c'è una donna, anche giovane, direi, di fianco a lui, che ha seguito tutto il dibattito e che ormai si sta divertendo beatamente.
È a questo punto che decido di intervenire anche io: -Guardi che rischia di diventare cieco!- Azzardo, alzando lo sguardo verso di lui, che invece mi evita. In fondo sono un medico e la mia ipotesi diagnostica è criptica.
Forse, o per fortuna, né lui né l'altro signore, quello sulla mia sinistra, colgono il mio consiglio tecnico, disinteressato, ma molto competente.
Ha invece colto molto bene il concetto il rivenditore, che scoppia in una sonora risata e mi guarda divertito: -Ecco perchè non vedeva bene il catalogo!- Esclama come illuminato da una rivelazione. -Non era colpa della scrittura troppo piccola.-
Io e lui ci guardiamo ridendo. Abbiamo capito tutto.
Il signore del catalogo intanto ha completato gli acquisti, ha pagato e si è allontanato, con tutto il suo rammarico per il pelo delle donne che, ahimé, non è più.
Anche io ho trovato le mie monete e pago.
-Mi scusi-, mi dice il venditore, mentre mi concede un significativo sconto, -non è sempre così, la mattina. Eppure sembrava una persona così normale.-
Dimentica che anche il primo signore, quello che decantava il pelo, non era proprio un missionario.
Ma in fondo che c'è di male se qualche signore ancora apprezza il pelo del pube delle donne? E che c'è di sbagliato a parlarne o anche a dispiacersi della moderna abitudine a depilarsela?
Sorrido al rivenditore: -Non si preoccupi. Buona giornata.- Gli strizzo l'occhio e mi allontano, senza rivelare se io mi depilo il pube oppure no.
Questo scambio verbale, cui assistito, è successo veramente, alle ore 9, in piazza Cordusio a Milano.
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