Vacanza sullo yacht (parte 5)

Scritto da , il 2021-11-05, genere sadomaso

Gli schiavi avrebbero dovuto pulire la casa dei loro Proprietari prima della partenza per la vacanza sullo yacht, cosa che fecero mentre la Padrona era andata ad acquistare le ultime cose.
Mentre lavoravano, commentarono l’accaduto, le sensazioni vissute nell’aver dovuto servire la Padrona nella scelta dei vestiti da portare, mentre lei era seduta sullo schiavo, sul ventre prima e sul sesso poi.
“Amore, ho temuto che avresti goduto quando la Padrona si è seduta sul tuo pene”.
“Ho fatto una fatica incredibile. Tu sai quanto mi ecciti la tua lingua, mentre leccavi la sua vagina che mi penetrava, la sottomissione ed il peso dei Padroni sopra di me. Queste tre cose assieme sono esplosive”.
“Se avessi goduto ti avrebbe castrato”
“ahahahahahah è la stessa cosa che ho pensato”.
Provarono la tentazione di baciarsi ma avevano il divieto di toccarsi quando erano a servizio, ordine che rispettavano anche in assenza dei Padroni.
Dava comunque il senso della sottomissione essere ubbidienti.
Andrea provò piacere quando la Padrona, al rientro, salì su di lui steso dopo l'ingresso in funzione di zerbino.
Prima di uscire gli aveva dato ordine di farsi trovare in quella posizione.
Passò quindi il tempo in attesa e con l’ansia di sentire arrivare la Padrona mentre faceva le pulizie di casa con la moglie, in modo da interrompere il lavoro e correre a stendersi a terra.
Lia stette sul corpo del ragazzo il tempo necessario per arrivare a sorridere nel vedere il suo pene che si irrigidiva.
“Cucciolo, sei uno zerbino nato, dovresti ringraziarci per consentirti di vivere la tua natura di pulisciscarpe”.
Si divertiva a prenderli in giro.
Restando in piedi sul petto e pesandosi sui tacchi, passò la suola sulla guancia dello schiavo, pesandosi così sul piede e sul tacco ancora posato sullo sterno.
Vedeva l’espressione di sofferenza e lo sforzo per resistere.
La eccitava moltissimo questa cosa. le dava il senso dell’oggetto umano sotto i piedi.
La mattina successiva, quella della partenza, la giornata per gli schiavi iniziò alle 4 del mattino. Si alzarono in silenzio per andare al porto a portare i bagagli e sistemare tutto negli armadi, in modo da far trovare ogni cosa pronta all’arrivo dei Padroni.
Tornarono in fretta, dovendo essere alle 9.00 a disposizione per la colazione.
Quando i Padroni si alzarono, trovarono la tavola apparecchiata ed i due schiavi a 4 zampe in funzione di sedia.
Non avevano dato loro quell’ordine e sorrisero nel vedere il loro desiderio di servire.
Senza salutarli, si sedettero sulle loro schiene ed iniziarono a mangiare discorrendo tra di loro, considerando i due ragazzi come parte del mobilio.
Fortunatamente il primo pasto non durava moltissimo ed Andrea riusciva, seppure a fatica, a reggere il Padrone. Lo stesso per Marta.
Lo schiavo si eccitava anche quando si sedeva sopra di lui Enrico. Erano entrambi eterosessuali. Dal Padrone non veniva usato sessualmente ma solo quale oggetto o per servire.
Tuttavia lo eccitava il dominio ed il peso dei Padroni su di sé.
Enrico preferiva sedersi su Marta ma non disdegnava nemmeno Andrea, considerandolo solo un oggetto sul quale stare comodo, sicuramente più adatto per lunghe sedute.
Per Lia era diverso, in quanto bisessuale.
Mentre i Padroni si preparavano per la partenza, diedero ai due cani gli avanzi della sera precedente, in un'unica ciotola posata a terra in un angolo della cucina.
Dentro c’erano pasta avanzata, pezzi di carne masticati e sputati perché non buoni, bucce della frutta e quella parte della carne ritenuta troppo dura.
Prima di uscire utilizzarono la lingua di Marta quale carta igienica dopo avere urinato.
Ne approfittarono per riversarle dentro le ultime gocce che avevano trattenuto apposta.
Alla schiava piaceva ricevere l’urina del Padrone, sentirla calda dentro di sé ed il suo sapore in bocca a lungo. Quindi nel pulirlo lo tenne in bocca qualche secondo. Era una pratica che la eccitava moltissimo, trovando molto umiliante essere usata come urinatoio. La faceva sentire il più infimo degli oggetti. Il Padrone riusciva benissimo a trasmettere questa sensazione.

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