Un nipote bisex! Prima parte

di
genere
bisex

Mi chiamo Marcello, ho 40 anni, sono di media statura, capelli neri tendenti ad incanutire. Ho gli occhi scuri ed il fisico abbastanza snello; da cinque anni sono vedovo. Avevo sposato una donna che amavo molto, ma una leucemia fulminante me l'ha portata via, in pochissimi giorni. Per me è stato un colpo durissimo! Amavo molto mia moglie e, per i primi tre anni, mi son letteralmente tuffato nel lavoro, cercando di alleviare così il dolore della perdita.
Lo scorso anno, però, qualcosa è cambiato. Dopo la morte di mia moglie, ho fatto sesso solo due volte con una prostituta, ma non ha funzionato. È stato solo e semplicemente uno svuotarsi le palle, ma non è servito a niente. Qualcosa è cambiato la scorsa estate, quando ho accettato l'invito di mia sorella a passare qualche giorno di vacanza con la sua famiglia in un'isola del Tirreno. La famiglia di mia sorella è costituita da Alessia, mia sorella, Franco mio cognato, e suo figlio Lorenzo, un bel ragazzo di 19 anni, con un bel fisico, gli occhi scuri, i capelli neri. Durante quella settimana che sono stato in loro compagnia, mi sono visto poco con lui, perché era sempre in giro con Stefano, un suo amico. Anch'io qualche volta ho noleggiato uno scooter e son andato un po' in giro ad esplorare qualche spiaggetta un po' meno affollata. Mio cognato, invece, è un animale molto stanziale, che non si smuove quando è in vacanza, se non per fare da casa alla spiaggia e dalla spiaggia alla casa, mentre mia sorella ha sempre qualche amica di ombrellone con cui accompagnarsi per chiacchierare e passeggiare sulla battigia. Durante uno di questi miei giri, son capitato in un posto un po' isolato e, quando sono arrivato nella spiaggia, in mezzo a degli alberi, ho trovato un signore sulla cinquantina completamente nudo che, quando mi ha visto, per un attimo si è coperto, ma, quando ha visto che io mi son tranquillamente spogliato nudo, ha sorriso e si è scoperto di nuovo anche lui. Adoro fare del nudismo, anche se erano ormai quattro anni che non lo praticavo più. Questa pratica di star nudi, l’avevo appresa da mia moglie, che adorava star nuda! Veniva da una famiglia di naturisti convinti ed aveva fatto suo questo comportamento fin da piccola. Sdraiati a prendere il sole, ho scambiato qualche parola con questo signore e, tra una chiacchiera e l'altra, siamo finiti sul sesso.
«Vedo che hai l'anello al dito, quindi mi viene da pensare che oggi tua moglie ti abbia lasciato libero di andare ad esplorare un po' per conto tuo?»
Malinconicamente gli ho detto che ero vedovo e così lui si è scusato; poi mi son alzato e sono andato a fare il bagno. Anche lui è venuto in acqua e quando ne siamo usciti, mi ha chiesto di nuovo scusa.
«Scusami, sono stato invadente e mi dispiace molto! Spero di non aver riaperto la ferita!»
Gli ho detto che ormai erano passati quattro anni e, in ogni caso, la vita andava avanti. Poi gli ho chiesto qualcosa di lui e mi ha detto che era separato da oltre quindici anni. Poi è successo un fatto che mi ha veramente sorpreso: ha avuto parole di elogio circa la bellezza del mio cazzo e, in effetti, è così: rigido e lungo quasi una ventina di centimetri, ha anche un ottimo spessore.
«Dopo la separazione, il sesso è diventato un po' problematico. Non era facile trovare donne con cui far sesso, così mi son un po' abituato a sfruttare ogni occasione. Poi, col passare degli anni, certe cose cominci ad apprezzarle un po' di più e, una di queste, è anche l'omosessualità. Tu hai un bel cazzone e, anche se è in posizione di riposo, è davvero notevole. Sarebbe un problema per te se te lo accarezzassi o te lo masturbassi un po'?»
Sono stato un po' preso alla sprovvista e, stranamente, il mio membro, nel sentire le sue parole, ha cominciato a dare segni di risveglio e così gli ho risposto che poteva tranquillamente accomodarsi. Si è avvicinato e, molto delicatamente, ha impugnato il mio membro; ha preso a segarlo lentamente, facendolo lievitare quasi immediatamente. Quando si è reso conto che era perfettamente duro, mi ha sorriso e si è abbassato; ho sentito la sua bocca avvolgere delicatamente la mia cappella e poi ha preso a succhiarmelo, a leccarlo in maniera davvero stupenda. Era molto bravo! Ha passato la lingua lungo tutta l'asta, facendola scivolare giù fino alle palle e poi le ha leccate bene, accarezzandole con la mano, e poi si è di nuovo infilato il mio membro il più possibile in gola. Ha represso alcuni conati di vomito ed anche dei colpi di tosse per aver cercato di infilarselo tutto in gola. Ha preso a pomparlo, succhiandolo veramente bene, con molto fervore. Il silenzio del posto era praticamente rotto dal rumore del suo risucchio e, d'un tratto, mi son reso conto che ero prossimo a sborrare e così gli ho dato un colpetto sulla spalla per avvertirlo.
«Ehi, fermati: sto per sborrare! Guarda, che sto per sborrare!»
Ha sollevato lo sguardo, mi ha sorriso ed ha continuato a succhiarlo; così mi sono lasciato andare nella sua bocca. È stato un orgasmo sconvolgente! Gli ho riversato in bocca praticamente quattro anni di arretrato! L'ha ingoiata tutta, senza perderne una goccia e si è tolto il mio cazzo dalla bocca, lasciandolo perfettamente lucido e pulito.
«mhmm… Che meraviglia! La tua è stata una sborrata veramente magnifica! Ha un buon sapore la tua crema e mi ha fatto piacere ingoiarla tutta!»
Siamo rimasti un po' sdraiati al sole e poi abbiamo fatto di nuovo il bagno; ad un certo punto, da uno zainetto, lui ha tirato fuori della frutta e mi ha offerto di condividerla. Abbiamo passato il resto della giornata sdraiati al sole e, dopo un ennesimo bagno, lui mi ha chiesto se poteva ancora succhiare il mio cazzo.
«Non vorrei sembrarti esagerato, ma il tuo cazzone mi eccita molto e, se per te non è un problema, vorrei di nuovo avere il piacere di gustarmelo in bocca.»
Ancora una volta ho lasciato che assaporasse a lungo il piacere di avere il mio membro in bocca e, anche in questo caso, si è rivelato di una maestria unica. È stata una pompa lunga e molto piacevole, durante la quale lui mi ha leccato bene sia il cazzo che le palle, e quando ha iniziato a succhiarlo facendomi venire, si è masturbato velocemente e, quando ho di nuovo sborrato nella sua bocca, anche lui è venuto. Ci siamo salutati promettendoci di rivederci il giorno dopo e, quando vi son tornato, lui era già lì che mi aspettava. Ha detto di chiamarsi Gustavo e, dopo un po' che eravamo sdraiati al sole, si è offerto di nuovo di farmi un bel pompino. Anche in questa occasione, mi è piaciuto molto! Mi avrà succhiato il cazzo per circa una ventina di minuti, sempre cercando di ritardare il più possibile il momento in cui stavo per sborrare e, alla fine, quando son venuto, lui non ne ha perso nemmeno la goccia. Abbiamo ripetuto lo stesso copione nel pomeriggio ed ancora il giorno successivo, con la sola variante che, quando gli ho detto che era il mio ultimo giorno di vacanze in quel posto, nel pomeriggio, dopo che la mattina mi aveva svuotato bene con una bella pompa, mi ha chiesto se avessi avuto piacere a metterglielo nel culo. Ho accettato e lui, dopo avermi leccato per bene il cazzo, mi ha fatto indossare un preservativo, si è posizionato a pecora davanti a me ed io, lentamente, dopo avergli bagnato un po' il culo con della saliva, gliel'ho spinto tutto dentro; ho preso a scoparlo tenendolo per i fianchi. Ha goduto molto e si è masturbato due volte, schizzando, mentre gli scopavo il culo e lui mi incitava a scoparlo più forte.
«Scopami più forte che è bellissimo! Adoro sentire un bel cazzone nel culo!»
Ho sentito il piacere arrivare e lui, probabilmente, se ne è reso conto, perché mi ha chiesto di fermarmi un attimo, si è girato e poi, dopo essersi sdraiato, ha sollevato le gambe e mi ha chiesto di inginocchiarmi davanti a lui e di prenderlo da davanti, cosicché, quando sarei stato pronto a venire, avrei potuto schizzare sul suo petto. L'ho scopato mentre lui teneva le gambe in alto e, quando ho sentito che ero vicino al piacere, mi son sfilato ed ho tolto il preservativo; subito la sua mano ha impugnato il mio membro e mi ha segato velocemente, facendomi schizzare la mia sbroda sul suo petto e sulla sua faccia. Poi si è allungato verso di me e lo ha ripulito tutto. È stata un'esperienza veramente interessante, che ho rammentato tante volte durante l'inverno, senza però mai ripeterla. La primavera successiva, verso la fine di maggio, un pomeriggio, stanco del lavoro, sono architetto, ho deciso di prendermi una mezza giornata di svago e mi sono recato in un posto non troppo lontano dal nostro paese, dove c'è un ruscello di acqua pulita, dove si trova una spiaggetta poco conosciuta, che frequentavo con mia moglie per fare nudismo. Mi son recato in quel posto e, dopo aver lasciato la macchina al parcheggio, ho percorso un po' più di un chilometro a piedi, prima di raggiungere la mia destinazione. Quando son sbucato da una piccola siepe di oleandri e sono arrivato sulla sponda del fiume, lo spettacolo che mi sono trovato davanti mi ha lasciato veramente sorpreso. C'era Lorenzo, mio nipote, nudo, disteso al sole, che ascoltava musica con delle cuffiette e non si è accorto subito di me. Piacevolmente sorpreso dalla scoperta, mi sono spogliato silenziosamente nudo e quando ho steso il mio telo accanto al suo, lui si è girato e per un attimo ha sussultato, restando stupito nel vedermi nudo accanto a lui. Per un attimo siamo rimasti a guardarci, poi ci siamo messi a ridere e insieme ci siamo sdraiati al sole. L'ultima volta che l'avevo visto era stato circa due mesi prima, in occasione delle feste di Pasqua che avevo passato insieme alla sua famiglia. In quella occasione ho fatto la conoscenza di Angelina, la sua fidanzata, una ragazza sua coetanea, un po’ timida, specie con me; ero un estraneo e, in ogni caso, mi è sembrato che non amava mettersi in mostra. Aveva un bel fisico snello, capelli castani, occhi scuri, un seno non troppo grosso, una seconda o, forse, una terza, ed un bel culetto poto al culmine di cosce ben lunghe, ma, come già detto, molto timida e riservata. Per tutto il giorno che siamo stati assieme, ho potuto notare che parlavano tra di loro a bassa voce e, spesso e volentieri, mi guardavano; lei annuiva e, di conseguenza, son giunto alla conclusione che ero io l'argomento delle loro conversazioni. Appena mi son sdraiato, gli ho chiesto come mai era al fiume.
«Come mai sei qui, oggi non hai lezione all’università?»
Lui, ancora un po' imbarazzato, mi ha risposto che aveva la giornata libera a causa di uno sciopero dei professori. Un po' curioso ho chiesto della sua fidanzata.
«E con una giornata libera, non stai con la tua fidanzata?»
Lui mi ha sorriso dicendo che Angelina era impegnata e che, ogni tanto, stare un po' separati non era male. Siamo stati in silenzio per qualche minuto, poi mi son alzato e ho deciso di fare un bagno, anche se in quel punto l'acqua è particolarmente fredda. Anche lui mi ha seguito e, dopo esserci semplicemente bagnati, entrando e uscendo dall'acqua, ci siamo di nuovo sdraiati al sole ed abbiamo ripreso a parlare.
«Come fai a conoscere questo posto? E poi non ho visto la tua auto nel parcheggio, Come sei arrivato qui? In genere, voi ragazzi, andate più a valle, dove c'è l'acqua più profonda e la spiaggia più estesa.»
Mi ha risposto che era venuto in mountain bike e conosceva il posto perché glielo aveva indicato un suo amico. Poi, dopo un momento di silenzio, mi guarda e mi fa un complimento.
«Lo sai, zio, che hai un bel fisico? Ti ho sempre ammirato molto, perché sei diverso da mio padre, lui si sta trascurando troppo!»
Ho sorriso e ricambiato il complimento.
«Anche tu hai sei fatto bene.»
Lui ha sorriso e poi ha aggiunto:
«Hai anche un bel membro, bello grosso.»
Sono rimasto per un attimo un po' basito da quella sua affermazione e comunque, ho ribadito che anche il suo era niente male.
«Direi che è un po' nella norma, ma anche il tuo non mi sembra da meno!»
Ha scosso il capo, poi ha commentato.
«Non c'è confronto con il tuo! Vorrei chiederti se... insomma, non vorrei sembrarti un po' troppo sfacciato, ma... posso toccarlo?»
Sono rimasto incuriosito e sorpreso nello stesso tempo a quella sua richiesta, così, con un cenno del capo, gli ho fatto capire che poteva benissimo toccarlo. Lui si è avvicinato, mi ha guardato e poi, con una mano ha impugnato il mio membro ed ha preso a segarlo.
«Hai proprio un bel cazzone!»
Mentre lo sentiva crescere nella sua mano, mi ha sorriso; poi si è abbassato e la sua bocca si è appoggiata sulla punta del mio membro; subito la sua lingua ha cominciato a muoversi in maniera molto esperta. Sono rimasto piacevolmente stupito da questa cosa e, per un po', l'ho lasciato fare; mi son reso conto che mio nipote mi stava regalando un magnifico pompino! Ha bagnato bene tutta l'asta, mentre mi accarezzava le palle e poi, senza nessuna difficoltà, se lo è infilato tutto in gola. Ha preso a muovere la testa su e giù, affondando il mio membro sempre più in fondo, senza mostrare alcuna difficoltà. La cosa mi ha un po' stupito e gliel'ho chiesto.
«Mah, accidenti! Dove hai imparato a fare pompini come questo? Cioè, voglio dire... lo succhi meglio di una puttana!»
Lui ha sollevato lo sguardo ed ha sorriso; ha continuato a mungere il mio cazzo e lo succhiava sempre più forte, finché io, d'un tratto, gli ho appoggiato la mano sulla testa e, quando ho incrociato il suo sguardo, ho visto che lui ha annuito, avendo intuito che stavo per sborrare. Quando sono stato prossimo all'orgasmo, l'ho avvertito.
«Lorenzo, fermati, sto per sborrare! Lorenzo, se non ti fermi ti sborro in bocca!»
Non si è fermato! Così gli ho riversato in bocca un'ingente quantità di crema e, per un attimo, ho visto le sue guance gonfiarsi e poi ingoiare, senza perderne neanche una goccia. Lo ha leccato per bene, lo ha pulito, e poi ha sollevato lo sguardo e, per un attimo, è rimasto in silenzio. Io gli ho sorriso e gli ho chiesto di nuovo come aveva fatto a diventare così bravo.
«Non è facile da spiegare, ma diciamo che tutto ha avuto inizio lo scorso anno. Ricordi che ero al mare con il mio amico Stefano e, tra noi, già allora avevamo iniziato a fare qualcosa; niente di che, solo qualche sega e lui, una volta, aveva osato farmi un pompino. Al mare c'erano due persone sulla cinquantina, che lui già conosceva e, così, abbiamo trascorso quasi tutte le vacanze insieme a loro. All'inizio, me lo facevo solo succhiare, ma poi, con il tempo, ho visto il mio amico che godeva molto nel farsi prendere da dietro, da uno di quei due maschi, mentre teneva il cazzo dell'altro in bocca. All'inizio non ero molto bravo, ma quei due mi hanno fatto da maestri, come hanno fatto anche con lui lui, e così abbiamo trascorso quasi tutto il mese di agosto a scopare con loro. Uno di essi aveva il cazzone grosso come il tuo e questa peculiarità mi ha indotto a chiederti se potevo succhiartelo, perché, dopo le ferie, Stefano è andato a vivere in un'altra città per studiare all’università ed io non avevo più visto quei due. Inoltre, a Natale, mi son fidanzato con Angelina e, quindi, tutto si è ridotto ad un bel ricordo; quando però ho visto il tuo membro, ho avvertito forte il desiderio di succhiarlo. Voglio sperare che, dopo questo nostro contatto, il tuo giudizio, nei miei confronti, non sia troppo severo!»
Io mi son messo a ridere e l'ho rasserenato, dicendogli che non aveva nulla da temere da parte mia.
«Non ho mai giudicato nessuno! Ormai i tempi sono cambiati e credo che la bisessualità sia accettata un po' da tutti. Angelina è al corrente di questo tuo particolare vizietto?»
Lui china il capo un po' sconsolato!
«No, assolutamente no! Non sa proprio niente, anzi, su questi argomenti con lei le cose non girano per niente bene!»
Sono un po' stupito e gli chiedo ulteriori chiarimenti.
«Che significa che non girano bene? Mi è sembrata una ragazza alquanto disponibile; non pensavo che avevate qualche problema a far sesso?»
Ci ha pensato un attimo, poi mi ha sorriso e mi ha spiegato quale era il suo problema.
«Con Angelina le cose vanno benissimo! No, proprio benissimo no, ma comunque vanno abbastanza bene.»
L'ho guardato cercando di capire e lui, un po' titubante, ha proseguito nel discorso.
«Angelina è stupenda, è dolce, affettuosa, è anche brava in cucina; la sua famiglia mi vuole molto bene, ma... ecco noi... cioè io... oh cavolo: è complicato da spiegare!»
Veramente incuriosito l'ho esortato a continuare. Lui ha abbassato lo sguardo e, di certo con un po' di vergogna, ha continuato il discorso.
«Ecco vedi ... insomma io, lei... Angelina è vergine! Il problema è proprio questo!»
Senza capire, l'ho guardato e gli ho chiesto di esser ancor più chiaro.
«Non mi sembra per niente un problema: hai una ragazza vergine e sta a te farle conoscere le delizie del sesso. Del resto, mi sembra che tu sia ben messo, e non dovresti aver difficoltà a farla diventar donna ed apprezzare i piaceri della sessualità; insomma non credo dovresti avere difficoltà ad avviarla ad una sana vita sessuale.»
Ma lui ha scosso il capo ed ha continuato a spiegarmi.
«È proprio questo il problema, zio! Ci abbiamo provato già diverse volte ... cioè, voglio dire: io e lei raggiungiamo un alto livello di eccitazione, ma quando provo a penetrarla, all'inizio va tutto bene, poi però, quando mi accorgo che lei sente dolore, io mi blocco e, senza motivo, il mio membro perde il suo turgore. È una cosa così strana, che non riesco a spiegare. Io le voglio bene e lei ne vuole tantissimo a me, ma ho il terrore di farle male e questo mi blocca al punto da far sfumare tutta l'eccitazione.»
Mi ha guardato cercando un po' di comprensione.
«Vediamo se ho capito: voi due vi eccitate molto e poi, quando è il momento, tu non riesci a penetrarla? E questo accadrebbe perché ti accorgi che prova dolore? Ma lo sai che quel dolore dura appena un attimo, per poi passare e diventare piacere puro? Non è che un attimo.»
Lorenzo mi guarda un po' sconsolato.
«Sì, lo so! Ma non riesco a spingerglielo dentro, quando vedo che lei soffre, e questo sta diventando veramente un problema! Quando l'ho conosciuta, un anno fa, io sono stato in tutto e per tutto il suo primo fidanzato. Hai notato quanto è timida e, per questo, fino ad allora, non si era messa con nessuno. Io mi son armato di pazienza e, lentamente, le ho insegnato praticamente tutto. Oggi, Angelina è bravissima a far pompini, a farmi godere con le mani e, devo dire, le piace molto, anche quando facciamo il 69; non le dispiace nemmeno se, dopo averle leccato il culetto, ci infilo un dito. Gode così tanto che fa veramente male vedere che tutto questo avviene solo grazie alle mani, mentre vorrei che lei godesse accogliendo il mio membro dentro di sé.»
«Mi dispiace, ma devi trovare un modo per superare questa impasse!»
Lui fa un profondo respiro, poi mi propone una cosa che mi lascia ancor più stupito.
«Veramente una certa soluzione ci sarebbe: l’avevamo già valutata. Avevamo in programma di parlartene quest'estate al mare, perché mamma ha già detto che vuole invitarti ancora a passare qualche giorno di vacanza con noi, ma, poiché oggi, casualmente ci siamo incontrati, vorrei metterti a parte di questa nostra idea.»
«Ok, va bene; dimmi di cosa si tratta.»
«È una cosa che ci è venuta in mente il giorno di Pasqua! Forse ti sarai accorto che stavamo discutendo molto io e lei e, più di una volta, ti lanciavamo occhiate. Angelina è molto attratta da un maschio come te, cioè, insomma, parlando, le ho detto che, forse, potevo chiedere consiglio a te e lei ha convenuto che sarebbe stata un'ottima idea.»
Lo guardo senza capire.
«Ok, va bene, me ne hai parlato, ma come pensi che io possa esserti utile?»
Lui mi fissa un attimo negli occhi e poi mi mette a parte di quella che sarebbe la loro decisione.
«Insomma, noi due avevamo pensato... voglio dire… ecco io e lei...noi tre insieme... Voglio dire... vorrei far sesso insieme a lei ed a te, e capire dov'è che sbaglio. Vorrei sapere da te se mi puoi aiutare?»
Sono veramente stupito da questa sua richiesta.
«Va bene, ma sei sicuro che a lei questa cosa va bene? Mi è sembrato una ragazza un po’ timida e, quindi, non capisco come possa superare il senso di pudore e mostrarsi nuda?»
Lui mi guarda un po' speranzoso.
«Non lo so! È una cosa cui ancora non avevo pensato, perché, per il momento, tutto quello che ci tratteneva era sapere se potessi esserci d'aiuto.»
Resto è un attimo in silenzio a riflettere, poi gli garantisco il mio supporto.
«Anche se non so come faremo, penso di poterti aiutare, sempre che Angelina sia d'accordo!»
Lui ha come un salto di gioia.
«Sì, cavolo sì! Questa sì che è una bella notizia! Sapere di poter contare sul tuo appoggio, già mi fa star meglio! Tu cosa suggeriresti?»
Mi rendo conto che mi sto muovendo su un terreno totalmente sconosciuto, così cerco, in qualche modo, di capire fino a che punto la lei sarebbe disposta ad accettare quanto ideato.
«Intanto direi di venire a cena sabato sera da me. L’ambiente tranquillo di casa, la dovrebbe far sentire più a suo agio. Mentre ceniamo, faremo una bella chiacchierata e vedremo un attimino anche lei come è messa. Capisco che, se tu sarai teso e nervoso, probabilmente lo sarà anche lei, quindi, in qualche modo, servirà ad allentare la tensione in modo da creare una certa armonia tra noi tre.»
Lorenzo mi guarda affascinato.
«Ero certo che avevi l'idea giusta! Certo che bisogna fare così! Verremo a cena da te e vedremo come si sviluppa la serata, perché, se lei fosse d'accordo, io penso che... insomma, voglio dire, potremmo anche provarci.»
Concordo con lui e poi che fa caldo, andiamo a farci di nuovo un bagno; quando usciamo, mentre siamo di nuovo sdraiati, lui si avvicina a me e mette di nuovo una mano sul mio cazzo.
«Lo sai che hai veramente un bel cazzone! Mi piaceva tanto quando l'amico di Stefano me lo metteva nel culo! Ecco io vorrei…»
Senza aggiungere altro, la sua bocca si posa di nuovo sul mio membro e prende a succhiarlo, facendolo diventare rapidamente duro. Poi solleva la testa senza dire nulla, si gira e si mette sdraiato di spalle; solleva un po' il culo. È un invito troppo allettante per poter rinunciare; così mi inginocchio dietro di lui, mi abbasso e vado a leccargli il bocciolo, che, quando sente la mia lingua, sembra fremere. Lo lecco e lo bacio facendolo gemere di piacere.
«mhmm…Cavolo, come sei bravo! Dai, ti prego, fammelo sentire dentro!»
Dopo averlo lubrificato un po', appoggio la punta del mio membro al suo buchetto e, lentamente, vi scivolo dentro; all'inizio, sussulta, poi sento che si rilassa e lo accoglie tutto nel culo.
«Oh, fa piano! E' passato un po’ di tempo che... Però, spingilo a fondo che mi piace! Sì, mi piace sentirlo di nuovo tutto dentro! Dai, scopami il culo, che mi fa impazzire!»
Lo sollevo un po' per i fianchi e poi comincio a limare quel foro avanti e indietro; mi accorgo che si adegua perfettamente alle dimensioni del mio membro, quindi me lo scopo per bene, mentre lui si masturba e schizza due volte, urlando il suo piacere.
«Cazzo, vengo! Ma quanto è bello! Non lo ricordavo così bello! Dai, sbattimi forte! Mi fa morire quando mi spaccano il culo! Ora vorrei avere un altro bel cazzone in bocca!»
Quando lui sborra per la seconda volta, anch'io sono prossimo al piacere e, dopo avergli dato qualche altro colpo, un po' più vigoroso, gli riempio il culo di crema calda.
«Lorenzo, sta sborrando nel tuo culo! Accidenti, come lo tieni stretto! Mi stai facendo un bocchino con il culo! Sborro!»
Tenendolo stretto a me, mi sdraio di lato e restiamo per un lungo istante immobili, fin quando il mio membro perde di vigore e scivola fuori dal suo buchetto. Lui si gira, mi guarda per un attimo negli occhi, dopo di che la sua bocca viene a cercare la mia e, mentre mi bacia, la sua lingua danza con la mia.
«Sei un amante meraviglioso! Sapevo che eri un maschio stupendo, ma non pensavo che fossi davvero così bravo! Sapessi quante seghe ti ho dedicato! Adesso spero che mi aiuti con Angelina e, se poi vorrai, mi farebbe piacere, ogni tanto, provare ancora tutte queste emozioni che mi hai dato oggi.»
Parla commosso e, dopo un po', andiamo di nuovo a lavarci nel fiume; quando il sole comincia a calare dietro le montagne, prendiamo insieme la bicicletta e raggiungiamo il parcheggio; caricata la sua bici nel bagagliaio della mia macchina, insieme torniamo al paese. Il giorno dopo, mi manda un messaggio, e mi dice che Angelina è entusiasta di venire a cena a casa mia, sabato sera. Le ha solo raccontato di avermi incontrato in città, di aver preso un caffè e fatto una lunga chiacchierata. Il sabato arrivano puntuali e, quando li vedo entrare, resto piacevolmente stupito. Angelina indossa un leggero vestito a fiori, tenuto chiuso davanti da una fila di bottoni, di cui, molti, sono lasciati aperti. Fa caldo e, perciò, non indossa le calze, ma ha dei sandali a zeppa con il tacco alto, che le inarcano lo splendido culetto. È bella e provocante; mi saluta con un caldo abbraccio, stringendosi a me. Mi sembra una persona diversa da quella che avevo visto il giorno di Pasqua e spero di riuscire, in qualche modo, a trovare il sistema per far divertire questi due ragazzacci. Seduti a tavola, ci mettiamo a parlare di tante cose, tranne del sesso e, tra un manicaretto e l'altro, ho riempito di vino un po' più spesso il bicchiere di Angelina e, questo mi sembra che, in qualche modo, abbia ancor più allentato i suoi freni inibitori. Finita la cena ci accomodiamo sul divano e Lorenzo tiene un braccio intorno al collo della sua fidanzata; poi, dopo un lungo silenzio, in cui ci siamo guardati tutti e tre in faccia, lui l’attira a sé e la bacia in bocca. Per un attimo la ragazza rimane quasi immobile, poi, improvvisamente risponde con passione al suo bacio e, mentre stanno limonando, d'un tratto lei si solleva e si mette a cavalcioni su di lui. Le mani di Angelina iniziano a slacciare i bottoni della camicia di Lorenzo e, quasi con frenesia, gliela toglie, lasciandolo a torso nudo. Anche lui non è rimasto immobile. Ha completamente slacciato i bottoni del suo vestito, e noto con piacere che la ragazza sotto, oltre ad un esiguo perizoma, non indossa altro. Lui, la spoglia del vestito lasciandola completamente nuda. Poi comincia a baciarle il collo e poi giù a scendere fino al seno e, mentre con una mano stuzzica uno dei capezzoli, con la bocca va a succhiare l'altro; Angelina lo abbraccia con entrambe le mani intorno alla testa, schiacciandola contro il suo petto, mentre geme di piacere. Seduto su di una poltrona li osservo in silenzio, mentre il mio membro si sta gonfiando nei pantaloni. Ad un tratto, Lorenzo si solleva e la mette sdraiata sul divano, ma io intervengo e propongo di spostarci in un posto più comodo.
«Andiamo in camera mia: staremo più comodi e, soprattutto, c'è più fresco!»
Solo in quel momento, quando lui si alza in piedi e prende per mano Angelina, vedo che le gote della ragazza si sono imporporate e tiene la testa bassa, mentre cammina accanto a lui ed entra in camera da letto. Appena messa sdraiata sul letto, Lorenzo si toglie rapidamente i pantaloni, mentre io comincio a spogliarmi lentamente. Lei tiene gli occhi chiusi e Lorenzo si tuffa tra le sue cosce, sfila il perizoma che, noto, è più che fradicio, ed inizia a leccare il miele che sgorga dalla figa, mentre si mette sdraiato al rovescio ed offre il suo membro alla bocca della ragazza, che si gira di lato e comincia un ottimo lavoro di preparazione. Lecca bene l'asta, ricoprendola di saliva; si dedica anche alle palle, che alternandole in bocca, si diverte a succhiare. Geme di piacere Angelina, mentre Lorenzo adesso la sta veramente leccando molto a fondo e lei, intanto, si è già infilata ripetutamente il suo membro tutto in gola, fino in fondo. Le fa raggiungere il primo orgasmo e lei, d'un tratto, non resiste, si toglie il membro dalla bocca ed urla di piacere.
scritto il
2026-02-22
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