Ceduta per un pompino

di
genere
dominazione

Fausto ed Annette stavano tornando da un matrimonio, con l'eleganza tipica che l’evento richiede.
Anche in queste occasioni lei amava un abbigliamento che evidenziasse il suo corpo. Le piaceva essere guardata, ammirata, desiderata, osservare gli sguardi degli uomini che sapevano di sesso.
Si fermarono in un’area di sosta di una superstrada, non molto frequentata. Vi era, accanto al distributore, un bar. Diversamente dagli autogrill in autostrada, quello non era tenuto bene, e dava anche l’impressione di non essere molto pulito. All’esterno vi erano erbacce cresciute incolte, che denotavano una certa trascuratezza da parte dei gestori.
L’edificio richiedeva una imbiancatura urgente, così come lavori di manutenzione. Alle pareti esterne vi erano parti mancanti nell’intonaco. Un pezzo doveva essersi staccato di recente perché i pezzi erano ancora a terra.
Una pompa di benzina, in un angolo, ormai dismessa, era in evidente abbandono. Anche l’insegna vedeva una luce mancante.
Avevano però necessità di fare rifornimento e decisero di fermarsi comunque.
Stavano prendendo un caffè e lo sguardo di Annette fu attratto da un uomo grosso che, però, trasmetteva un senso di solidità. Dall’abbigliamento sembrava un muratore che tornava dalla giornata di lavoro.
Stava bevendo una birra e mangiando un panino.
Bastò uno sguardo tra Annette e Fausto per cercare la loro intesa. La donna cominciò a guardare l’uomo e a non distogliere lo sguardo, quando questi iniziò ad osservarla. Avuta la certezza della sua attenzione, Annette, a beneficio dello spettatore, accavallò una gamba, facendo salire appena il vestito, e dischiuse appena le labbra.
Non c’erano molte altre persone, ma la posizione consentiva solo all’uomo preso di mira di osservare che la donna indossava autoreggenti.
Una volta sicura di essere stata notata, Annette distolse lo sguardo e continuò la consumazione del suo caffè che l’anziana cameriera, con il grembiule sporco, le aveva appena portato.
Terminato il panino e la birra, l’uomo andò in bagno.
Passò un minuto e Fausto e Annette lo seguirono dovendo, necessariamente, entrare nel bagno degli uomini.
Non c’era nessuno, in quel momento, fatta eccezione per l’uomo che stava espletando le proprie funzioni agli orinatoi.
Solo al termine, quando si girò e iniziò a tirare su la zip che gli chiudeva i pantaloni, si accorse che le persone entrate erano la donna ed il marito.
Gli sguardi della coppia narravano delle loro intenzioni.
Il bagno non era molto pulito e c’era anche quell’odore tipico, rilevabile in assenza di una recente pulizia.
Fausto cercò gli occhi dell’uomo che, trovati, spostò lo sguardo dalla donna a lui. A quel punto, prese per i capelli la moglie, stringendoli a pugno, e la fece avanzare verso l’uomo, lentamente.
Annette ancheggiò, abbassò appena il capo, spinse in avanti i seni e dischiuse le labbra guardando l’uomo negli occhi.
Arrivati a circa due metri dal destinatario delle loro attenzioni, Fausto, tirando i capelli della moglie con una mossa che fosse ben visibile, la fece inginocchiare sul pavimento sporco. Il muratore manifestò evidente eccitazione e si avvicinò alla donna. Aprì i pantaloni, abbassò la zip per quella parte che aveva già iniziato ad alzare, e tirò fuori un cazzo già semiduro.
Colmò gli ultimi centimetri che li separavano, e pose il membro sulle labbra di Annette che le dischiuse quel tanto che fosse necessario per accoglierlo.
Fausto mollò la presa ai capelli, in modo che la sua mano potesse essere sostituita da quella dell’uomo, grossa e callosa. Tenendo la donna per i lunghi capelli biondi, spinse il cazzo in bocca e cominciò a gestire velocità e ritmo del pompino.
In quel momento entrò un altro uomo che si bloccò a guardarli.
I tre lo osservarono e fecero finta di nulla. La presenza, tuttavia, ebbe l’effetto di eccitare ulteriormente il muratore, che non aveva interrotto lo scorrimento del cazzo nella bocca di Annette.
L’altro si fermò a guardare. L’imbarazzo che lo spingeva ad uscire, dovette soccombere all’eccitazione che lo fece restare.
Il muratore, sempre più eccitato, tenne prima ferma la testa e mosse il bacino, come se scopasse la bocca della donna inginocchiata e, poi, fece l’inverso, tenne fermo il bacino e mosse la testa della donna a mezzo dei capelli.
Tenendole fermo il capo, lentamente, spinse ancor più il cazzo in bocca, fino ad arrivare in gola, premendo il sesso anche quando la donna iniziò ad avere i primi conati per la pressione del glande. L’uomo mollò la presa quel tanto per evitare che gli vomitasse addosso.
Tenne il cazzo fermo per riprendere a spingere fino a che non le godette in bocca.
Quando mollò la presa ai capelli, fu Fausto a riprendere il controllo della testa della moglie.
Il muratore aveva estratto il cazzo, ma una goccia di sperma faceva capolino dalla cappella.
Fausto avvicinò la testa della moglie al membro ancora duro.
“Pulisci bene”.
Annette si avvicinò e, guardando l’uomo negli occhi, con la lingua piatta, iniziò a pulire bene tutto il cazzo.
L’uomo ritirò il membro, si alzò la zip e chiuse i pantaloni.
Riprese il controllo della testa di Annette, ancora inginocchiata, tirandola leggermente indietro.
L'espressione era ancora carica dell’emozione per quello che aveva appena vissuto.
Solo in quel momento notò che gli occhi di Annette erano verdi.
“Apri la bocca”.
La voce tradiva un certo tremolio dovuto ad un residuo di eccitazione.
Annette eseguì.
L’uomo fece colare dentro un po’ di saliva.
Si allontanò.
L’altro uomo era rimasto impietrito ad osservare la scena, con gli occhi carichi di eccitazione.
Annette si alzò. Sulle ginocchia si era trasferito una parte dello sporco del pavimento.
Guardò l’altro uomo negli occhi e si pulì l’angolo della bocca da una goccia di sperma.
di
scritto il
2026-01-08
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