Calanques de Merseille

Scritto da , il 2021-10-20, genere sentimentali

Da Luminì il sentiero si inoltra tra profumo di pino marittimo e cespugli di rosmarino.
Gabbiani si inseguono chiamandosi nel Mistral che, dispettoso, increspa il mare cobalto di Morgiou.
Il sole, pigramente distende le sue dita sui fondali di Sormiou, mentre, stanche, discendiamo dalle pareti di calcare abbagliante.
Unghie di donna sulle aragoniti degli strapiombi sopra il mare.
Il Signore degli abissi mugghia sugli scogli mentre ci innalziamo lungo le lame strapiombanti che trafiggono le placche indolenti.
Nubi si rincorrono tra l'aiguille de Sugiton e le severe pareti della Candelle.
Cala la pace nella baia di En Vau, l'ultimo turista affronta il sentiero. Occhi di donne ne spiano la ritirata.
Rocce viscide a Port Miou, grinta orientale contro gravità provenzale.
Una ragazza nordica fila le corde.
Coppia di donne che arrampicano in costume, esclamano in inglese i francesi che ci incrociano.
Vita di campeggio, la doccia, la pasta, la birra.
Bambini giocano con le conchiglie.
Paura sullo strapiombo del dièdre du renard, scivoli vertiginosi le aderenze verso il mare.
Roccia ruvida su pelle morbida all'éperon des americains, sangue e graffi tra i cespugli spinosi.
Traffico tra le vie de Marseille, terrine de canard, baguette e camembert per cena.
Ancora una notte in tenda, mentre la pioggia picchietta timida sul sovratelo e ci racconta una ninna nanna.

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