Globuli di Bok

Scritto da , il 2021-10-03, genere prime esperienze

Dirigo gli specchi del telescopio sotto la cintura del gigante di stelle, alla ricerca di M42.
L'oculare grand'angolo ad alta luminosità fuocheggia le nubi di gas della grande nebulosa di Orione.
Baffi di fumo estesi per decine di anni luce mi inviano i segnali di multiple vite nascenti. Luce di emissione di giovani stelle contrasta con globuli di Bok, addensamenti di future principesse ancora avvolte nell'anonimato.
Abbagliante è l'emissione di energia da quelle immense volute di tenue gas, lo stupore mi sorprende mentre spio il risveglio di nuovi astri.

Apri le persiane sulla culla della notte, nido di tepore e di torpore.
Lenzuola sgualcite ricoprono il corpo dormiente di una giovane donna nuda. Le morbide dita stringono un lembo di cotone, il ricamo di delicata foggia orientale. Una coscia ribelle emerge dal mare di volute di tessuto, pelle chiara in delizioso contrasto sul lembo inamidato. L'occhio si spinge fino al confine di un inguine che rivela uno spettinato ciuffo di oscura selva. Il seno si rivela sotto un tondeggiante rilievo di fibra intessuta e un viso giace ancora in preda a un sonno innocente. Capelli selvaggi, abbandonati senza alcun controllo. Artigli di tenebra spasmodicamente avvinghiati al barlume di un morbido tepore evanescente, sbuffi di inchiostro, estremo richiamo di cefalopodi in pericolo, irregolari ondulazioni del mar nero, tentacoli di notte attorno a un volto di medusa ancora preda del dio Morfeo.
Gli occhi allungati, incorniciati dalle lunghe ciglia, si increspano, ultimo baluardo nell'ostinata lotta contro i bagliori del nuovo giorno.
Li socchiudo, sottili fenditure sugli zigomi sporgenti, e ti sorrido, prima immagine del nuovo giorno che prende vita.

Condensazione di nuclei di idrogeno si cercano nella disperazione del freddo cosmico, si aggregano in molecole e si muovono a caccia di nuove prede.
Protostelle vagano nella nube dispersa per far nascere una nuova luce, emissari di calore e nuova vita.
Le imperturbabili leggi della fisica guidano fenomeni gravitazionali, gradienti di temperatura fino ad innescare le prime reazioni di fusione, e i giovani nuclei di elio emettono inediti vagiti.

Mi stiro nel lettone e le lenzuola mi scivolano addosso scoprendomi un seno, subito raccolto e vezzeggiato da occhi premurosi e benevoli.
Mi tiro un lembo a ricoprirmi in un anelito di pudicizia, incurante dello spettacolo che si mostra senza veli, là dove le mie cosce convergono.
La bevanda nera, magico fluido, compete con i percorsi dei miei capelli, vago ricordo di una notte che ancora depone le armi ai piedi della rinnovata aurora.

Dispersa nella galassia, la nebulosa consegna nuove stelle alle notte universale.

Sorrido al mio uomo che in piedi mi porge una tazzina ricolma di tono e sostanza.
"Buongiorno, Yuko"

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