Quello stronzo di manager
di
IL MICROBO
genere
gay
QUELLO STRONZO DI MANAGER
Il Segretario riceve in casa il suo Capo per iniziare il capovolgimento dei ruoli.
-”Chi sei?”
-”Sono un postulante”.
-”Deponi i tuoi abiti in anticamera e presentati a me”.
Nei giorni precedenti il suo superiore gli aveva confidato le sue segrete esigenze di sottomissione venendo a conoscere che il suo tanghero era in realtà un colllaudatissimo domino. A quattro zampe mi si avvicinò e da umile mi supplicò di essere accolto.
-”Vediamo cosa sai fare”.
-”Mio Signore tutto quello che può farLe piacere”.
Gli allungo un piede per il bacio della scarpa.
-”Smack”.
-”Se fai il bravo ti tratterò anche meno bene di come eri solito strapazzare me in azienda di fronte agli altri facendomi fare la figura del cretino.
-”Chiedo umilmente scusa per tutti i soprusi che in modo sconsiderato ho usato nei Suoi confronti”.
-”Te li farò patire a rovescio”.
-”Più che esatto Mio Signore”.
-”Apprezzo come finalmente ti consegni a me. Hai già avuto Padroni?”.
-”Ne ho avuto Uno che mi gestito come meritavo”.
-”Cosa ti aspetti da me?”
-”La Sua degnazione”.
-”Bravo”.
Ho sputato sul pavimento per metterlo alla prova. Si è precipitato a leccare le mie salive.
-”Non ti hanno insegnato a ringraziare?”
-”Grazie Signore...”.
-”Padrone”.
-”Grazie Padrone”.
-”Alza il muso”.
-”Eccolo Padrone”.
-”Sciafff. Sciafff”.
-”Adulami”.
-”Mio Grandioso. Mio Necessario. Mio Supremo”.
-”Basta così. Vai ad esalare la tua superbia infilando la testa nel cesso”.
Ha eseguito senza battere ciglio. Ho tirato lo sciaquone e l'ho anche pisciato.
-”Grazie Padrone”.
-”Sei molto diverso dallo spavaldo che mi teneva sotto i suoi tacchi”.
-”Sono il mendico che mi sento dentro di essere”.
-”Sei un verme”.
-”Che striscia ai Suoi piedi”.
-”Mi fai quasi schifo”.
-”Ne sarei entusiasta. Ubbidiente ai Suoi voleri”.
-”Solleva il culo che ci infilo il plug”.
Lo ha ricevuto con gioia uno bello grosso che lo dilatava a sforzo.
-”Trattienilo”.
-”Lo tengo stretto”.
-”Stasera vai in bianco ma domani ti inculo”.
-”Spero di andarLe bene”.
-”La Cagna che sei verrà tutta fuori”.
-”Cagna e Scrofa. Abusata dal suo bellissimo cazzo”.
-”Annusalo”.
Mi è entrato in pube e gli sembrava normale riempirsi dei miei odori che tra lo stocco ritto presentatogli a sguscio e i peli disordinati che mi ha pettinato a lingua larga mi ha dato l'idea di quanto desiderava senza riserve diventare mio perfetto schiavo dante il sedere a spinta come poi l'ho conquistato.
Il Segretario riceve in casa il suo Capo per iniziare il capovolgimento dei ruoli.
-”Chi sei?”
-”Sono un postulante”.
-”Deponi i tuoi abiti in anticamera e presentati a me”.
Nei giorni precedenti il suo superiore gli aveva confidato le sue segrete esigenze di sottomissione venendo a conoscere che il suo tanghero era in realtà un colllaudatissimo domino. A quattro zampe mi si avvicinò e da umile mi supplicò di essere accolto.
-”Vediamo cosa sai fare”.
-”Mio Signore tutto quello che può farLe piacere”.
Gli allungo un piede per il bacio della scarpa.
-”Smack”.
-”Se fai il bravo ti tratterò anche meno bene di come eri solito strapazzare me in azienda di fronte agli altri facendomi fare la figura del cretino.
-”Chiedo umilmente scusa per tutti i soprusi che in modo sconsiderato ho usato nei Suoi confronti”.
-”Te li farò patire a rovescio”.
-”Più che esatto Mio Signore”.
-”Apprezzo come finalmente ti consegni a me. Hai già avuto Padroni?”.
-”Ne ho avuto Uno che mi gestito come meritavo”.
-”Cosa ti aspetti da me?”
-”La Sua degnazione”.
-”Bravo”.
Ho sputato sul pavimento per metterlo alla prova. Si è precipitato a leccare le mie salive.
-”Non ti hanno insegnato a ringraziare?”
-”Grazie Signore...”.
-”Padrone”.
-”Grazie Padrone”.
-”Alza il muso”.
-”Eccolo Padrone”.
-”Sciafff. Sciafff”.
-”Adulami”.
-”Mio Grandioso. Mio Necessario. Mio Supremo”.
-”Basta così. Vai ad esalare la tua superbia infilando la testa nel cesso”.
Ha eseguito senza battere ciglio. Ho tirato lo sciaquone e l'ho anche pisciato.
-”Grazie Padrone”.
-”Sei molto diverso dallo spavaldo che mi teneva sotto i suoi tacchi”.
-”Sono il mendico che mi sento dentro di essere”.
-”Sei un verme”.
-”Che striscia ai Suoi piedi”.
-”Mi fai quasi schifo”.
-”Ne sarei entusiasta. Ubbidiente ai Suoi voleri”.
-”Solleva il culo che ci infilo il plug”.
Lo ha ricevuto con gioia uno bello grosso che lo dilatava a sforzo.
-”Trattienilo”.
-”Lo tengo stretto”.
-”Stasera vai in bianco ma domani ti inculo”.
-”Spero di andarLe bene”.
-”La Cagna che sei verrà tutta fuori”.
-”Cagna e Scrofa. Abusata dal suo bellissimo cazzo”.
-”Annusalo”.
Mi è entrato in pube e gli sembrava normale riempirsi dei miei odori che tra lo stocco ritto presentatogli a sguscio e i peli disordinati che mi ha pettinato a lingua larga mi ha dato l'idea di quanto desiderava senza riserve diventare mio perfetto schiavo dante il sedere a spinta come poi l'ho conquistato.
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