I vicini di casa, parte 1^.

di
genere
gay

Da qualche mese sono cambiati i vicini di casa, ma non ancora visti e conosciuti. Un giorno, in pianerottolo ci troviamo in due per scendere con l'ascensore, così mi presento e scambiando qualche convenevolo di buon vicinato. Un bell'uomo devo dire, io - fidanzato da decenni con una lei -, non disdegno saltuari incontri con maschi, nel massimo riserbo ovviamente. Cosa che trovo ancora più eccitante proprio perchè segreta.
Passano altre settimane, e in altra occasione ci troviamo in ascensore in tre, altri convenevoli, e capisco che costoro vivono assieme: due maschi, abbastanza somiglianti, da farmi dubitare se sono fratelli, coabitanti o addirittura amanti, ma non oso chiederlo per delicatezza.
Il primo dei due conosciuto, bell'uomo sui 45-50 anni, quando ci si incontra casualmente, manifesta simpatia e feeling di sguardi sorridenti. Il secondo invece - altrettanto bell'uomo, forse più giovane di qualche anno - incrociato in altre occasioni condominiali, manifesta nello sguardo occhiate più distaccate, se non diffidenti.
Insomma, arriva un giorno che ci troviamo in zona cantine - io con il primo, che si chiama Sandro -, e l'incrocio di sguardi è inequivocabilmente di attrazione reciproca, così l'ho percepito. Entro nella mia cantina, ma non accendo la luce, lasciando la porta aperta, e attendo con una certa trepidazione. Lasciando la luce spenta, mi son detto, lancio un segnale chiaro. Infatti, dopo pochi secondi lo vedo sulla soglia, silenzioso, si ferma in attesa, ed io a sussurrargli di entrare. Chiude d'istinto la porta dietro di lui, e - al buio - mi avvicino di pochi passi e ci troviamo subito uniti con le bocche a sfiorarsi appena, in un primo attimo, per poi spalancarsi ed affondare le reciproche lingue. Le mani palpano, le lingue si attorcigliano prima dolcemente, poi con violenza sempre maggiore; gli salivo e sputo in bocca, mentre lui nel frattempo mi ha già tirato fuori il cazzo dai pantaloni. Si china e inizia a pomparmi, accendo la luce, lo fermo e lo guardo: occhi lucidi, ansiosi, espressione ingorda, capisco che gli piaccio molto, quindi affondo il cazzo in gola, violentemente, stringendogli saldamente la testa fra le mani per un bel po'. Quindi lo sollevo - noto che si era già calato tutto, pantaloni e mutande -, vedo il suo cazzo duro, molto bello, circonciso come il mio, che prendo in mano. Slinguate, palpate, strizzate di coglioni, dita in culo, eccitatissimi entrambi. Gli faccio appoggiare un piede sopra un tavolino, in modo da poterlo leccare tutto inginocchiandomi sotto di lui. Slinguo tutto: cazzo, coglioni, culo, affondo la faccia, sento il suo odore maschio che mi eccita ancora di più. Capisco che sta per sborrare, insisto con il suo glande e tutto il suo cazzo maturo, gonfio, venoso, duro, in bocca. Affondo il dito medio nel suo culo, strizzandogli i coglioni, così da farlo esplodere. Sborra a fiotti, mi innonda la bocca, io - che non amo prenderla in bocca la sborra - non la ingoio, ed essndo così tanta la sputo addosso a lui, continuandolo a pompare e leccare sotto, imbrattando tutto di sborra e saliva, faccia compresa. Mi alzo, si china sul mio cazzo e mi pompa a sua volta con ancora più ingordigia di me, fino a sborrargli in gola, sborra che ingoia tutta, senza remore.
Sfiniti, goduti, ci ricompostiamo pulendoci con dello scottex lì disponibile e, silenziosi, ci separiamo.

Fatemi sapere se vi è piaciuto, grazie. Seguiranno le parti successive.
scritto il
2026-03-01
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