Fiero di essere cornuto 2 - L'inizio in famiglia👪😜🤘🏼
di
cuck 24
genere
corna
Dopo che avevo rivelato a mio marito che nonostante fossimo sposati da soli 6 mesi, non avevo mai smesso di fare pompini e di farmi scopare da chi mi piaceva senza nessun limite compreso il fatto, di concedermi ai suoi amici e miei colleghi di lavoro.
Prima di lui, che pure conosceva la mia passione per il sesso ed il cazzo in particolare, lo avevano capito tutti i componenti della sua famiglia.
Il giorno in cui mi aveva portato a casa dei suoi per le presentazioni, il padre mi aveva subito guardata con aria allupata e stringendomi la mano, mi aveva stretta a se facendomi sentire il pacco sulla pancia sfiorandomi poi, la guancia con la lingua mentre mi baciava.
Suo fratello, meno sfacciato, senza toccarmi ne baciarmi, mi aveva fatto una radiografia completa dai piedi sino ai capelli con un'attenzione particolare al mio debordante seno e la zona del fuseaux stretto al punto da mostrare il gonfiore delle grandi labbra e lo spacco della fica.
La mamma che subito mi aveva scrutata con uno sguardo ambiguo, quando mi aveva abbracciata mi aveva stretta a se come a voler prendere le misure del mio corpo baciandomi poi teneramente le guance e scrutandomi con occhi dolci.
La zia invece, una cinquantenne truccatissima e dall'aspetto da trojona navigata, mi aveva dato la mano e poi baciata due volte sul viso concludendo le presentazioni con un lapidario:" Benvenuta in famiglia Barbara".
Dunque, anche se in modi differenti, in famiglia tutti avevano capito di che pasta fossi fatta e che piega avrebbe potuto prendere il mio matrimonio col loro congiunto.
La prima a prendere l'iniziativa era stata proprio la zia la domenica successiva quando mi avevano invitata a pranzo.
L'avevo incrociata in corridoio quando ero andata a lasciare il giacchino e la borsa nella stanza di Lulù (Lucio il mio fidanzato).
Mi era venuta incontro con le braccia tese e mentre mi abbracciava e mi baciava con la lingua sulle labbra, mi aveva messo una mano sotto la gonna e trovandomi senza mutande aveva detto: "Lo sapevo, non mi ero sbagliata quando avevo pensato che eri una bella troietta!"
Poi, spingendomi dentro la camera che aveva subito chiuso a chiave, si era inginocchiata ed infilandosi sotto la gonna (Lunga e ampia come voleva il mio fidanzato) mi aveva allargato le gambe ed aveva spinto la lingua sulla mia fica stringendo le labbra sul mio cespuglio nero per succhiarlo prima di allargarmi le grandi labbra con le mani per infilarvi la lingua e leccarmi poi anche la clito che si era subito indurita come un piccolo cazzo.
Ci sapeva fare la troia e quanto a me, dopo un primo momento in cui sorpresa, avevo subito la sua iniziativa, mi ero subito data da fare e, con le mani sulla sua testa, ne avevo pilotato i movimenti sino ad esplodere in un orgasmo il cui squirt, le aveva inzuppato il viso ed i capelli traspirando in parte del tessuto leggero della gonna.
-Che donna, che zoccola che sei!-
Aveva detto mentre con la manica della sua camicia si puliva il viso e si lisciata i capelli bagnati.
Così, incurante dell'aspetto un po' "Stazzonato" era tornata in soggiorno dove la tavola era già imbandita e mancavo solo io.
Anch'io, presa coraggio dal suo comportamento, ero entrata in sala mostrandomi disinvolta e incurante del fatto di avere la gonna bagnata a chiazze.
Da quel giorno tra noi era iniziata una tresca molto piacevole ed ogni volta che ci era possibile, ci incontravamo a casa sua per godere in modo tranquillo e completo quando non c'erano i figli ed il marito o a casa del mio fidanzato per delle furtive leccate di fica.
Era brava la troia, aveva una lingua di velluto che usava con grande perizia ed una fica ben curata dal profumo inebriante e dal sapore salmastro.
L'altro che quasi subito aveva messo in atto le sue intenzioni (Senza trovare ostacoli in verità) era stato il fratello del mio fidanzato, che un giorno in cui mi aveva accompagnata all'università per un esame, si era fermato in un'aiuola di sosta in autostrada e glielo avevo preso subito in bocca per farlo sborrare ingoiando tutto, tanto per fargli capire di che pasta ero fatta.
Durante il viaggio di ritorno, fermi nel parcheggio dei tir, gli avevo dato la fica facendolo impazzire con degli stop end go durante i quali io avevo degli orgasmi bloccando il suo più volte prima di farlo godere emettendo grugniti liberatori, direttamente dentro di me.
Il padre mi aveva scopata un giorno in cui era rientrato trovandomi a casa sua da sola.
Ero andata li per studiare insieme a Lulù quando lui, era dovuto uscire per una questione urgente di un suo amico.
Il mio futuro suocero aveva accompagnato la moglie per una non precisata commissione e rientrando aveva avuto la sorpresa di trovare me da sola che sul letto di Lulù, mi stavo masturbando.
Era bastato un solo attimo, uno sguardo, una smorfia del mio viso, le mie braccia protese verso di lui perché, senza bisogno di parole, lui si fiondasse con la testa tra le mie cosce e cominciasse a leccarmela furiosamente: "La volevi lo so! Lo so dal primo momento in cui ci siamo visti. Anch'io ti volevo sin da quando mi avevi fatto sentire il pacco duro sulla pancia. Non so neanch'io come ho resistito quella volta alla voglia di inginocchiarmi e prendertelo in bocca!" gli dicevo accarezzandogli i capelli mentre me la leccava. "Cazzo! Avevo ragione quando ti avevo vista a pensare che eri una troietta che avrebbe riempito di corna mio figlio."
Me l'aveva leccata sino al punto di farmi godere beccandosi anche lui la pioggia del mio squirt come era successo la prima volta con sua sorella.
Dopo il mio primo orgasmo, l'avevo fatto stendere sul letto sdraiandomi a sessantanove su di lui.
Avevo avuto ragione la prima volta.
Aveva davvero un bel cazzo con uno scroto gonfio e sicuramente pieno della mia crema preferita.
In quel momento però, non c'era il tempo per fargli un pompino completo e poi scopare.
Dunque, dopo il mio secondo orgasmo e quando ce l'aveva duro al punto giusto, mi ero alzata e ponendomi su di lui a cosce aperte, me lo ero fatto scivolare dentro dando inizio ad una cavalcata conclusa con una sborrata che mi aveva riempita tutta spruzzando in parte sul lenzuolo.
Al mio fidanzato al suo rientro quando aveva visto le macchie, era bastato dira che mentre l'aspettavo, mi ero masturbata sporcando col mio squirt che lui conosceva molto bene.
Per tutto il periodo prima del matrimonio non avevo avuto il bisogno di cercare nuovi cazzi e nuove occasioni per soddisfare le mie esigenze sessuali; Praticamente avevo tutto in casa, cazzi e fica!
segue
Prima di lui, che pure conosceva la mia passione per il sesso ed il cazzo in particolare, lo avevano capito tutti i componenti della sua famiglia.
Il giorno in cui mi aveva portato a casa dei suoi per le presentazioni, il padre mi aveva subito guardata con aria allupata e stringendomi la mano, mi aveva stretta a se facendomi sentire il pacco sulla pancia sfiorandomi poi, la guancia con la lingua mentre mi baciava.
Suo fratello, meno sfacciato, senza toccarmi ne baciarmi, mi aveva fatto una radiografia completa dai piedi sino ai capelli con un'attenzione particolare al mio debordante seno e la zona del fuseaux stretto al punto da mostrare il gonfiore delle grandi labbra e lo spacco della fica.
La mamma che subito mi aveva scrutata con uno sguardo ambiguo, quando mi aveva abbracciata mi aveva stretta a se come a voler prendere le misure del mio corpo baciandomi poi teneramente le guance e scrutandomi con occhi dolci.
La zia invece, una cinquantenne truccatissima e dall'aspetto da trojona navigata, mi aveva dato la mano e poi baciata due volte sul viso concludendo le presentazioni con un lapidario:" Benvenuta in famiglia Barbara".
Dunque, anche se in modi differenti, in famiglia tutti avevano capito di che pasta fossi fatta e che piega avrebbe potuto prendere il mio matrimonio col loro congiunto.
La prima a prendere l'iniziativa era stata proprio la zia la domenica successiva quando mi avevano invitata a pranzo.
L'avevo incrociata in corridoio quando ero andata a lasciare il giacchino e la borsa nella stanza di Lulù (Lucio il mio fidanzato).
Mi era venuta incontro con le braccia tese e mentre mi abbracciava e mi baciava con la lingua sulle labbra, mi aveva messo una mano sotto la gonna e trovandomi senza mutande aveva detto: "Lo sapevo, non mi ero sbagliata quando avevo pensato che eri una bella troietta!"
Poi, spingendomi dentro la camera che aveva subito chiuso a chiave, si era inginocchiata ed infilandosi sotto la gonna (Lunga e ampia come voleva il mio fidanzato) mi aveva allargato le gambe ed aveva spinto la lingua sulla mia fica stringendo le labbra sul mio cespuglio nero per succhiarlo prima di allargarmi le grandi labbra con le mani per infilarvi la lingua e leccarmi poi anche la clito che si era subito indurita come un piccolo cazzo.
Ci sapeva fare la troia e quanto a me, dopo un primo momento in cui sorpresa, avevo subito la sua iniziativa, mi ero subito data da fare e, con le mani sulla sua testa, ne avevo pilotato i movimenti sino ad esplodere in un orgasmo il cui squirt, le aveva inzuppato il viso ed i capelli traspirando in parte del tessuto leggero della gonna.
-Che donna, che zoccola che sei!-
Aveva detto mentre con la manica della sua camicia si puliva il viso e si lisciata i capelli bagnati.
Così, incurante dell'aspetto un po' "Stazzonato" era tornata in soggiorno dove la tavola era già imbandita e mancavo solo io.
Anch'io, presa coraggio dal suo comportamento, ero entrata in sala mostrandomi disinvolta e incurante del fatto di avere la gonna bagnata a chiazze.
Da quel giorno tra noi era iniziata una tresca molto piacevole ed ogni volta che ci era possibile, ci incontravamo a casa sua per godere in modo tranquillo e completo quando non c'erano i figli ed il marito o a casa del mio fidanzato per delle furtive leccate di fica.
Era brava la troia, aveva una lingua di velluto che usava con grande perizia ed una fica ben curata dal profumo inebriante e dal sapore salmastro.
L'altro che quasi subito aveva messo in atto le sue intenzioni (Senza trovare ostacoli in verità) era stato il fratello del mio fidanzato, che un giorno in cui mi aveva accompagnata all'università per un esame, si era fermato in un'aiuola di sosta in autostrada e glielo avevo preso subito in bocca per farlo sborrare ingoiando tutto, tanto per fargli capire di che pasta ero fatta.
Durante il viaggio di ritorno, fermi nel parcheggio dei tir, gli avevo dato la fica facendolo impazzire con degli stop end go durante i quali io avevo degli orgasmi bloccando il suo più volte prima di farlo godere emettendo grugniti liberatori, direttamente dentro di me.
Il padre mi aveva scopata un giorno in cui era rientrato trovandomi a casa sua da sola.
Ero andata li per studiare insieme a Lulù quando lui, era dovuto uscire per una questione urgente di un suo amico.
Il mio futuro suocero aveva accompagnato la moglie per una non precisata commissione e rientrando aveva avuto la sorpresa di trovare me da sola che sul letto di Lulù, mi stavo masturbando.
Era bastato un solo attimo, uno sguardo, una smorfia del mio viso, le mie braccia protese verso di lui perché, senza bisogno di parole, lui si fiondasse con la testa tra le mie cosce e cominciasse a leccarmela furiosamente: "La volevi lo so! Lo so dal primo momento in cui ci siamo visti. Anch'io ti volevo sin da quando mi avevi fatto sentire il pacco duro sulla pancia. Non so neanch'io come ho resistito quella volta alla voglia di inginocchiarmi e prendertelo in bocca!" gli dicevo accarezzandogli i capelli mentre me la leccava. "Cazzo! Avevo ragione quando ti avevo vista a pensare che eri una troietta che avrebbe riempito di corna mio figlio."
Me l'aveva leccata sino al punto di farmi godere beccandosi anche lui la pioggia del mio squirt come era successo la prima volta con sua sorella.
Dopo il mio primo orgasmo, l'avevo fatto stendere sul letto sdraiandomi a sessantanove su di lui.
Avevo avuto ragione la prima volta.
Aveva davvero un bel cazzo con uno scroto gonfio e sicuramente pieno della mia crema preferita.
In quel momento però, non c'era il tempo per fargli un pompino completo e poi scopare.
Dunque, dopo il mio secondo orgasmo e quando ce l'aveva duro al punto giusto, mi ero alzata e ponendomi su di lui a cosce aperte, me lo ero fatto scivolare dentro dando inizio ad una cavalcata conclusa con una sborrata che mi aveva riempita tutta spruzzando in parte sul lenzuolo.
Al mio fidanzato al suo rientro quando aveva visto le macchie, era bastato dira che mentre l'aspettavo, mi ero masturbata sporcando col mio squirt che lui conosceva molto bene.
Per tutto il periodo prima del matrimonio non avevo avuto il bisogno di cercare nuovi cazzi e nuove occasioni per soddisfare le mie esigenze sessuali; Praticamente avevo tutto in casa, cazzi e fica!
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